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Storie per bambini

“Sia fatta sempre la tua santa volontà!”

Pubblicato 2017/10/03
Autore : Suor Diana Milena Devia Burbano, EP

Dopo aver contemplato la luce del sole e il cielo azzurro, la piccola ametista si vedeva nuovamente rinchiusa nell’oscurità. Tuttavia, nella solitudine della sua tediosa prigione, lei non smetteva di pregare Dio.

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   Era buio e freddo l’interno della montagna dove viveva un graziosa pietruzza di ametista. Inserita in un enorme geode e circondata da molte altre gemme, era felice di sapere che Dio, il suo Creatore, la amava e Si dilettava per la sua bellezza. Così passava la sua esistenza glorificandoLo e desiderando piacerGli, sebbene racchiusa dentro un monte perso nella vastità della terra.

   Si conversava molto nella dimora dell’ametista: le pietre più vecchie raccontavano alle più giovani mitiche e straordinarie leggende dell’esterno, che conoscevano dai racconti della sorgente che di lì passava a far loro visita nelle stagioni calde dell’anno.

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Inserita in un enorme geode, l’ametista era felice di
sapere che Dio Si dilettava per la sua bellezza
   Tra una storia e l’altra, la piccola ametista cominciava ad amare quel mondo fatto di uomini, fiori e animali, illuminato da un astro magnifico che chiamavano Sole, per mezzo del quale i colori brillavano in un incessante canto di adorazione. Essa desiderava fare sempre la volontà di Colui che aveva creato tante cose e meritava tanto amore. E pregava:

   — Ah, mio Dio, che dal Cielo guardi questa piccola pietruzza, fa’ di me sempre ciò che è nei tuoi eterni disegni!

   Il Signore accettò la fervida preghiera dell’ametista... E un giorno le pietre furono svegliate da dei rumori assordanti:

   — Cosa sarà?! – si chiedevano angosciate, mentre sentivano la loro millenaria dimora disfarsi in una confusione di polvere, detriti e tremori.

   Soltanto una voce, molto tenue per la paura, ripeteva incessantemente in mezzo al gran disordine:

   — Oh, mio Dio, se questa è la tua volontà, così sia fatta!

   Era la nostra piccola ametista che tremava, allarmata… ma glorificava Dio!

   Piangeva spaventata la pietruzza, non sapendo cosa stava per accaderle, quando sentì che le esplosioni raggiunsero anche lei. E prima che tutte le pietre, stordite, potessero capire cos’era successo, un forte torrente d’acqua le trascinò in una cavità. Lì furono separate da mani strane e distribuite in curiosi recipienti, per essere trasportate in un luogo sconosciuto.

   — Dove andremo? Che faranno di noi? – chiedeva la piccola ametista, senza trovare risposta tra le sue sventurate compagne.

   Solamente un pensiero le dava tranquillità: la certezza che il buon Dio non doveva dimenticarSi di lei. E, infatti, nell’alto dei Cieli il Signore guardava compiaciuto la sua fedele pietruzza.

   Sulla strada per l’industria mineraria in cui un treno la conduceva, e lontano dalle sue amiche, che erano state depositate in vassoi differenti, la piccola ametista osservava il mondo esterno. Davanti a lei stavano gli splendori del Creatore, di cui le avevano parlato tanto, i fulgori dell’astro re e lo spettacolo della natura, ornata di gala agli albori di una calda giornata di primavera. Nel contemplare tale magnificenza, essa si rallegrò perché, dopo tutto, conosceva le meraviglie che aveva sognato mentre ancora viveva nell’oscurità della caverna:

   — Nel buio o nella luce, sulla montagna o nei campi, voglio solo fare la tua volontà, Signore! – era l’esclamazione che in ogni istante le veniva dal cuore.

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Oltre a contemplare le meraviglie della creazione che
aveva sognato, l’abnegata pietruzza diventò lo strumento
per onorare la Madre del Redentore
   Arrivate infine in un imponente edificio, l’ametista e le altre pietre furono lavate, pesate, classificate e conservate con ogni cura in scatole, separate in scompartimenti individuali. Poi furono depositate nei cassetti di una enorme cassaforte dove sarebbero rimaste per lunghi mesi ...

   — O mio Dio, nella costante notte di questa prigione, in questi giorni così neri in cui sono, desidero solo fare quello che Tu vuoi da me. Signore, anche se il futuro mi è sconosciuto, Tu sai cosa mi aspetta ... Sia fatta la tua volontà!

   Ripetendo nell’ora della desolazione la medesima preghiera che in tempi più felici aveva recitato, la pietruzza si rendeva così piacevole al Creatore che Egli la designò a una sublime missione!

   Questa cominciò a delinearsi all’orizzonte della nostra pietruzza quando, in una fredda mattina d’inverno, un famoso gioielliere comprò la scatola di ametiste in cui stava dentro, per confezionare un gioiello speciale. A tal fine, commissionò ad un artigiano esperto la realizzazione del difficile compito di trasformare quelle bellissime pietre irregolari nelle delicate perline di un bel rosario.

   Procedimento doloroso! Mentre la levigazione purificava la piccola ametista dalle sue imperfezioni, essa soffriva la più terribile delle prove. Le sue sofferenze furono indicibili, ma le sopportò con rassegnazione e anche con gioia, sapendo che tutto ciò che le accadeva era disegno di Dio. In mezzo ai dolori, tra gemiti e singhiozzi, la pietruzza pregava:

   — Signore, desidero soltanto ciò che Tu vuoi; fa’ di me quello che Ti piace!

   Una volta levigate, le ametiste che erano ancora grezze nella scatola diventarono gemme splendenti! Completato dalle abili mani del gioielliere quel capolavoro di oreficeria, il rosario di ametiste raggiunse la sua destinazione.

   — È splendido!

   — Veramente formidabile!

   — Il gioiello più raro che io abbia visto!

   Pieni di ammirazione, alcuni sacerdoti guardavano la scatola di velluto dove si trovava la stupenda corona di ametiste che sarebbe stata donata al Sommo Pontefice, in cui una delle pietruzze, forse la più mirabile e luminosa di tutte, sorrideva e ringraziava Dio:

   — Signore, quanto buono sei con me! Io non sono degna di far parte di questo rosario così bello!

   Questa fu la felice missione della pietruzza: essere uno strumento per onorare la Madre del Redentore nelle mani del Vicario di Cristo! E ogni volta che quel rosario di ametiste era usato dal nobile e santo uomo che con esso pregava con devozione la Regina Celeste, la pietruzza elevava al Cielo la sua perfetta preghiera:

   — Signore, sia fatta sempre la tua santa volontà!

(Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre2017, n. 173, p. 46-47)

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