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Spiritualità

L’oceano e lo Spirito

Pubblicato 2017/10/04
Autore : Suor Aline Karolina de Souza Lima, EP

Le mutazioni e gli attributi del mare, la sua varietà e la sua vastità ci parlano delle insondabili ricchezze della grazia che la Terza Persona della Santissima Trinità accumula nelle sue “arche” divine.

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   L’infinità di Dio Uno e Trino è tale che ogni elemento dell’universo rappresenta in un certo modo i suoi attributi, i suoi doni e, anche, alcuni aspetti della sua natura.

   Così, quando ammiriamo il firmamento, possiamo paragonarlo alla maestosa grandezza di Dio Padre, che abbraccia tutto. L’immensità delle distanze celesti, la luminosità, la varietà e la disposizione delle stelle, abbagliano il nostro spirito, facendo echeggiare nel nostro intimo l’esclamazione del salmista: “I cieli narrano la gloria di Dio, e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento” (Sal 19, 2).

   Ma se ci soffermiamo a contemplare la terra, i suoi campi coltivati e la molteplicità dei suoi frutti, arriverà alla nostra mente senza difficoltà l’augusta figura di Dio Figlio che, dopo esserSi incarnato e sceso fino a noi nella sua umanità, è diventato la causa della nostra salvezza (II Tim 2, 10). Solamente in Lui daremo frutti, come ci insegna Gesù stesso: “Io sono la vite, voi i tralci. […] senza di me non potete far nulla” (Gv 15, 5).

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Insenatura del Mar Virado - Ubatuba (Brasile)
   Allo spirito del Paraclito, tuttavia, tocca relazionarLo con il mare, in tutte le sue mutazioni e attributi. Le vastità acquatiche ci riportano alle insondabili ricchezze della grazia che la Terza Persona della Santissima Trinità accumula nelle sue “arche” divine. Anche se sono state profusamente distribuite agli uomini nel corso dei secoli, sono lontane dall’esaurirsi. Al contrario, a mano a mano che le generazioni si succedono, doni e grazie sempre più sublimi si generano con copiosa generosità.

   I fiumi sboccano nel mare e ricevono da esso l’abbondanza delle sue acque. Allo stesso modo, qualsiasi buon atto dell’uomo ha origine nell’azione del Paraclito, che ci santifica e “distribuisce tutti questi doni, a ciascuno come vuole” (I Cor 12, 11). Da questo ineffabile oceano divino sgorgano le sacre sorgenti della Storia, che sono i Santi. A questo stesso mare si dirigono i fiumi benedetti delle loro vite, percorrendo, molte volte, letti tortuosi, pieni di meandri e ostacoli, fiancheggiati da fiumiciattoli fangosi.

   E che cosa dire riguardo alla mutabilità del mare? In esso troviamo riflessi le situazioni e i temperamenti più diversi: la bonaccia vellutata di certe acque di colore azzurro-verdognolo, la furia delle terribili onde prodotte da uno tsunami travolgente, l’innocente immobilità di una cala cristallina. Ognuna di queste varie manifestazioni rappresenta gli attributi dello Spirito Divino, che possono sembrare contrari, ma sono sempre armonici. Ora Egli soffia dolcemente in un’anima per spingerla sul cammino della virtù, ora ispira una santa collera in difesa della causa di Dio, ora pacifica nella preghiera contemplativa.

   D’altro canto, se i misteri del mare sono simbolo dello Spirito Santo, non è possibile riflettere su Teresita Morazzani di essi senza dirigere il pensiero al Regno di Maria, la sua santissima Sposa. Se la Madonna, insegna San Luigi Maria Grignion de Montfort, “ha prodotto con lo Spirito Santo la più grande meraviglia che mai sia esistita e mai esisterà, un DioUomo, di conseguenza Ella produrrà anche le più grandi meraviglie che dovranno esistere negli ultimi tempi”.1

   E continua l’autore del Trattato: “La formazione e l’educazione dei grandi santi che appariranno alla fine del mondo sono riservate a Lei, perché solo questa Vergine singolare e miracolosa può produrre, in unione con lo Spirito Santo, le opere singolari e straordinarie”.2

   Verrà il giorno in cui il Paraclito Divino assumerà le anime degli schiavi di Maria Santissima, rendendole sorgenti delle sue acque divine. Con queste anime deboli, ma fedeli, inonderà la terra di grazie e doni. (Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre2017, n. 173, p. 50 - 51)

1 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge, n.35. In: Œuvres Complètes. Paris: Du Seuil, 1966, p.506. 2 Idem, ibidem.

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