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Storia della Chiesa

Conoscendo le vie della fiducia

Pubblicato 2018/04/05
Autore : Plinio Corrêa de Oliveira

Tra i quattro libri che più hanno segnato l’anima del Dr. Plinio figura “Il libro della fiducia”. Nella conferenza che a seguire trascriviamo, egli racconta come fu il suo incontro con quest’opera.

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1.jpg"Voce di Cristo, voce misteriosa della grazia che risuoni nel silenzio dei cuori, mormori nel profondo delle nostre coscienze parole di dolcezza e di pace”…

Questa frase si collega, per me, a giorni di molta afflizione. A venticinque anni, mi trovavo a un crocevia dei miei cammini, in virtù di una certa circostanza della mia vita in cui il problema di discernere la voce di Cristo, la voce misteriosa della grazia, mi si poneva in un modo molto acuto.

All’età di ventiquattro anni, partii per Rio de Janeiro per assumere il mio posto di deputato nell’Assemblea Costituente. Ho viaggiato senza preoccuparmi della mia famiglia, poiché la lasciavo in condizioni di vita completamente normali.

Sebbene fossi ancora giovane, ci andavo tranquillo, perché se la mia elezione corrispondeva ai piani di Dio, avrei dovuto cavarmela bene. La Divina Provvidenza non traccia un percorso per un uomo senza dargli il sostegno necessario. Così, ero convinto che, anche se avessi dovuto sopportare qualche amarezza, sarebbe andato tutto bene.

Afflizioni e delusioni

Tuttavia, non tutto a Rio de Janeiro riuscì come un giovane idealista si aspettava. La vita parlamentare mi portò enormi dissapori che, sommati ad altre difficoltà, mi fecero sentire una certa delusione, come se la Provvidenza non venisse a compiere le prospettive che lei stessa aveva aperto davanti a me.

Poco tempo dopo, un’informazione proveniente da San Paolo venne a turbare di più il mio orizzonte. Infatti, il futuro dei miei genitori e quello dei loro due figli era praticamente assicurato dalla voluminosa eredità che un parente stretto ci avrebbe lasciato. Ma questa persona, già anziana, fece un cattivo affare e perse tutto il suo patrimonio. Di conseguenza, non avremmo ereditato nulla. Peggio. Eravamo ridotti a una grave situazione finanziaria.

Pensai: “Come può succedere una cosa del genere? Ora dovrò fare che cosa? Quando finirò questo mandato di deputato, quale ufficio eserciterò? Era meglio non essere stati eletti che, terminata la carriera parlamentare, essere costretti a svolgere un impiego inferiore”.

Quindi, quello che a prima vista sembrava un dono della Provvidenza, si era trasformato in qualcosa che mi cadeva addosso.

Come se non bastasse la preoccupazione per un futuro così truce, cupo e minaccioso, cominciai a sentire tutte le notti, verso le tre, una nevralgia in volto. Fortissima, come se fosse un chiodo conficcato nel viso, e che m’impediva di dormire. L’unico modo in cui riuscivo a trovare un po’ di sollievo era di sedermi e tenere la testa appoggiata su due o tre cuscini, rimanendo così fino a quando mi venisse un po’ di sonno. Allora riuscivo a riposare un altro po’.

Mi svegliavo e dovevo affrettarmi per la riunione dei deputati paulisti e, successivamente, per la sessione dell’Assemblea. Di notte, mi rimaneva un po’ di tempo per recitare il mio Rosario, occuparmi della mia vita spirituale, ecc.

2.jpg

La Divina Provvidenza non traccia per un uomo un
percorso senza dargli il
supporto necessario

Il giovane Plinio a metà
degli anni Trenta

Chi non è mai stato in preda a una nevralgia non immagina cosa voglia dire stare di notte così, piegato, sentire un chiodo conficcato in faccia essendo incapace di dormire. Nel mio caso, pensando a tutti i problemi che mi affliggevano. Vale a dire, perdita della fortuna, carriera professionale compromessa, insomma, vedendo la mia vita molto difficile. Il mio avvenire sembrava un fiore che era sbocciato al mattino sotto un bel sole e che, prima di notte, aveva i suoi petali strappati e dispersi da una tempesta…

Per non parlare di una circostanza che faceva solo aumentare questa angoscia. Avevo preso la decisione di consacrare tutta la mia vita all’apostolato cattolico. Si comprende che, per poterlo fare, non potevo dedicare molto tempo al lavoro professionale. D’altra parte, se non avessi esercitato una professione, non sarei stato in grado di offrire ai miei genitori, che erano già sulla strada della vecchiaia, una vita confacente con la loro posizione sociale. Come trovare una soluzione? Che problemi, che cose misteriose! 

E così ero schiacciato davanti a queste prospettive, ore e ore, notti di fila, senza sapere quale via d’uscita trovare, fino al momento determinato dalla Madonna in cui sarebbe apparsa una luce in questo panorama così cupo.

Un libro comprato per caso

Vicino al mio hotel sorgeva la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, dove andavo a comunicarmi tutti i giorni. Accadde che, a causa delle nevralgie e delle preoccupazioni, mi era difficile svegliarmi tanto presto per ricevere la Santa Eucaristia durante le Messe del mattino, già celebrate quando io arrivavo in chiesa. Ma il parroco era estremamente gentile con me: vedendo che i miei orari erano molto stretti, era sempre disposto a darmi la Comunione quando arrivavo lì. Superfluo dire quanto gli fossi grato per questa carità, facendolo capire salutandolo con particolare gentilezza. Ed era soltanto questo, perché dovevo uscire di corsa per andare all’Assemblea Costituente, e non c’era tempo per intavolare una conversazione con lui.

Un giorno, però, il sacerdote si avvicinò a me e disse: “Dr. Plinio, stiamo organizzando una mostra di libri religiosi qui in sacrestia. Se desidera dare un’occhiata, forse c’è qualche opera che le fa piacere vedere”.

In effetti, lui desiderava dirmi un’altra cosa: “Per mantenere la parrocchia, stiamo vendendo alcuni libri. Non ci vorrebbe aiutare, comperandone qualcuno?”

Io, in debito di tanti favori, non potevo né volevo rifiutare. Dare una mano a quella parrocchia era una cosa molto buona, e volevo collaborare in questa forma di bene. Così, terminata la mia azione di grazie, mi precipitai in sacrestia disposto ad acquistare due o tre libri, scelti a caso. Ne ho preso uno, il cui argomento non ricordo più e un altro chiamato Il libro della fiducia.

Partii in fretta e furia, presi un taxi e andai a lavorare, tenendo i libri in mano. La notte, tornato nella mia stanza d’albergo, li lasciai su qualche mobile, senza prestarvi attenzione.

“Voce di Cristo…”

Insomma, quello stesso giorno o in quello dopo, il libro era ancora lì e decisi di sfogliarlo. Era di lettura molto facile, con lettere grandi e capitoli brevi. Scritto da un certo Don Thomas de Saint-Laurent e tradotto da “M. P.” (che sapevo essere le iniziali della moglie dell’ex Presidente Epitacio Pessoa, una signora di rinomate doti letterarie). Io, senza sapere per dove andavano le vie della Madonna a mio riguardo, aprii il libro e lessi questa frase di cui, dopo tanti e tanti anni, mi ricordo molto bene: “Voce di Cristo, voce misteriosa della grazia, tu mormori nel profondo delle nostre coscienze parole di dolcezza e di pace”.

Rimasi colpito dal fatto che ero angosciato e pieno di dubbi, e mai, ma assolutamente mai, avevo sentito parlare della fiducia come di una virtù che il cattolico deve praticare. Intendevo che confidare in Dio è una buona attitudine. Mi ricordavo anche di un canto intonato dal coro della parrocchia in cui mi feci congregato mariano, la cui lettera in latino era: “Beatus homo qui confidet in te – Beato l’uomo che confida in Te, o Signore”. Mi piaceva ascoltarlo, era un canto che mi diceva qualcosa, però non ne approfondivo il significato.

Ora, in quell’amarezza, leggendo le parole “voce di Cristo, voce misteriosa della grazia”, ebbi una sensazione curiosa, come se un’atmosfera dolcissima e piena di affetto penetrasse in me, allontanasse tutti gli spauracchi e i timori, e mi dicesse: “Ripeti, figlio mio: voce di Cristo, voce misteriosa della grazia, tu mormori nella mia anima parole di dolcezza e di pace”.

Ho sentito qualcosa che ha fatto sparire tutte le mie angosce e mi ha dato la certezza che, realmente, quei fantasmi di prospettive e preoccupazioni future sarebbero svaniti. E che Nostro Signore e la Madonna avrebbero risolto bene i problemi che tanto mi amareggiavano.

Ho continuato a leggere il libro, e, a ogni nuova frase, la medesima sensazione di tranquillità si produceva in me. Avevo l’impressione di entrare in un bosco incantato dove sbocciavano fiori meravigliosi, dove gli uccelli cantavano nel modo più sonoro e piacevole possibile, ecc.

E dove sta la ragione?

Tuttavia, sempre abituato a ragionare molto, e non conoscendo la dottrina cattolica a proposito della fiducia, avevo due obiezioni contro questi sentimenti.

In primo luogo, non mi si presentava alcun motivo plausibile per credere che la Madonna mi avrebbe aiutato in quell’emergenza, poiché non vedevo nel mio orizzonte nulla che mi promettesse una soluzione. E l’uomo deve essere concreto, non può vivere di impressioni interiori.

Per confidare, mi sarebbero stati necessari motivi che dicessero pane al pane e vino al vino, figli della ragione. Ora, dov’era la ragione in tutta questa storia?

Poi, c’era questo fatto che in certe ore del giorno leggevo quelle frasi, ed era per me come se stessi masticando segatura di legno. Non mi dicevano niente. In altre ore, al contrario, era come se un pezzo di Cielo penetrasse nel mio spirito. Pertanto, obiezione: “Qual è il proposito di tutto ciò? Non darò la mia anima a queste sensazioni interiori senza prima avere una spiegazione di che fondamento hanno nella buona e ortodossa dottrina della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana”.

Ma, non c’era rimedio, era un’esperienza curiosa: aprivo il libro e penetrava in me questa dolcezza. In quel momento, le obiezioni scomparivano, rendendo evidente che si trattava di un’azione della grazia, un favore di Dio e della Madonna. Però, quando chiudevo il libro, quella soavità si eclissava, e per me non era più così ovvio che si trattava di un movimento della grazia. Allora, avevo bisogno di prove.

La soluzione esatta, nel momento esatto

Queste comparvero, in modo del tutto inaspettato.

Venivo a trascorrere i fine settimana a San Paolo per stare con i miei genitori, e la domenica sera o lunedì mattina tornavo a Rio de Janeiro.

Una sera, in uno di questi miei passaggi per San Paolo, mi trovavo nel palazzo della Congregazione Mariana di Santa Cecilia, quando un congregato mio amico, una persona molto vivace e intelligente, mi si avvicinò e, con voce bassa, quasi sussurrata, mi disse: 

3.jpg

Ogni mattina, il Dr. Plinio si comunicava in quella chiesa,
dov’era ricevuto con molta amabilità dal vicario

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù - Rio de Janeiro

— Plinio, vuoi che ti metta sulla pista di un ottimo impiego? Quando smetti di essere un deputato, ti tieni questo lavoro…

Io caddi dalle nuvole! “Quest’uomo non sa nulla della mia vita, non conosce le difficoltà e i problemi in cui mi trovo, come può venire a offrirmi qualcosa così capace di soddisfarmi e di alleviarmi da tante preoccupazioni?!”

Ad ogni modo, quando stai affogando nel mare, raccogli qualsiasi corda che appare, perché deve essere attaccata ad un posto solido. Immediatamente presi due sedie e lo feci sedere vicino a me:

— Vieni qui e raccontami bene questa storia.

Aveva appreso dell’apertura di posti vacanti per professori presso il Collegio Universitario della Facoltà di Giurisprudenza di San Paolo e verificato che ero tagliato per uno di loro. Prendendo alcune misure, avrei potuto ottenere un posto, con un ottimo stipendio.

Esitai un po’, ma dopotutto decisi di agire come lui mi indicò. E infatti, dopo alcuni tramiti, finii per essere nominato professore ordinario a vita e con stipendio fisso. Era l’incarico che desideravo, con il salario di cui avevo bisogno, e una posizione onorevole per un ex deputato.

Terminò il mandato, tornai a San Paolo e l’impiego mi stava aspettando. Più o meno in quest’epoca, mi furono offerti altri due incarichi come professore ordinario, nelle due prime facoltà cattoliche aperte a San Paolo, la Sedes Sapientiæ e la San Benedetto.

Nel frattempo, le nevralgie scomparvero, come se non fossero mai esistite. Mi erano stati tolti dei pesi e io compresi la verità di questa affermazione: “Voce di Cristo, voce misteriosa della grazia…”

Le ragioni per confidare

Tutto ciò che ci porta alla virtù sarà sempre un’azione che scende dal Cielo fino alle nostre anime. E se qualcosa ci spinge a procedere secondo la Fede e la dottrina cattolica, c’è ogni ragione per pensare che questo provenga da Dio.

Soprattutto quando ci sentiamo deboli e notiamo a un certo punto una forza che ci aiuta a realizzare ciò che non pensavamo fosse alla portata della nostra debolezza. È Dio che ci solleva e ci fa camminare. Ci mette alla prova, ci chiede un compito arduo e pesante, ma ci sostiene affinché possiamo camminare. Deus qui ponit pondus, supponit manum, dice la Scrittura. Dio, che impone il peso, colloca sotto la mano in modo che possiamo sopportarlo.

Pertanto, se sentiamo coraggio e facciamo volare l’anima per intraprendere ciò che prima sembrava così difficile, potremo veramente dire: “La grazia mi sta portando. Dio mi chiama. Io vado!”

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Il Dr. Plinio in occasione di un
evento al Liceo Cuore di Gesù,
San Paolo, a metà del 1933 
Quello che mi era successo leggendo Il libro della fiducia era allora opera della grazia. Attraverso le sue pagine benedette, divenni consapevole delle vie della fiducia, che deve condurre ognuno di noi fino a questo punto: anche se c’è un grande pericolo che i piani di Dio per noi non si concretizzino, dobbiamo rimanere tranquilli perché, alla fine, si realizzeranno.

Tranquilli, è vero, ma non indolenti. È necessario pregare e chiedere per ottenere, seguendo il consiglio di Nostro Signore: “Chiedete e riceverete; bussate e vi sarà aperto”.

E ricordo che non gli facciamo mai una richiesta veramente grata, se non attraverso la Madonna, Madre di Lui e nostra. Madre di Misericordia, nostra vita, dolcezza e speranza. Allora chiediamo a Lei, e attraverso di Lei a Nostro Signore Gesù Cristo, dicendo: “Madre mia, il tuo Divino Figlio ha tali disegni su di me, ma i problemi stanno crescendo davanti al mio percorso. Tuttavia, non mi lascio prendere dall’angoscia o da inquietudini, perché ho fiducia in Te. Aiutami!”

E così pratichiamo, nel miglior modo possibile, la virtù della fiducia. (Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2018, n. 179, p. 24- 27)

Estratto dalla rivista “Dr. Plinio”. Anno III, N.23 (Febbraio 2000); p.6-11

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