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Spiritualità

Voce misteriosa della grazia

Pubblicato 2018/06/05
Autore : Suor Aline Karolina de Souza Lima, EP

Non c’è giorno in cui la grazia non ci parli. Non c’è giorno in cui Dio non ci richiami per fare un passo avanti nell’unione con Lui. Per ascoltare chiaramente questa voce misteriosa e discreta, dobbiamo solo allontanarci dal vortice del mondo odierno.

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Autunno nei boschi della Romania
Chi, immerso nelle occupazioni quotidiane, nel mezzo della fatica di ogni giorno, non si è mai sentito toccato da una voce discreta e misteriosa che gli dice: “Se ascolti la mia voce oggi, non indurire il tuo cuore”? Chi non ha mai sentito sussurrare dentro di sé: “Vieni da me e ti darò la pace dell’anima, la serenità nella lotta, la forza quando la tua fragilità grida aiuto, e la vittoria nei tuoi intenti”? Chi non si è mai sentito preso da parole, che penetrano come un balsamo soave in profondità nel suo cuore?

La presenza di questa intima ed enigmatica voce è molto più comune di quanto si possa immaginare. Durante la giornata, anche se quasi impercettibilmente, parla, ammonisce, consiglia, corregge. In mezzo alle tribolazioni, di solito ci rassicura; davanti a un’occasione di peccato, ci previene; dopo una colpa, ci rimprovera. È la grazia che parla nel nostro intimo.

Essa può entrare in contatto con noi in diversi modi: attraverso una musica che ci dà equilibrio e ci eleva; attraverso la contemplazione di un vasto e bel panorama, immagine della grandezza e bontà divine; o forse attraverso la visione di un mare cristallino e traslucido, con il colore dell’acquamarina, che ci strappa dalla volgarità e dall’agitazione del mondo d’oggi.

Può anche manifestarsi per mezzo di una pietra preziosa, il cui splendore evoca l’azione della Provvidenza su determinate anime elette. Rudi e opache all’inizio, sono sfaccettate dalla sofferenza e levigate dall’azione dello Spirito finché raggiungono una bellezza splendente, riflesso dell’ineffabile Luce del Creatore.

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Alba a Praia da Caçandoca, Ubatuba (Brasile)
Anche il sereno volo di un’aquila verso la cima delle montagne, proprio accanto alle nuvole del cielo, parla con forza al nostro spirito. Siamo stupiti dell’enorme distanza che la separa dalla mediocrità delle cose terrene, su cui sembra lanciare uno sguardo di distaccata indifferenza. Chi la contempla mentre scivola giù dalle cime, viene presto toccato da quella voce misteriosa, che dice: “Vieni anche tu a percorrere gli alti panorami della creazione, assapora i voli soprannaturali dello spirito, non aggrapparti agli oggetti vuoti ed effimeri della terra. Sei stato chiamato a superare in audacia quest’uccello insigne. Ama con tutta la forza della tua anima tutto ciò che riguarda Dio e detesta tutto ciò che si oppone a Lui”.

Non c’è giorno in cui la grazia non ci parli; non c’è giorno in cui Dio non ci chiami a fare un passo avanti nell’unione con Lui. Per ascoltare questa voce misteriosa e discreta non è necessario possedere doni mistici straordinari. Basta allontanarsi un po’ dal vortice del mondo di oggi alla ricerca dei valori più alti. Fermiamoci per qualche istante vicino al Santissimo Sacramento, ai piedi di una statua pia o davanti al ritratto di un Santo. Senza dubbio lì la grazia si farà sentire con maggiore nitidezza che non nel mezzo delle occupazioni quotidiane.

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Aquila reale che sorvola la
Sierra de Guadarrama (Spagna)

L’essere umano è un composto sostanziale di materia e forma, di corpo e anima e, per questo, la grazia utilizza qualcosa o qualcuno per agire su di noi. La materia produce un’influenza benefica sull’uomo quando è legata a Dio e funge da ostacolo quando è legata al male. Quanto maggiore è il nostro contatto con luoghi, oggetti o persone che appartengono a Lui nella loro interezza, più vicino a Lui riusciremo a stare.

Una scintillante pietra preziosa, o anche un’anima preziosa, se considerata nei suoi aspetti più nobili e ammirata in quanto riflesso dell’Altissimo, non sarà mai uno strumento di allontanamento da Dio, come pensano molti insensati e ignoranti, ma uno strumento che ci conduce fino al Cielo.

Ascoltiamo con attenzione questa voce della grazia che ci parla continuamente, anche nell’insensibilità dell’anima, affinché nel giorno del Giudizio possiamo ascoltare con gioia Nostro Signore dirci: “Questa pecorella ha sentito la mia voce. Io la conosco e ora mi seguirà per sempre!” (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2018, n. 181, p. 50- 51)

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