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Vergine Maria

Dal Carmelo al Regno di Maria

Pubblicato 2018/07/20
Autore : Plinio Corrêa de Oliveira

Al culmine delle apparizioni in cui la Madonna proclama la realizzazione della sua regalità, appare rivestita dell’abito della sua più antica devozione. In questo modo realizza una sintesi tra lo storicamente più remoto, il più recente e il futuro...

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 il profeta Elia prega Maria Santissima - Monastero della Madonna del Monte Carmelo, Haifa (Israele)
Nella sua ultima apparizione a Fatima, durante il cosiddetto miracolo del sole, la Santissima Vergine fece vedere alla folla lì riunita una sequenza di quadri che rappresentavano i Misteri del Rosario. A ogni nuova scena dispiegata nel cielo, Lei si mostrava sotto un titolo con cui i fedeli abitualmente La invocano. E fu così che, nella visione dei Misteri Gloriosi, Ella sorse come la Madonna del Carmelo, la cui festa la Chiesa celebra il 16 luglio.

Siccome ogni cosa che Maria Santissima realizza ha la sua ragione di essere, ci sarà senza dubbio una connessione tra questa manifestazione della Madonna del Carmelo, i Misteri Gloriosi e il messaggio di Fatima che Ella, in quell’occasione, rivelava. Mi sembra di grande interesse, pertanto, cercare di approfondire questa relazione, anche considerando la speciale bellezza che essa racchiude.

Devoti della Madonna ancor prima che Lei nascesse

Il termine Carmelo corrisponde al Monte Carmelo, in Oriente. Lì, secondo una tradizione molto rispettabile – e ci sono tutti i motivi per considerarla come vera –, il profeta Elia riunì un gruppo di discepoli e con loro costituì l’Ordine del Carmelo, in lode della Vergine Madre che sarebbe dovuta venire, e in attesa di Lei.

Così, il primo filone di devozione alla Madonna, secoli prima che Lei nascesse, fu formato dai figli del profeta Elia che La stavano aspettando. E Sant’Elia rappresenta l’estremo di questa devozione, perché, com’è dottrina comune nella Chiesa, lui dovrà lottare alla fine del mondo contro l’Anticristo, l’ultimo nemico di Nostro Signore e di sua Madre Santissima. Elia costituisce, pertanto, una sorta di ponte tra l’inizio e la fine della devozione alla Madonna nella Storia dell’umanità.

È da supporre che, nelle sue prime fasi, questa devozione si sia sviluppata e abbia perseverato in mezzo a ogni sorta di difficoltà e obiezioni. Infatti, sorse nel tempo in cui il popolo eletto si chiudeva sempre più alla propria missione, al proprio spirito, e, per questo motivo, avrebbe avuto una ripulsa nei confronti di questo carmelitano che preannunciava la Vergine Madre, così come poi gli eretici di tutti i tempi manifestarono odio per la devozione alla Madonna.

Probabilmente, gli eremiti del Monte Carmelo, rappresentanti delle primizie dell’amore alla Santa Madre di Dio, furono perseguitati, malvisti, calunniati e fatti tacere. Malgrado ciò, e nell’umiltà della loro situazione, prevedevano l’avvento della Madonna.

Ed essi avevano ragione, perché Lei venne. E non solo venne, ma ricevette la più grande glorificazione che poteva essere tributata a una semplice creatura: divenne la Sposa del Divino Spirito Santo, incarnandoSi in Lei il Verbo, la Seconda Persona della Santissima Trinità.  

L’onore di adorare la Santissima Vergine in carne e ossa

Al termine della sua sublime esistenza terrena, Maria ebbe una morte estremamente soave: una separazione dell’anima e del corpo effettiva e completa, ma in una maniera così delicata che la Chiesa, nel suo linguaggio incomparabile, dà alla morte della Madonna il nome di “dormizione”. Poco dopo, per disegno e opera di Nostro Signore Gesù Cristo, la Santissima Vergine risuscitò e fu portata in Cielo in corpo e anima. Così la Madonna ricevette un’altra glorificazione: una risurrezione alla maniera di quella di Gesù, e un’Assunzione paragonabile anch’essa alla Sua Ascensione. Del resto, nel linguaggio di una volta, la Madonna dell’Assunzione è ugualmente chiamata Madonna della Gloria, a significare lo splendore incomparabile di cui si rivestì il suo ingresso nel Paradiso Celeste.

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Dormizione della Madonna, Basilica di Santa Maria Maggiore, Roma
Questa conclusione della vita terrena della Madonna può essere considerata come la fine della storia del Carmelo dell’Antico Testamento (sebbene si fosse già, a rigor di termini, nel Nuovo Testamento). Quei Carmelitani ebbero la gioia e l’onore insigne di adorare la Santissima Vergine in carne ed ossa, e non attraverso immagini. Nulla ci impedisce di presumere che la Madonna sia salita al Monte Carmelo e lì si sia collocata a capo dei suoi figli e devoti, in ore d’ineffabile comunione. Le pie ipotesi, del tutto ragionevoli, che possono essere fatte a questo proposito, sono innumerevoli.

Con l’Assunzione della Madonna e la sua glorificazione in Cielo, questa tappa dell’esistenza dell’Ordine Carmelitano si è conclusa in modo magnifico, splendido. Resta stabilita una relazione tra il Carmelo e la gloria: la devozione perseguita, fedele, profetica, lotta fino al momento in cui è confermata da Dio, e passa a brillare nel più alto dei Cieli nella persona della Vergine Madre. 

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Affreschi del Monastero della Madonna del Monte Carmelo, Haifa (Israele), raffigurante San Simone Stock che riceve lo scapolare
Un tronco secco e vecchio, destinato a frantumarsi?

Poi, la storia del Carmelo ricomincia. L’ordine, esistente solo nel Vicino Oriente, si sviluppò un po’, ma si ha l’impressione che i cristiani di quella regione nei primi secoli non gli abbiano attribuito molta importanza, privandosi dei benefici che avrebbe potuto portare loro. Quest’atteggiamento nei confronti del Carmelo fu una delle molte infedeltà della Cristianità orientale, che finì per essere castigata dalle invasioni saracene, le quali, tra le altre calamità, provocarono la fuga dei Carmelitani in Occidente.

L’Europa, tutta cattolica, piena di fede, intraprendeva le Crociate per la liberazione dei Luoghi Santi. In questo continente i frati del Carmelo cominciarono a vagare, come membri di un ordine quasi sconosciuto, poco ammirato e sull’orlo della scomparsa. La famiglia religiosa di Elia sembrava un tronco secco e vecchio, destinato a frantumarsi.

Era il momento atteso dalla Madonna per far sbocciare, in cima al bastone rinsecchito, un fiore: San Simone Stock. Questo inglese di riconosciuta virtù era stato eletto alla carica di Generale dell’ordine. Tuttavia, egli non esercitava un’autorità effettiva sui suoi sudditi, poiché il Carmelo non possedeva ancora una struttura giuridica coesa e uniforme, in grado di preservare uno spirito, promuoverlo e trasmetterlo alla posterità. [Situazione che si protraeva dopo che Papa Innocenzo IV aveva approvato la regola dei Frati della Madonna del Monte Carmelo nel 1245.]

La virtù, tuttavia, compensava la mancanza di autorità. Pregando la Madonna con grande fervore, San Simone Le implorò di non permettere la scomparsa dell’Ordine del Carmelo. Nel bel mezzo di quest’angosciante situazione, la Santissima Vergine apparve al suo buon servo [nel 1251] e gli consegnò lo scapolare, da indossare sopra gli abiti.

A quell’epoca i servi indossavano una tunica come abito civile. Sopra mettevano una tunica più piccola, che indicava, tramite il colore e delle caratteristiche peculiari, l’identità del loro signore. Lo scapolare del Carmelo era simile a questa piccola tunica. La Madonna, pertanto, consegnava a San Simone Stock una livrea appropriata ai Suoi servi, da usare da parte di tutti i carmelitani, e prometteva: “Coloro che moriranno rivestiti con esso, non soffriranno il fuoco dell’inferno”. Chiunque usi devotamente lo scapolare del Carmelo, riceverà la grazia della perseveranza finale.

A partire da questo intervento misericordioso della Madre di Dio, l’Ordine Carmelitano fiorì e conobbe altri periodi di gloria, accentuando per tutta la Chiesa Cattolica la devozione alla Santissima Vergine. Nel susseguirsi di splendori iniziati allora, nacquero tre soli, per citare solo loro, che brilleranno per sempre nel firmamento della Chiesa: Santa Teresa, la Grande, San Giovanni della Croce e Santa Teresina del Bambino Gesù.  

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 Santa Teresa di Gesù, Santa Teresa del Bambino Gesù e San Giovanni della Croce accompagnati da altri santi carmelitani
Nell’ora della desolazione e del caos, Maria si fa presente

Teniamo a mente, allora, la grandiosità della storia del Carmelo: un alternarsi di glorie e disgrazie che portano a un assottigliamento che fa prevedere la scomparsa. Ma succede un intervento della Madonna, che salva e dà incomparabilmente più di quello che si aveva prima. La prosperità in Occidente sarà molto più grande di quella verificatasi in Asia.

Insieme alla sua insondabile bontà, la Madonna, nell’intervenire, mostrava anche la fiducia che si deve avere in Lei, così come il suo ruolo centrale nelle opere che ama in modo speciale. Anche se queste arrivano al punto in cui tutto sembra perduto, devono aspettare il momento che Lei Si riserva per agire. Come diceva un pensatore cattolico, i grandi interventi della Provvidenza sono preceduti da situazioni drammatiche, in modo da rendere chiara l’inutilità di qualsiasi soccorso umano. Una volta dimostrato il fallimento degli uomini, e nell’ora stessa della desolazione e del caos, interviene Dio, e la Madonna Si fa presente.

Una lezione di fiducia ancor più necessaria in vista di ciò che accadde dopo: mentre l’ordine fondato da Sant’Elia conosceva nuovi splendori e nuove glorie, la Cristianità che l’aveva accolto diventava preda di un inesorabile processo di rovina, che accelerava nel corso dei secoli. Fino a quando, nel 1917, su una collina di Fatima, la Madonna censurò la decadenza, rimproverò al mondo il torrente di peccati in cui era immerso e annunciò i castighi che sarebbero caduti sull’umanità, se questa non si fosse pentita ed emendata per le sue colpe. Poi, esprimendoSi con le famose parole che conserviamo nelle nostre anime, fece la promessa del Suo regno: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”

E qui torniamo alla considerazione di quel vincolo cui ci siamo riferiti all’inizio di questo articolo: all’apice delle apparizioni in cui la Madonna proclama la realizzazione della sua regalità, nella forma del trionfo del suo Cuore Immacolato, appare vestita dell’abito della sua più antica devozione – quella del Carmelo. In questo modo, realizza una sintesi tra lo storicamente più remoto e il più recente – il culto del Cuore Immacolato di Maria – e il futuro glorioso, che è la vittoria e il regno di questo stesso Cuore.

Ecco alcune delle ragioni per cui la festa della Madonna del Carmelo è molto gradita a noi tutti figli e devoti della Santissima Vergine. (Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2018, n. 182, p. 26-29)

Estratto dalla rivista “Dr. Plinio”. Anno II. N.16 (luglio 1999); p.28-31 

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