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Vergine Maria

Gesù formato da Maria

Pubblicato 2018/05/07
Autore : Don Antonio Jakoš Ilija, EP

Tutte le volte in cui nella Santa Messa si opera la Transustanziazione, ogni qualvolta riceviamo la Sacra Comunione, lì è presente lo stesso Dio-Uomo che più di duemila anni fa fu formato nel seno verginale di Maria Santissima.

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   Innumerevoli persone oggi spendono fortune in viaggi per conoscere panorami meravigliosi e pensano di essere fortunati ad avere una tale possibilità. Pochi, tuttavia, si fermano a considerare che nessuna bellezza dell’universo materiale è paragonabile agli incantevoli orizzonti del mondo soprannaturale. Basti pensare alla felicità eterna degli abitanti del Cielo, dove tutti partecipano, in misura maggiore o minore, alle estasianti realtà della visione beatifica.

L’Eucaristia considerata dal punto di vista di Maria Santissima

   La famosa frase di San Bernardo, “De Maria nunquam satis – Non si dirà mai abbastanza riguardo Maria”, si applica con tutta proprietà alla Sacra Eucaristia: per quanto la esaltiamo, rimarremo sempre irrimediabilmente al di qua della realtà.

   Una forma eccellente, sebbene non molto usuale, di trattare l’Eucaristia è di farlo in funzione della Madonna. La Vergine Maria fu creata da Dio per essere la Madre della Seconda Persona della Santissima Trinità e, pertanto, il decreto divino che stabiliva l’Incarnazione del Verbo già considerava Colei che sarebbe stata sua Madre. 

   Come insegna San Luigi Maria Grignion de Montfort, Dio La creò come paradiso per accogliere suo Figlio in questa terra di esilio: “La divina Maria è il Paradiso Terrestre del nuovo Adamo, dove Egli Si è incarnato per opera dello Spirito Santo, per operarVi meraviglie incomprensibili”.1

   Essendo stata concepita senza il peccato originale, possedeva fin da bambina il dono della scienza infusa, e le sue elevatissime meditazioni non erano offuscate da ragionamenti distorti, frutto del peccato. Con ciò, possiamo ben congetturare quali saranno state le sue sublimi riflessioni sul Messia.

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Annunciazione - Monastero della Madonna del Monte Carmelo e San Giuseppe, Brooklyn (USA)
Maria costruì nella sua mente un’immagine perfetta del Messia

   Da bambina, ardeva di desiderio per l’avvento del Messia, e questo doveva essere uno dei suoi temi preferiti di conversazione con le sue compagne nel Tempio. A mano a mano che veniva a conoscenza delle profezie che annunciavano la venuta del Salvatore, penetrava nel loro significato più elevato e profondo. “In questo modo, si faceva un’idea sempre più perfetta a proposito dell’Atteso delle Nazioni. Il Suo Cuore Immacolato era ansioso di conoscerLo e servirLo con dedizione totale”.2

   Tutta la sua vita, ancor prima dell’Incarnazione, fu un’incessante contemplazione delle virtù naturali e soprannaturali del Messia. Così, nel corso degli anni elaborò nella sua mente un’immagine del Redentore, della sua personalità, delle sue qualità, della sua psicologia, delle sue perfezioni, del suo portamento, dei suoi gesti, tutto questo configurando una Persona regale, grandiosa, divina.

   E si può considerare che, dopo che Lei ebbe completato la formazione di quest’immagine in tutti i suoi dettagli, l’Arcangelo Gabriele venne ad annunciarLe che sarebbe stata la Madre di quel Messia atteso per tanti secoli dal popolo eletto, e a chiederLe il permesso a che lo Spirito Santo generasse Gesù Cristo nel suo grembo verginale.

La carne e il sangue di Maria diventano Corpo e Sangue di Gesù

   La creazione dell’universo intero, delle innumerevoli stelle che brillano nel firmamento, della terra con le sue meraviglie minerali, vegetali e animali, fu molto meno portentosa del prodigio riuscito nell’umile casa di Nazareth: l’Incarnazione del Verbo. Per creare l’universo era sufficiente un atto di volontà dell’Onnipotente; per assumere la nostra natura umana, Egli ha voluto dipendere dal consenso della Vergine Maria.

   Mettendo in chiaro che la Madonna non è e non potrebbe essere un sacerdote, dal momento che il munus sacerdotale è riservato soltanto agli uomini,3 si può dire che il miracolo dell’Incarnazione del Verbo assomigli molto a quello della Transustanziazione, operato nel Santo Sacrificio dell’altare. In questo caso, la materia non sarebbe il pane e nemmeno il vino, ma il corpo della Santa Vergine delle Vergini che, col suo fiat, permise la realizzazione del miracolo.

   In questo senso, afferma Sant’Ambrogio: “Evidentemente, la Vergine generò al di fuori dell’ordine naturale. E il Corpo che produciamo (mediante la Consacrazione) è il Corpo nato dalla Vergine. Perché cercare nell’ordine della natura il Corpo di Cristo quando lo stesso Signore Gesù fu dato alla luce da una Vergine? Il Corpo di Cristo nel Sacramento è veramente la carne di Cristo, quella che fu crocifissa e sepolta. Pertanto, questo Sacramento è davvero il Sacramento della sua carne”.4

   Durante nove mesi, l’organismo della Madonna fornì tutto il necessario per formare il corpicino del Bambino Gesù. Il suo sangue verginalissimo si divinizzava passando a far parte del Corpo di Gesù, lo stesso Dio fatto Uomo. Il Padre Eterno non avrebbe potuto desiderare o escogitare una creatura più preziosa di Maria per la formazione dell’umanità del Suo Unigenito Figlio.

La “Prima Comunione” della Storia

   Come si meravigliarono gli Angeli, primi testimoni dell’Incarnazione, vedendo quel Bambino! “Come assomiglia a Lei!”, devono aver esclamato. Infatti, non c’è mai stato e non ci sarà mai un figlio così simile a sua madre! Dall’Annunciazione fino a Natale, trascorsero nove mesi di singolare “presenza eucaristica” nella Madonna.5 Si può affermare che, sotto un certo punto di vista, l’Incarnazione fu la prima “Prima Comunione” della Storia.

   Nelle nostre Comunioni, la specie pane rimane soltanto per alcuni minuti, cessando poi la presenza divina; la “Prima Comunione” della Madonna durò nove mesi e culminò nella nascita del Messia. E ogni volta che nella Santa Messa si fa la Consacrazione e poi si distribuisce ai fedeli la Comunione, si tratta di quello stesso Corpo di Cristo formato da più di duemila anni nel seno purissimo della Madre di Dio.

   Ecco, pertanto, un bell’incentivo per la pietà eucaristica: considerare che il Corpo, Sangue, Anima e Divinità che abbiamo comunicato si è formato dalla carne della Madonna. E tanto il sacerdote che consacra quanto i fedeli che si comunicano, tutti noi troviamo un esempio da seguire: ricevere l’Eucaristia con l’adorazione con cui l’ha ricevuta la Santissima Vergine Maria. (Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2018, n. 180, p. 30 - 31)

1 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge, n.6. In: Œuvres Complètes. Paris: Du Seuil, 1966, p.490. 2 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. São José: quem o conhece? São Paulo: Lumen Sapientiæ, 2017, p.79. 3 Cfr. SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE. Dichiarazione Inter Insigniores, 15/10/1976. 4 SANT’AMBROGIO. Sui misteri, n.53: PL 16, 407. 5 “In certo senso, Maria ha esercitato la sua fede eucaristica prima ancora che l’Eucaristia fosse istituita, per il fatto stesso di aver offerto il suo grembo verginale per l’incarnazione del Verbo di Dio. L’Eucaristia, mentre rinvia alla Passione e alla Risurrezione, si pone al tempo stesso in continuità con l’Incarnazione. Maria concepì nell’Annunciazione il Figlio divino nella verità anche fisica del corpo e del sangue, anticipando in sé ciò che in qualche misura si realizza sacramentalmente in ogni credente che riceve, nel segno del pane e del vino, il corpo e il sangue del Signore” (SAN GIOVANNI PAOLO II. Ecclesia de Eucharistia, n.55).

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