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Voce del Papa

Mortificare la carne per purificare la mente

Pubblicato 2018/03/08
Autore : Redazione

Per prepararvi bene per la Pasqua, mantenetevi saldi e con il cuore incrollabile. Astenetevi da tutte le menzogne degli eretici e ricordate che le vostre opere di misericordia vi saranno di giovamento solo se le vostre menti saranno libere da ogni...

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   Conoscendo bene, miei diletti fratelli, quanto è ardente la vostra devozione, non ignoriamo che, riguardo al digiuno che precede la Pasqua del Signore, molti di voi hanno già dato seguito alle nostre esortazioni. Siccome, tuttavia, la pratica di questa astinenza è necessaria non solo per mortificare la carne, ma anche per purificare la mente, desideriamo rendere completa la vostra osservanza, in modo che, privandovi dei piaceri attinenti ai desideri carnali, eliminiate anche gli errori derivanti dall’immaginazione dello spirito, poiché solo chi ha il cuore libero da concezioni erronee si prepara con genuina e ragionevole purificazione all’arrivo della festa pasquale, nella quale si sintetizzano tutti i misteri della nostra Religione. 

La mente pratica il digiuno quando rifiuta l’errore e la falsità

   Dice l’Apostolo che “tutto quello che non viene dalla fede è peccato” (Rm 14, 23). Per questo motivo, vano e inutile sarà il digiuno di coloro che il padre della menzogna inganna con le sue illusioni, non permettendo loro di essere alimentati dalla vera carne di Cristo. E così come dobbiamo obbedire con tutto il cuore ai Comandamenti divini e professare la sana dottrina, dobbiamo anche comportarci con ogni precauzione quando si tratta di fuggire dalle immaginazioni perverse, poiché la mente pratica solo il sacro e spirituale digiuno quando rifiuta l’alimento dell’errore e il veleno della falsità.

   Dunque, essi ci vengono presentati più perfidamente dal nostro nemico ingannevole e astuto proprio ora, quando, avvicinandosi le venerabili feste pasquali, tutta la Chiesa è ammonita a comprendere i misteri della salvezza, perché è un vero confessore e adoratore della Resurrezione di Cristo solo chi non si lascia confondere riguardo alla sua Passione o ingannare sulla sua nascita corporale.

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La mente cristiana deve fuggire dalla menzogna, essere discepola della verità

San Leone Magno - Parrocchia San Giovanni Battista, Saint-Jean-de-Luz (Francia)

   Alcuni, tuttavia, si vergognano del Vangelo della Croce di Cristo al punto da minimizzare incautamente le sofferenze che Egli ha sofferto per la Redenzione del mondo, negando la genuina natura della vera carne del Signore, non essendo capaci di capire come l’impassibile e immutabile divinità del Verbo sia potuta giungere all’estremo misericordioso di assumere, per salvarci, la nostra umanità senza perdere i suoi attributi divini.

Adorate con riverenza le due nature di Cristo

   Ci sono due nature in Cristo, ma una sola Persona. Il Figlio di Dio è allo stesso tempo Figlio dell’Uomo e Signore.

   Egli accettò la condizione di schiavo non per necessità, ma per il disegno della sua amorosa bontà. Per suo potere Si umiliò, per suo potere divenne passibile, per suo potere Si fece mortale. Per distruggere la tirannia del peccato e della morte, assunse una natura debole, capace di soffrire, mentre la sua natura forte non perdeva nulla della sua gloria.

   Perciò, carissimi, quando, leggendo o ascoltando il Vangelo, troverete in Nostro Signore Gesù Cristo certe cose che sono soggette a danno e altre illuminate da miracoli, cosicché nella stessa Persona ora appare l’umanità, ora risplende la divinità, non disprezzate nessuno di questi due aspetti, come se in Cristo ci fosse solo l’umanità o solo la divinità, ma credete fedelmente in entrambe le nature. Adorate con reverenza le due, in modo che non vi sia separazione nell’unione del Verbo e della carne e non sembrino illusorie le prove corporali, poiché i segni divini erano evidenti in Gesù. Ci sono prove vere e abbondanti della sua duplice natura, e per l’insondabile disegno divino, tutte concorrono a un unico fine. Non essendo il Verbo impassibile separato dalla carne passibile, la divinità deve essere intesa come partecipazione a tutto con la carne, e la carne con la divinità.

Le nostre antiche ferite potevano essere guarite solo dal Verbo

   La mente cristiana deve, pertanto, fuggire dalla menzogna, essere discepola della verità e servirsi fiduciosamente della narrazione evangelica per distinguere, come se stesse in quel momento con gli Apostoli, ora attraverso la comprensione spirituale, ora per mezzo della vista corporale, cosa che è visibilmente fatta dal Signore. 

   Contemplate l’Uomo nato bambino da una Donna; contemplate il Dio che non ha minimamente leso la verginità di sua Madre, né alla nascita né al momento del suo concepimento. Riconoscete il servo avvolto in fasce, sdraiato in una mangiatoia, ma riconoscete anche il Signore annunciato dagli Angeli, proclamato dagli elementi, adorato dai Re Magi. Comprendete che la sua umanità non si è rifiutata di partecipare a un banchetto nuziale e confessate la sua divinità vedendoLo trasformare l’acqua in vino (cfr. Gv 2, 9).

   Permettete che i vostri stessi sentimenti spieghino il motivo per il quale Lui ha versato lacrime per un amico morto;  considerate il suo potere divino quando questo stesso amico, dopo essere giaciuto per quattro giorni nella tomba, è risuscitato ed è stato riportato di nuovo in vita con un semplice ordine suo (cfr. Gv 11, 39). Fare argilla con la saliva e la terra era opera del corpo (cfr. Gv 9, 6), ma ungere con essa gli occhi dei ciechi e restituire loro la vista è un segno indubitabile del potere che gli è riservato per rivelare la sua gloria, cosa che all’inizio della sua vita naturale non aveva permesso accadesse.

   È realmente umano alleviare col riposo del sonno la fatica corporale (cfr. Mc 4,18); ma è certamente divino dominare con una semplice ammonizione la violenza delle tempeste furiose. Offrire cibo agli affamati denota bontà umana e spirito filantropico (cfr. Gv 6, 11), ma saziare con cinque pani e due pesci, mille uomini, oltre alle donne e ai bambini, chi oserebbe negare che non sia opera della divinità? Una divinità che, attraverso la cooperazione delle funzioni della vera carne, non solo si è manifestata nell’umanità, ma ha manifestato in lei stessa l’umanità.

   Le antiche ferite della natura umana non potevano essere guarite se non dal Verbo di Dio che si fece carne nel seno della Vergine. In esso, la carne e il Verbo coesistevano in un’unica e stessa Persona.

Rimanete saldi negli articoli del Credo

   Da questa fede nell’Incarnazione del Signore che ci porta a considerare la Chiesa intera come Corpo di Cristo, mantenetevi, carissimi, saldi e con il cuore incrollabile. Astenetevi da tutte le menzogne degli eretici, e ricordate che le vostre opere di misericordia vi saranno solo di giovamento, e il rigore della vostra astinenza porterà solo frutti se la vostra mente sarà libera da ogni impurità di opinioni errate. 

   Rifiutate gli argomenti della saggezza mondana, poiché Dio li detesta e nessuno può arrivare alla conoscenza della verità attraverso di loro; conservate nel vostro spirito ciò che pregate nel Credo. Credete che il Figlio di Dio è coeterno con il Padre, da cui tutte le cose sono state fatte e senza il quale nulla è stato fatto, nato secondo la carne alla fine dei tempi.

   Credete che Egli fu crocifisso, morì, resuscitò, Si elevò sopra tutti i poteri celesti, è seduto alla destra del Padre, pronto a venire nella stessa carne nella quale ascese, per giudicare i vivi e i morti. Infatti è questo che l’Apostolo proclama a tutti i fedeli, dicendo: “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria” (Col 3, 1-4). (Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2018, n. 178, p. 6- 7)

San Leone Magno. Estratto del Sermone XLVI, sulla Quaresima: PL 54, 292-294 

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