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Il Fondatore

Guardare alla Storia con occhi celesti

Pubblicato 2009/10/16
Autore : Cardinale Franc Rodé, CM

Ci siamo riuniti in questa magnifica Chiesa della Madonna del Rosario per celebrare la solennità dell'Assunzione al cielo della Beata Vergine, la Festa della Madre, la definitiva glorificazione di Maria,

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In questo giorno dedicato a Maria, rendiamo grazie al Padre per l'approvazione pontificia delle due Società di Vita Apostolica primizie degli Araldi del Vangelo. E per il compleanno del suo fondatore, Mons. João Scognamiglio Clá Dias, strumento docile e chiaroveggente dello Spirito Santo, per mezzo del quale la grande famiglia degli Araldi del Vangelo, è stata donata alla Chiesa universale.

Cardinale Franc Rodé, CM

Ci siamo riuniti in questa magnifica Chiesa della Madonna del Rosario per celebrare la solennità dell'Assunzione al cielo della Beata Vergine, la Festa della Madre, la definitiva glorificazione di Maria, Madre di Cristo, Madre della Chiesa, Madre di tutti gli uomini, Madre tenerissima di ciascuno di noi.

Darío Iallorenzi
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"Il vostro fondatore è stato per voi come
è il Signore: padre e madre! Egli vi ha
accolto e fatto crescere nell'amore,
nella scoperta e nel vivere la vostra
vocazione specifica"

Sentimenti di esultanza, di stupore, di tenerezza e di devozione, ci riempiono il cuore in questo giorno, perché Rifulge la Regina, alla destra del Signore.

Papa Pio XII nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus, che pronunciava, dichiarava e definiva il dogma dell'Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria in anima e corpo, così scriveva: "‘Immacolata nella sua concezione, sempre Vergine nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, che ha ottenuto un completo trionfo sul peccato e le sue conseguenze, ha ottenuto, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, che fosse preservata dalla corruzione del sepolcro, e che, come il suo divino Figlio, sconfitta la morte, fosse portata in corpo e anima al Cielo, dove rifulge come Regina alla destra di suo Figlio, Re immortale dei secoli".1

Rendiamo grazie per le due società e per il fondatore

In questa giornata, interamente dedicata a Maria, abbiamo la gioia di rendere grazie al Padre di ogni misericordia per i doni di bontà che Egli ci ha prodigato con tanta pienezza: il riconoscimento di diritto pontificio della Società di Vita Apostolica clericale Virgo Flos Carmeli e della Società di Vita Apostolica femminile Regina Virginum, primizie dell' Associazione Internazionale degli Araldi del Vangelo e il compleanno del carissimo Monsignor João Scognamiglio Clá Dias, strumento docile e chiaroveggente dello Spirito Santo, per mezzo del quale la grande famiglia degli Araldi del Vangelo, è stata donata alla Chiesa universale.

A lui vanno il mio cordiale saluto, le mie più affettuose felicitazioni, la mia personale gratitudine, quella della Chiesa intera e, anche, di tutti voi, che in questo momento costituite una corona di figli amatissimi, da lui generati in Fede. Rendiamo grazie, in particolare, al Signore per il suo amore di predilezione per tutte le qualità di cui Egli lo ha graziato.

Monsignor João, lei che è stato un attento ascoltatore di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa - in particolare a questa santa Chiesa che è in Brasile - per la sua perseveranza nel seguire l'ispirazione divina per la sua attenta e preziosa guida e per il suo paterno impegno nel piantare, irrigare e far crescere e germinare nella Chiesa questa grande famiglia degli Araldi del Vangelo, il vostro fondatore è stato per voi come è il Signore: padre e madre! Egli vi ha accolto e fatto crescere nell'amore, nella scoperta e nel vivere la vostra vocazione specifica. Mi sento particolarmente felice di essere qui con voi, di partecipare a questa festa di famiglia, e presiedere l'Eucaristia per ringraziare il Signore di tutti i suoi benefici.

Maria condurrà a buon termine la nostra salvezza

Oggi si celebra, infatti, la Solennità dell'Assunzione di Maria, la Madre di Gesù. Questa festa ci rende presente, meglio direi che ci rende attuale, la visione del "Cielo". Oggi guardiamo al cielo con gli occhi limpidi di Maria, attraverso il suo sguardo virginale, la sua purezza sponsale, la sua impareggiabile

Dario Iallorenzi
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"Rendiamo grazie a Dio per tutte le qualità di cui
Egli ha graziato Monsignor João, per essere un
attento ascoltatore di ciò che lo Spirito dice
alla Chiesa, per la sua perseveranza
nel seguire l'ispirazione divina"

bellezza. Contempliamo il Cielo in Maria, per renderci fedeli discepoli di suo Figlio. Noi Lo contempliamo in Colei che è stata una Donna sempre aperta alla presenza di Dio, alla sua azione nella stessa vita e nella storia dell'uomo. Fissiamo lo sguardo in Maria: impariamo ad avere fame e sete di Dio.

Questo Dio, che in primo luogo L'ha amata, L'ha resa anche capace di donarsi senza riserve al suo disegno di salvezza. Impariamo da Lei ad essere disponibili ed essere generosi nell'accettare il disegno di Dio per la nostra vita. Preghiamo Maria di intercedere per noi affinché, come Lei, pellegrina della Fede e Vergine del cammino, possiamo mantenere la nostra unione con il Signore in tutte le circostanze, anche sotto il peso della Croce (cfr LG 58).

Inginocchiamoci con fede viva a meditare il mistero della Madre del Figlio di Dio, che oggi è stata portata al Cielo "La nostra Regina ci ha preceduto - cantava San Bernardo - ci ha preceduto ed è stata accolta con un tale giubilo che noi, suoi piccoli servi, seguiamo con fedeltà la nostra regina, acclamando: ‘Attraici a Te, correremo dietro all'aroma del tuo profumo.' Sul cammino, nella terra del nostro esilio, inviamo prima di noi una avvocata che, come Madre del Giudizio e di Madre misericordiosa, e porterà a buon termine, con la sua efficace preghiera, la nostra salvezza".2

Monsignor João vi ha insegnato a guardare alla Storia con occhi celesti

Maria è la Donna forte nella Fede. È la donna del silenzio, che prega e adora il disegno del Padre, che porta in braccio il mistero d'amore. Maria è la Donna di gran cuore, incapace di dire no a chi le si rivolge con cuore semplice, puro e buono, per qualsiasi necessità e penuria. Ma non pensiamo che per Lei sia stato facile penetrare nel mistero: "Lei ha custodito la sua promessa di fedeltà all'interno di uno spazio per incomprensibilità - scriveva Romano Guardini. [...]

Lei era il vestibolo per il santo futuro". 3 "Per questo - sottolinea Papa Benedetto XVI - può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, una Madre alla quale in qualsiasi necessità chiunque può osare rivolgersi nella propria debolezza e nel proprio peccato, perché ella ha comprensione per tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa. [...] Il suo cuore, mediante l'essere e il sentire insieme con Dio, si è allargato.

In lei la bontà di Dio si è avvicinata molto a noi. Così Maria sta davanti a noi come segno di consolazione, di incoraggiamento, di speranza. Ella si rivolge a noi dicendo: ‘Abbi il coraggio di osare con Dio! Provaci! Non aver paura di Lui! Abbi il coraggio di rischiare con la fede! Abbi il coraggio di rischiare con la bontà! Abbi il coraggio di rischiare con il cuore puro! Compromettiti con Dio, allora vedrai che proprio con ciò la tua vita diventa ampia ed illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese, perché la bontà infinita di Dio non si esaurisce mai!".4

Monsignor João ha avuto questo coraggio, il coraggio di "scommettere la propria vita" per Cristo e per il Vangelo. Il coraggio di rischiare il tutto e per tutto, con illimitata fiducia nel Signore della Misericordia e in sua madre Maria ed ha sperimentato nella sua persona che la bontà di Dio non si esaurisce mai, è piena di sorprese. Tali sorprese hanno gli occhi, la fronte e il cuore di ciascuno di voi, suoi figli e figlie carissimi. In questi anni, egli ha insegnato ad ognuno di voi a guardare la Storia con occhi celesti, come Maria.

La bellezza insiste oggi nell'essere riconosciuta

Ognuno di noi ha il dovere di dare ai fratelli e alle sorelle, che condividono il nostro percorso, uno sguardo celeste; ha la missione di fornire una visione di speranza a questo nostro mondo che spesso guarda deplorevolmente verso il basso, rimanendo senza ideali, senza sogni e rivolto verso se stesso. Il desiderio di felicità, la sete di giustizia, il bisogno di amore sembrano essere costantemente frustrati dall'infedeltà, dalla fragilità, dalla mediocrità. L'armonia e la bellezza sono profanate dalla violenza, dalla sofferenza e dalle divisioni.

Contatti senza relazioni, volontà senza desideri, emozioni senza sentimenti, attese senza speranza. Le tenebre sembrano crescere oggi fino all'esasperazione. Apparentemente, il mondo di oggi ha perso ogni traccia del vero, del Bene, del Bello. Simone Weil affermava che "la bellezza sta alle cose, come la santità sta all'anima".5 Ma nel mondo di oggi, esistono troppe situazioni umane, spirituali e culturali che, al contrario, sono brutte (e pertanto, il contrario di belle), sono dunque i segni della disarmonia, della lacerazione e della frattura. La bellezza di Maria, la purezza e la semplicità del suo Magnificat, che udiamo risuonare durante la lettura del Vangelo, sembrano perduti.

Forse, soprattutto ora, la Bellezza si fa presente e insiste sulla necessità di essere riconosciuta da cuore e occhi attenti, da coloro che, ostinatamente, la cercano e soffrono per la sua assenza. Il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar scriveva, "in un mondo senza bellezza, anche il bene ha perso il suo potere di attrazione, l'evidenza del suo dover-esser-realizzato. [...] In un mondo che non si crede più capace di affermare il bello, gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro forza di conclusione logica".6

In Maria vediamo l'esempio di una umanità nuova

Che bellezza, quindi, salverà il mondo? - chiedeva il giovane moribondo al principe Myskin di Dostoevskij. 7 È una sola la risposta cristiana: l'Amore è la vera bellezza che supera tutte le armonie delle forme perfette. La bellezza di Maria è la bellezza della santità e della grazia che, dopo Cristo, raggiungono in Lei il vertice. Giovanni Maria Vianney, il santo Curato d'Ars, che ricordiamo in particolare in questo anno sacerdotale, diceva: "Dio avrebbe potuto creare un mondo più bello, ma non avrebbe potuto dare vita ad una creatura più bella di Maria". È bellezza interiore, fatta di luci, di armonia, di perfetta corrispondenza tra la realtà e l'immagine che Dio aveva ideato per creare la donna.

È Eva in tutto il suo splendore e la perfezione, la nuova Eva. Guardiamo a Maria. Vedremo la bellezza, la pienezza, la perfetta realizzazione della persona umana. In Lei la grazia di Cristo ci indica chi siamo. La Vergine Madre proietta sul cammino dell'umanità una grande speranza. La figura della Beata Vergine Maria ci fa vedere che una creatura umana può raggiungere la bellezza della perfezione cristiana, aprendosi all'azione dello Spirito Santo e collaborando con la grazia di Dio. In Maria, dunque, vediamo l' esempio di un'umanità nuova, redenta che, con la luce della sua bellezza non contaminata dal peccato, illumina il nostro cammino di vita cristiana in mezzo a non pochi ostacoli e difficoltà.

Pertanto, dobbiamo abbracciare con lo sguardo, l'intero orizzonte in cui siamo chiamati a vivere, come discepoli di Gesù Cristo: da un lato, non possiamo rimanere a contemplare il cielo, ma dall'altro, non possiamo non vedere la nostra storia, la nostra città , i nostri fratelli, le nostre vite con gli occhi pieni di Dio, con gli occhi pieni della Sua bellezza. La Vergine Assunta in cielo diventa, allora, la nostra porta

Héctor Matos
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"Ti affidiamo, o Regina degli Apostoli, Monsignor
João Scognamiglio Clá Dias, Tuo devoto cavaliere;
concedigli un rinnovato ardore apostolico ed
ogni ricchezza di benedizioni del Tuo
Divino Figlio" (Sua Eminenza durante
l'omelia; alla sua destra, Mons.
Blaž Jezeršek, suo segretario
personale)

privilegiata per il "santo futuro". Lei è la pienezza dell'umanità. Contemplando Maria e la sua bellezza, vediamo la nostra storia con occhi celesti, pieno di Dio.

Supplica finale

"Stella radiosa dell'Oriente, aurora che precede il sole; giorno che non conosce la notte",8 "dolcissima Madre e vergine Maria, che ha generato la morte della morte, la vita dell'uomo, il perdono dei peccati, la beatitudine di tutti i giusti",9 siamo venuti oggi fino a Te, deponendo ai Tuoi piedi i mali che ci opprimono, sicuri di trovare nel Tuo cuore di Madre, comprensione e perdono, incoraggiamento e conforto.

Ti affidiamo, o Maria, le nostre gioie e i nostri dolori, le attese e le delusioni, i progetti e le speranze. Accogli i propositi di purezza, di altruismo, di coerenza, che custodiamo nel cuore e ottieni per le volontà fragili il dono del coraggio e della perseveranza. Ti affidiamo, o Regina Assunta in Cielo, la famiglia, piccola Chiesa nella quale si sviluppa la fede delle nuove generazioni, e tutti gli Araldi del Vangelo. Difendili dalle insidie alle quali li espone la mentalità contemporanea, molte volte estranea ai valori del Vangelo e aiutali a realizzare nell'esperienza concreta della vita di tutti i giorni il disegno meraviglioso che Dio ha per loro.

Ti affidiamo Virgo flos Carmeli e Regina Virginum, questi due germogli della vigna del Signore, che portano il Tuo nome. Tu, la Tutta Bella, la Tutta Santa, la Tutta Pia, ottieni che i Tuoi figli possano fare l'esperienza di Dio Bellezza e Amore, per essere, come Te, un riflesso vivo di Lui, in questo mondo. Ti affidiamo, o Regina degli Apostoli, Monsignor João Scognamiglio Clá Dias, Tuo devoto cavaliere; concedigli un rinnovato ardore apostolico ed ogni ricchezza di benedizioni del Tuo Divino Figlio.

Ti affidiamo, infine, la Chiesa, che renda presente il mistero del Verbo incarnato, morto e risorto per la salvezza dell' uomo. Estendi su di lei il Tuo manto e proteggila da ogni pericolo. Tu, Stella del mattino, sii sempre per lei la guida sicura. Amen.

1 PIO XII. Const. Ap. Munificentissus Deus qua fidei dogma definitur Deiparam Virginem Mariam corpore et anima fuisse ad cælestem gloriam assumptam. 1 novembre 1950: AAS 42(1950), pagg. 753-771.
2 BERNARDO DI CHIARAVALLE.
Omelia sull'Assunzione della Beata Vergine Maria 1, 1-2.
3 R. GUARDINI. La Madre del Signore.
Una lettera. Brescia: Morcelliana, 19972, pag. 29.
4 BENEDETTO XVI. Omelia nel quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II, 8 dicembre 2005.
5 Cf. S.WEIL. Pensieri disordinati sull'amore di Dio. Vicenza, 1982, pag.
44.
6 H. U. von BALTHASAR. Gloria. Milano: Jaca Book, 1985, V. I, pag. 10- 12.
7 F. M. DOSTOEVSKIJ. L'Idiota.
8 PIETRO IL VENERABILE. Poemi, (371).
9 GOFFREDO DI VENDÔME. Omelia per ogni festa della beata Maria, Madre di Dio (354).

Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2009, n. 77, p. 24 - 27)

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