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Il Fondatore

Anno di lotta, anno di vittoria

Pubblicato 2017/09/12
Autore : Redazione

Grandiose battaglie ci attendono, e la nostra entrata nel Cielo dipenderà da queste. Pertanto, figli miei, perseverate. Perseverate nella vostra lotta, nella vostra virtù e nella vostra santità. Nostro Signore ci chiama alle prove che ci condurranno in...

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1.jpg   Il giorno 15 agosto, Mons. João Scognamiglio Clá Dias, fondatore degli Araldi del Vangelo, ha commemorato il suo settantottesimo compleanno con una Messa solenne, circondato dai suoi figli e figlie. A loro ha aperto il cuore, manifestando il suo profondo affetto di Padre con parole sublimi, pervase d’amore alla Santa Chiesa. Rispondendo a innumerevoli richieste, condividiamo a seguire l’integrale dell’omelia di Mons. João.

Voglio soffrire affinché la Santa Chiesa sia glorificata

   Miei figli e mie figlie, trattandosi di un giorno come questo in cui vi riunite per commemorare il mio settantottesimo compleanno, mi sono messo a riflettere sulle parole che dovrebbero rallegrarvi e consolare questo cuore di Padre, che palpita d’amore per voi, miei “enjolras”! 1

   È stato allora che mi sono ricordato di un fatto della vita di un santo prelato. Si trovava Sant’Alfonso Maria de’Liguori, con i suoi più di novant’anni di età, ritirato nel convento dei Padri Redentoristi di Pagani, quando gli comunicarono che quel giorno sarebbero stati ordinati due nuovi sacerdoti figli suoi. Tra loro c’era un’anima che sarebbe stata il sostegno della sua famiglia religiosa: San Clemente Maria Hofbauer. Una mozione della grazia portò Sant’Alfonso a dirigersi nella cappella, recitando la seguente preghiera: “Gesù, accetta la mia vita per loro, oppure, lasciami pregare e soffrire ancora per qualche anno per i due sacerdoti che oggi devono essere ordinati”. 2 Il santo fondatore si era reso conto che non corrispondeva alla volontà di Dio la sua morte, ma l’accettazione in vita dei tormenti che il Cielo gli avesse inviato per fortificare e guidare quelle due anime al compimento della loro alta missione.

   Giunto all’età di settantotto anni, questo vostro Padre, alla maniera del grande Sant’Alfonso, non desidera morire affinché la Santa Chiesa trionfi, ma sente lo Spirito Santo che soffia nel suo cuore: “João, voglio di più da te!” Questa mozione della grazia mi porta non a offrire la mia vita, chiudendola ora, ma a offrire le sofferenze che la Provvidenza Divina mi concederà ancora, affinché la Santa Chiesa sia glorificata e compia la sua missione di instaurare sulla terra ciò che la preghiera del Signore ripete quotidianamente sulle nostre labbra: “Venga a noi il tuo Regno”.

   Questo Regno verrà, il Signore lo ha promesso e la Madonna a Fatima ha gridato al mondo intero: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”

   Come sarà? Quando accadrà? Dio lo sa e ha preparato ciascuno di voi per il suo trionfo, poiché le tenebre “non prevarranno contro di essa” (Mt 16, 18).

2.jpgChi ama il dolore per amore del Regno dei Cieli, tutto sopporterà

   Miei figli e figlie, dopo settantotto anni di vita dedicata a favore della Santa Chiesa, posso dirvi, associando la mia voce a quella del Siracide: figlio mio, se ti presenti per servire Dio, attenzione, prepara la tua anima alla prova (Sir 2, 1).

   La vita umana è una lotta. Solamente coloro che abbracciano i sentieri della sapienza saranno capaci di sopportare le sofferenze che Dio ci invia per purificare la nostra anima nel crogiuolo della prova. Perciò, miei figli e mie figlie, il Divino Maestro ci insegna: “chi non prende la sua croce e non Mi segue, non è degno di Me” (Mt 10, 38).

   Questo Padre, che altra cosa non fa se non amarvi, desidera formarvi e prepararvi per il Regno dei Cieli, perché solamente chi è disposto a soffrire con me, Padre e fondatore di questa famiglia spirituale, sarà disposto a sopportare le prove e i dolori per amore del Paradiso.

   Vedo molti che si chiedono come perseverare. È semplice, figli miei: chi ama la vita eterna è come l’acquirente che ha trovato un tesoro nascosto in un campo. Va, vende tutto ciò che possiede e acquista quel campo per ottenere un tesoro eterno. Chiunque agisce così, ha trovato la vita eterna (Mt 13, 44). Per questa ragione vi avverto: chi non si unisce a me, disperde (Mt 12, 30), poiché “chi ama il pericolo in esso si perderà” (Sir 3, 25).

   Colui che ci ha riunito e formato ci ha sempre insegnato che l’uomo che ama il dolore e la sofferenza è disposto a fare tutto per la maggior gloria di Dio. Questo è ciò che vi dico, figli miei: chi ama il dolore per amore del Regno dei Cieli, sopporterà tutto.

3.jpgÈ impossibile abbandonare una vocazione così elevata

   Chi voglia seguirmi, ripeto con il Divino Redentore , prenda la sua croce e mi segua! Solo in questo modo potremo essere all’altezza del nostro glorioso nome di cristiani, come così bene ci ricorda la Lettera a Diogneto, che descrive il cammino degli eletti in questa terra:

   Figli miei, la Madonna ci ha chiamati a una vocazione così alta che ci è impossibile abbandonare. Se La vedessimo, che cosa ci direbbe? “Figli miei, Vi ho scelto dal mondo per essere miei, per servire il mio Regno su questa terra e glorificarMi in Paradiso. Se voi sapeste che cosa vi aspetta servendoMi , vi sarebbe impossibile vivere ancora su questa terra, desiderereste volare al mio Regno eterno”.

“Il giusto vivrà in virtù della fede”

   Come non commuoverci se la Santissima Vergine Maria ci rivolgesse queste parole d’affetto e di amore? E questo, figli miei, Lei ci dice nel più profondo dei nostri cuori: “Figlio mio, persevera, il mio Regno è tuo per sempre!”

   Figli miei, in questo giorno in cui la Santa Chiesa universale commemora l’Assunzione di Maria Santissima in Cielo e che voi vi riunite qui per rendere omaggio a questo Padre che vi ama e vive per servirvi, vorrei dirvi con l’Apostolo San Paolo: “Il giusto vivrà in virtù della fede!” (Gal 3, 11).

   Le battaglie che ci attendono sono grandiose, e da loro dipenderà la nostra entrata nel Cielo, per questo perseverate, figli miei, perseverate nella vostra lotta, perseverate nella vostra virtù, perseverate nella vostra santità. Infatti Nostro Signore ci chiama alle prove che ci condurranno in Paradiso: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).

4.jpgIl vostro Padre si consuma di zelo per il Regno di Maria

   Come accadrà e quando verrà? Non lo so! Questo vostro Padre si sente come Elia in cima alla montagna aspettando che il Signore passi (I Re 19, 8-14): verrà un vento impetuoso e violento che fenderà le montagne e romperà le rocce, ma il Signore non sarà in questo vento . Dopo il vento la terra tremerà, ma il Signore non Si incontrerà nel terremoto. Passato il terremoto, un fuoco si accenderà, ma il Signore non sarà nel fuoco. Alla fine, dopo il fuoco, si udirà il mormorio di una leggera brezza che mi ispirerà: “João, copriti il volto col tuo manto, perché sei arrivato davanti a Dio”. In questo momento, il Signore mi dirà:

   “Che fai qui, João?”

   Con l’anima riempita delle sue grazie, vostro Padre risponderà: “Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita” (I Re 19, 14).

   Figli miei, le prove verranno, la nostra lotta sarà dura, ma il mormorio soave di una brezza celeste porterà all’umanità i frutti. Sangue preziosissimo del Redentore, che rinnoverà l’universo, facendo scendere il Regno di Maria sulla terra.

   Queste sono le parole uscite dal cuore di vostro Padre, che oggi gioisce con voi per un altro anno di vita, un anno di lotta, un anno di vittoria! (Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2017, n. 172, p. 13 -15)

Omelia pronunciata il 15/8/2017, nella Basilica della Madonna del Rosario, Caieiras (Brasile)

1 Nel rapporto tra i membri degli Araldi del Vangelo, i più giovani sono chiamati “enjolras”, termine coniato affettuosamente dal Dr. Plinio Corrêa de Oliveira. 2 HÜNERMANN, Janssen. San Clemente Maria: Avanguardista della Congregazione Redentorista. Petrópolis: Vozes, 1953, p.71. 3 LETTERA A DIOGNETO. In: COMISSIONE EPISCOPALE DI TESTI LITURGICI. Liturgia das Horas. Petrópolis: Vozes; Paulinas; Paulus; Ave- Maria, 2000, vol.II, p.757-758.

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