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Catechismo

L’importanza dell’esame di coscienza

Pubblicato 2018/05/07
Autore : Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Una volta, il Dr. Plinio Corrêa de Oliveira fu invitato a fare una conferenza nel complesso penitenziario di Carandiru, per preparare i carcerati alla Comunione pasquale. Mentre parlava, cercava di scoprire ciò che distingue quelle persone da coloro che..

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   L’Autore non può dimenticare una delle prime conferenze pubbliche del Dr. Plinio cui assistette il 29 maggio 1957 presso la Facoltà di Ingegneria Industriale fondata da Don Saboia de Medeiros, SJ. Questo sacerdote era morto da poco e il Dr. Plinio era stato invitato dalla direzione a tenere una conferenza di preparazione alla Comunione pasquale degli universitari. Egli accettò e, nel giorno stabilito, arrivò accompagnato dai membri del Gruppo.1 Era un auditorio enorme, zeppo di alunni, e, nella fila davanti, stavano tutti i cattedratici.

Il punto che distingueva i carcerati dal resto della società

   Dopo il saluto iniziale, affermò di avere un enorme piacere di trovarsi lì per quella conferenza e, senza andare direttamente all’argomento, commentò che aveva già avuto l’opportunità di trattare sulla Comunione pasquale in situazioni molto diverse. In un’occasione, diametralmente opposta a quella, era stato invitato a parlare ai prigionieri di Carandiru, famosa prigione di San Paolo (Brasile). Era un tempo in cui i prigionieri facevano la Comunione pasquale… Allora, cominciò a raccontare in dettaglio il suo ingresso nel carcere. L’argomento, suscitò immediatamente l’interesse di tutti.

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Il Dr. Plinio mentre tiene un discorso nel gennaio 1956 / Archivio personale dell’autore
   Curioso di sapere cosa spingeva quella gente a commettere così tanti crimini, cercò di analizzare i prigionieri per scoprire cosa li distinguesse dalle persone che vivevano nella società. Però, vide solo fisionomie normali, persone che, se vestite non in un’uniforme da carcere, ma in giacca e cravatta, avrebbero potuto camminare per le strade senza problemi.“Ma che cosa curiosa”, pensava, “c’è un punto di divergenza, ma vedo che non è il crimine, perché anche là si vive, con frequenza, fuori dallo stato di grazia”. 

   Continuò la conferenza e, a un certo punto, mentre parlava, vide spiegata nei volti dei prigionieri qual era la differenza: “Ah, questi criminali riflettono nei loro volti l’assenza di qualsiasi esame di coscienza… Sono caduti nella situazione in cui sono perché non si sono mai fatti l’esame di coscienza in vita loro! Se essi si fossero analizzati con serietà non avrebbero commesso i crimini che li hanno portati qui. E quelli che stanno fuori, liberi, dalle circostanze della vita sono stati spinti, in un modo o nell’altro, a fare un esame di coscienza e questo li ha frenati nella pratica del crimine”.

Personalità piena di forza e fulgore

   L’effetto di queste parole sull’uditorio della facoltà fu straordinario. Solo un Santo sarebbe potuto arrivare a una simile conclusione! Nell’enunciare la tesi, aggiungeva che l’esame di coscienza è un’arma straordinaria per la conservazione della virtù. E in modo completamente sui generis, come non si trova nei libri, mostrò l’importanza di quest’aspetto della vita interiore per una buona Comunione pasquale. 

   Il suo modo di esporre scosse il pubblico. A mano a mano che parlava, la sua brillantezza aumentava. L’Autore era entusiasta perché il Dr. Plinio si esprimeva in un tono discorsivo e gesticolando, con una disinvoltura, una ricchezza oratoria e una grandezza straordinaria. Il pubblico costantemente si alzava e applaudiva. Altre volte, per la gravità del tema, era abbattuto, ma il Dr. Plinio sapeva come riportarlo all’entusiasmo. Con la sua eloquenza toccava le più intime corde di quelle anime, con la destrezza con cui Mozart suonava il pianoforte. La conferenza segnò la vita dell’Autore, perché quando uno è ai primi passi della vocazione, ogni evento è custodito come un tesoro.

   Quando terminò l’esposizione, gli alunni accompagnarono il Dr. Plinio pieni di entusiasmo. Secondo le usanze del tempo, il corpo docente avrebbe dovuto prestare un’attenzione speciale nei confronti del conferenziere. Allora, una ventina di professori fecero un corridoio per salutarlo nel passaggio e congratularsi con lui. Erano tutti presi da rispetto e sbalorditi davanti alla sua grandezza. E il Dr. Plinio li trattava con una classe unica! 

A cinquant’anni, rigoroso esame di coscienza

   L’insegnamento dato dal Dr. Plinio in quella facoltà era qualcosa che lui stesso praticava, poiché era un uomo intransigente per quel che riguarda la sua vita spirituale e, pertanto, molto abituato all’esame di coscienza.

   Questo succedeva soprattutto in occasione del suo compleanno, giorno in cui posava gli occhi su tutto ciò che era accaduto in quell’anno. Il 13 dicembre 1958, il calendario gli indicava che era arrivato il momento che costituisce un cippo per ogni uomo: mezzo secolo di esistenza. “Come mi ha traumatizzato questa data!”,2 avrebbe confessato molti anni dopo. In una commemorazione domestica traboccante di affetto promossa da Donna Lucilia e alle manifestazioni di stima dei suoi compagni di lotta, il Dr. Plinio passò “uno dei giorni più angusti e più tristi della vita”.3

   “Battendo, grazie a Dio, con inclemenza contro il mio petto”, avrebbe narrato, “trascorsi l’intera serata […] a fare l’esame di coscienza, incriminandomi”.4

   Perché il Dr. Plinio, in base alla sua espressione, si “incriminava”? Quel giorno la Provvidenza volle provarlo con il contrasto tra ciò verso cui sentiva una chiarissima vocazione e la realizzazione concreta che aveva sotto i suoi occhi. Nonostante tutto il sangue versato da quando aveva iniziato la sua militanza cattolica nel 1928, il Gruppo non era, a dire la verità, niente!

   Il Dr. Plinio cercava di rispondere a se stesso alla seguente domanda: “In che cosa sono stato infedele perché non ci sia un numero maggiore di membri?” E a questo si sommava una maggiore delusione: tra molti dei suoi figli regnava la freddezza, l’invidia e persino l’ostilità nei suoi confronti.

Inflessibile con se stesso

   Comparandosi con gli uomini della generazione precedente alla sua, il Dr. Plinio constatava che a quell’età avevano tutti, per così dire, la vita fatta. E verificava che, a cinquant’anni, lui stava appena iniziando e… chi garantiva che il suo futuro avrebbe avuto successo? Questa evidenza, nella quale gli erano velati gli effetti soprannaturali più profondi della sua immolazione, gli torturava l’anima perché giudicava che poteva essere la causa di una tale situazione:

   “Ho capito che gli ultimi orologi stavano suonando e pensavo: ‘La mia speranza non può essere vana, ci deve essere qualche infedeltà responsabile di questo ritardo! Quanti anni sono passati e questa speranza non si è avverata. Ora, non può essere che non si realizzi! Quindi, la colpa è in te! Esaminati! Raschiati a fondo! Vediamo ora la tua lealtà, il tuo coraggio di guardare ai tuoi difetti, il tuo fermo proposito! Tutto è messo alla prova. Suvvia!’”

   Il Dr. Plinio fu inflessibile con se stesso: “Rimasi da solo e mi analizzai da cima a fondo, da far uscire sangue da tutti i pori dell’anima a causa di questo!”5 Però, non trovò alcun difetto che gli potesse far dedurre una qualche responsabilità. La coscienza era tranquilla, motivo per cui il Dr. Plinio assistette a una Messa vespertina e si comunicò in azione di grazie.

   Solo molti anni dopo, vedendo il progresso raggiunto dalla sua opera, comprese che, in quel momento, dava inizio a una seconda fase della sua vita, nella quale si sarebbero fatti sentire visibilmente i frutti di tutto il sacrificio precedente. (Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2018, n. 180, p. 24 - 25)

Passi da “Il dono di sapienza nella mente, vita e opera di Plinio Corrêa de Oliveira”. Città del Vaticano-São Paulo: LEV; Lumen Sapientiæ, 2016, vol.III, p.427-434

 1 Termine usato dal Dr. Plinio per designare il movimento da lui fondato. Nelle note a seguire, i titoli si riferiscono a conferenze proferite dal Dr. Plinio per i suoi discepoli (Nota dell’editore). 2 Riunioni di Ritagli, 8/3/1980. 3 Santo del giorno di sabato, 31/1/1981. 4 Idem. 5 Conversazione del sabato sera, 27/9/1986.

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