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Santi

Il culmine dell’amicizia

Pubblicato 2018/03/20
Autore : Don Francisco Teixeira de Araújo, EP

Gregorio e Basilio erano amici ed entrambi amavano profondamente la Chiesa. Insieme lottarono per difenderla e farla crescere, e in questa lotta la loro amicizia raggiunse la pienezza.

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Con la naturalezza dell’uccello che saluta con gioiosi cinguettii la luce del sole, San Gregorio Nazianzeno omaggiò San Basilio Magno, suo fratello nell’Episcopato, con un elogio funebre che ben potrebbe intitolarsi Canto della vera amicizia. In questo pezzo oratorio, cui non manca bellezza poetica, sono traboccate dal suo cuore le seguenti parole:

1.jpg“Ci siamo incontrati ad Atene. Come il corso di un fiume, che partendo dall’unica fonte si divide in molti bracci, Basilio ed io ci eravamo separati per cercare la sapienza in differenti regioni. Ma siamo tornati a riunirci come se ci fossimo messi d’accordo, senza dubbio perché così ha voluto Dio.

“In quest’occasione, io non solo mi sentivo preso da venerazione verso il mio grande amico Basilio, vedendo in lui la serietà di costumi e la maturità e saggezza delle sue parole, ma inducevo a fare altrettanto anche altri che ancora non lo conoscevano così bene. Presto cominciò a essere considerato da molti che già conoscevano la sua reputazione”.1

Due uomini uniti nel desiderio di ottenere la scienza

Alcune righe più avanti, San Gregorio aggiunge: “Col passare del tempo, ci siamo confessati l’un l’altro il nostro desiderio: la filosofia era ciò cui aspiravamo. Da allora eravamo tutto l’uno per l’altro; abitavamo insieme, mangiavamo i pasti allo stesso tavolo, eravamo sempre d’accordo, aspirando agli stessi ideali e coltivando ogni giorno più strettamente e saldamente la nostra amicizia.

“Ci muoveva la stessa ansia di ottenere quello che c’è di più invidiabile: la scienza. Tuttavia, non avevamo invidia, ma valorizzavamo l’emulazione. Entrambi lottavamo, non per vedere chi prendeva il primo posto, ma per cederlo all’altro. Ognuno considerava come propria la gloria dell’altro.

“Sembrava che avessimo un’unica anima in due corpi. E sebbene non si debba dar credito a quelli che dicono che tutto si trova in tutte le cose, nel nostro caso si poteva affermare che, di fatto, ognuno si trovava nell’altro e con l’altro”.2

“Il nome più grande era essere realmente cristiani”

Ma ottenere la scienza non era la principale meta di questa amicizia. Continua San Gregorio: “L’unico compito e obiettivo di entrambi era quello di raggiungere la virtù e vivere per le speranze future, in modo tale che, ancor prima di partire da questa vita, fossimo emigrati da lei. In questa prospettiva, abbiamo organizzato tutta la nostra vita e maniera di agire. Ci siamo lasciati condurre dai Comandamenti divini stimolandoci reciprocamente alla pratica della virtù. E, se non sembrasse una mia presunzione dirlo, eravamo uno per l’altro la regola e il modello per discernere il giusto e l’errato”.3

L’elogio del Nazianzeno si chiude con parole che riflettono il culmine dell’amicizia tra questi due santi uomini: “Proprio come ogni persona ha un cognome ricevuto dai loro genitori o acquisito da se stesso, cioè, a causa dell’attività od orientamento della sua vita, per noi la maggiore attività e il più grande nome era essere realmente cristiani e come tali riconosciuti”.4

Combattivi rappresentanti di un nuovo tipo umano

In questo breve testo che abbiamo appena riprodotto, San Gregorio espone diversi elementi che non possono mai mancare nella vera amicizia. Primo, l’unione di cuori che mirano a un obiettivo legittimo, in questo caso, l’ottenimento della scienza filosofica. Secondo, l’ammirazione delle virtù e qualità dell’altro, che porta a cercare il bene dell’amico più che il proprio. Terzo, il desiderio di raggiungere insieme la perfezione e stimolarsi reciprocamente alla pratica della virtù.

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San Basilio, San Giovanni Crisostomo e San Gregorio di Cesarea – Museo Storico di Sanok (Polonia)
Per consolidare un’amicizia che poggia su pilastri così solidi, niente di meglio della lotta a favore di un sublime ideale. Quei due giovani studenti orgogliosi della loro Fede e della purezza dei loro costumi brillavano come astri nell’universo, in mezzo alla generazione depravata e pervertita (cfr. Fl 2, 15) che era il mondo pagano. E si ersero in quella società ostile alla Religione come combattivi rappresentanti di un nuovo tipo umano: il cristiano. Lungi dal limitarsi a lottare timidamente per la propria sopravvivenza, partirono all’offensiva e in poco tempo conquistarono per Nostro Signore un fervente gruppo di condiscepoli.

Entrambi amavano profondamente la Chiesa

Basilio, soprannominato il Grande, fu consacrato Vescovo di Cesarea. Egli si distinse per le sue qualità di predicatore e di scrittore. Fu anche regolatore e consolidatore della vita monacale in Oriente. Tra le sue attività pastorali, trovò il tempo per fondare e dirigere un’opera monumentale di assistenza ai bisognosi, che “è alle origini dei moderni istituti ospedalieri di ricovero e di cura dei malati”.5 In essa, riservava a sé i lavori più rudi, come quello di prendersi cura dei lebbrosi. Ma brillò, soprattutto, come uno dei paladini dell’ortodossia nella lotta contro l’arianesimo, il peggiore avversario della Chiesa nella sua epoca.

Gregorio governò le Chiese di Sasima, Costantinopoli e Nazianzo. Fu così tanto perseguitato dagli intrighi degli eretici che non riuscì nemmeno a ricoprire la carica di patriarca di Costantinopoli, per il quale era stato eletto. Benedetto XVI traccia il suo ritratto con parole concise: “Illustre teologo, oratore e difensore della fede cristiana nel IV secolo, fu celebre per la sua eloquenza, ed ebbe anche, come poeta, un’anima raffinata e sensibile”.6

Insomma, Gregorio era amico di Basilio, soprattutto, perché entrambi amavano profondamente la Chiesa, e per questo combatterono i suoi nemici. Fu in questa lotta che l’amicizia tra questi fratelli nell’Episcopato raggiunse il suo culmine. (Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2017, n. 166, p. 38- 39)

1 SAN GREGORIO DI NAZIANZO. Oratio 43. In laudem Basilii Magni, apud COMMISSIONE EPISCOPALE DI TESTI LITURGICI. Liturgia das Horas. Petrópolis: Ave-Maria; Paulinas; Paulus; Vozes, 1999, vol.I, p.1111-1112. 2 Idem, p.1112. 3 Idem, p.1112-1113. 4 Idem, p.1113. 5 BENEDETTO XVI. Udienza generale, 4/7/2007. 6 BENEDETTO XVI. Udienza generale, 8/8/2007.

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