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Voce del Papa

L’istituzione della festa di Maria Regina

Pubblicato 2018/08/10
Autore : Redazione

Dai documenti dell’Antichità Cristiana, dalle preghiere liturgiche, dall’innata devozione del popolo cristiano, dalle opere d’arte: da ogni parte Papa Pio XII raccolse elementi per istituire la festa di Santa Maria Regina.

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Fin dai primi secoli della chiesa cattolica il popolo cristiano ha elevato supplici preghiere e inni di lode e di devozione alla Regina del cielo, sia nelle circostanze liete, sia, e molto più, nei periodi di gravi angustie e pericoli; né vennero meno le speranze riposte nella Madre del Re divino, Gesù Cristo, mai s’illanguidì la fede, dalla quale abbiamo imparato che la vergine Maria, Madre di Dio, presiede all’universo con cuore materno, come è coronata di gloria nella beatitudine celeste. […] 

“Madre del Re” e “Madre del Signore”

Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che colei, dalla quale nacque il Figlio dell’Altissimo, che “regnerà eternamente nella casa di Giacobbe” (Lc 1, 32), (sarà) “Principe della pace” (Is 9, 6), “Re dei re e Signore dei signori” (Ap 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutte le cose. 

Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della chiesa, avvalendosi delle parole dell’arcangelo san Gabriele, che predisse il regno eterno del Figlio di Maria (cfr. Lc 1, 32-33), e di quelle di Elisabetta, che s’inchinò davanti a lei, chiamandola “madre del mio Signore” (Lc 1, 43), abbiano, denominando Maria “madre del Re” e “madre del Signore”, voluto significare che dalla regalità del Figlio dovesse derivare alla Madre una certa elevatezza e preminenza. […]

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Regina di Tutti i Santi - Museo Diocesano
di Santillana del Mar (Spagna)
Ricorderemo parimenti che il Nostro predecessore di immortale memoria Sisto IV, nella lettera apostolica Cum præexcelsa, in cui accenna con favore alla dottrina dell’immacolata concezione della beata Vergine, comincia proprio con le parole che dicono Maria “regina, che sempre vigile intercede presso il Re, che ha generato”. Parimenti Benedetto XIV, nella lettera apostolica Gloriosæ Dominæ, chiama Maria “regina del cielo e della terra”, affermando che il sommo Re ha, in qualche modo, affidato a lei il suo proprio impero.

Onde sant’Alfonso, tenendo presente tutta la tradizione dei secoli che lo hanno preceduto, poté scrivere con somma devozione: “Poiché la vergine Maria fu esaltata ad essere la Madre del Re dei re, con giusta ragione la Chiesa l’onora col titolo di Regina”. […]

Singolare ruolo nell’opera della Redenzione

Come abbiamo sopra accennato, venerabili fratelli, l’argomento principale, su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità. […] Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell’opera della nostra salvezza eterna. […]

Ora nel compimento dell’opera di redenzione Maria santissima fu certo strettamente associata a Cristo, onde giustamente si canta nella sacra liturgia: “Santa Maria, regina del cielo e signora del mondo, affranta dal dolore, se ne stava in piedi presso la croce del Signore nostro Gesù Cristo”.

E un piissimo discepolo di sant’Anselmo poteva scrivere nel medioevo: “Come… Dio, creando tutte le cose nella sua potenza, è padre e signore di tutto, così Maria, riparando tutte le cose con i suoi meriti, è la madre e la signora di tutto: Dio è signore di tutte le cose, perché le ha costituite nella loro propria natura con il suo comando, e Maria è signora di tutte le cose, riportandole alla loro originale dignità con la grazia che ella meritò”. […]

Sublime dignità della Madre di Dio

 Nessun dubbio pertanto che Maria santissima sopravanzi in dignità tutta la creazione e abbia su tutti il primato, dopo il suo Figliuolo.

“Tu infine – canta san Sofronio – hai di gran lunga sopravanzato ogni creatura. Che cosa può esistere di più sublime di tale gioia, o Vergine Madre? Che cosa può esistere di più elevato di tale grazia, che per volontà divina tu sola hai avuto in sorte?” E va ancora oltre nella lode san Germano: “La tua onorifica dignità ti pone al di sopra di tutta la creazione: la tua sublimità ti fa superiore agli angeli”. San Giovanni Damasceno poi giunge a scrivere la seguente espressione: “È infinita la differenza tra i servi di Dio e la sua Madre”.

Per aiutarci a comprendere la sublime dignità che la Madre di Dio ha raggiunto al di sopra di tutte le creature, possiamo ripensare che la santissima Vergine, fin dal primo istante del suo concepimento, fu ricolma di tale abbondanza di grazie da superare la grazia di tutti i santi. […]

Ella regna con Cristo nelle menti e volontà

 Inoltre la beata Vergine non ha avuto soltanto il supremo grado, dopo Cristo, dell’eccellenza e della perfezione, ma anche una partecipazione di quell’influsso con cui il suo Figlio e Redentore nostro giustamente si dice che regni sulla mente e sulla volontà degli uomini.

Se infatti il Verbo opera i miracoli e infonde la grazia per mezzo dell’umanità che ha assunto, se si serve dei sacramenti dei suoi santi come di strumenti per la salvezza delle anime, perché non può servirsi dell’ufficio e dell’opera della Madre sua santissima per distribuire a noi i frutti della redenzione? […]

Speranza nell’arrivo di una nuova era

Dai monumenti dell’antichità cristiana, dalle preghiere della liturgia, dall’innata devozione del popolo cristiano, dalle opere d’arte, da ogni parte abbiamo raccolto espressioni e accenti; secondo i quali la vergine Madre di Dio primeggia per la sua dignità regale; e abbiamo anche mostrato che le ragioni, che la sacra teologia ha dedotto dal tesoro della fede divina, confermano pienamente questa verità. Di tante testimonianze riportate si forma un concerto, la cui eco risuona larghissimamente, per celebrare il sommo fastigio della dignità regale della Madre di Dio e degli uomini, la quale è stata “esaltata ai regni celesti, al di sopra dei cori angelici”.

EssendoCi poi fatta la convinzione dopo mature ponderate riflessioni, che ne verranno grandi vantaggi alla Chiesa se questa verità solidamente dimostrata risplenderà più evidente davanti a tutti, quasi lucerna più luminosa sul suo candelabro, con la Nostra autorità apostolica, decretiamo e istituiamo la festa di Maria regina, da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo il giorno 31 maggio. Ordiniamo ugualmente che in detto giorno sia rinnovata la consacrazione del genere umano al cuore immacolato della beata vergine Maria.

In questo gesto infatti è riposta grande speranza che possa sorgere una nuova era, allietata dalla pace cristiana e dal trionfo della religione. (Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2018, n. 183, p. 7- 8) 

Pio XII. Estratti dall’enciclica “Ad Cæli Reginam”, 11/10/1954 

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