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Araldi nel mondo

Io sono stato araldo del Vangelo…

Pubblicato 2017/09/12
Autore : Don David Edward Ritchie, EP

Vivere in una comunità religiosa richiede dedizione abnegata. Se uno dei suoi membri decide di cambiare lo stato di vita, cosa conserva dei tempi lì trascorsi? Ecco testimonianze significative di ex appartenenti agli Araldi del Vangelo.

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1.jpg   Gli uomini e le donne vengono al mondo per realizzare un determinato disegno divino, unico e irripetibile per ognuno, a vari titoli. Ne consegue la considerazione e il rispetto dovuti a tutti, senza eccezione.

   Tuttavia, al di là di questa provvidenza generale, alcuni sono chiamati a una via speciale, per la quale devono vivere non solo secondo i Comandamenti della Legge di Dio, ma nella pratica dei consigli evangelici di povertà, obbedienza e perfetta castità. Se, da un lato, tale scelta è un segno di predilezione del Creatore, dall’altro, tale alta chiamata richiede rinuncia, abnegazione e un vero olocausto.

   È perciò comprensibile come molti intraprendano il cammino della perfezione, ma non raggiungano il suo termine, perché concludono che la loro vocazione è un’altra o per una qualche ragione particolare. In ogni caso, nella nuova vita adottata, possono conservare dolci e persino commoventi ricordi e insegnamenti di quel periodo aureo della loro vita spirituale.

   In questo senso, siamo lieti di pubblicare brani di alcune significative testimonianze inviate dagli ex membri degli Araldi del Vangelo, come omaggio di gratitudine alla Madonna per i tanti favori spirituali concessi loro durante la loro permanenza nell’istituzione.

Vocazioni per il sacerdozio diocesano

   Tra coloro che hanno beneficiato della formazione religiosa ricevuta in seno agli Araldi del Vangelo, ci sono coloro che si sono incamminati al sacerdozio, come Don José Hinostroza Vera, di Guayaquil, in Ecuador, che ci dà questa bella testimonianza della genesi della sua vocazione:

   “Ho avuto la gioia di conoscere gli Araldi del Vangelo alle loro radici quando avevo solo quattordici anni di età, nel 1997. Con la debita autorizzazione dei miei genitori ho cominciato a vivere in comunità con loro, dopo un anno che li avevo conosciuti. Ho lasciato la comunità, alcuni anni dopo, per seguire la mia vocazione di sacerdote diocesano. E dichiaro formalmente, alla presenza di Gesù, Sapienza Eterna e Incarnata, e di Maria Santissima, nostra Mediatrice, a cui sono consacrato, che gli Araldi del Vangelo mi hanno insegnato a servire, amare e difendere la Santa Madre Chiesa, mi hanno istruito nella fede, speranza e carità, mi hanno formato per rispettare, amare e venerare la Sacra Gerarchia Ecclesiastica, mi hanno preparato a far parte di una comunità viva, aiutando sempre i più bisognosi in modo sia spirituale che materiale”.

   Quanto all’ambiente che egli ha trovato durante la sua permanenza nell’istituzione, dichiara: “Mai, nei quindici anni che ho vissuto a contatto con gli Araldi del Vangelo, ho visto un qualche atteggiamento che fosse contro la morale o i buoni costumi, mai hanno avuto un gesto di ribellione alla Santa Sede o alle sue legittime autorità, e in nessun modo li ho visti realizzare pratiche ‘settarie’ o ‘segrete”.

   E aggiunge: “Tre anni e sette mesi fa, con la grazia di Dio, sono stato ordinato sacerdote diocesano e seguo con tutto il mio ardore la spiritualità degli Araldi del Vangelo, e questo mi è servito a suscitare fervore nelle comunità parrocchiali che avevo e ho a mio carico, suscitando in loro l’amore e la fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero. A onor del vero, esprimo pubblicamente il mio profondo affetto e la mia gratitudine a Mons. João Scognamiglio Clá Dias, per tutti i consigli e orientamenti che ho ricevuto da lui, perché è con il suo grande esempio che ho imparato ad amare Dio, la Madonna, la Santa Madre Chiesa Cattolica e il Dolce Cristo sulla terra, il Papa. E tutto quello che Mons. João insegna e predica è frutto del suo rapporto con Donna Lucilia Ribeiro dos Santos e suo figlio, il Dr. Plinio Corrêa de Oliveira, durante i quattro decenni in cui è stato suo segretario personale”.

   Una bella riflessione sull’importanza della vita spirituale completa le considerazioni del sacerdote: “Come ci dice il Signore Gesù, ‘dai loro frutti li potrete riconoscere’ (Mt 7, 20). La grande espansione degli Araldi e la loro penetrazione nell’opinione pubblica, lo straordinario incremento delle vocazioni sacerdotali, religiose, di laici e consacrati, in maggioranza giovani, ci mostrano che è il Divino Spirito Santo che ha ispirato tutto questo, per l’arricchimento della Chiesa, come riconoscono centinaia di sacerdoti e prelati che vedono negli Araldi una speranza che il Cuore Immacolato di Maria trionferà, come la nostra Madre ha annunciato cento anni fa, a Fatima”.

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Momenti di vita nella Casa Madre,
a San Paolo
Conversioni e cambiamenti di vita

   Poiché viviamo in un’epoca in cui le persone sono sempre più distanti da Dio, è naturale che, per molti, la loro entrata tra le fila dell’Associazione sia stata una ragione per cominciare a praticare seriamente la Religione Cattolica.

   “Ho potuto conoscere da vicino gli Araldi del Vangelo. Sono stati dieci anni di buona formazione, di totale disciplina, in cui ho potuto conoscere cos’è veramente la Chiesa Cattolica, sia nell’aspetto della dottrina che nell’aspetto umano. Esprimo qui il mio riconoscimento e il mio enorme ringraziamento a Mons. João Scognamiglio Clá Dias, per il suo sforzo, impegno e dedizione per portare e insegnare la Fede a tutti coloro che in qualche modo abbiano contatto con l’Associazione degli Araldi del Vangelo”, ha dichiarato Cezar Vieira Salvino, di San Paolo.

   Nello stesso senso, afferma Diego Felipe Buarque Maciel: “Ho incontrato gli araldi nella mia città natale, Maceió (Brasile), all’età di dodici anni. Durante i tredici anni che li ho frequentati, studiando e lavorando nei settori più diversi dell’Associazione, non ho trovato niente che togliesse merito a un così bel carisma. Ho imparato ad amare l’Eucaristia, la Madonna e il Magistero della Chiesa. Ho appreso la più retta morale, ho vissuto secondo i costumi cristiani, ho cominciato a desiderare la santità, ad amare la vita di preghiera e di raccoglimento, a ricorrere all’aiuto divino durante l’azione e a sapere come usare la misericordia verso il mio prossimo. La mia famiglia si è avvicinata ai Sacramenti grazie all’apostolato di quest’Associazione. Oggi vivo a Recife (Brasile), sono sposato e partecipo con mia moglie alle attività degli Araldi”.

La parola convince, l’esempio trascina

   L’antico detto “la parola convince, ma l’esempio trascina” si verifica nella vita quotidiana degli Araldi del Vangelo, confermando l’importanza fondamentale della vita illibata di ogni membro dell’Associazione. Insegnava il Dr. Plinio che la prima attrazione di qualcuno per un movimento o gruppo sociale avviene per un’ammirazione per le persone e l’ambiente creato da loro. Solo dopo arriva la considerazione della dottrina propugnata.

   Così si esprime Andrés Monge Fernández, di San José, in Costa Rica: “Ho conosciuto il movimento quando avevo solo tredici anni. Sono stato incantato da quell’ambiente pieno di rispetto, venerazione e totale dedizione alla Santa Madre Chiesa. Fin dai primi giorni ho capito che era un luogo diverso, dove si incentivava sempre la crescita nell’amore a Dio, nella venerazione e devozione alla Santissima Vergine, nella totale obbedienza al Sacro Magistero, due volte millenario, della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Da quel momento, e nei diciannove anni in cui sono rimasto lì, in nessuno dei miei periodi di formazione, non ho fatto altro che imparare ad amare Nostro Signore Gesù Cristo, la nostra Madre Santissima, la Vergine Maria, a cui mi sono consacrato. Posso dire, con piena lucidità di mente e cuore, che mai – ma mai! – ho sentito nulla che fosse contrario alla più pura ortodossia cattolica”.

   “Cosa posso dire della grande ricchezza che ha rappresentato per me la formazione ricevuta da Mons. João Scognamiglio Clá Dias e dai membri degli Araldi del Vangelo, con i quali ho vissuto?”, si chiede Francisco Javier Leyva Ríos, di Valência, in Spagna. E conclude: “Hanno sempre dato un altissimo esempio di virtù e fedeltà alla Chiesa, al suo Magistero e al Santo Padre, come pure di ricerca nella crescita costante nell’amore a Gesù Cristo e a Maria: dall’uso di un linguaggio correttissimo, senza parole volgari che cerca di essere sempre elevato, parlando di temi di cultura, di Fede e spiritualità, per il bene e la crescita spirituale, evitando quelli di carattere banale; al modo di vestirsi esemplare, in accordo con la morale cattolica; alla vita comunitaria nelle sedi preservando sempre il pudore, i buoni costumi, la massima correttezza nel modo di rapportarsi e un comportamento di totale carità. Questo è precisamente quello che più mi ha affascinato fin dall’inizio: il tratto caritatevole. L’igiene personale dei membri e delle case, l’ordine, l’orario, la vita con santa disciplina, evitando sempre l’ozio. La formazione morale, religiosa, spirituale e persino culturale. Insomma, un’autentica vita celeste. Seguo fiducioso Mons. João, nei suoi oltre sessanta anni di fedeltà e dimostrazione di zelo per l’insegnamento dell’ortodossia della Fede Cattolica, in un desiderio ardente di aderire al Sacro Magistero e, più in particolare, al Santo Padre, come si può vedere in questa magnifica opera da lui fondata e nella vita integra dei membri da lui formati, nei suoi differenti rami - sia la vita consacrata, clericale e religiosa, sia quella secolare impegnata, in qualità di cooperatori - così come negli scritti di suo pugno, alcuni dei quali pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana”.

Integrità morale e di costumi

   È stato il desiderio di condurre una vita in accordo con le esigenze della morale e gli insegnamenti della Chiesa che ha suscitato l’ammirazione di Alejandro Londoño Villegas, di Sabaneta, in Colombia:

   “Ho fatto parte degli Araldi del Vangelo per circa sette anni come laico di vita consacrata. Oggi, ho la fortuna di vivere nel Sacramento del Matrimonio, con una figlia di tre anni, e do testimonianza che gli Araldi sono una comunità religiosa da ammirare, fedeli alla Chiesa, nella persona del Santo Padre, devoti del Santissimo Sacramento e proclamatori della devozione mariana. Ho vissuto e convissuto con membri provenienti da tutte le parti del mondo e posso testimoniare di non aver mai assistito a nessun disordine morale. Allo stesso modo sono testimone delle loro necessità economiche, in quanto vivono interamente della carità delle donazioni e tutte le risorse ricevute sono investite nell’apostolato e nel mantenimento di tutti i loro membri e sedi. Rendo grazie a Dio che mi ha permesso di trascorrere tutti questi anni in una comunità così bella!”

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Nella Casa Monte Carmelo, a Caieiras (Brasile)
Il periodo più felice della mia vita

   E Fabio Araújo Hurtado, di Campo Grande (Brasile), che ha esercitato funzioni di responsabilità negli Araldi, dà la sua sincera testimonianza: “Ho conosciuto, da vicino, praticamente tutti i settori, dal seminario fino alla parte burocratica di questa istituzione. Per tredici anni sono stato un missionario, facevo visita alle famiglie in quasi tutto il Brasile, e ho potuto sentire il bene che le visite facevano, specialmente ai più bisognosi di sostegno spirituale, nonché materiale che gli Araldi fanno, attraverso il Fondo Misericordia e altri aiuti sociali. La vita interiore che ho vissuto durante questi anni è stata il periodo più felice della mia vita! Ho potuto sentire così tanto la presenza di Dio che, molte volte, versavo lacrime di gioia e mi chiedevo se non stessi sognando. Ho potuto verificare che non c’è nulla nella vita interna degli Araldi che fosse contrario alla morale o agli insegnamenti della Chiesa. Al contrario, c’è sempre stato molto impegno e attenzione affinché tutto fosse fatto secondo gli insegnamenti evangelici”.

Profondo amore al Santissimo Sacramento, a Maria e al Papa

   “Sono guatemalteco e sono stato un araldo del Vangelo. Vivo e lavoro a Washington, dopo aver frequentato e superato un master alla Georgetown University de Real Estate Development, dopo essermi laureato in architettura alla Catholic University of America. Molti dei miei successi li devo alla mia educazione familiare, ma non sarei nulla se non fosse per gli Araldi del Vangelo. E’ stato nel seminario che ho imparato ciò che è la disciplina, l’importanza di avere buoni valori e, soprattutto, di avere Dio al centro della mia vita. Le Messe quotidiane, le preghiere, il contatto con i miei fratelli di vocazione, le omelie e l’esempio di Mons. João sono stati il fondamento della mia vita attuale.

   Mi manca questa sensazione di essere costantemente alla ricerca di perfezione e di avvicinamento a Dio. Non dico di non farlo più, ma in quell’ambiente era più facile. Non cambierei nulla della mia esperienza con gli Araldi. Il Dr. Plinio Corrêa de Oliveira e Mons. João mi hanno insegnato ciò che è l’amore e l’ammirazione per il Santissimo Sacramento, la Madonna e il Papato. Sono i loro insegnamenti e il loro esempio, ispirato dallo Spirito Santo, che hanno fatto espandere il movimento a livello mondiale. Con un’incredibile crescita delle vocazioni e un disegno unico nell’architettura gotica policroma, gli Araldi del Vangelo stanno segnando la Storia”, attesta Carlos Francisco Paiz, di Città del Guatemala, in Guatemala.

Gratitudine verso Mons. João Scognamiglio Clá Dias, il fondatore

   “Sottolineo quanto la formazione ricevuta negli Araldi del Vangelo sia stata decisiva per la mia vita, facendomi rimanere in contatto con loro fino ad oggi come cooperatore. Lì sono sempre stato trattato con compiacimento e benevolenza da tutti i membri che mi accompagnano anche oggi, insieme alla famiglia che ho costituito. Ringrazio la misericordia della Madonna perché ha posto sul mio cammino un’istituzione così vera e impeccabile, con religiosi e religiose fedeli alla Santa Chiesa e al Papato, e che fanno tutto quello che è necessario per l’instaurazione del Regno della nostra Madre Celeste qui sulla terra. Sono eternamente grato a Mons. João Scognamiglio Clá Dias, dal profondo della mia anima, poiché, con la sua forza per la salvezza delle anime ci dà un così grande esempio. In Mons. João notiamo la grazia di Dio, il suo amore per il Sacro Cuore di Gesù, per il Cuore Immacolato di Maria e una totale obbedienza e fedeltà alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Il Dr. Plinio Corrêa de Oliveira e sua madre, Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corrêa de Oliveira, esimio modello di bontà, furono coloro che hanno trasmesso a Mons. João tutta la sua saggezza e fedeltà alla Fede Cattolica, affinché sbocciasse questa magnifica istituzione”, dichiara Diego Lino da Silva Kortbein, di Joinville, Brasile.

   E Anabelén López Orchard, di Lima, che ha appartenuto agli Araldi del Vangelo per sei anni, afferma che il successo che sta ottenendo come giovane imprenditrice e psicologa è dovuto alla formazione ricevuta da Mons. João.

   “Durante il periodo in cui ho fatto parte degli Araldi del Vangelo, ho vissuto a San Paolo e sono riuscita a conoscere Mons. João Scognamiglio Clá Dias personalmente, che ancor oggi ammiro e a cui voglio bene come a un padre. Grazie a Dio ho avuto l’opportunità di assistere alle sue Messe, alle riunioni di formazione che egli dava e anche a confessarmi e a conversare con lui, chiedendo e ricevendo consigli spirituali. In nessuna occasione ho sentito da lui qualcosa che potesse minare la dottrina. Al contrario, sempre, in tutti i momenti, le sue parole, i suoi gesti e la sua persona, nel suo complesso, erano un costante invito ad amare Nostro Signore, la sua Santissima Madre e la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Non ritengo di avere alcun trauma o conflitto psicologico per questi sei anni. Del tutto al contrario, sono sicura che questi anni hanno costituito la solida base per potermi sviluppare come persona più umana e, soprattutto, cattolica”.

   Ancora continua: “Non ho mai subito da parte degli Araldi alcun gesto di rifiuto o maltrattamento, anche dopo essermi ritirata dalla vita comunitaria. Mantengono sempre un rapporto molto amabile e familiare con me, e continuo a ricevere da loro tutto il supporto necessario per continuare con i miei progetti, anche se sono al di fuori delle loro fila”.

   Così si moltiplicano le testimonianze di persone rispettabili, che nel loro nuovo stato di vita, non si sono dimenticati dei benefici ricevuti nell’alba primaverile della loro vita spirituale.

   L’esiguità di spazio ci impedisce di pubblicare tutte le dichiarazioni che riceviamo continuamente. Sicuramente, tuttavia, esse sono registrate con lettere d’oro nel Cuore Sapienziale e Immacolato di Maria, per tutta l’eternità. (Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2017, n. 172, p. 22 -25)

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