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Vergine Maria

Dispensatrice di tutte le grazie

Pubblicato 2017/11/23
Autore : Don Francisco Teixeira de Araújo, EP

Al punto in cui sono giunti gli studi teologici, non c’è dubbio che la Madonna è realmente la Mediatrice Universale di tutte le grazie.

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   Efeso, 22 giugno dell’anno 431. Era già notte quando i Vescovi riuniti in Concilio proclamarono il primo dogma mariano: quello della divina Maternità della Vergine Maria. Impossibile descrivere l’entusiasmo con cui la popolazione percorse le vie della città in una processione con torce accese, acclamando piena di giubilo la Theotokos – la Madre di Dio.

   Seguì nel 649 quello della Verginità Perpetua della Madre di Dio. Passarono più di dodici secoli e la Chiesa proclamò, nel 1854, quello dell’Immacolata Concezione di Maria. Infine, nel 1950, fu dichiarato quello dell’Assunzione della Madonna al Cielo in corpo e anima.

   Quale sarà il prossimo, nessuno lo sa. Ma il titolo che più palpita nei cuori autenticamente cattolici è quello di Maria, Mediatrice di tutte le grazie. Padri e Dottori della Chiesa sostengono con tutta chiarezza questa dottrina. Si sono già pronunziati a suo favore diversi Papi, così come Santi canonizzati e insigni teologi.

   Un’analisi dettagliata di questo tema ci è fornita da Mons. João Scognamiglio Clá Dias,1 nei suoi commenti al Piccolo Ufficio, che si basa, principalmente, su uno dei maggiori mariologi dei nostri tempi, Don Gabriele Maria Roschini, OSM (1900- 1977).2 Nelle righe seguenti, offriamo ai lettori una sintesi della sua brillante esposizione.

Perché Maria merita questo titolo

   La Santissima Vergine Maria coopera, in modo subordinato e dipendente dai meriti di Cristo, nella distribuzione di tutte e ciascuna delle grazie divine che sono concesse dal Padre Eterno a tutti e ad ognuno degli uomini, cristiani o pagani; Lei può dunque, con intera proprietà e giustizia, essere denominata la Dispensatrice Universale di tutte le grazie.

   Sotto il nome di grazia, si comprendono tutti i benefici che si riferiscono direttamente o indirettamente all’ordine soprannaturale; quindi, qualsiasi grazia, ordinaria o straordinaria, esterna o interna, abituale o attuale, gratis data o santificante, sacramentale o extrasacramentale, richiesta o no alla Vergine Santissima.

   Ovviamente, non s’intende dire che nessuna grazia ci è concessa se non l’abbiamo esplicitamente chiesta a Maria. Affermare questo sarebbe confondere la preghiera che Le facciamo con la preghiera che Lei fa a Dio per noi. La Vergine Santissima può pregare, anzi prega molte volte per noi, senza che noi abbiamo invocato il suo aiuto. In alcune preghiere liturgiche, non s’invoca in modo esplicito la Madonna, né del resto Nostro Signore Gesù Cristo. In questi casi, tuttavia, non manca, da parte di chi prega, l’invocazione implicita alla Vergine Santissima, poiché è evidente che chiunque chiede grazie a Dio intenda chiederle secondo l’ordine stabilito dalla Divina Provvidenza e quest’ultima non ha voluto né vuole prescindere dall’intervento di Maria. Di conseguenza, anche quando recitiamo il Padre Nostro, dirigendo direttamente a Dio le nostre suppliche, implicitamente lo facciamo per mezzo di Maria.

La voce del Magistero Pontificio

   In numerosi documenti, il Magistero ordinario della Chiesa si è manifestato in modo chiaro e inequivocabile rispetto alla Mediazione Universale della Madonna.

   Benedetto XIV scrisse: “Maria è come il ruscello celeste, attraverso il quale scorrono al seno dei miserabili mortali le onde di tutte le grazie e di tutti i doni”.3

    Pio VII chiamò la Vergine Santissima “nostra Madre e Dispensatrice di tutte le grazie”.4

   Leone XIII si manifestò in forma categorica: “È lecito affermare, a piena ragione, che dell’immenso tesoro di ogni grazia che il Signore ci ha procacciato, poiché la grazia e la verità provengono da Cristo nulla ci viene dato direttamente se non attraverso Maria, per volere di Dio”.5

   San Pio X affermò la stessa dottrina, aggiungendo una bella spiegazione: “La conseguenza di questa comunione di sentimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. […] La fonte è dunque Gesù Cristo e “noi tutti abbiamo derivato qualcosa dalla Sua pienezza. Ma Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è ‘l’acquedotto’”, o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza ed efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: “Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali”.6

   Benedetto XV seguì e arricchì la dottrina dei suoi predecessori: “Corredentrice con Cristo significa aver collaborato con Lui in tutto quello che costituisce l’opera della Redenzione, ed è molto vero che Maria in questo collaborò meravigliosamente. Ha meritato e soddisfatto con il Salvatore, ci ha riconciliato a Dio con l’offerta dell’Ostia che Lei stessa aveva preparato, ed è Lei ancora che ci distribuisce i beni soprannaturali, perché è suprema fra i ministri nella distribuzione della grazia”.7

   Come si vede, il Magistero ordinario della Chiesa, al quale è garantita un’assistenza ordinaria dello Spirito Santo, ha insegnato molte volte, in documenti pubblici e solenni, in materia gravissima relativa alla Fede, e in modo affermativo e categorico, la cooperazione della Vergine Santissima nella distribuzione di tutte le grazie.

La voce dei Padri, dei Dottori e di teologi insigni

   La dottrina della Mediazione di Maria è stata enunciata in modo sempre più esplicito nel corso dei secoli. San Giovanni Damasceno, San Pier Damiani, Sant’Anselmo, San Bernardo, Sant’Alberto Magno e San Bonaventura affermano esplicitamente questa prerogativa della Madre di Dio.

   A partire dal XVI secolo – a causa, principalmente dell’impugnazione sollevata da protestanti, giansenisti e persino da alcuni cattolici – questa dottrina mariana ha fatto notevoli progressi, fino a diventare una sentenza comune dei teologi. Tra i suoi difensori, meritano una menzione speciale San Roberto Bellarmino, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Luigi Maria Grignion de Montfort e altri illustri maestri di Teologia come Don Francisco Suárez, SJ, Don Jean-Jacques Olier, fondatore della Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio e Mons. Jacques-Benigne Bossuet, il famoso predicatore. Innumerevoli voci, pertanto, d’Oriente e d’Occidente si alzarono per proclamare in molti modi questa legge fondamentale, così ben formulata da San Bernardino da Siena: “Tale è il dovere di Colui che dispose che avessimo tutto per mezzo di Maria”

Non ci può essere alcun dubbio prudente 

   Considerato tutto ciò, Padre Roschini arriva a questa conclusione categorica: “Pertanto, quanto alla cooperazione attuale di Maria Santissima nella distribuzione di tutte e di ciascuna delle grazie, al punto in cui è arrivata la speculazione teologica, non ci può essere alcun dubbio prudente, per quanto piccolo. La Madonna è veramente la Dispensatrice di tutte le grazie”.8

1 Cfr. CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Pequeno Ofício da Imaculada Conceição comentado. 2.ed. São Paulo: ACNSF; Lumen Sapientiæ, vol.II, 2011, p.125-146. 2 Cfr. ROSCHINI, OSM, Gabriel Maria. Instruções Marianas. São Paulo: Paulinas, 1960, p. 99-107. 3 BENEDETTO XIV. Gloriosæ Dominæ, 27/9/1748. 4 PIO VII. Ampliatio privilegiorum Ecclesiæ Beatæ Mariæ Virginis ab Angelo salutatæ, 24/1/1806. 5 LEONE XIII. Octobri mense, 22/9/1891. 6 SAN PIO X. Ad diem illum, 2/2/1904. 7 BENEDETTO XV. Inter sodalicia, 22/3/1918. 8 ROSCHINI, op. cit., p.107.

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