Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Devozioni » Rosario »
Rosario

Vincolo di unione tra il Cielo e la terra

Pubblicato 2017/10/04
Autore : Diana Compasso de Araújo

La recita del Santo Rosario è un bel modo per vivere con la Madonna e un’arma efficacissima contro i Suoi nemici. Nel praticare questa devozione, l’anima riceve grazie sovrabbondanti e si munisce per la vittoria.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

   Dopo essere stato consegnato dalla Madonna a San Domenico di Guzman nel 1214, come una terribile arma contro l’eresia albigese, il Santo Rosario non rimase circoscritto entro i confini della nazione francese, né ristretto all’Ordine Domenicano, ma si diffuse rapidamente in tutta la Chiesa, diventando presto una devozione universale.

   Si recita il Rosario nella vecchia Europa, nelle lontane Filippine e in ogni angolo del enorme Brasile. Ciò nonostante, sono pochi i fedeli che beneficiano interamente di questa meravigliosa devozione a causa di un’idea errata: lo considerano come una sorta di soliloquio, durante il quale vengono pregate alcune Ave Maria e si richiedono alcune grazie senza che ci sia un vero rapporto con Maria Santissima. Ce La immaginiamo che ascolta da un luogo lontano, dove esaudisce, sempre benevola, le poche richieste che Le arrivano.

   Ora, succede esattamente il contrario: la recita del Santo Rosario è uno dei momenti in cui la Santissima Vergine si fa più vicina a noi e ci parla con più eloquenza. La seguente storia può illustrare questa realtà così evidente a chi riesce a vederla con gli occhi dell’anima.

Un giovane rinchiuso in una terribile prigione

   Puuum! Si sentono spari, bombe esplodono nella città. I rivoltosi hanno portato a termine la minaccia. Tutta la popolazione era già in preavviso: se le loro rivendicazioni non fossero state approvate, il governo sarebbe stato rovesciato con la forza. Le invasioni sarebbero cominciate dagli uffici pubblici, ma essi scelsero di impossessarsi prima del grande monastero per farne il loro covo e installarvi la prigione.

   Sentendo le turbe irrompere nel convento, quasi tutti i monaci fuggirono attraverso un passaggio situato sul retro. Qualcuno, però, rimase indietro: un giovane era arrivato pochi giorni prima e non era a conoscenza degli eventi. Imbattendosi in una banda d’invasori che camminavano agitatamente per il chiostro, cercò di fuggire e, vedendo che non riusciva a farlo, lottò con tutte le sue forze contro di loro. 

   Il numero dei facinorosi era molto grande e subito lo soggiogarono. Dopo averlo colpito duramente, lo rinchiusero in una delle ultime celle della torre. Prima di svenire, poté ancora sentire il caposquadra dire che avrebbero aspettato fino al giorno successivo per giustiziarlo, poiché avrebbe potuto valere come ostaggio.

1.jpg

La recita del Santo Rosario è uno dei momenti in
cui la Santissima Vergine si fa più vicina a noi

La Madonna consegna il Rosario a San Domenico
– Cattedrale di Valencia (Spagna)

Ricordando uno dei primi consigli dell’abate 

   Passarono alcune ore e il giovane monaco ritornò in sé. Ancora disorientato, si ricordò di quello che era successo e cominciò a pensare a un modo di fuggire da lì. Doveva farlo presto, perché gli restavano poche ore di vita… 

   Intrappolato in cima a quella torre, in una cella completamente vuota, aveva a malapena le forze per sollevarsi da terra. Aveva solo la tunica che lo copriva e un rosario in tasca. A mano a mano che il sole tramontava, tutto si tingeva con i colori della desolazione e della disgrazia. Quando le tenebre si fossero impossessate della stanza, non avrebbe avuto più speranza.

   In quel momento, venne in mente al giovane uno dei primi consigli che aveva ricevuto dall’abate: “Figlio mio, sii devoto alla Madonna e tutto si risolverà. Abbi devozione per la Madonna, e sarai il più grande eroe della Storia!”

   “Sì”, pensò lui, “finora non sono stato un devoto tanto fervente quanto avrei dovuto, ma supplico che questa mia ultima preghiera ripari tutte le lacune precedenti”. Prese dalla sua tasca il rosario e cominciò a pregare con molto fervore, come l’abate gli aveva insegnato. Nel meditare sui misteri, gli parve di vedere la figura di Nostro Signore che stava conversando con la Madonna.

“Hai saputo far uso dell’arma più potente”

   Alla fine della preghiera, si sentì rinvigorito. Sollevando la testa, vide un ultimo raggio di luce attraversare la vetrata del lucernario e colorare uno degli angoli della cella. Si alzò con molta fatica e andò a controllare il locale. Allargando un po’ un’apertura che c’era nel legno del pavimento, scoprì uno scompartimento che custodiva una catena e un pugnale. 

   Le idee gli vennero rapidamente. Usando questi oggetti e preso da forze rinnovate, riuscì a scalare alcuni metri di quella parete irregolare fino a raggiungere un’asta metallica che dava accesso al lucernario. 

   Il sole era ormai tramontato e i vetri erano aperti. Era possibile scendere dall’edificio senza essere visto. Questo fu quello che fece. Con la catena, si aggrappava alle protuberanze della parete esterna e con il pugnale si fissava nelle rientranze. Non pensava molto, continuava con fiducia, pregando ininterrottamente. Dopo un po’ di tempo, raggiunse la base dell’edificio. Inosservato, corse verso la foresta, osservando, tuttavia, che i ribelli avevano depredato il monastero e profanato le immagini sacre. 

   Quando arrivò in un luogo sicuro, si sentì svenire. Esausto, senza le minime condizioni per partire in cerca di aiuto, cadde per terra tra gli alberi. Improvvisamente, un grande chiarore e un profumo meraviglioso inondano l’ambiente. Di fronte a lui appare la Regina stessa del Cielo, che prende la catena e il pugnale dalle sue mani e lo stringe tra le Sue braccia dicendo: “Mio caro figlio, hai saputo usare l’arma più potente: la preghiera. Sta’ sicuro che, recitando il Rosario, unisci il Cielo alla terra e ricevi gli strumenti efficaci per combattere e vincere per Me”.

   E aggiunse: “Pensavi di essere solo, ma sempre Mi faccio presente e parlo con te durante tutto il Rosario. Poiché hai seguito la voce del santo abate e hai pregato con fervore, tutte le tue colpe sono state riparate.

   Vai avanti e troverai i tuoi compagni, che riconquisteranno il monastero e sconfiggeranno quei ribelli. Non temere, Io sarò al tuo fianco”. 

Splendida congiunzione tra preghiera vocale e mentale

   Questa breve storia evoca nei nostri cuori le meraviglie che derivano dalla recitazione del Santo Rosario. Come spiega bene il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, in questa preghiera si riuniscono la preghiera mentale – attraverso la meditazione dei misteri della vita di Nostro Signore e di sua Madre – e la preghiera vocale. Tale congiunzione “è veramente splendida, poiché, mentre si proferisce con le labbra una supplica, lo spirito si concentra su un punto”.1

   Il Prof. Plinio afferma ancora: “Così l’uomo fa nell’ordine soprannaturale tutto quello che può. Perché attraverso le sue intenzioni si unisce a ciò che le sue labbra pronunciano, e con la sua mente si consegna a ciò che il suo spirito medita”.2

   Ed è in questa congiunzione che i Cieli scendono a colui che eleva il suo spirito alle meraviglie celesti. Durante la contemplazione dei misteri, si forma nell’anima di chi prega un vincolo di unione tra l’eternità e il tempo, tra il Cielo e la terra, una prefigurazione della contemplazione del grande mistero della Santissima Trinità.

   In questa comunione soprannaturale, l’anima riceve grazie sovrabbondanti per progredire nella vita spirituale e si munisce per vincere in tutte le battaglie che le capitano. Così il Rosario può essere considerato come una catena che collega il Cielo alla terra, un facile mezzo di comunione con la Madonna e un’arma efficacissima contro i Suoi nemici. (Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre2017, n. 173, p. 28 - 29)

1 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. O Rosário, caminho para a vitória! In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno XIII. N.146 (Maggio, 2010); p.26. 2 Idem, ibidem.

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.