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Storie per bambini

Luce per vedere le cose del Cielo

Pubblicato 2017/11/23
Autore : Suor Letícia Gonçalves de Sousa, EP

Prima di dormire, Aditya invocò il Dio di Tomé, chiedendo che le indicasse il cammino per diventare cristiana. Quella stessa notte l’Angelo Custode della piccola cieca depositò le sue ferventi preghiere ai piedi del Creatore.

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   Nei primi tempi dell'Era Cristiana, viveva nelle terre d’Oriente una tribù numerosa, che coltivava fertili campi e pascolava abbondanti greggi. Nonostante fossero poco istruiti, i suoi membri si distinguevano per un temperamento placido e magnanimo, frutto forse della natura che li attorniava: alti ed eleganti monti circondavano le ampie pianure in cui abitavano, invitando le persone ad elevare lo sguardo all’infinito.

   Vi abitava una famiglia di tessitori il cui capo, Odara, era molto considerato e amato da tutti nella regione, per l’integrità della sua vita. Aveva nell’anima, tuttavia, una dolorosa tristezza: la sua unica figlia, Aditya, era nata cieca.

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La piccola cieca ascoltava con molta attenzione
e interesse le parole della sua nuova amica
   Odara e sua moglie, Mahara, erano molto osservanti dei riti praticati nella tribù. Tutti gli anni offrivano nel tempo stabilito sacrifici pacifici chiedendo la guarigione della bambina, ma mai avevano ricevuto dalle divinità il minimo indizio di risposta.

   Aditya avrebbe compiuto a breve dodici anni, età in cui si costumava consacrare i bambini agli dèi, affinché crescessero in salute e diventassero persone per bene. Suo padre alimentava la speranza che lei uscisse guarita da quella cerimonia e raddoppiò la produzione dei suoi telai, allo scopo di raccogliere il denaro necessario per le commemorazioni.

   Una mattina, venne nel suo laboratorio una signora della tribù vicina, appena convertita al Cristianesimo. Cercava un certo tipo di lana che Odara e Mahara producevano con grande abilità e perfezione, e portava con sé sua figlia Myriam di appena undici anni, molto vivace e loquace.

   Mentre la madre esaminava attentamente i prodotti che le erano offerti, Myriam si avvicinò ad Aditya con l’intenzione di invitarla a giocare. Tuttavia, ebbe subito una sorpresa: era cieca! Sentendo molta compassione, iniziò a parlarle per consolarla:

   — Sai, Aditya, io sono cristiana! La mia famiglia si è convertita alla religione di Gesù dopo aver ospitato nella nostra casa un ebreo di nome Tomé. Lui ci ha parlato di Cristo, suo Maestro, e di tutti i miracoli che faceva. Sai che Lui ha guarito numerosi ciechi di nascita? La piccola cieca ascoltava con molta attenzione e interesse le parole della sua nuova amica. Myriam le parlò anche degli Angeli e della Madre di Gesù, una donna buonissima di nome Maria. Incantata per tutto quello che sentiva, Aditya disse:

   — Credo in questo Cristo di cui mi parli! Vedo che è Lui il Dio vero che ho tanto desiderato fin dalla mia prima infanzia. Come posso diventare Sua discepola?

   In quel momento, esse udirono:

   — Myriam, Myriam!

   Era sua madre che aveva terminato l’acquisto e la chiamava.

   — Per favore, in fretta! Cosa devo fare per essere cristiana? – insisteva ansiosa la piccola cieca.

   — Senti, Aditya, devo andare via. Non senza prima darti un consiglio: Tomé ci ha insegnato che ognuno di noi ha un Angelo Custode. Invocalo e lui ti mostrerà il cammino – rispose enfaticamente Myriam, mentre partiva…

   Restando per lungo tempo in silenzio, Aditya si mise a pensare a come avrebbero reagito i suoi genitori nell’apprendere la notizia della meravigliosa conversazione che aveva avuto. Avrebbero creduto anche loro nel Cristo di Tomé? Oppure l’avrebbero punita perché si allontanava dalla fede dei loro antenati? Di fronte al dubbio, decise di seguire il consiglio della sua amica: confidare nell’Angelo Custode.

   Si approssimava la cerimonia in cui sarebbe stata consacrata alle divinità e, per questo, era afflitta. A cosa sarebbe servito consegnarsi nelle mani di idoli che non aveva mai amato e che non avevano il potere per aiutare nessuno? Lei desiderava di più la luce di Dio che la luce dei propri occhi!

   Era immersa in queste riflessioni quando, alla vigilia della festa, si sentì un colpo forte alla porta:

   — Toc-toc-toc!

   Vista l’ora tarda Odara esitava ad aprire, ma i colpi non cessavano:

   — Toc-toc-toc!

   — Se non vado a vedere quello che sta succedendo, non avremo pace questa sera! – esclamò il tessitore.

   Timoroso, tuttavia, scostò appena la porta e vide due forestieri. Uno di loro disse:

   — La pace sia con te!

   Odara notò che si trattava di qualcosa di insolito e chiese:

   — Amico, cosa desideri?

   Lo sconosciuto rispose:

   — Siamo di passaggio per questo villaggio e abbiamo bisogno di rifugio per alcuni giorni. Ci hanno informato che qui vive un uomo per bene e abbiamo deciso di bussare.

 
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La gioia inondò tutto l’ambiente! La tribù
intera aveva rivolto il suo cuore al Dio vero
  Senza saper spiegare il motivo, Odara sentì che avrebbe dovuto accoglierli e li fece entrare. I visitatori dissero che erano stati inviati per predicare la Buona Novella a tutti i popoli, lasciando la famiglia desiderosa di conoscerla… Ciò nonostante, siccome era tardi, la spiegazione fu rimandata al giorno successivo e andarono a dormire.

   Intuendo che qualcosa di molto importante stava per succedere nella sua vita, prima di dormire Aditya invocò il Dio di Tomé, chiedendo che le indicasse il cammino per diventare cristiana. E quella stessa notte l’Angelo Custode della piccola cieca depositò le sue ferventi preghiere ai piedi del Creatore.

   Alle prime luci dell’alba, i preparativi per la grande cerimonia erano a pieno regime! Vicini e amici cercavano di aiutare in ciò che era necessario e tutto fu rapidamente pronto per la realizzazione del rito. Tuttavia, nessuno dei sacerdoti della tribù apparve nel tempio per consacrare Aditya…

   Vedendo il popolo tutto riunito, gli ospiti di suo padre capirono che si trattava di un segno di Dio e cominciarono a insegnare:

   — Amici, il nostro Maestro, Gesù, ci ha inviati per annunciare a tutti i popoli la Buona Novella della Redenzione…

   Narrarono, allora, con grande calore, la Storia della salvezza. Parlarono di Gesù Cristo, delle sue guarigioni e miracoli, e di come Egli morì per redimerci. Presi dal fuoco dello Spirito Santo, subito contagiarono con il loro entusiasmo i presenti, portandoli a chiedere il Battesimo!

   Allora portarono dell’acqua e tutti vennero battezzati, uno dopo l’altro. Aditya, felice, aspettava il suo turno. Quando finalmente le acque rigeneratrici furono versate sul suo capo, oh meraviglia!

   — Mamma! Papà! Sto vedendo! Vi sto vedendo tutti! – gridava la bambina.

   Tale portento li confermò nella fede che avevano appena abbracciato e la gioia inondò tutto il luogo! La tribù intera aveva rivolto il suo cuore al vero Dio. E proprio come gli occhi di Aditya si aprirono alla luce, gli occhi dell’anima di ognuno si erano appena aperti al soprannaturale.

   Un grande miracolo accadde, senza dubbio, con Aditya. Un prodigio invisibile di gran lunga maggiore, tuttavia, si verificò con i membri di quella tribù: per effetto del Battesimo, essi ebbero luce per vedere le cose del Cielo! (Rivista Araldi del Vangelo, Novembre 2017, n. 174, p. 46 - 47)

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