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Storie per bambini

Solo una falena?!

Pubblicato 2017/09/12
Autore : Suor Mariella Emilly Abreu Antunes, EP

Correva il treno a notte fonda, quando, all’improvviso, una grande ombra oscurò il fanale, sembrando far segno di diminuire la velocità e fermare il treno. Che stava succedendo?

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   Per la prima volta il piccolo Ivan andava a fare un viaggio in treno. Nonostante il clima freddo che segnava la fine dell’autunno nella lontana Russia, egli si sentiva eccitato. Il viaggio fino alla casa dei nonni sarebbe stato lungo. Avrebbero passato la notte in treno e solo al mattino presto sarebbero arrivati a destinazione. Anastasia, sua madre, gli aveva preparato un cappotto pesante, guanti e un cappello molto simpatico e calduccio, perché il ragazzo si buscava il raffreddore con molta facilità e aveva bisogno di essere ben protetto per resistere alle temperature che si stavano ormai abbassando.

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Dopo aver sistemato il bagaglio, salirono nel vagone. Ivan lo trovó enorme!
   Il giorno della partenza, si alzarono molto presto per assistere alla Messa nella chiesa del paese e chiedere la protezione di San Michele, loro patrono. Ivan aveva imparato a catechismo che questo Arcangelo era il capo delle milizie celesti e, per tale motivo, terminata la celebrazione, tirò la madre per il vestito e la portò all’altare laterale dedicato all’Angelo Custode, dicendo:

   — Vieni, mamma. Andiamo a chiedere ai nostri Santi Angeli che, sotto il comando di San Michele, ci accompagnino nel tragitto che percorreremo oggi.

   Madre e figlio, in ginocchio, pregarono con molto fervore.

   Dopo una ricca colazione, si accomiatarono dal papà, che doveva rimanere a causa del lavoro, e si diressero alla stazione per prendere il treno che li avrebbe portati a Mestia, nella regione montuosa del Caucaso.

   Dopo aver spedito il bagaglio, salirono nel vagone. Ivan lo trovò enorme! Si accomodò vicino al finestrino e avvicinò il viso al vetro, poiché voleva vedere bene la strada, per lo meno fin tanto che ci fosse la luce del giorno.

   Il treno cominciò la sua marcia. Che magnifici paesaggi si svelavano davanti ai suoi occhi! Molto innocentemente, il bambino commentava con la mamma:

   — Guarda, mamma, che bel fiume corre in quella valle! Presto, presto sarà congelato… Che freddo!…

   Anastasia sorrideva compiaciuta.

   — Guarda, guarda! Che tappeto dorato! Gli alberi non hanno quasi più foglie… E già si può vedere la neve in cima alle montagne!

   Così trascorsero tutta la giornata, inframmezzando l’ammirazione del panorama con una piacevole conversazione, la recita del Rosario e gustose merendine, fino a che scese la sera.

   Entrambi presero un pasto più abbondante e si addormentarono…

   La mattina seguente, a Mestia, i nonni di Ivan erano preoccupati e angosciati alla stazione, dove li attendevano: era trascorso abbastanza tempo dall’orario previsto dell’arrivo del treno e non avevano nessuna notizia… Cosa poteva essere accaduto?

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Il quel momento essi compresero: una così insolita interruzione era dovuta
a un intervento degli Angeli!
   Finalmente, l’atteso treno arrivò, molte ore più tardi del previsto. Interrogato dal capostazione circa il motivo del ritardo, il macchinista riusciva soltanto ad esclamare:

   — Io posso testimoniare! Ci siamo fermati a metà strada e… è stato un miracolo! Un miracolo!!

   Che cosa li fece fermare a metà percorso? Tutti erano sorpresi e volevano sapere dell’accaduto. Qual era il miracolo? E che testimonianza avrebbe potuto dare?

   Vladimir Smirnov, il macchinista, cominciò a raccontare quello che era successo. Era già notte. Seguiva il suo cammino normalmente, con la dovuta prudenza e rispettando tutti i segnali, ma ad una velocità considerevole. A notte fonda, improvvisamente vide davanti al treno una grande ombra che oscillava, oscurava il fanale e sembrava far segno di arrestare la macchina con urgenza.

   Essendosi il fatto ripetuto per altre tre volte, si strofinò gli occhi e concluse che non poteva essere solo l’immaginazione. C’era qualcosa di vero in tutto quello!… Chi poteva fare tali segnali? Cominciò, allora, a diminuire la marcia rapidamente, fino a che il treno si fermò completamente in modo un po’ brusco.

   S p a v e n t a t i dall’improvvisa frenata, molti passeggeri si svegliarono e corsero ai finestrini per vedere cosa fosse successo. Il signor Smirnov scese per appurare quale fosse la causa di quella situazione e, con sua grande sorpresa, scoprì che l’ombra era stata causata da una falena…

   — E’ solo una falena! – disse ai viaggiatori. – E’ rimasta imprigionata dentro la copertura del fanale, in modo tale che sbattendo le ali provocava delle ombre spaventose.

   Essendosi accertato che non esisteva alcun guasto meccanico ed era stato esclusivamente il piccolo insetto il responsabile di tutta la confusione, il conducente salì nella locomotiva per riprendere il cammino. Tuttavia, mentre azionava le leve di partenza, uno dei passeggeri urlò a squarciagola:

   — Alt! Non prosegua, sennò moriremo tutti!

   Dal suo finestrino, con la luce di una torcia potente che aveva portato con sé, aveva scorto una grande pietra che ostruiva i binari in una zona non illuminata dal fanale della locomotiva.

   In quel momento essi compresero: non era solo una falena… Una così insolita interruzione dell’itinerario era dovuta a un intervento degli Angeli! Se il treno avesse continuato con la velocità precedente, si sarebbe schiantato violentemente contro un così grande ostacolo e certamente sarebbe deragliato, causando un grave incidente, un’esplosione e, forse, la morte di tutti i passeggeri… Essi si erano salvati per miracolo!

   Convinto della protezione dell’Angelo Custode, che invocava sempre prima dei suoi viaggi, il signor Smirnov dichiarò di essere sicuro che la falena imprigionata nella macchina, molto vicino al fanale, era stata messa lì da mani angeliche per salvarli.

   La pietra era grande e pesante, ed era caduta nel bel mezzo dei binari dove sarebbero dovuti passare. Solo dopo che alcuni contadini dei dintorni riuscirono a rimuoverla con molta fatica, era stato possibile continuare e per questo avevano accumulato il notevole ritardo.

   Abbracciando i nonni, felici e grati verso i loro protettori, Ivan e sua madre raccontarono anche che prima di partire si erano raccomandati a San Michele, il principe delle milizie celesti, affinché ordinasse ai suoi Angeli Custodi di proteggerli durante il percorso.

   Quel viaggio segnò la vita di ciascuno, poiché era servito a infervorare tutti nella devozione degli Angeli, confermandoli nella fede del loro costante aiuto e protezione. (Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2017, n. 172, p. 46 -47)

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