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Tesori della Chiesa

Assaporare già sulla terra le cose del Cielo

Pubblicato 2017/07/05
Autore : Suor Mariana de Oliveira, EP

Che ne sarebbe dell’anima cattolica se facesse parte di una Chiesa carente di Liturgia? È attraverso la pompa dei riti sacri che la voce della grazia si fa sentire, soave e materna, come per dire: “Figlio mio, vieni ad assaggiare un po’ di quello che è...

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   Durante i duemila anni della sua militante, vittoriosa e immortale esistenza, la Santa Chiesa è sempre stata e sempre sarà un riflesso vivissimo dello splendore di Dio. Fecondata dal prezioso Sangue del Redentore, Essa fu fondata al fine di far sì che Cieli e terra, all’unisono, rendessero al Creatore un unico canto di lode.

   Consapevole di questo ruolo di madre, educatrice e regina delle nazioni, la Sposa di Cristo si è prodigata a manifestare la sua bella grandezza nelle cattedrali; la sua attraente pietà nelle immagini e pitture sacre; la sua maestà luminosa e multiforme nelle vetrate. Tuttavia, tutto questo manifesta una bellezza statica. Tali elementi catturano senza dubbio lo spirito del fedele che si approccia a loro, ma sono solo figure e attributi che indicano una realtà molto più alta.

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La Liturgia è fatta affinché l’uomo si dimentichi momentaneamente della piccolezza della vita
quotidiana e si immerga nell’atmosfera celeste, per la quale è stato creato

Momenti di Messe celebrate nella Basilica della Madonna del Rosario, Caieiras (Brasile);
in fondo alla pagina, interno della Basilica della Madonna del Rosario di Fatima, Cotia (Brasile)

 Che realtà è questa?

   Per spiegarla, immaginiamo che sia dato a qualcuno il dono di una visita al Paradiso Celeste. Arrivando là, potrebbe trovare i palazzi splendenti dei Santi, i giardini dotati di una singolarissima varietà di fiori e profumi, superando tutto quanto la terra ha già dato nella sua pienezza, o, allora, si troverebbe di fronte a mari calmi e limpidi, più simili a zaffiri sciolti. Tuttavia, se tutta questa estasiante serie di sublimità fosse deserta, priva di vita, movimento e suono, sarebbe forse completa la gioia di quel visitatore? 

   Così sarebbe anche l’anima cattolica se facesse parte di una Chiesa sprovvista di Liturgia, perché è attraverso la pompa dei riti sacri che la voce della grazia si fa sentire soave e materna come a dire: “Figlio mio, vieni ad assaggiare un po’ di quello che è il Cielo”…

   Sia nell’armonia ora soave, ora grave, ora gloriosa delle musiche; sia nella sacralità compassata dei movimenti del celebrante e di coloro che servono all’altare; sia nel fumo profumato dell’incenso che si eleva pieno di nobiltà, come la preghiera del giusto a Dio; sia, infine, nella bellezza tante volte sconvolgente degli oggetti sacri, la Liturgia è fatta perché l’uomo si dimentichi momentaneamente della piccolezza della vita quotidiana, e si immerga nell’atmosfera celeste per la quale è stato creato.

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La dignità e la ricchezza dei riti e degli strumenti liturgici non riflette opulenza od ostentazione, ma il desiderio di glorificare il nostro Padre e Creatore

Mitra del XVII sec., Museo della Cattedrale di Cracovia; paramenti e arredi sacri utilizzati
nella Basilica della Madonna del Rosario, Caieiras (Brasile)

   “Al Signore trionfante conviene tutta la gloria”,1 recitiamo nell’Ufficio Divino. La dignità e la ricchezza dei riti e degli strumenti liturgici non riflettono opulenza e ostentazione, ma il desiderio di glorificare nostro Padre e Creatore. Questo desiderio deve essere presente sia in una cerimonia pontificia sia nella più modesta delle Celebrazioni Eucaristiche, poiché tutte loro costituiscono per il cattolico incoraggiamento per l’anima, sicurezza per i suoi passi e vigore per la sua vita. 

   La Liturgia potrebbe essere vista anche, in modo analogo, come una ripetizione di quelle ineffabili conversazioni che Dio aveva con l’uomo in Paradiso “alla brezza del giorno” (Gn 3, 8) prima della sua orribile caduta. È partecipando a essa che il fedele può provare e vedere la soavità del Signore, conoscere in qualche modo il Dio sommamente bello, cui serve, e convivere con il Padre indescrivibilmente buono che, già sulla terra, ci dà da assaporare le cose del Cielo. (Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2017, n. 170, p. 50-51)

1 IV SETTIMANA DEL SALTERIO. Inno dell’Ufficio delle Letture. In: COMMISSIONE EPISCOPALE DI TESTI LITURGICI. Liturgia delle Ore. Petrópolis: Vozes; Paulinas; Paulus; Ave-Maria, 2000, vol.III, p.1033.

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