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Storie per bambini

Coraggioso… ma neanche tanto!

Pubblicato 2018/04/05
Autore : Suor Diana Milena Devia Burbano, EP

Giorno dopo giorno, i bambini a turno si avvicendarono per tenergli il posto nella fila del confessionale. Tuttavia, nessun segnale indicava che il valoroso militare si fosse deciso ad approssimarsi ad esso…

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Spintisi dietro a una colonna della cattedrale, i bambini di catechismo videro stupefatti il Colonnello Alberico che entrava dall’ingresso. Era un vecchio e rispettabile signore dal portamento marziale, che ostentava numerose medaglie e decorazioni sul petto, a testimonianza della sua audacia e del suo coraggio.

Tuttavia, chi lo avesse visto entrare nel tempio in quel momento poteva percepire un fondo di paura nel suo sguardo e un atteggiamento insolito: camminando a passi rapidi ma esitanti, l’agguerrito colonnello si dirigeva in uno dei confessionali della navata laterale… A pochi passi da questo, tuttavia, cambiò direzione ed entrò nella piccola cappella della Madre del Buon Consiglio, dove si fermò a pregare, seduto sull’ultima panca.

1.jpg— Wow… non posso credere che lui preghi! – esclamò il piccolo Enrico, con la sua solita spontaneità.

— Non ha mai dimostrato nulla in pubblico, è vero. Ma l’ho visto molte volte entrare nella cattedrale, così, di soppiatto, a pregare – disse Luca, con aria di chi sa tutto.

— Magari si vergogna di… – balbettò Vittorio, pensando a voce alta, essendo interrotto da Michele.

— Sembrava che si sarebbe inginocchiato nel confessionale e…

Decisero allora di raccontare a Don Matteo tutto ciò che avevano visto. Mentre passavano davanti alla cappella della Vergine del Buon Consiglio, alcuni si staccarono dal gruppo per guardare più da vicino il colonnello, che era ancora lì, a pregare in modo discreto.

— È proprio lui! Indaghiamo su quello che sta facendo – propose Enrico.

E subito si fece avanti nell’avventura:

— Buongiorno, signor colonnello! Che piacere vederla pregare qui…

— Vuole prendersi un posto nella fila della Confessione? Se vuole, noi possiamo… – aggiunse Michele.

Un brivido fece sobbalzare il colonnello, perché non si aspettava di essere scoperto così inaspettatamente, tanto meno da persone così giovani. Con un’espressione agitata e le labbra tremanti, si alzò militarmente dalla panchina, salutò i bambini con un leggero cenno della mano e uscì in tutta fretta.

— Perché il colonnello si è imbarazzato così tanto quando lo abbiamo salutato? – chiese Michele.

— Magari si vergogna di pregare?! – chiese Vittorio.

Don Matteo, quando fu avvicinato dai bambini, li incentivò a pregare per il colonnello, dicendo:

— Nella vita di un uomo, ci sono certe decisioni che richiedono più coraggio che combattere in una guerra: approssimarsi umilmente al tribunale della Confessione è, molte volte, una di queste. Occorre che preghiate molto affinché il colonnello possa ricevere dalla nostra Madre Celeste la forza necessaria per riconciliarsi con Dio, perché è ormai da decenni che non osa fare questo passo.

I ragazzi si misero d’accordo di recitare un Rosario tutti i giorni, chiedendo alla Regina delle Vittorie di concedere al Colonnello Alberico la forza d’animo necessaria per confessare quanto prima le sue colpe e ricevere l’assoluzione sacramentale.

I giorni passavano lentamente…

All’inizio della primavera arrivarono le feste di fondazione della città, dove, secondo l’usanza, i bambini che facevano la loro Prima Comunione consacravano il loro piccolo cuore a Dio e imploravano grazie di prosperità e benessere per tutti.

Quell’anno, Enrico, Luca, Vittorio e Michele si stavano preparando a ricevere il Sublime Sacramento. Oltre a desiderare con ansia l’arrivo dell’atteso momento, chiedevano a Dio che il colonnello li precedesse nella Confessione e Comunione solenne. Giorno dopo giorno avevano pregato per lui, e persino a turno si avvicendavano per tenergli il posto nelle file del confessionale. Tuttavia, nessun segnale indicava che il valoroso militare si sarebbe deciso a confessarsi…

Con i loro teneri cuori oppressi dalla delusione, i bambini decisero di riunirsi per discutere su cosa si potesse fare per smuovere il colonnello Alberico ad avere il coraggio di prendere una decisione così importante. Parlarono a lungo proponendo innumerevoli soluzioni e alla fine scelsero un’idea singolare: gli avrebbero scritto una lettera a nome della Madonna, supplicandolo di confessarsi… Dal momento che la richiesta di una madre non si rifiuta mai, questo sarebbe stato il sistema infallibile per convincerlo!

Quali le parole migliori da usare e come far capire al colonnello cosa voleva dirgli la Madre del Cielo? Non fu nient’altro che questo l’oggetto delle loro riflessioni e delle riunioni infantili durante tutta la settimana. Quando, finalmente, furono in grado di comporre la missiva, chiesero a Don Matteo di correggerla, dato che la grammatica non era il loro forte…

2.jpg

Dopo aver declinato le sue colpe,
l’impavido militare si avvicinò per ricevere la Comunione

Quel giorno, all’imbrunire, il colonnello Alberico entrò come al solito in casa. Margherita, la sua cuoca, gli disse che c’era una lettera urgente per lui sulla mensola del camino. Era una piccola busta bianca, senza sigillo e senza mittente…

L’aprì con cura, e dopo aver disteso il bellissimo foglio di carta e letto il messaggio, lacrime copiose gli scorsero sul viso:

“Mio caro figlioletto, conosco il coraggio del tuo cuore, conosco le tue speranze, le tue paure e anche i tuoi problemi. Sono la Madre del Buon Consiglio, Colei alla quale ricorri nelle tue difficoltà. Vedo che hai coraggio nel servizio della Patria, e in questo riconosco un dono del mio caro Figlio a te. Tuttavia, ti esorto a compiere un ulteriore passo avanti nella tua dedizione e consegna e ad accettare il mio invito: lotta con coraggio contro i tuoi difetti e i tuoi peccati, lava la tua anima nel sacro tribunale della Penitenza, e Io, Maria Santissima, tua Madre, Ti prometto il premio della beatitudine finale!”

Tali parole furono accompagnate da così tanta unzione, frutto delle ardenti preghiere dei piccoli apostoli, che toccarono profondamente il vecchio militare. Egli si diresse in gran fretta alla cattedrale, sperando di trovare ancora il sacerdote nel confessionale. Ad alcuni suoi conoscenti e amici che lo fermavano per chiedergli dove stesse andando così risolutamente, rispondeva con convinzione:

— Vado dove molti dovrebbero andare se ne avessero il coraggio!

E così, vincendo la paura e la vergogna di riconoscere i suoi peccati, l’impavido colonnello declinò le sue colpe a Don Matteo e si preparò a ricevere il giorno dopo la Comunione con i bambini!

Dopo questi avvenimenti non ebbe più paura di professare pubblicamente la sua Fede: questo fu il grande premio che ricevette dal Cuore materno della sua Santissima Madre! (Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2018, n. 179, p. 46- 47)

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