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Storie per bambini

Il miglior rifugio

Pubblicato 2018/01/24
Autore : Isabel Criseida Pérez Ynoa

Aprendo la porta della cappella, Hilde si imbatté in uno scenario che la lasciò allibita: tutta la foresta era scomparsa! Non si sentiva nemmeno un pigolio e si vedeva solo un deserto di ceneri…

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   Nella lontana e organizzata Germania del primo Novecento, la primavera era già iniziata e la piccola Hilde assisteva con molto entusiasmo alla sua lezione preferita, all’aperto. La gioia che provava non derivava, tuttavia, da ciò di cui parlava l’insegnante, né dalla contemplazione dei fiori che cominciavano a fiorire nella foresta. È vero, le era sempre piaciuta la Storia Naturale, e ancor più i delicati fiorellini che circondavano l’improvvisata aula campestre, ma i suoi pensieri volavano lontano… verso una cappella che si trovava a pochi chilometri di distanza!

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Quella fu la notte più felice della sua vita!
Sentiva la presenza degli Angeli che
sembravano accompagnarla

   Aveva imparato, alcuni giorni prima, che Nostro Signore era presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nelle Sacre Specie Eucaristiche ed era restata affascinata all’idea di Gesù nascosto nel tabernacolo. Durante la lezione, non vedeva l’ora di potersi avvicinare al Santissimo Sacramento. Appena furono finite le attività e l’insegnante ebbe pregato a conclusione dei lavori, andò di corsa alla cappella, che non era mai vuota.

   Quale non fu la sua sorpresa quando, entrando, vide che non c’era nessuno a far compagnia a Nostro Signore… Allora disse tra sé e sé:

   — Rimango con Lui, per lo meno fino a che non arriva qualcuno. Non ci deve mettere molto.

   Hilde non si preoccupò del tempo dell’attesa, poiché, tutti i pomeriggi, al tramonto, i devoti abitanti del villaggio si dirigevano fino alla cappella per pregare per i loro fratelli che stavano combattendo in guerra. Sicuramente non sarebbe passato molto tempo prima che un’anima pia comparisse. Tuttavia, i minuti scorrevano, e niente!…

   La sera stava cadendo e nessuno compariva. Così, decise di trascorrere la notte lì. Non voleva assolutamente abbandonare il Divino Prigioniero del tabernacolo.

   — Mia madre si preoccuperà– disse a voce bassa –, ma, quando saprà che stavo con Nostro Signore, sarà molto contenta.

   Quella fu la notte più felice della sua vita! Sentiva la presenza degli Angeli che sembravano accompagnarla nei canti che intonava in lode a Gesù Sacramentato. Anche la Madonna appariva più sorridente nella bella statua dell’altare, come se volesse far notare che lei la seguiva nelle manifestazioni amorevoli del suo cuore puro.

   Era così contenta che non si accorse nemmeno che la notte stava finendo. Più tardi, vedendo un raggio di luce del sole che era filtrata dalle semplici vetrate della finestra, si rese conto che si era fatto giorno e che l’unica persona che si trovava lì era proprio lei! 

   — Che sarà accaduto? Perché non è venuto nessuno? – si chiese, mentre si avviava verso la porta.

   E, aprendola, si imbatté su uno scenario che la lasciò allibita: la foresta era scomparsa! Dov’erano gli alberi? Che cosa era accaduto ai fiori che sbocciavano? E gli uccellini? Non si sentiva nemmeno un pigolio e si vedeva solo un deserto di ceneri…

   Uscendo dalla cappella, l’innocente bambina camminava lentamente per quel luogo, prima pieno di vegetazione e ora coperto di polvere. Dopo un po’ di tempo di cammino, arrivò alla radura naturale dove erano soliti fare lezione: tutti gli abitanti del villaggio vi erano riuniti, piangendo per la perdita dei loro beni.

   — Hilde! – gridò una voce conosciuta, in mezzo alla moltitudine.

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La piccola raccontò a sua madre che
aveva fatto compagnia tutta la notte
a Gesù Ostia, prigioniero nel tabernacolo
   Era sua madre che, sollevata nel trovare sua figlia, correva da lei. Nella sua mente infantile, tuttavia, c’era ancora una domanda: cosa era accaduto? E chiese:

   — Mamma, cos’è successo? Perché tutto è trasformato in cenere? Perché tutto è bruciato?

   La madre, allora, le spiegò che, al cader della notte, i vicini si erano radunati per ascoltare alla radio le ultime notizie della guerra, invece di andare in cappella a pregare, come sempre facevano. I reporter, con le loro voci forti e vibranti, riferivano sulle vittime dei nemici e sulle conquiste degli alleati tedeschi. Enumeravano anche i notevoli atti di eroismo compiuti dai soldati del paese, catturando l’attenzione degli interessati ascoltatori.

   Siccome la luce del giorno stava sparendo, essi avevano cominciato ad accendere candele per dissipare un po’ l’oscurità e una di queste era caduta, senza che se ne accorgessero, dando inizio a un terribile incendio! Tentarono di spegnere il fuoco con secchi d’acqua e coperte, ma le foglie e i rami secchi sparpagliati sul terreno erano serviti da combustibile per le fiamme, che crebbero e si espansero rapidamente, consumando l’intera foresta! Inoltre, poiché la maggior parte delle case del luogo erano fatte di legno, anche queste andarono distrutte nel vortice delle fiamme. All’alba, nonostante gli sforzi e i tentativi di debellare l’incendio, non rimanevano altro che cenere e perdite!…

   — E tu – chiese la madre – dove hai passato la notte, che non ti sei nemmeno accorta di quanto è successo?

   La piccola le raccontò che aveva fatto compagnia tutta la notte a Gesù Ostia, prigioniero nel tabernacolo, cantando e pregando, visto che non era venuto nessuno ad adorarLo e a farGli compagnia. Per questo non aveva visto né sentito nulla di ciò che avveniva all’esterno della cappella. Gli abitanti del villaggio si misero a pensare: quale sarebbe stato il loro destino se invece di rimanere attaccati alle notizie radio fossero andati a pregare come al solito? Certamente sarebbero stati come Hilde, l’unica a non essere ferita o bruciata e che portava sul suo volto la luce di Cristo, della cui compagnia aveva goduto in quella notte memorabile per tante ragioni…

   A partire da allora gli abitanti della regione crebbero ancor più nella devozione al Santissimo Sacramento, e non si scordarono mai più che il miglior modo di salvarsi nei momenti di grande pericolo e tribolazione è rifugiarsi presso Gesù Eucaristico! Ricostruirono l’intero villaggio, ingrandirono e decorarono con cura la cappella, che non rimase mai più vuota! (Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2018, n. 176, p. 46- 47)

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