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Storie per bambini

“Lei può guarirmi!”

Pubblicato 2018/02/08
Autore : Suor Angelis David Ferreira, EP

Giovanna portò suo figlio nella capitale alla ricerca degli ambulatori più prestigiosi, ma ogni giorno peggiorava. Una fredda mattina, scottante di febbre, Giuseppe le disse: “Mamma, so chi può guarirmi!”…

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   Incastonato tra le imponenti montagne, quel pittoresco villaggio invitava i suoi abitanti a vivere con le loro anime riposte nelle più elevate cogitazioni. Forse per questo avevano costruito la chiesa matrice nel punto più alto del luogo, da dove si poteva vedere un panorama fiabesco. 

   Per partecipare alla Santa Messa, incontro tra il Cielo e la terra, o per adorare le reliquie e le immagini dei loro Santi Protettori, gli abitanti del villaggio dovevano salire fino alla cima della montagna. Si direbbe che per penetrare nelle realtà celesti, dovessero allontanarsi il più possibile da quelle terrestri.

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Filippo trasmetteva a Giuseppe tutto quello che
stava imparando a catechismo, anche la recita
del Santo Rosario, che essi iniziarono a pregare
quotidianamente.
   Giovanna era nata lì ed era cresciuta con i suoi nonni, dai quali ricevette tutte le cure e l’affetto e, soprattutto, una solida formazione cattolica, avendo perso i genitori in un incidente quando era ancora bambina. La sua grande devozione alla Madonna le dava fiducia e forza per affrontare le difficoltà della vita, già segnate dalla sofferenza fin da così tenera età. 

   Si era sposata con Omero, un giovane distinto e onesto, e la Provvidenza li aveva benedetti con tre figli: Giuseppe, Amanda e Pietro. Il lavoro di Omero, tuttavia, era un po’ ingrato, perché lo costringeva a viaggiare molto per i villaggi vicini, andando anche di frequente nella capitale. E in questi viaggi, sotto l’influenza di alcuni suoi compagni, prese un po’ alla volta le distanze dalla Chiesa, abbracciando infine un’altra credenza e trascinando Giovanna, che si lasciò condurre dal marito, senza molta convinzione…

   Quando il più piccolo dei loro figli aveva soltanto quattro anni, una epidemia di peste colpì la regione, mietendo molte vite. Nessuna famiglia del villaggio fu risparmiata e Giovanna rimase coinvolta in questo dramma, perdendo suo marito. Poco tempo dopo, anche il piccolo Pietro non resistette e morì. 

   Con due bambini cui badare, Giovanna continuò a praticare la religione del suo defunto marito, con molta amarezza nel suo cuore. Sua nonna, ormai molto anziana, le raccomandava di chiedere aiuto a Maria Santissima. Lei, tuttavia, aveva completamente chiuso il suo cuore alle carezze della Madre di Dio e pensava soltanto a lavorare per sostenere la famiglia.

   Giuseppe, con i suoi otto anni, amava molto giocare con Filippo, figlio di una vicina di casa, ed entrambi andavano sempre in una grotta che si trovava nelle vicinanze, che ospitava una bella statua della Madonna di Lourdes. I due passavano lì ore a conversare. Filippo trasmetteva a Giuseppe tutto quello che stava imparando a catechismo, anche la recita del Santo Rosario, che essi iniziarono a pregare quotidianamente. A volte giocavano persino a celebrare la Messa, perché Filippo era chierichetto e voleva insegnare al suo amico come aiutare nella celebrazione.

   Un giorno, Giuseppe si svegliò sentendosi molto male. Sua madre, preoccupatissima, lo portò dal dottore. Dopo una serie di esami, gli fu diagnosticata una leucemia in stadio avanzato! Il tempo passava e le sue condizioni peggiorarono in maniera accelerata…

   Già tanto amareggiata, e vedendo le condizioni del bambino, Giovanna era sull’orlo della disperazione. Portò suo figlio nella capitale e, senza badare a spese, percorse gli ambulatori più prestigiosi, ma ogni giorno peggiorava. Essendo dato per spacciato dagli specialisti, Giuseppe tornò con sua madre nel villaggio, ad attendere la morte… 

   Una fredda mattina, bruciante di febbre, le disse:

   — Mamma, so chi può guarirmi!

   La madre pensò che il figlio delirasse. Tuttavia, s’incuriosì e gli chiese chi fosse. Al che egli rispose:

   — C’è una grotta nel bosco vicino alla casa di Filippo e là c’è una statua molto bella della Madonna. Mamma, per favore va a prenderla! Lei può guarirmi!

   Tali parole calarono profondamente nel cuore di Giovanna! Come poteva Giuseppe avere così tanta devozione per Maria Santissima se era stata tolta da casa sua ogni cosa che potesse ricordarLa? Un sentimento di rimorso e nostalgia le toccò il cuore, facendo scorrere dei grossi lacrimoni sulle sue guance…

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Esausta per la sofferenza e le notti insonni,
Giovanna non poteva credere a quello che vedeva...
   Mentre sentiva la grazia bussare nella sua anima per invitarla a tornare al cammino abbandonato, presentiva la morte imminente del figlio. Dal punto di vista umano, aveva fatto tutto il possibile per ridargli la salute e a nulla ciò era giovato. Perché non soddisfare la sua richiesta? 

   Accompagnata dalla piccola Amanda, si diresse alla grotta indicata da Giuseppe e trovò la statua della Madonna di Lourdes coperta di polvere e sporcizia, perché era da molto tempo che i bambini non potevano farle visita. La prese tra le braccia e la portò a casa, dove la pulì con cura.

   Quando entrò nella stanza di Giuseppe e lui vide la sua protettrice, pregò a voce alta, con un sorriso sulle labbra e gli occhietti luccicanti di febbre:

   — O Madonna, ho sentito nella lezione di catechismo che mi ha dato Filippo, che una tua richiesta ha fatto trasformare a Gesù l’acqua in vino in un banchetto nuziale a Cana in Galilea. Per questo Ti chiedo di poter vivere, perché desidero molto ricevere il Pane della vita eterna nella Santa Messa!

   Esausta per la sofferenza e le notti insonni, Giovanna non poteva credere a quello che stava vedendo: alla fine della preghiera, il bambino si addormentò e dopo alcune ore si svegliò senza febbre, dicendole:

   — Mamma, ora mi sento molto bene! So che la Madonna mi ha guarito!

   Infatti, aveva un bel colorito ed era pieno di energia. Giovanna lo portò dal dottore, che non poteva credere al cambiamento che si era operato. Il quadro clinico del bambino era un altro… Giuseppe era effettivamente guarito!

   Tuttavia, una trasformazione ancora maggiore aveva avuto luogo in sua madre, che, superando l’amarezza, si era abbandonata tra le braccia della Madre di Dio! Da quel momento in poi Giovanna si riconciliò con la Chiesa e non solo sentì restaurata la sua antica devozione a Maria ma ora la possedeva più ardente! 

   Giuseppe fece la sua Prima Comunione con Filippo e Amanda, che, seguendo le orme del fratello maggiore, si prepararono anche loro con la massima cura a riceverla. E quella famiglia divenne, da allora in poi, una testimonianza di fede per tutti gli abitanti della regione. (Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2018, n. 177, p. 46- 47)

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