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Vergine Maria

Centenario delle apparizioni di Fatima: “Io sono la Madonna del Rosario”

Pubblicato 2017/10/04
Autore : Redazione

Il 13 ottobre 1917, la Madonna ha sottolineato i suoi ammonimenti materni con uno dei miracoli più meravigliosi della Storia. Ascoltiamo, dalle labbra di Mons. João Scognamiglio Clá Dias, il racconto di quest’apparizione.

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San Giuseppe col
Bambino Gesù – Casa di
Formazione Thabor,
Caieiras (Brasile)
   Arrivò, finalmente, il giorno tanto atteso del miracolo promesso, la sesta e ultima apparizione della Madonna ai tre pastorelli. Era autunno inoltrato. La mattina era fredda. Una pioggia persistente e abbondante aveva trasformato la Cova da Iria in un immenso pantano, e sembrava inzuppare fino alle ossa la folla che si aggirava tra i cinquanta e i settantamila pellegrini che lì si stringeva accorsa da tutti gli angoli del Portogallo.1

“Aprendo le mani, le fece riflettere nel sole”

   Alle undici e mezza circa del mattino, quel mare di gente fece largo ai tre veggenti che si approssimavano, vestiti coi loro abiti domenicali.

   È Suor Lucia che ci riferisce quanto è avvenuto:

   “Uscimmo da casa abbastanza presto, tenendo conto delle soste durante il percorso. Le persone si erano presentate in massa. La pioggia, torrenziale. Mia madre, temendo che fosse quello l’ultimo giorno della mia vita, con il cuore a pezzi per l’incertezza di ciò che sarebbe accaduto, volle accompagnarmi. Lungo il cammino, le scene del mese precedente, più numerose e commoventi. Nemmeno il pantano dei sentieri impediva a questa gente di inginocchiarsi in un atteggiamento più umile e supplicante. Arrivati alla Cova da Iria, vicino al leccio, spinta da un moto interiore, chiesi al popolo che chiudesse gli ombrelli per pregare il Rosario. Poco dopo, vedemmo il riflesso della luce e, in seguito, la Madonna sopra il leccio.

   “— Che cosa vuole da me Vostra Signoria?

   “— Voglio dirti che facciano in questo luogo una cappella in mio onore, che sono la Regina del Rosario, di continuare sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i militari ritorneranno presto alle loro case.

   “— Io avevo molte cose da chiederle. Se guariva alcuni malati e se convertiva alcuni peccatori, ecc.

   “— Alcuni sì, altri no. Bisogna che si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati.

   “E, assumendo un aspetto più triste:

   “— Non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso.

   “Quindi, aprendo le mani, la Madonna le fece riflettere sul sole e, mentre si elevava, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi sul sole”.2

San Giuseppe e il Bambino parevano benedire il mondo

   Essendo la Madonna scomparsa in questa luce che Lei stessa irradiava, nel cielo si succedettero tre nuove visioni, “tre quadri, simboleggianti, uno dopo l’altro i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi del Rosario”.3

   Accanto al sole apparve la Sacra Famiglia: San Giuseppe con Gesù Bambino in braccio, e la Madonna del Rosario. La Vergine era vestita con una tunica bianca e un manto azzurro. Anche San Giuseppe era “vestito di bianco e Gesù Bambino di rosso chiaro”.4 Tracciando tre volte in aria il segno della croce, “San Giuseppe con il Bambino sembravano benedire il mondo”.5

   Le due scene successive furono viste soltanto da Lucia. Nella prima, Nostro Signore, afflitto dal dolore sulla via del Calvario, e la Madonna dei Dolori, “ma senza la spada nel petto”.6 Il Divino Redentore benedisse “il mondo allo stesso modo di San Giuseppe”.7

   Subito dopo, apparve gloriosa La Madonna del Carmelo, incoronata regina dell’Universo, con in braccio Gesù Bambino.

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Fotografie del popolo che assiste al miracolo del sole riprodotte nella
“Ilustração Portuguesa” del 29/10/1917
E il sole si mise a danzare…

   Mentre i tre pastorelli contemplavano i celestiali personaggi, si operò davanti agli occhi della moltitudine il miracolo annunciato…

   Era piovuto durante tutta l’apparizione. Lucia, al termine del suo colloquio con la Madonna, aveva gridato al popolo:

   — Guardate il sole!

   Allora le nuvole si aprirono e il sole apparve come un immenso disco luminoso. Nonostante brillasse intensamente, poteva esser guardato direttamente senza accecare la vista. Le persone lo contemplavano assorte quando, all’improvviso, l’astro si mise “a danzare, a ballare; si arrestò per un certo tempo per poi ricominciare a danzare, finché alla fine parve che si staccasse dal cielo e venisse addosso alla gente”,8 secondo la descrizione di uno dei presenti.

Racconto di un testimone insospettabile

   Consideriamo il fatto attraverso la penna di un altro testimone oculare – e inoltre scienziato, per questo di là da ogni sospetto –, il Dr. José Maria de Proença de Almeida Garret, cattedratico di Coimbra, che, su richiesta del Visconte di Montello9 due mesi dopo l’accaduto, fece un resoconto riguardo allo spettacolare miracolo del sole, come quest’ultimo narra nel suo libro:

   “Non mi è sembrato buono il paragone, che ho sentito fare ancora a Fatima, di un disco di argento opaco. Era di un colore più chiaro, attivo e ricco, e con sfumature, avendo come l’oriente di una perla. Non assomigliava affatto alla luna in una notte trasparente e pura, perché si vedeva e si sentiva che era un astro vivo.

   “Non era, come la luna, sferica, non aveva la stessa tonalità né i chiaroscuri. Sembrava una fetta brunita tagliata nel guscio di una madreperla. Questa non è una comparazione banale da poesia a buon mercato. I miei occhi videro così. Non si confondeva con il sole visto attraverso la nebbia – che del resto non c’era a quel tempo – perché non era opaco, diffuso e velato. A Fatima aveva luce e calore e si stagliava nitido e con il bordo tagliato a spigolo, come una tavola da gioco.

   “La volta celeste era rannuvolata con cirri leggeri, che avevano spiragli di azzurro qua e là, ma il sole a volte si distingueva in squarci di cielo limpido. Le nuvole che correvano leggere da ponente a oriente non offuscavano la luce – che non feriva – del sole, dando l’impressione facilmente comprensibile ed esplicabile di passare da dietro, ma a volte questi fiocchi che venivano bianchi, sembravano assumere, scivolando davanti al sole, una tonalità rosa o azzurro diafana.

   “Meraviglioso è che per un lungo periodo di tempo, si potesse fissare l’astro, vampa di luce e brace di calore, senza un dolore agli occhi e senza un abbagliamento sulla retina, che accecasse. 

   “Questo fenomeno con due brevi interruzioni, in cui il sole folle scagliò i suoi raggi più scintillanti e lucenti, e che obbligarono a distogliere lo sguardo, deve essere durato una decina di minuti circa.

   “Questo disco madreperlaceo aveva un movimento vertiginoso. Non era lo scintillio di un astro in piena vita. Girava su se stesso con una velocità impetuosa.

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Fotografie del popolo che assiste al miracolo del sole riprodotte nella
“Ilustração Portuguesa” del 29/10/1917
   “Improvvisamente si sentì un clamore, come un grido di angoscia di tutto quel popolo. Il sole, conservando la velocità della sua rotazione, si distaccò dal firmamento e, sanguigno, avanzó sulla, minacciando di schiacciarci con il peso della sua ignea e ingente mole. Furono secondi d’impressione terrificante”.10

Misterioso dono del Cielo!

   Il ciclo delle visioni di Fatima era concluso.

   Dopo tali prodigi, tutti si guardarono sconvolti. In seguito, la gioia esplose: 

   — Miracolo! I bambini avevano ragione!

   Le grida di entusiasmo echeggiavano per le colline adiacenti e molti notavano che i loro indumenti, inzuppati qualche minuto prima, erano completamente asciutti.

   Il miracolo del sole poté essere osservato a una distanza di diversi chilometri dal luogo delle apparizioni.11

   La Madonna di Fatima! “Lì è Lei, tutta Lei, in una sfera luminosa di brillante oro in polvere! I suoi piedi rosa posano su un rustico leccio, sulla cima di una montagna arida, e le sue labbra divine si muovono per parlare con una pastora innocente. È bella e amorevole; dolce e triste. Sulla sua figurina da adolescente cade così tanta luce bianca che le sue vesti diventano imbiancate, e sopra la calce brilla così tanto sole che i suoi vestiti scintillano. Raggiante e del Cielo, La abbellisce una debole ferita della terra: l’eloquenza tenera dei cuori umani che hanno sofferto. “Apparve nel suo stesso mese, il maggio fiorito, il maggio fecondo delle semine in terre lavorate e coltivate.

   Apparve nell’ora forte del mezzogiorno, ora obbiettiva che anima il suolo; ora soggettiva – ora di miracolo! – che trasporta le anime. […]

   “Misterioso dono del Cielo! Nell’ora del Portogallo – e del mondo! – degli uomini in guerra; nell’ora del pensiero e del sentimento religioso in crisi, per l’errore, per le deviazioni dalla ragione, per l’incredulità, per l’ignoranza, per la leggerezza; per il libero pensiero di molti e per l’irreligiosità di tanti; per la filosofia-incertezza e per la prova-tentativo; per i dubbi, preoccupazioni, esitazioni, perplessità, indifferenze, apatie; in tale ora tragica, davanti alla prospettiva del naufragio nelle tenebre, nell’anarchia, nella dissoluzione, scende dal Cielo il salvagente: la preghiera!”12 (Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre2017, n. 173, p. 20 - 22)

Estratto da: CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Mira (VE): Associazione Madonna di Fatima 2017, p.73-81

1 Cfr. CASTRO DEL RIO, OFM Cap, José de. As aparições da Santíssima Virgem em Fátima. Porto: Missionários Franciscanos Capuchinhos, 1946, p.107. 2 SUOR LUCIA. Memórias I. Quarta Memoria, c.II, n.8. 13.ed. Fátima: Secretariado dos Pastorinhos, 2007, p.180-181. 3 WALSH, William Thomas. Nossa Senhora de Fátima. 2.ed. São Paulo: Melhoramentos, 1949, p.130. 4 Idem, ibidem. 5 SUOR LUCIA, op. cit., p.181. 6 WALSH, op. cit., p.130. 7 SUOR LUCIA, op. cit., p.181. 8 DE MARCHI, ICM, João M. Era uma Senhora mais brilhante que o sol. 8.ed. Fátima: Missões Consolata, 1966, p.201. 9 Visconde de Montello fu lo pseudonimo adottato da Don Manuel Nunes Formigão – per evitare critiche da parte degli scettici dell’epoca –, uno dei principali investigatori su Fatima. Avendo interrogato varie volte i pastorelli, fu un pezzo molto importante per determinare la veridicità delle apparizioni. 10 VISCONDE DE MONTELLO. Os episódios maravilhosos de Fátima. Guarda: Veritas, 1921, p.22-23. 11 Cfr. WALSH, op. cit., p.133; DE MARCHI, op. cit., p.209; CASTRO DEL RIO, op. cit., p.110. 12 FIGUEIREDO, Antero de. Fátima: graças, segredos, mistérios. 13.ed. Lisboa: Bertrand, 1942, p.57-60.

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