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Storia della Chiesa

La Chiesa, Corpo Mistico dell’Uomo-Dio

Pubblicato 2018/01/24
Autore : Diana Compasso de Araújo

Dall’alto della Croce, Cristo ha riscattato l’umanità e ci ha fatto coeredi della vita soprannaturale, integrandoci in una società mistica la cui costituzione è analoga a quella del suo Corpo naturale: la Santa Chiesa.

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   Immaginiamo una goccia d’acqua che cade dal cielo su un certo albero. Si posa su una delle foglie, facendola oscillare leggermente, per poi spostarsi all’estremo e precipitare in caduta libera sulla superficie specchiata di un piccolo lago. Incorporandosi in quel corpo acquatico, origina una serie di onde concentriche che aumentano di diametro fino a raggiungere i suoi bordi.

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Messa domenicale nella Casa Lumen Maris, Ubatuba (Brasile); nella pagina precedente, Crocifisso della Casa Rei Davi, Mairiporã (Brasile)
   Oppure possiamo anche immaginare un globulo rosso che attraversa i vasi sanguigni di un essere umano. Alimentato dal cuore, esso riceve ossigeno nei polmoni e lo conduce, purificandolo, alle altre parti del corpo.

   Tenendo presente queste due immagini, si potrebbe concludere che entrambe sono insignificanti, perché riflettono fenomeni comuni e ordinari che si verificano in noi. Ora, qualificarli così sarebbe dar prova di superficialità, perché, agli occhi di un essere dotato di intelligenza, tutto ciò che accade nell’ordine della creazione obbedisce alle leggi del tutto sapienziali del Creatore e finisce per simboleggiare una realtà superiore alla semplice natura.

Un grande specchio del Creatore

   Questa affermazione può sembrare gratuita, infatti sarà vero che realmente tutto ciò che esiste nella sfera materiale è così strettamente correlato al mondo soprannaturale?

   La risposta è senza dubbio affermativa, perché, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, l’universo è un grande specchio del Creatore: “Dio ha creato il mondo per manifestare e per comunicare la sua gloria. Che le creature abbiano parte alla sua verità, alla sua bontà e alla sua bellezza: ecco la gloria per la quale Dio le ha create”.1

   In questo modo, “le creature hanno tutte una certa somiglianza con Dio, in modo particolarissimo l’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Le molteplici perfezioni delle creature (la loro verità, bontà, bellezza) riflettono dunque la perfezione infinita di Dio”.2

   Tutta la creazione, plasmata dall’Altissimo, ha avuto come principio Lui stesso, in quanto Trinità Santissima, come sottolinea ancora il Catechismo: “Dio, che ha creato l’universo, lo conserva nell’esistenza per mezzo del suo Verbo, “questo Figlio che… sostiene tutto con la potenza della sua Parola” (Eb 1, 3), e per mezzo dello Spirito Creatore che dà vita”.3 

Cristo: Capo e modello della Chiesa

   Pertanto, all’inizio dei tempi tutte le creature erano belle e sante. L’uomo, perfettamente equilibrato dal dono dell’integrità, viveva in Paradiso, godendo dell’amicizia di Dio. Il peccato dei nostri primi genitori, tuttavia, ha macchiato la creazione e ha distrutto l’armonia originale. Si è reso necessario che la Seconda Persona della Santissima Trinità, unendoSi alla natura umana, la redimesse ed elevasse.: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14).

   E dall’alto della Croce, l’UomoDio ha riscattato l’umanità, ci ha comprato la grazia con i suoi meriti, ci ha fatti coeredi della vita soprannaturale e ci ha integrato in una società mistica la cui costituzione è analoga a quella del suo Corpo naturale: la Santa Chiesa.

   Essa fu formata prendendo Cristo come modello e assumendoLo come Capo. Noi, “pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri” (Rm 12, 5), insegna l’Apostolo. Di questo Corpo Mistico fanno parte tutti coloro che sono stati beneficiati dalla Redenzione.

I membri del Corpo Mistico di Cristo

   Il fatto che esista questa analogia tra la Chiesa e il corpo umano non significa, tuttavia, che non ci siano differenze importanti tra le due realtà. San Tommaso d’Aquino sottolinea come prima differenza il fatto che i membri del corpo naturale siano tutti insieme concomitanti, il che non è il caso dei membri di questo Corpo Mistico. In esso sono compresi uomini di tutte le ere: dai primordi dell’umanità fino agli ultimi secoli, poiché, come afferma San Paolo, Dio “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo” (Ef 1, 3-4).

   Tuttavia, spiega il Dottore Angelico che anche tra coloro che sono contemporanei non c’è simultaneità nell’ordine della grazia: “Alcuni non possiedono la grazia che poi avranno, altri già la possiedono. Di conseguenza, non sono compresi come membri del Corpo Mistico soltanto quelli che lo sono in atto, ma anche quelli che lo sono in potenza”.4

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Pentecoste, di Jaime Huguet - Museo di Valladolid (Spagna)
   La distinzione può sembrare troppo astratta. Ciò nonostante, nel pensiero dell’Aquinate tutto ha una profonda ragion d’essere. Con questa formulazione egli sottolinea la situazione dei membri della Chiesa che, per aver peccato gravemente, non possiedono più la grazia: essi non fanno parte in atto di questa società mistica, ma in potenza, nella misura in cui possono recuperare la vita divina ricorrendo al Sacramento della Riconciliazione.

   Similmente, del Corpo Mistico di Cristo fanno parte i Beati e gli Angeli, che sono fuori dal tempo e appartengono alla Chiesa gloriosa. “Gli uomini e gli Angeli si ordinano a un unico fine, che è la gloria della fruizione divina. Da qui ne consegue che il Corpo Mistico della Chiesa si compone non solamente degli uomini, ma anche degli Angeli. Di tutta questa moltitudine, Cristo è il Capo”.5

   Stando così le cose, spiega ancora San Tommaso, Nostro Signore è, in primo luogo e come parte principale, il “Capo di quelli che a Lui sono uniti in atto con la gloria. In secondo luogo, di coloro che a Lui sono uniti in atto con la carità. In terzo, di coloro che a Lui sono uniti in atto con la fede. Quarto, di coloro che sono uniti a Lui soltanto in potenza”.6

Un Corpo che ha anche Anima

   In forma analoga all’uomo, costituito di corpo e anima, la Chiesa possiede un’Anima: lo Spirito Santo.

   Nella sua Enciclica Mystici Corporis, Pio XII afferma che “a questo Spirito di Cristo, come a un principio invisibile, deve attribuirsi anche l’unione di tutte le parti del Corpo, tanto tra loro come con il suo Capo, poiché Egli sta tutto nel Capo, tutto nel Corpo e tutto in ognuno dei membri”.7

   Vale la pena notare che lo Spirito Paraclito non agisce solo su coloro che sono già membri effettivi del Corpo Mistico, ma anche prepara in forma misteriosa e divina coloro che verranno a far parte di esso. In questo senso, scrive Don Emilio Sauras, celebre teologo tomista: “Ad alcuni anima e vivifica in atto; ad altri, in potenza”.8 E poi aggiunge: “La grazia che ognuno riceve, sia santificante o semplicemente preparatoria, gli viene da Cristo Capo; ma è lo Spirito che la dà e che con lei arriva al membro che la riceve, perfezionandolo più, o meno, nella misura del dono che comunica. Ad alcuni arriverà e li vivificherà; sono i membri in atto. Ad altri arriverà e non li vivificherà, tuttavia li disporrà per la vivificazione”.9

Immensa responsabilità di ogni battezzato

   Per far parte di questo Corpo Mistico, che è la Chiesa, tre sono le condizioni indispensabili: aver ricevuto le acque rigeneratrici del Battesimo, professare integramente la vera Fede, e non essersi separati da lei volontariamente, l’essere stati tagliati fuori da un’autorità legittima, con la scomunica, a causa di gravissime colpe.10

   Dal suo punto di vista, il Concilio Vaticano II chiarisce: “Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell’assemblea visibile della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo Pontefice e i vescovi”.11

   Nell’analizzare questo passo, P. Royo Marín mette in luce la responsabilità di ognuno dei battezzati per ciò che accade in tutto questo Corpo Mistico, affermando con sicurezza: “Nella Chiesa tutto è sociale e collettivo”.12

   Tutte le azioni od omissioni del cristiano, buone o cattive, inevitabilmente si ripercuotono nell’insieme, facendolo aumentare o diminuire nella sua vitalità soprannaturale. Qualsiasi atto di virtù realizzato, per quanto piccolo, eleva il livello soprannaturale di tutta quanta la Chiesa. E ogni peccato, anche se è veniale, “diminuisce e ritaglia parte della vita divina che Cristo ci ha meritato con il Suo prezioso Sangue e che circola incessantemente attraverso le vene della Chiesa. Mistero tremendo, tanto sublime nel suo aspetto positivo quanto terrificante in quello negativo!”13

   Commentando la misteriosa partecipazione di atti e omissioni dentro il Corpo Mistico, il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira evidenzia che “ogni merito che acquisiamo rappresenta un arricchimento non solo per noi, ma per la Chiesa intera. A contrario sensu, ogni grazia che scema o si spegne in un uomo impoverisce l’intera Chiesa. Nel fatto che i meriti e demeriti di uno proiettino effetti sugli altri uomini consiste il dogma della Comunione dei Santi”.14

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Nostra Signora di Parigi - Casa Re Davide, Mairiporã (Brasile)
   E per andare più a fondo in questa importante verità, egli aggiunge: “I meriti infinitamente preziosi di Gesù Cristo e i nostri meriti, costituiscono, attraverso la Comunione dei Santi, il capitale della società soprannaturale che è il Corpo Mistico. Questo capitale è designato con il nome di “tesoro della Chiesa”. […] Ogni volta che uno resiste alla tentazione, prende una decisione virtuosa, recita una preghiera, pratica un atto di penitenza o un’opera di misericordia spirituale o temporale, accresce il tesoro della Chiesa”.15

La goccia, il globulo e il Corpo Mistico

   Tenendo presenti queste considerazioni, torniamo ora alle immagini con cui abbiamo iniziato il presente articolo, cercando di interpretarle all’interno del nostro contesto.

   La piccola goccia che immaginiamo cadere su un albero, per poi scivolare e immergersi in un lago, può essere paragonata agli atti di ciascuno dei battezzati che, dopo aver prodotto brevi effetti nel mondo materiale, rappresentato dalla foglia dell’albero, si ripercuotono con forza nel mondo soprannaturale al quale l’uomo è destinato, raffigurato dalle onde concentriche nell’acqua.

   Il globulo rosso, invece, ci mostra come un atto buono apporti benefici a chi lo pratica e all’intero corpo, che è da lui purificato e vivificato, in virtù della forza di mutua congiunzione, poiché questa, “sebbene intima, unisce le membra tra loro di guisa che le singole godano completamente di una propria personalità”,16 come descrive Pio XII nella menzionata enciclica, congregandoli a vantaggio di tutti e di ciascuno, grazie all’azione dello Spirito Santo.

Maria: vincolo che ci lega a Cristo

   Cristo è, come abbiamo visto, modello e Capo della Chiesa, la quale, attraverso l’azione dello Spirito Santo, integra e completa la sua azione redentrice. “Il Capo mistico, che è Cristo, e la Chiesa, la quale rappresenta in terra la sua persona come un altro Cristo, costituiscono un unico nuovo uomo, per il quale, nel perpetuare l’opera salutare della Croce, si congiungono il cielo e la terra: ragione per cui possiamo dire come in sintesi: Cristo, Capo e Corpo, tutto Cristo”.17

   E così come c’è nell’uomo un membro che lega il capo al resto del corpo naturale, il collo, non si può fare a meno di menzionare qui Maria Santissima, vincolo che lega Cristo ai suoi altri membri.

   Strumento per l’Incarnazione del Verbo e Mediatrice di tutte le grazie, Ella è al di sopra delle altre creature. Avendo generato il Figlio Unigenito del Padre, genera anche sul piano soprannaturale tutti gli altri figli di Dio. Maria è il trattino che collega il mondo naturale al soprannaturale, l’apice dell’eccellenza della creazione, modello di completa unione della creatura con il Creatore, riflesso, tanto perfetto quanto lo può essere in un essere creato, dalla infinita bellezza, verità e bontà divine. (Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2018, n. 176, p. 22- 25)

1 CCE 319. 2 CCE 41. 3 CCE 320. 4 SAN TOMMASO D’AQUINO. Somma Teologica. III, q.8, a.3. 5 Idem, a.4. 6 Idem, a.3. 7 PIO XII. Mystici Corporis, n.55. 8 SAURAS, OP, Emilio. El Cuerpo Místico de Cristo. Madrid-Valencia: BAC; Biblioteca de Tomistas Españoles, 1952, p.739. 9 Idem, ibidem. 10 Cfr. PIO XII, op. cit., n.21. 11 CONCILIO VATICANO II. Lumen gentium, n.14. 12 ROYO MARÍN, OP, Antonio. Teología de la perfección cristiana. 6.ed. Madrid: BAC, 1988, p.109. 13 Idem, ibidem. 14 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Corpo Místico de Cristo e Comunhão dos Santos. In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno VI. N.58 (gennaio 2003); p.28. 15 Idem, ibidem. 16 PIO XII, op. cit., n.59. 17 Idem, n.77.

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