Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Magistero » Voce del Papa »
Voce del Papa

Gli uomini e i cori angelici

Pubblicato 2018/09/13
Autore : Redazione

I diversi modi di vita degli uomini corrispondono ad ognuno degli ordini delle milizie celesti, e riceviamo un posto nei loro ranghi in accordo alla somiglianza del nostro modo di vivere con il loro.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Come abbiamo detto poco fa, ci sono nove ordini di Angeli. Infatti, dalla testimonianza delle Sacre Scritture esistono gli Angeli, gli Arcangeli, le Virtù, le Potestà, i Principati, le Dominazioni, i Troni, i Cherubini e i Serafini. […] Ma a che serve enumerare questi vari cori angelici, abitanti del Cielo, senza spiegare in dettaglio il ministero di ciascuno?

Il termine Angelo designa una funzione

In greco, la parola Angelo significa Ambasciatore, e Arcangelo, Grande Ambasciatore. Conviene sapere anche che il termine Angelo designa una funzione, e non una natura. Infatti non tutti i Beati della Patria Celeste, sebbene siano spiriti, possono essere chiamati Angeli; ma solo quelli la cui missione è annunciare. […]

Si chiamano Angeli coloro che rivelano le cose di minore importanza; Arcangeli per quelli che annunciano le più elevate. […] Virtù sono quegli spiriti ad opera dei quali avvengono con frequenza segni e prodigi. Potestà sono denominati quelli che, nel loro coro, hanno ricevuto più di tutti gli altri il potere di tener soggette le forze maligne avverse, alle quali impongono freno e dominio perché non riescano ad opprimere nella tentazione il cuore degli uomini tanto quanto vorrebbero. Chiamiamo Principati quelli che hanno potere anche sugli stessi spiriti buoni degli angeli, per i quali dispongono ciò che deve essere compiuto, esercitando su di loro il dominio quanto all’esercizio dei ministeri divini. Dominazioni sono detti gli spiriti che superano di gran lunga le potestà dei Principati. Avere il principato infatti significa mantenere il primo posto in un gruppo, il dominare invece comporta anche l’uso del potere su tutti i sudditi.

1.jpg
San Gregorio Magno
Palazzo vescovile Erazm Ciolek
Singolare prossimità di fronte al Creatore

Si designano Troni le milizie che Dio onnipotente presiede sempre per esercitare la giustizia. Siccome in latino trono significa sede, si chiamano Troni di Dio gli spiriti ai quali è riservata una grazia divina in tale abbondanza che il Signore stesso siede fra loro e per loro mezzo pronuncia i suoi decreti. Per questo afferma il salmista: “Siedi sul Trono, Tu che giudichi con giustizia” (Sal 9, 5).

Cherubino significa pienezza della scienza. Le schiere più elevate si denominano Cherubini perché sono spiriti tanto più perfettamente dotati della scienza di Dio quanto più da vicino essi contemplano la sua gloria. […]

Infine, si chiamano Serafini le milizie dei santi spiriti infiammati da un incomparabile amore, dovuto alla singolare prossimità nella quale si trovano al cospetto del Creatore. Infatti, Serafino significa ardente e bruciato. Sono così uniti a Dio che nessun altro spirito si interpone tra loro e Lui. Pertanto, sono tanto più ardenti quanto più da vicino Lo vedono. La fiamma che li brucia è sicuramente quella dell’amore, perché il loro amore è tanto più ardente quanto più essi contemplano la gloria della divinità con uno sguardo più penetrante.

Ma a cosa ci servirà esporre nozioni sulla natura degli angeli, se non ci preoccupiamo di metterle a frutto con una meditazione utile al perfezionamento della nostra anima? […]

Somiglianza del nostro modo di vita con il loro

Infatti, i diversi modi di vita degli uomini corrispondono bene a ciascuno degli ordini delle milizie celesti, e riceviamo un posto nelle loro fila in base alla somiglianza del nostro modo di vivere con il loro.

Vari tra loro comprendono soltanto umili verità, ma non desistono dall’annunciarle benevolmente ai loro fratelli: tali uomini corrono ad unirsi al gruppo degli Angeli. Altri, rafforzati dai doni della generosità divina, sono in grado di comprendere e trasmettere i più sublimi misteri celesti: dove collocarli, se non nel coro degli Arcangeli? E altri ancora realizzano cose meravigliose e operano grandi miracoli: qual è la categoria e il posto che fa per loro, se non quello delle Virtù?

Con la forza della loro preghiera e del potere che gli è stato dato, alcuni espellono dal corpo dei posseduti gli spiriti maligni: con quale coro angelico godono dei loro meriti, se non con quello delle Potestà celesti? Alcuni altri superano, con le virtù che hanno ricevuto, i meriti degli altri eletti; essendo migliori anche dei buoni, hanno come un primato tra i fratelli eletti: in quale gruppo si allineano, se non in quello dei Principati? Altri dominano tutti i vizi e i desideri così bene che la loro purezza dà loro il diritto di essere denominati degli dei tra gli uomini, come il Signore disse a Mosè: “Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il faraone” (Es 7, 1). Fra chi possono essere annoverati costoro se non fra le Dominazioni?

In loro Dio risiede come sul suo trono

Altri ancora esercitano una cura assidua per dominare se stessi e un’attenzione sempre pronta ad esaminarsi; non allontanandosi mai dal timore di Dio, ottengono, in cambio delle loro virtù, il potere di giudicare allo stesso modo gli altri. Il Signore, mantenendo a disposizione del loro spirito la contemplazione della sua divinità, risiede in loro come sul suo trono, ed esamina per loro le azioni degli altri, regolando dall’alto del suo trono tutte le cose con un ordine mirabile. Che cosa sono dunque questi uomini, se non i troni del loro Creatore? E dove iscriverli, se non nella categoria dei troni celesti? E siccome è da loro che la Santa Chiesa è governata, persino gli eletti sono generalmente giudicati da loro, per alcuni loro manchevoli atti.

Infiammati dal fuoco della carità

Altri poi sono talmente pieni di amore di Dio e del prossimo, da poter essere a buon diritto chiamati Cherubini. Se Cherubino, come abbiamo già affermato, significa pienezza di scienza, e se come sappiamo dalla testimonianza di Paolo – “pieno compimento della legge è l’amore” (Rom 13, 10), meritano di essere collocati nel numero dei Cherubini tutti gli uomini che amano Dio e il prossimo con una pienezza superiore a quella degli altri. Vedete, infine, coloro che sono infiammati dalla contemplazione delle cose celesti e anelano con tutte le loro forze il loro Creatore. Non desiderano nient’altro in questo mondo, si nutrono esclusivamente di amore per ciò che è eterno, disprezzano tutti i beni terreni, si elevano con lo spirito al di sopra di ogni cosa che passa. Amano e ardono, e in quell’ardore trovano la loro pace. Amando, essi ardono e parlando, infiammano gli altri e fanno subito ardere di amore a Dio quelli che toccano con le loro parole. Come definire questi uomini, se non col nome di Serafini? Trasformato in fuoco, il loro cuore illumina e arde, perché, orientando lo sguardo delle anime alle luci celesti, le purifica dalla ruggine dei loro vizi e le fa piangere di compunzione. Sì, questi uomini così infiammati d’amore per il loro Creatore sono davvero chiamati ad unirsi ai Serafini.

Verificate se siete tra le milizie celesti

Ora, carissimi fratelli, mentre vi presento questi pensieri, entrate in voi stessi e prendete in esame il valore dei vostri meriti e sentimenti che custodite nell’intimo del vostro cuore. Chiedetevi se c’è qualcosa di buono che avete realizzato. Esaminate anche se, visto che a questo siete chiamati, trovate il vostro posto tra le milizie che abbiamo descritto succintamente. Guai all’anima che non può riconoscere in sé nessuna delle virtù che abbiamo elencate! E sventura ancora maggiore per quella che, vedendosi così priva dei doni della grazia, non geme! Quell’uomo dunque che è in tali condizioni, fratelli miei, va compianto perché non geme! (Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2018, n. 184, p. 06-07)

San Gregorio Magno. Estratto dell’Omelia XXXIV, nella festa di San Michele Arcangelo, 29/9/591: PL 76, 1249-1254 

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.