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Lumen Veritatis

Editoriale - Lumen Veritatis

Pubblicato 2009/10/15
Autore : Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Il disordinato desiderio di scienza dei nostri primi padri, provocato dalla superbia, li fece cadere in errore, causando loro la perdita del dono dell'integrità.

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01.jpgMons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Il disordinato desiderio di scienza dei nostri primi padri, provocato dalla superbia, li fece cadere in errore, causando loro la perdita del dono dell'integrità. Come conseguenza di ciò, la natura umana diventò preda non solo della concupiscenza, ma persino dell'ignoranza. 1

Da allora, l'uomo deve sforzarsi per acquistare la conoscenza di sé stesso, del mondo che lo circonda e delle relazioni con esso. Nonostante abbia conservato il suo carattere natural di conoscenza, che consiste nel raggiungere l'intelligibile per mezzo del sensibile, il suo intelletto fu in qualche modo ferito dal peccato originale. A partire da questo momento, raggiungere la verità dell'essere, richiede sforzo. 2

Tuttavia, anche se fosse rimasto allo stato paradisiaco, non sarebbe bastato all'uomo un mero impegno naturale per arrivare alle verità soprannaturali di ordine superiore. San Tommaso spiega che, per questo, è necessaria la luce della grazia aggiunta alla natura. 3

Secondo quanto ci ricorda il domenicano Marín-Sola, da ciò derivano , come conseguenza, due vie per l'elaborazione del pensiero teologico- dogmatico: quella del ragionamento e della esperienza, ossia, la via speculativa, quella della scienza dei sapienti; e la via mistica, della scienza dei santi, ambedue percorribili soltanto alla luce dell'autorità infallibile della Chiesa e assistite dallo Spirito Santo, 4 fonti di tutta la verità.

Nonostante ambedue le vie siano di grande importanza anche se dissociate, non è raro che abbia maggior forza e luminosità la dottrina spiegata da coloro che vivono in funzione non soltanto della ortodossia, ma anche della "ortopraxis" cristiana. Fu così che i Dottori della Chiesa diventarono ricettori di una conoscenza proveniente dall'ascettica (studio) e dalla mistica (contemplazione) che li resero strumenti del Paraclito, capaci di spiegare la ricchezza dei misteri della Fede cristiana in una maniera più affascinante e chiara.

Sono numerose le dissertazioni dotte e elevate redatte dai contemplativi, molte volte senza grandi studi. Gli scritti di una Santa Teresina del Gesù Bambino, per esempio, con il suo alto valore teologico e filosofico, arricchiscono il patrimonio della Chiesa, in modo analogo all'opera di un San Gregorio Magno. Nei due casi troviamo elevazioni di spirito la cui origine non può essere ricercata in un semplice studio e sforzo intellettuale, sprovvisto di molta preghiera, meditazione e pratica della virtù. Quando si cerca di vivere in accordo con i precetti di Dio, la considerazione di qualcosa passa a procedere non soltanto dalla visione del teologo o del filosofo, ma da Colui nel quale si crede; il lumen naturale dell'intelletto è così rafforzato dall'infusione della luce della grazia.5

Però, colui che cerca la pura conoscenza sdegnando la pratica della virtù e l'osservanza della Legge di Dio, acquisterà una verità soggetta alle limitazioni naturali della ragione e avrà maggiori possibilità di errore, così come anche l'incostanza del cuore. A tale proposito, San Paolino scrisse, un giorno, a Giovio, compagno di studi, ma avverso alla vita spirituale con il pretesto della mancanza di tempo, riprendendolo: "Trovi il tempo per essere un filosofo e non lo trovi per essere cristiano!. 6

Così come lo sforzo razionale senza l'ausilio di un'autentica vita cristiana, crea condizioni meno favorevoli per acquisire una conoscenza approfondita e certa ( e si noti bene, persino per ciò che riguarda le scienze naturali), anche la trasmissione teologia si vedrà privata di qualcosa di veramente efficace, nel caso in cui il maestro non diventi egli stesso l'esempio di ciò che insegna. Come diceva San Bernardo:

Avranno forza le vostre parole, qualora gli ascoltatori siano persuasi che cominciasti a a praticare molto prima quello che predicate agli altri. La predica delle opere ha più forza che la voce della bocca. 7 Per servire meglio la Chiesa e il Popolo di Dio, come strumenti utili all'Evangelizzazione e all'insegnamento, abbiamo bisogno di essere, oltre a filosofi e teologi, soprattutto, persone che sappiano conciliare la scienza e la conoscenza con la Fede e la vita di pietà. Secondo quanto ha osservato, in modo penetrante, l'allora Cardinale Ratzinger, è necessario un impegno speciale nel "trattare in maniera dialogica con la fede e la filosofia, perché ambedue hanno bisogno l'una dell'altra. La ragione senza la fede non è salutare, la fede senza la ragione non diventa umana". 8

La nostra rivista accademica deve mirare sempre ad una indefettibile adesione a questo modello armonioso, difondendo e promuovendo una conoscenza portatrice di spiritualità, e una spiritualità densa di elevate considerazioni, in modo da alimentare l'anima e provocare un amore sempre crescente per Dio.

Che lo Spirito Santo, conceda, per intercessione di Maria Santissima, Sedes Sapientiae, in questo primo anniversario della Lumen Veritatis, che la grazia di questa rivista si mantenga saldamente fedele a questa linea editoriale, e che sempre di più in essa progredisca e fiorisca.

Note:

1) Cf. S. Th. II-II q. 163-164 e I-II; q.82 a.3 sol. 3.
2) Cf. S. Th. I q. 101 a.1.
3) Cf. S. Th I-II q.109 a.1: "quod dicitur lumen gratiae, inquantum est naturae superadditum".
4) Cf. MARÍN-SOLA, F. OP. La evolución homogénia del Dogma Católico. Madrid: Bac, 1952, p. 395-409.
5) Cf. S. Th. I-I Q. 12 a. 13.
6) "Vacat tibi ut philosophus sis; non vacat ut christianus sis?" (Ep. ad Jovium).
7) Apud LIGÓRIO, Santo Afonso Maria de. A Selva. Porto: Fonseca, 1928, p.70.

(Rivista Lumen Veritatis, Ottobre/Dicembre de 2008, n. 5, p. 3 a 5)

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