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Voce del Papa

Cielo, Purgatorio, inferno…

Pubblicato 2018/05/07
Autore : Redazione

Tre documenti storici papali rispondono a una delle domande che più hanno preoccupato gli uomini di tutti i tempi: qual è il destino delle anime dopo la morte?

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Innocenzo IV – Con quel fuoco transitorio, infatti, sono certamente purificati i peccati, ma non quelli delittuosi o mortali che non furono perdonati prima attraverso la penitenza
L’opera di ognuno sarà provata col fuoco

   Nel Vangelo, la Verità afferma che se qualcuno ha bestemmiato contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonato né in questo secolo né nel futuro (cfr. Mt 12, 32). Con queste parole ci fa capire che alcune colpe sono perdonate nel presente secolo, altre, invece, nel secolo futuro.

   D’altro canto, l’Apostolo afferma che “il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno” e “se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco” (I Cor 3, 13.15).

   Anche i greci stessi, secondo quanto si dice, credono e affermano secondo verità e senza alcun dubbio che le anime di coloro che hanno ricevuto ma non hanno compiuto la penitenza, o coloro che sono morti senza peccato mortale, ma con peccati veniali o di poca gravità, sono purificati dopo la morte e possono essere aiutati con le preghiere del suffragio della Chiesa.

   Ora, poiché dicono che il luogo di tale purificazione non sia stato loro indicato con un nome preciso e particolare dai loro dottori, noi, che secondo la tradizione e l’autorità dei Santi Padri, lo denominiamo “Purgatorio”, vogliamo che, d’ora in poi, sia da loro chiamato con questo nome.

   Con quel fuoco transitorio, infatti, sono certamente purificati i peccati, ma non quelli delittuosi o mortali che non furono perdonati prima attraverso la penitenza, ma quelli piccoli e di poca entità che pesano ancora dopo la morte, pur essendo stati perdonati durante la vita. Se dunque uno, senza la penitenza, muore in peccato mortale, sarà indubbiamente tormentato per sempre dalle fiamme della geenna eterna. 

Innocenzo IV. Passo della Lettera Sub catholicæ professione, del I Concilio di Lione al Vescovo di Tusculo, legato della Sede Apostolica presso i greci, 6/3/1254 (Dz 838-839)

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Benedetto XII – Definiamo anche che, secondo la disposizione generale di Dio, le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale, subito dopo la loro morte scendono all’inferno, dove sono tormentate con supplizi
Ciascuno riceva in base a quello che ha fatto

   Con questa costituzione, che avrà vigore perpetuo, noi, in virtù dell’autorità apostolica, definiamo: che, secondo la disposizione generale di Dio, le anime di tutti i Santi che hanno lasciato questo mondo prima della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, come pure quelle dei Santi Apostoli, martiri, confessori, vergini e degli altri fedeli che sono morti dopo aver ricevuto il Santo Battesimo di Cristo, nei quali non c’era nulla da purificare al momento della morte, né ci sarà se nel futuro moriranno, o se in loro abbiano avuto o ci sia qualcosa da purificare e siano stati purificati dopo la loro morte; e che le anime dei bambini rinati col Battesimo di Cristo e di quelli che devono essere battezzati, una volta che saranno battezzati e moriranno prima dell’uso del libero arbitrio, subito dopo la loro morte e la loro purificazione menzionata in relazione a coloro che avevano bisogno di tale purificazione, ancor prima di riassumere i loro corpi e prima del Giudizio Universale, dopo l’Ascensione del Salvatore Nostro Signore Gesù Cristo in Cielo, furono, sono e saranno in Paradiso, nel Regno dei Cieli e nel Paradiso Celeste con Cristo, associati alla compagnia dei Santi Angeli; e che dopo la Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo videro e vedono l’essenza divina con una visione intuitiva e, più ancora, faccia a faccia – senza che ci sia la mediazione di nessuna creatura come oggetto di visione, rivelandosi al contrario la sua essenza divina in modo immediato, nudo, chiaro e manifesto; e che coloro che così vedono, godono pienamente della medesima essenza divina, e quindi, in virtù di tale visione e godimento, le anime di coloro che sono già morti sono veramente beate e hanno la vita e la pace eterna, così come quelle che in seguito dovranno morire vedranno l’essenza divina e ne godranno prima del Giudizio Universale; e definiamo che tale visione dell’essenza divina e la sua fruizione fanno cessare in loro gli atti di fede e di speranza, mentre la fede e la speranza sono propriamente virtù teologali; e, dopo che tale visione intuitiva faccia a faccia e tale fruizione ha avuto o ha inizio in loro, questa visione e fruizione – senza alcuna interruzione o privazione della menzionata visione e fruizione –, permangono ininterrotte e continueranno fino al Giudizio Finale e, a partire da questo, per tutta l’eternità.

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Eugenio IV – Per quanto riguarda le anime di coloro che, dopo il Battesimo, non si sono macchiate di nessuna colpa, dichiariamo che sono presto accettate in Cielo e vedono chiaramente Dio uno e trino come Egli è
   Definiamo anche che, secondo la disposizione generale di Dio, le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale, subito dopo la loro morte, scendono all’inferno, dove sono tormentate da infernali supplizi, e che, tuttavia, nel giorno del Giudizio, tutti gli uomini con i loro corpi compariranno “davanti al tribunale di Cristo” per rendere conto delle loro azioni, “per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male” (II Cor 5, 10).

Benedetto XII. Passo della Costituzione Benedictus Deus, 29/1/1336 (Dz 1000-1002)

Qual è la sorte dei defunti?

 Se i veri penitenti muoiono nell’amore di Dio, prima di aver soddisfatto con frutti degni di penitenza ciò che hanno fatto o non hanno fatto, le loro anime sono purificate dopo la morte con le pene del Purgatorio. E affinché possano ricevere sollievo da queste punizioni, possono aiutarci i suffragi dei fedeli viventi, come il sacrificio della Messa, le preghiere, le elemosine e le altre pratiche di pietà che i fedeli offrono abitualmente per gli altri credenti, seguendo le disposizioni della Chiesa.

   Quanto alle anime di coloro che, dopo il Battesimo, non si sono macchiate di nessuna colpa, e anche per quanto riguarda quelle che dopo aver commesso il peccato, sono state purificate o in questa vita o dopo la loro morte nel modo sopra descritto, dichiariamo che sono presto accettate in Cielo e vedono chiaramente il Dio uno e trino come Egli è, ma alcune in un modo più perfetto di altre, secondo la diversità dei meriti.

   Invece, le anime di coloro che muoiono nel peccato mortale attuale o solamente originale, scendono immediatamente all’inferno per essere punite, ma con pene differenti.

   Ugualmente definiamo che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice hanno il primato su tutto l’universo e che lo stesso Romano Pontefice è il successore del Beato Pietro, Principe degli Apostoli, è vero Vicario di Cristo, capo di tutta la Chiesa, padre e dottore di tutti i cristiani; e che Nostro Signore Gesù Cristo trasmise a lui, nella persona del Beato Pietro, il pieno potere di nutrire, reggere e governare la Chiesa universale, com’è attestato anche negli atti dei concili ecumenici e nei sacri canoni . (Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2018, n. 180, p. 6- 7)

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