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Santa Maria Faustina Kowalska: La grandiosa missione di annunciare la Misericordia

Pubblicato 2018/10/22
Autore : Suor Mariana Iecker Xavier Quimas de Oliveira, EP

Che Dio sia infinitamente buono, nessuno può negarlo, ma Gesù vuole che gli uomini sentano in forma speciale la sua misericordia, prima di venire come Giudice. Questo è il grandioso messaggio che Santa Faustina visse e proclamò.

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1.jpg"Figlia mia, il tuo cuore è il mio riposo e il mio piacere.”;1 “Ho abbandonato il trono del Cielo per unirMi a te”;2 “Figlioletta mia, sei la mia gioia, il sollievo del mio Cuore. Ti concedo tante grazie quante ne puoi portare”.3

Cosa diremmo se conoscessimo la persona che meritò di ascoltare tali parole dalle labbra adorabili del Salvatore? Quanto amore versato su una creatura! Quanta intima e sublime comunione indicano queste profonde espressioni di affetto!

Troppo umani come noi siamo, cercheremmo certamente in esso la causa di tanta predilezione e affetto. Riusciremmo a trovarla? Per attirare da Dio stesso un così singolare affetto, sarebbe sufficiente praticare una sola virtù in grado eroico? O sarebbe necessario distinguersi in un gran numero di loro?

Povera intelligenza umana! La “matematica” celeste non opera in questo modo… L’amore di Dio non cerca la bontà nelle creature, ma la infonde.

Vittoria degli appelli divini

Helena Kowalska nacque il 25 agosto 1905, a Glogowiec, un piccolo villaggio della Polonia. Essendo stata scelta da Dio per un’alta missione, come vedremo, ebbe a sette anni i primi contatti con Colui che sarebbe stato suo confidente, guida e ragione della sua esistenza.

“A questa età, sentii per la prima volta la voce di Dio nell’anima, ossia, l’invito a una vita più perfetta, ma non sempre fui ubbidiente alla voce della grazia”,4 racconta con semplicità nel suo Diario.

Infatti, il cuore della bambina resisteva agli appelli del Divino Redentore in quel momento, e aveva ancora bisogno di essere conquistato da Lui. “Il continuo richiamo della grazia era per me una grande sofferenza che cercavo di soffocare distraendomi. […] Tuttavia, la grazia del Signore vinse nella mia anima”.5

All’età di diciotto anni, Helena decide di seguire la via religiosa, contrariando le aspettative dei suoi genitori. Spinta da un’insistente chiamata di Gesù, si diresse a Varsavia e, dopo aver percorso diversi monasteri, entrò nella Congregazione della Madonna della Misericordia, prendendo il nome di suor Maria Faustina.

Tuttavia, anche in questa nuova via, con frequenza le era difficile sottoporsi alle sollecitazioni divine. In un giorno di Natale, ad esempio, per sfuggire alla voce del Signore, chiese l’autorizzazione alla Superiora di far visita alle suore che vivevano nella nuova casa Jozefinek, aperta dalla congregazione nel distretto di Grochów. Prima di andarsene, però, tornando dalla cella dove era andata a prendere il mantello, Gesù le apparve e disse: “Va’, ma Io prendo il tuo cuore”.6 In quell’istante sentì che non lo aveva più dentro al petto…

Una specie di nostalgia si impossessò di lei durante tutto il percorso, facendo sì che, dopo essere rimasta per un po’ di tempo a Jozefinek, insistesse con le sue accompagnatrici per tornare subito al convento.

Rigore e dolcezza nella comunione con Gesù

Con amore geloso, il Divino Gesù l’attirava. Essendo stata inviata alla casa di Plock, le fu affidato il compito di decorare la cappella con dei fiori. Un giorno separò alcune delle più belle rose per adornare la cella di una delle suore. Lungo il percorso, incontrò il Signore che le chiese con un tono di benevolo rimprovero: “Figlia mia, a chi stai portando questi fiori?”7 Il silenzio fu la sua risposta, poiché si era resa conto che non era per carità che portava quei fiori… Gettatele per terra, uscì in fretta in direzione del tabernacolo!

Altre volte il Salvatore era più incisivo, senza smettere di essere affabile, come accadde quando fu chiamata a Giudizio e vide tutto quanto c’era nella sua anima che non era gradito a Lui. “Sei colpevole e meriti un giorno di fuoco del Purgatorio”,8 sentenziò il Divino Giudice. E siccome lei voleva lanciarsi subito nelle fiamme purificatrici, udendo la sentenza, Nostro Signore la trattenne e le diede da scegliere tra il Purgatorio o continuare la vita su questa terra.

“Gesù, voglio soffrire in Purgatorio e voglio patire i più grandi tormenti sulla terra, anche se è fino alla fine del mondo”,9 rispose lei. Egli ribatté: “Ora appoggia la testa sul mio petto, sul mio Cuore, e attingi forza e vigore da esso per tutte le sofferenze, perché da nessuna parte troverai sollievo, aiuto o conforto. Devi sapere che soffrirai molto, moltissimo, ma non aver paura di questo: Io sono con te”.10

Benevola ammonizione, amorevole severità. Il rigore e la dolcezza furono sempre le note dominanti della comunione tra la Santa della Divina Misericordia e il suo Signore.

“Preparerai il mondo alla mia ultima venuta”

È proprio di ogni anima con una vocazione profetica personificare, in qualche modo, il messaggio che è chiamata a trasmettere. Un esempio di ciò furono le azioni simboliche del profeta Ezechiele (cfr. Ez 24, 1-27); la durezza di cuore del predicatore di Ninive, il profeta Giona (cfr. Gio 4, 1-11); le sofferenze e l’isolamento della portatrice dei segreti di Fatima, Suor Lucia.11 Tutte le circostanze delle loro vite non fecero altro che presentarli davanti al mondo come messaggi viventi e veri simboli delle loro missioni.

Con Santa Faustina Kowalska non sarebbe stato differente. Se lei era chiamata a mostrare agli uomini il grande amore e la misericordia di Dio verso l’umanità, non sarebbero potute mancare dimostrazioni di quell’indescrivibile affetto per lei da parte del Divino Redentore: “Il tuo cuore è il cielo per Me”.12 Nonostante ciò, anche i rimproveri non potevano non essere presenti: “Non riuscirai ad allontanarti da Me, perché sono dappertutto”.13

Si sbagliano, dunque, quelli che pensano che il messaggio tratto da Gesù Misericordioso, che la Santa contemplava, fosse composto soltanto da affabilità e affetto. Se la considerassimo così, avremmo una visione superficiale della sua missione e occulteremmo la grandezza dei disegni di Dio a suo riguardo: “Preparerai il mondo alla mia ultima venuta”.14

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“PortaMi le anime che venerano e glorificano in un modo
speciale la mia misericordia, e immergile nella mia misericordia”

Interno del Santuario della Misericordia, Cracovia (Polonia)

Grandiosa ed enigmatica missione

Il 22 novembre 1931, Santa Faustina ricevette dal Signore Gesù il compito di far dipingere un quadro di come lei Lo vedeva, con l’iscrizione: “Gesù, io confido in Te”.15

Dal Cuore di Gesù uscivano due raggi: uno rosso, rappresentante la misericordia divina, e un altro bianco, simbolo dell’ “acqua che giustifica le anime”.16 Nostro Signore le spiegò che nella sua Passione aveva versato il suo preziosissimo sangue a torrenti e alcune gocce d’acqua. Questi torrenti di Sangue corrispondevano alla misericordia divina che il Salvatore avrebbe riversato sulla Cristianità in tutti i secoli, essendo corrisposta non di rado dagli uomini con smisurate ingratitudini.

Le preannunciò anche un’epoca storica nella quale il suo Sacro Cuore avrebbe irradiato la giustizia divina: “Prima di venire come giusto Giudice, vengo come Re di Misericordia. Prima che venga il giorno della giustizia, nei cieli sarà dato agli uomini questo segno: si spegnerà ogni luce nel cielo, e ci sarà una grande oscurità sulla terra. Allora apparirà il segno della Croce nel cielo, e dagli orifizi dove sono stati inchiodati le mani e i piedi del Salvatore, usciranno grandi luci che, per un po’ di tempo, illumineranno la terra”.17

Ecco la grandiosa missione di Suor Faustina: ammonire l’umanità, dimentica della Passione redentrice di Gesù, perché possa volgersi a Lui durante il tempo dell’indulgenza, prima che venga quello della giustizia. A somiglianza dell’appello alla città di Ninive, magari Dio fosse disposto a cambiare condotta se gli uomini si fossero convertiti…

Quanti enigmi racchiudono le rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù a Santa Faustina Kowalska! Per quante sofferenze non passò, per il fatto di conoscere tante cose future o presenti, alle quali nessuno dava credito, ricevendo spesso indicazioni come questa, data da una delle religiose più provette: “Sorella, si tolga dalla testa che Nostro Signore possa convivere con lei con così tanta familiarità, con una così miserabile, una così imperfetta. Nostro Signore convive solo con anime sante, si ricordi di questo”.18

Come Abramo (cfr. Gen 18, 21- 33), Santa Faustina implorava la misericordia per il mondo, presentando a Gesù i giusti che a quell’epoca vivevano, Malgrado delle volte sentisse risposte come questa: “Esiste ancora un gran numero di anime che Mi amano molto, ma il mio Cuore desidera essere amato da tutti, e, siccome il mio amore è grande, per questo li minaccio e castigo”.19

Potere di impetrazione per le anime

Il Divino Salvatore le mostrava la sofferenza di suore che si trovavano in Purgatorio e avevano bisogno di preghiere o la situazione spirituale di persone che non convivevano nemmeno con lei.

Una volta, vide un sacerdote che stava per cadere in peccato mortale. Implorò Dio di mandarle tutte le sofferenze che voleva, ma di liberarlo da tale occasione. “Gesù ha ascoltato la mia preghiera e ho sentito immediatamente sulla mia testa la corona di spine. Le spine di questa corona penetravano fino al mio cervello”.20 Per tre ore soffrì un indicibile tormento, affinché il Signore fortificasse l’anima del suo servo.

In un’altra circostanza vide due suore che stavano per precipitare nell’inferno, perché erano in una situazione di grave peccato. Pregò per loro e il giorno dopo, in obbedienza al comando di Nostro Signore, raccontò tutto alla superiora, vedendo una già “in grande fervore, e l’altra in una grande lotta”.21

Non era raro che il Redentore le mostrasse il futuro della sua nazione e persino della Chiesa: “Un giorno Gesù mi ha detto che avrebbe punito una città, che è la più bella del nostro paese. Questa punizione avrebbe dovuto essere la stessa che Dio aveva mandato contro Sodoma e Gomorra. Vidi la grande ira di Dio e un brivido mi trafisse il cuore.”.22 Con la sua preghiera, unita al Santo Sacrificio dell’Altare, ottenne che Gesù, il settimo giorno, benedicesse il paese.

Lei racconta anche che un venerdì, nel settembre 1935, ebbe una visione: “La sera, quando ero nella mia cella, vidi l’Angelo esecutore dell’ira di Dio. Era vestito di bianco, il viso radioso e una nuvola ai suoi piedi. Dalla nuvola uscivano tuoni e fulmini che arrivavano alle sue mani, e solo a questo punto raggiungevano la terra. Quando vidi questo segno dell’ira di Dio, che avrebbe dovuto raggiungere la terra, e in particolare un luogo che non posso menzionare per ragioni ben comprensibili, iniziai a chiedere all’Angelo di fermarsi per qualche istante, perché il mondo avrebbe fatto penitenza. Ma la mia richiesta non valse nulla di fronte alla collera di Dio”.23 Pregò con forza e l’Angelo sospese il giusto castigo, meritato a causa di tanti peccati.

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“Queste anime brilleranno con uno speciale fulgore nella vita futura”

Una delle rappresentazioni contemporanee del Cristo della Divina Misericordia

Eroismo nella via dell’abbandono

Quante perplessità e notti buie hanno assalito lo spirito di questa Santa, che, a volte, quasi le scossero la fede! E con quanta umiltà, per colei che in passato aveva avuto difficoltà a sottomettersi alle sollecitazioni divine, ora si abbassava a sentire alcuni commenti delle sue superiore, dei suoi direttori spirituali e persino delle sue stesse compagne…

“Ho sentito che la sorella è una visionaria, che sta avendo visioni. Povera sorella”,24 le disse dispiaciuta, in confidenza, una religiosa del convento. “Eccentrica, isterica, visionaria, sparisca dalla mia stanza, non voglio più vedere la sorella”,25 le urlò con ira una delle madri, una volta. Situazione peggiore era quando le si presentavano i demoni, dicendo: “Ecco la ricompensa per la tua fedeltà e sincerità; ecco qui il tuo premio. Come si può essere sincera, quando si è così tanto incompresa?”26

Vero eroismo esigeva da lei il Re della Gloria, poiché voleva che si abbandonasse unicamente nelle sue mani! Ecco l’unica “matematica” divina: far soffrire coloro che ama, in modo che, passati attraverso il fuoco del crogiolo, escano dall’altra parte più risplendenti dell’oro! “Non ricompenso il buon esito nel lavoro, ma la sofferenza”.27

Nulla nella vita dell’Apostola della Divina Misericordia accadeva come in un mare di rose. Gesù Misericordioso, in cui lei confidava, non era un Salvatore che offriva la tranquillità: “PortaMi le anime che venerano e glorificano in un modo speciale la mia misericordia, e immergile nella mia misericordia. Queste anime sono state quelle che più hanno sofferto a causa della mia Passione e sono penetrate più profondamente nel mio spirito. Esse sono l’immagine viva del mio Cuore compassionevole”.28

Speciale fulgore nella vita futura

Nostro Signore, tuttavia, non solo promette difficoltà e angosce per coloro che hanno scelto di seguirLo: “Queste anime brilleranno con uno speciale fulgore nella vita futura”.29

Speciale fulgore! Con quali parole potremmo qualificare meglio il nome di Santa Faustina Kowalska? Lei, che è una delle principali figure e modelli di santità del XX secolo, quale maggiore brillantezza potrebbe acquisire? Ecco la ricompensa preannunciata da Dio ai suoi amati: la gioia e la gloria, non solo per il dovere compiuto, ma per le meraviglie contemplate, le conquiste e le battaglie ben combattute.

Questa gioia già la pregustava in questa vita, quando iniziava a esserle svelata la vittoria del bene con la quale la Storia, non solo di lei, ma del mondo intero, si sarebbe conclusa: “Verrà il tempo in cui quest’opera, che Dio raccomanda tanto, sarà come se fosse completamente distrutta, e dopo ciò, l’azione di Dio si manifesterà con grande forza, che darà testimonianza della verità. Essa sarà un nuovo splendore per la Chiesa, sebbene esista in lei già da molto tempo. Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno potrà negarlo; ma Egli desidera che tutti lo sappiano prima che venga la seconda volta come Giudice; vuole che innanzitutto le anime Lo riconoscano come Re della Misericordia. Quando verrà questo trionfo, saremo già nella nuova vita, nella quale non ci sono sofferenze”.30

Per questo le assicurò Gesù: “Quando vedrai i tuoi giorni attuali in Paradiso, sarai felice e vorresti vederli più numerosi”.31 Vale la pena passare per tante disgrazie, vale la pena attraversare valli e paludi, vale la pena affrontare un vero martirio vivo, per contemplare e partecipare, dall’eternità, alla realizzazione di tutte queste promesse! (Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2018, n. 185, p. 32-35)

1 SANTA MARIA FAUSTINA KOWALSKA. Diário. A misericórdia Divina na minha alma, n.339. Curitiba: Congregação dos Padres Marianos, 1995, p.114. 2 Idem, n.1810, p.431. 3 Idem, n.164, p.77. 4 Idem, n.7, p.23. 5 Idem, n.8, p.24. 6 Idem, n.42, p.33. 7 Idem, n.71, p.42. 8 Idem, n.36, p.31. 9 Idem, ibidem. 10 Idem, ibidem. 11 Cfr. CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Por fim, o meu Imaculado Coração triunfará! São Paulo: Lumen Sapientiæ, 2017, p.95-99. 12 SANTA MARIA FAUSTINA KOWALSKA, op. cit., n.238, p.92. 13 Idem, n.429, p.138. 14 Idem, ibidem. 15 Idem, n.47, p.34. 16 Idem, n.299, p.106. 17 Idem, n.83, p.45-46. 18 Idem, n.133, p.65. 19 Idem, n.1703, p.406. 20 Idem, n.41, p.33. 21 Idem, n.43, p.33. 22 Idem, n.39, p.32. 23 Idem, n.474, p.148. 24 Idem, n.125, p.62. 25 Idem, n.129, p.63. 26 Idem, ibidem. 27 Idem, n.90, p.47. 28 Idem, n.1224, p.297. 29 Idem, ibidem. 30 Idem, n.378, p.126. 31 Idem, n.1787, p.425.

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