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Vergine Maria

I presentimenti di Maria

Pubblicato 2018/03/09
Autore : Don Jacques-Marie-Louis Monsabré, OP

Gesù uscì dal Cenacolo. Lei sa dove sta andando. Mentre i discepoli eletti dormono e dimenticano il loro Maestro nel Getsemani, Maria rimane sveglia e prega. I suoi presentimenti materni Le presentano la scena in tutto il suo orrore

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   Quando Maria presentò suo Figlio nel Tempio, il santo anziano Simeone Le disse: “A te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2, 35). La profezia si compì. Maria soffrì quando portò in terra straniera il suo Figlio perseguitato; Maria soffrì quando Lo cercò tanto ansiosamente dopo averLo perso; soffrì quando Lo vide ridotto, durante la sua vita pubblica, a chiedere il pane della carità, a non avere una pietra dove riposare la testa; soffrì quando le profezie del Salvatore, annunciando la sua Passione e la sua terribile Morte, Le ricordarono i terribili oracoli che leggeva una volta nel Tempio.

   Ma ecco che arriva il giorno del suo maggior dolore.

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Agonia di Gesù nell’Orto degli Ulivi - Cappella di San Dionigi e Santa Margherita, Cattedrale di Valencia (Spagna)
Mentre i discepoli dormono, Maria prega

   Gesù esce dal Cenacolo. Lei sa dove sta andando e, anche se lontana dal teatro della sua agonia, riceve nel suo Cuore i suoi misteriosi contraccolpi. Mentre i discepoli eletti dormono e dimenticano il loro Maestro, Lei rimane sveglia e prega. I suoi presentimenti materni Le presentano con tutto il suo orrore la scena del Getsemani. 

   Proprio come Gesù, si sente sopraffatta dal tedio, dalla paura e dalla tristezza. E con Lui esclama: “La mia anima è triste fino alla morte” (Mc 14, 34). Allo stesso tempo, si prostra con la faccia a terra; come Lui, chiede a Dio: “Padre, allontana da me questo calice! – Pater mi, transeat a me calix iste” (Mc 14, 36). Mi sbaglio: Maria accetta di bere fino alla fine il calice di tutti i dolori, ma vorrebbe che esso fosse risparmiato al suo caro Figlio. Lei è Madre, e ama più teneramente e generosamente di tutte le madri.

   “Padre mio, Padre del mio Beneamato” – dice –, “perché colpisci l’Innocente? Conosci tanto bene quanto Me, meglio di Me, questo dolce Agnello. Egli è, in Cielo, lo splendore della tua sostanza, l’immagine della tua gloria. E Io, da quando ho sentito i primi fremiti della maternità fino a questo triste giorno, l’ho sempre visto pieno di grazia, di saggezza e di bontà. Egli Si è sottomesso alle tue sante leggi, Si è nutrito della tua adorabile volontà, non ha fatto altro che il bene passando per questa terra; pietà, pietà per Lui! Castiga i peccatori, dei quali ha preso la somiglianza; punisci Me, sua indegna Madre, ma non toccarLo; non permettere che Io senta l’amaro pentimento di aver pronunciato la sua sentenza di morte, dicendo “si faccia” alle tue gloriose promesse. Padre, ritira dalle sue labbra il calice. Pater, transeat ab illo calix iste”.

È necessario che la temibile giustizia sia soddisfatta

   Non si lascerà Dio piegare da questa commovente preghiera di Madre?

   No, cristiano, è necessario che la sua temibile giustizia sia soddisfatta. Divinamente illuminata dalla grazia, Maria comprende questa esigenza e vede la salvezza del mondo nella misericordiosa sostituzione dei colpevoli con l’Innocente. Con Gesù, Lei Si sottomette alla volontà del Padre Celeste; con Gesù, Lei agonizza; con Gesù Lei sarebbe morta se non fosse stata, come Gesù, sostenuta dalla forza dell’Alto. 

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Madonna dei Dolori – Chiesa di Santa Maria, Kitchener (Canada)
   O Madre dolorosa! Non contenta di aver preso parte al lugubre combattimento ingaggiato dal Figlio della tua carne nell’Orto degli Ulivi, che tu voglia unirTi al combattimento dei tuoi figli adottivi. Queste lotte si rinnovano tutti i giorni, in ogni momento, tanto numerosi sono i nemici che abbiamo in noi, intorno a noi; tanto siamo afflitti dalle contraddizioni, dalle infermità, dalle miserie della nostra vita terrena. 

Saremo noi più forti degli Apostoli?

   A volte la lotta è così forte, che anche noi ci sentiamo assaliti da una tristezza mortale, e la nostra anima, piena di dispiaceri, turbata dalla paura, sta per precipitare dallo scoraggiamento alla disperazione. Gesù ci ha ammonito bene: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt 26, 41).

   Ma saremo noi più forti degli Apostoli, per resistere al terribile sonno che deve garantire il trionfo della tentazione? Purtroppo, abbiamo spesso sperimentato la nostra debolezza! Abbiamo bisogno di sentire la presenza e di udire la voce di una Madre vicino a noi. Salute degli Infermi, Rifugio dei Peccatori, Consolatrice degli Afflitti, Soccorso dei Cristiani, vigila e prega con noi, per essere vincitori di tutte le battaglie di questa vita: vincitori dalla ferma decisione di non offendere mai Dio, qualunque cosa accada; vincitori per la pazienza e per la rassegnazione alla volontà di Dio in tutti i nostri mali. (Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2018, n. 178, p. 30 - 31)

MONSABRÉ, OP, Jacques-Marie-Louis. “Petites méditations pour la récitation du Saint Rosaire”. Paris: Lethielleux, 1924, p.109-113

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