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Santi

San Junipero Serra: Un missionario che ha fatto Storia

Pubblicato 2018/08/14
Autore : Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP

Uomo di indomita tenacia, seppe attendere pazientemente l’ora di Dio in ogni fase della sua vita, scrivendo, a lettere d’oro, righe ammirevoli nelle pagine della Storia americana e universale.

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1.jpg"Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Stà unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni” (Sir 2, 1-3).

Quanta sapienza racchiudono queste parole del Siracide!

Commentando questo passo, dice il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira: “La vittoria è data a chi ha sofferto con pazienza. Pazienza qui non è l’indolenza, ma quella virtù robusta per mezzo della quale si sopporta il dolore dell’attesa”.1

Questo si potrebbe affermare di San Junipero Serra, un francescano maiorchino la cui vita fu coronata con la vittoria e le ricchezze celesti, per aver sempre detto fiat alla volontà divina, soffrendo con pazienza e incondizionalità intera i ritardi di Dio in ogni fase della sua vita, diventando così “degno di essere annoverato tra gli imitatori degli Apostoli”.2

Sotto l’egida del carisma francescano

Nacque a Petra, città di Maiorca, la maggiore delle isole Baleari, il 24 novembre 1713, e in quello stesso giorno ricevette al fonte battesimale il nome di Miguel José.

I suoi genitori, Antônio Serra e Margarida Ferrer, erano onorati contadini e terziari francescani del convento di San Bernardino. La sua infanzia e giovinezza trascorsero sotto l’egida del carisma francescano: da bambino frequentò la chiesa dell’Ordine e imparò con i frati a leggere e scrivere, solfeggio e canto gregoriano, distinguendosi nel coro infantile della comunità, per la sua bella voce.

A quindici anni, deciso a essere figlio di San Francesco come religioso, si trasferì nel capoluogo, Palma di Maiorca, per studiare Filosofia, vivendo in compagnia di un canonico, col quale imparò molto. Dopo un anno di studi, sollecitò l’ingresso nell’Ordine.

Allora, iniziarono le prove dei ritardi di Dio nella sua lunga esistenza… Poiché era piuttosto malaticcio e di bassa statura, non fu ammesso immediatamente. Dovette aspettare che alcuni sacerdoti di sua conoscenza dessero al superiore provinciale testimonianza delle sue qualità spirituali e umane, per essere accettato nel Convento di Gesù.

All’epoca del suo noviziato, leggeva la vita dei santi, in particolare dei suoi fratelli d’abito, e già lo entusiasmava l’idea di essere missionario. Nella sua via di attese, tuttavia, questo desiderio si sarebbe realizzato quasi vent’anni dopo!

Predicatore e cattedratico

 Dopo il suo anno di noviziato, professò solennemente, con enorme gioia, il 15 settembre 1731, prendendo il nome religioso di Fra Junipero, in onore dell’umile discepolo che era stato oggetto della elogiativa esclamazione del suo Serafico Padre: “Volesse Dio che di Juniperi così io ne avessi una vasta selva!”3

Flessibile alla voce dell’obbedienza, caratteristica che lo avrebbe marcato per tutta la vita, fu incamminato al principale convento di Palma, al fine di prepararsi al sacerdozio. Presto conseguì il titolo di maestro in Filosofia e cominciò un lungo periodo di insegnamento.

Nel marzo 1736 fu ordinato diacono con altri ventisette religiosi e ascese al sacerdozio l’anno seguente, ma alcuni mesi dopo i suoi compagni, perché dovette aspettare l’età richiesta. Ricevette nel 1738 le “licenze ministeriali per predicare”4 e cominciò a percorrere i villaggi e le città dell’isola.

Si perfezionò in Teologia presso l’Università Luliana di Palma e fu nominato professore titolare presso questa istituzione. Due dei suoi studenti si distinsero come missionari insieme a lui, più tardi, in California: Fra Juan Crespi e Fra Francisco Palou, suo primo biografo e compagno per quarant’anni.

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Le vite dei Santi lette nel noviziato già lo entusiasmavano con l’idea di essere un missionario, ma Dio lo chiamava ad un percorso di attese…

Navata principale della Chiesa di San Carlo Borromeo del Monte Carmelo, dove si trova la tomba di San Junipero - Missions, California (USA)

Iniziano le “audacie cristiane”

 Brillava come cattedratico e predicatore, ma sentiva nell’anima la necessità di rispondere alla chiamata della Provvidenza, tenuta segreta fino ad allora, e chiedere di lavorare nella messe del Signore in terre distanti.

Pregò e si raccomandò a Maria Santissima e a San Francesco Solano, l’Apostolo dell’America del Sud, chiedendo che gli inviassero un compagno come segno che era questo il suo cammino. E non trattenne le lacrime quando Fra Palou gli confidò le sue aspirazioni missionarie, dicendo: “Mentre chiedevo a Dio di toccare il cuore di qualcuno, sentivo la mia totale inclinazione verso Sua Reverenza; senza dubbio sarà questa la volontà di Dio”.5

Tuttavia, non c’erano più posti disponibili per i missionari in quell’anno del 1746… Docile alle attese di Dio, continuò le sue lezioni e predicazioni per altri tre anni. Nella Quaresima del 1749 predicava nella sua città natale, quando Fra Palou ricevette una comunicazione dall’incaricato delle missioni francescane, che gli ordinava di partire con Fra Junipero per Cadice, poiché alcuni religiosi si erano ritirati dalla spedizione che sarebbe andata in America e c’era posto per i due.

Con giubilo, ma molta discrezione, in due settimane prepararono il viaggio, sapendo che non sarebbero mai più tornati in Patria. La Domenica dell’Ottava pasquale si accomiatarono dalla comunità riunita nel refettorio, accusandosi delle loro colpe e chiedendo perdono a tutti. Fra Junipero “baciò i piedi di tutti i religiosi, anche del novizio più giovane”.6 Dopo aver ricevuto la benedizione del superiore, si imbarcarono su una piccola nave inglese diretta a Malaga, e da lì a Cadice, per iniziare le loro “audacie cristiane”.7 L’obiettivo principale di Fra Junipero era la California, che ancora una volta avrebbe impiegato ben oltre un decennio per conoscere…

Viaggio nella Nuova Spagna

 La nave salpò il 30 agosto 1749, portando venti francescani e sette domenicani. Secondo Fra Palou, il viaggio fino al porto messicano di Veracruz durò novantanove giorni e presentò molti “spaventi e scomodità”.8

San Junipero non si lasciò mai abbattere, trovando forze nella Croce di Cristo, che portava al petto. Tranne che nei giorni di tempesta, celebrava la Messa ogni giorno, ascoltava l’equipaggio in Confessione, e già allora “tutti lo veneravano come molto perfetto e santo, per il grande esempio che dava con la sua umiltà e pazienza”.9 Dovettero sbarcare a San Juan de Porto Rico, dove rimasero diciotto giorni, tempo impiegato dai religiosi per predicare una proficua missione.

Approdando a Veracruz, i francescani avrebbero dovuto dirigersi al Collegio Apostolico di San Fernando, a Città del Messico, a cinquecento chilometri di distanza. Mentre gli altri viaggiavano su un mulo o un cavallo, il nostro Santo, seguito da Fra Palou, ottenne il permesso di percorrere tutto il cammino a piedi, “senza ulteriore guida o viatico che il breviario e la sua ferma fiducia nella Divina Provvidenza”.10 Partirono il 15 dicembre, e lungo il cammino furono graziati con prodigi e aiuti soprannaturali, specialmente di San Giuseppe, a cui si erano raccomandati.

Una puntura d’insetto, tuttavia, causò una ferita alla gamba di Fra Junipero che non guarì mai più, causando spesso gonfiore e sanguinamento. Questa ferita e l’asma furono croci che egli portò fino alla morte, senza che queste gli togliessero mai il coraggio o gli impedissero di lavorare a favore dell’evangelizzazione.

Prima missione: Serra Gorda

 Arrivati al Santuario di Nostra Signora di Guadalupe l’ultimo giorno dell’anno, pernottarono lì per celebrare la Santa Messa vicino a Lei il primo giorno del 1750, consacrandole l’apostolato cui si sarebbero dedicati. Quella stessa mattina andarono al Collegio di San Fernando. I collegi apostolici francescani furono “fondati per la formazione di un corpo selezionato di uomini di esaltati ideali spirituali, preparati a diffondere il Cristianesimo tra gli aborigeni americani”.11 In essi si viveva in comunità conventuale, il superiore, chiamato padre guardiano, aveva giurisdizione indipendente, come un provinciale. Nel primo anno i religiosi apprendevano le lingue locali, il modo di dirigere una missione, insomma, si equipaggiavano per i compiti missionari, prima di mettersi in campo.

Trascorsi soltanto cinque mesi, in una conversazione con un gruppo di missionari appena arrivati, il sacerdote guardiano commentò loro quanto fosse grande lì il raccolto, e pochi gli operai, e espose le necessità delle missioni di Sierra Gorda de Querétaro per incoraggiare l’emergere di volontari. Senza esitare, Fra Junipero si presentò, ripetendo le parole del profeta: “E io risposi: “Eccomi, manda me!” (Is 6, 8). Molti altri lo seguirono e il superiore li distribuì tra le cinque missioni della Sierra Gorda, che si prendevano cura degli indiani Ion e Pames. Per Fra Junipero, la California sarebbe continuata a stare nei ritardi di Dio, dal momento che sarebbe rimasto per otto anni in quella missione.

Il suo metodo di azione e lo zelo apostolico erano basati principalmente sulla benevolenza, per superare la sfiducia dei nativi. Alcuni erano già stati battezzati, ma vivevano nel nomadismo e nell’indolenza della vita selvaggia. Era necessario insegnare loro tutto: leggere, scrivere, contare, cantare e, soprattutto, lavorare! Abilitati a svolgere lavori differenti – agricoltori, allevatori di bestiame, muratori, carpentieri, fabbri, pittori – potevano mantenere la loro sussistenza e collaborare alle costruzioni della missione, in particolare della chiesa, insieme ai missionari che con loro mettevano mano all’opera. Le donne non erano dimenticate e avevano anch’esse le loro arti: tessere, filare, cucire e cucinare.

Un insieme di norme regolava la comunità missionaria e, grazie a loro, gli indigeni erano istruiti nella dottrina cristiana, aiutati nelle loro necessità e incoraggiati a frequentare i Sacramenti. Inoltre, i missionari insegnavano loro a convivere “nella pace e carità cristiane, senza permettere scandali o cattivi esempi”.12

Missionario tra i cristiani

Queste missioni fiorivano quando, nel settembre 1758, la voce dell’obbedienza chiamò Fra Junipero a evangelizzare i bellicosi Apaches e Comanches nella missione di Santa Cruz de San Saba nell’attuale Texas.

Alcuni mesi prima era stata distrutta dai Comanche, che massacrarono i missionari e rasero al suolo i locali. Lungi dallo scoraggiarsi, il superiore del Collegio San Fernando chiamò altri religiosi per ricominciare il lavoro di evangelizzazione. Tuttavia, con grande dispiacere per Fra Junipero, la mancanza di sicurezza e l’inaspettata morte del viceré fecero sì che tutto rimanesse sospeso.

Così, il nostro Santo trascorse altri nove anni di attesa a Città del Messico come missionario tra i cristiani… Percorse anche le diocesi di Puebla, Valladolid, oggi Morelia e Oaxaca, spostandosi sempre a piedi. Anche se zoppo a causa del gonfiore delle gambe, camminò per circa diecimila chilometri in quel periodo.

Benevolo con tutti, ma rigido con se stesso, faceva fronte a grandi pericoli come animali selvaggi, serpenti velenosi ed epidemie, per visitare conventi di religiose, villaggi e fattorie, luoghi molto distanti tra loro, alcuni dei quali non vedevano un sacerdote da diciotto anni…

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Dopo la sua morte i suoi successori fondarono altre 21 missioni, dando origine a un uguale numero di città

Scultura di Alberto Pérez Soria situata di fronte alla Chiesa della Santa Croce - Querétaro (Messico)

Finalmente la grande avventura: California!

Aveva quasi cinquantaquattro anni quando avrebbe finalmente iniziato a lavorare in California. Tale opportunità si presentò nel 1767, a seguito dell’espulsione dei gesuiti dai domini spagnoli, per ordine del re Carlo III. L’allora visitatore generale della Spagna in Messico, José Gálvez, ordinò che i francescani li sostituissero nella Bassa California. Fra Junipero fu scelto come superiore della missione di Loreto, centro militare, marittimo e religioso della regione.

A causa di ingiunzioni politiche inaspettate, tuttavia, rimasero poco tempo lì. La Russia aveva fatto incursioni in America, attraverso il Pacifico del Nord, e si espandeva verso sud. Informato di una tale minaccia, il governo spagnolo decise di adottare misure urgenti per frenare l’espansione russa. Fu questo il fattore che innescò la grande impresa missionaria di Fra Junipero, marcando la Storia americana e universale. “Forse la Spagna non si sarebbe mai preoccupata di fondare missioni ed evangelizzare i nativi dell’Alta California; ma Dio si avvalse della politica per portare il messaggio del Vangelo a quei popoli”.13

Avendo saputo aspettare i ritardi di Dio, quando trovò campo aperto per agire, Fra Junipero Serra fece brillare la sua indomabile tenacia: diede il meglio di sé negli ultimi sedici anni della sua esistenza, trascorsi lì, cosa che che gli valse il titolo di apostolo della California.

Se non aveva un organo per la Messa inaugurale di una missione, una salva di cannoni suppliva alla mancanza dello strumento musicale e il fumo della polvere da sparo sostituiva l’incenso anch’esso mancante. La sua determinazione lo portava a piantare Croci e ad erigere campanili nelle missioni per attirare e conquistare nuove anime a Cristo, per le quali era disposto a dare la vita.

Fondò nove missioni e capeggiò una spedizione di ricognizione ed esplorazione del Pacifico del Nord, che segnò i destini dell’America. Non lo fermavano le difficoltà materiali né gli inevitabili problemi con alcune autorità, e nemmeno il tradimento degli indiani che arrivarono, a volte, a distruggere il villaggio che essi stessi avevano contribuito a costruire.

Un nome che si perpetua

Impossibile sarebbe narrare in così breve spazio il notevole lavoro svolto da Fra Junipero durante gli oltre trentacinque anni di vita missionaria, durante i quali amministrò circa ottomila Battesimi e cinquemila Cresime, realizzate come ministro straordinario nominato dal Papa.14

La pietà nella celebrazione della Santa Messa, la devozione a Maria Santissima, che denominava “Purissima Prelata”,15 e ai Santi, “suoi amici e fratelli del Cielo”,16 furono il cardine di un apostolato così fecondo.

Dopo la sua santa morte, il 28 agosto 1784, i suoi successori fondarono ventuno missioni, che diedero vita a un uguale numero di città; inoltre, fornivano assistenza spirituale a diversi villaggi, sebbene non fondati da loro, come quello di Los Angeles. Poco prima di partire per l’eternità, aveva promesso di intercedere per le missioni e per la conversione di tutti i pagani.

“Vediamo che si sta realizzando, perché in tutte le missioni il numero dei cristiani aumenta, dalla morte del suo fervente fondatore”,17 avrebbe attestato Fra Palou.

Per aver atteso le ore di Dio con totale docilità, il nome di Fra Junipero brilla nella saga missionaria francescana. La Santa Chiesa lo ha elevato all’onore degli altari, e il potere temporale ha riconosciuto la grandezza della sua opera collocando la sua statua in Campidoglio a Washington accanto a quelle di altre grandi figure che hanno fatto la nazione americana.

Si realizza, così, il vaticinio di Fra Palou: “La sua memoria non si cancellerà, perché le opere che ha fatto mentre era in vita dovranno rimanere impresse tra gli abitanti di questa Nuova California, conservarsi e perpetuarsi, nonostante la voracità del tempo”.18 (Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2018, n. 183, p. 32-35)

1 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Ai do homem a quem a espera não dói; ai do homem que não aguenta a dor da espera! In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno XV. N.172 (luglio 2012); p.32. 2 FONT, OFM, Pablo. Carta a Fray Jaime Alaxó, apud PEÑA, OAR, Ángel. Beato Junípero Serra. Apóstol de Califórnia. Lima: Libros Católicos, 2012, p.91. 3 I FIORETTI DI SAN FRANCESCO D’ASSISI. 7.ed. Petrópolis: Vozes, 1985, p.187. 4 GALMÉS MÁS, OP, Lorenzo. Fray Junípero Serra. Apóstol de Califórnia. Madrid: BAC, 1988, p.39. 5 PALOU, OFM, Francisco. Relación histórica de la vida y apostólicas tareas del venerable padre Frei Junípero Serra. Ciudad de México: Felipe de Zúñiga y Ontiveros, 1787, p.8. 6 Idem, p.11. 7 CAMÕES, Luís Vaz de. Os Lusíadas. C.VII, n.14. 2.ed. Porto: Companhia Portugueza, 1916, p.60. 8 PALOU, op. cit., p.14. 9 Idem, ibidem. 10 Idem, p.17. 11 PEÑA, op. cit., p.25. 12 MIGLIORANZA, OFM, Contardo de, apud PEÑA, op. cit., p.29. 13 PEÑA, op. cit., p.37. 14 Cfr. MOLINA PIÑEDO, OSB, Ramón. Beato Junípero (Miguel) Serra. In: ECHEVERRÍA, Lamberto de; LLORCA, SJ, Bernardino; REPETTO BETES, José Luis (Org.). Año Cristiano. Madrid: BAC, 2005, vol.VIII, p.1039. 15 PEÑA, op. cit., p.93. 16 Idem, ibidem. 17 PALOU, op. cit., p.285. 18 Idem, p.284-285. 

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