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Santi

Invia lo spirito di Maria Santissima!

Pubblicato 2017/06/09
Autore : Suor Letícia Gonçalves de Sousa, EP

Come attorno a Maria i discepoli del Signore si prepararono a ricevere lo Spirito Santo, così è accanto a Lei che dobbiamo ricevere il diluvio di fuoco del puro amore che a breve sarà attizzato in tutta la terra.

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Espirito.jpg   “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3, 8), disse Gesù a Nicodemo, nella sua famosa conversazione notturna.

   E accomiatandoSi dai suoi discepoli, nell’Ultima Cena, Egli aggiunge: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.” (Gv 14, 16-17).

   Chi è questo spirito di Dio, nel quale Cristo ci ordina di rinascere? Chi è questo Avvocato e Difensore promesso a coloro che seguono Gesù? 

   Se contempliamo le successive epoche storiche, Lo troveremo mentre guida e conduce le anime dei fedeli, agendo in modo a volte inaspettato e misterioso, tuttavia sublime e benefico. Il suo potentissimo modo di agire è quasi sempre molto discreto e dobbiamo ricorrere agli insegnamenti della Teologia per rendercene conto e comprenderlo.

Mistero impossibile da intendere con la ragione naturale

   Tra le verità che la Santa Chiesa ci insegna, spicca il mistero della Santissima Trinità. Esso è “il mistero centrale della Fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. E, pertanto, la fonte di tutti gli altri misteri della Fede”.1

   Fu attraverso la rivelazione di Cristo che abbiamo saputo che Dio è uno in essenza e trino in Persone, poiché la ragione naturale non ci permetterà mai di arrivare a questa conclusione, visto che raggiunge appena “ciò che appartiene all’unità dell’essenza, non alla distinzione delle Persone”.2 Se Egli non Si fosse incarnato, adoreremmo un Essere infinito, creatore e onnipotente, del quale molto poco sapremmo.

   Gesù venne, infatti, al mondo non soltanto per redimerci, ma anche “con l’intento di far sì che conoscessimo la realtà, la realtà della Sua esistenza”.3 Stando tra noi, ci manifestò i misteri della sua Persona e del suo Regno.

   Eppure, è impossibile capire in questa terra, completamente, l’Unità e Trinità di Dio. Questo mistero ci sarà svelato soltanto nella visione beatifica, quando Lo comprenderemo tale come Esso è, anche se “totus sed non totaliter”,4 ossia, tutto ma non totalmente. “Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente” (I Cor 13, 12), afferma l’Apostolo.

Il grande sconosciuto

   Delle tre Persone della Trinità, lo Spirito Santo è per noi, la più sconosciuta. Di questo dà testimonianza lo stesso San Paolo quando, arrivando a Efeso, “trovò alcuni discepoli e disse loro: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?”. Gli risposero: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo!’” (At 19, 1-2).

   Se questa domanda fosse fatta ai nostri giorni, chissà se sarebbe data un’identica risposta da molti battezzati. E questo non può sorprenderci, poiché persino uno dei maggiori teologi domenicani del secolo scorso intitolò il libro da lui dedicato alla Terza Persona della Santissima Trinità come Il grande sconosciuto: lo Spirito Santo e i suoi doni. 5

   Lo Spirito Santo è, di fatto, Dio, identico al Padre e al Figlio, della stessa natura del Padre e del Figlio: “Così come il Verbo di Dio è il Figlio di Dio, anche l’Amore di Dio è lo Spirito Santo”.6 È possibile, tuttavia, conoscerLo meglio se consideriamo il genere d’azione per Lui esercitata sugli uomini.

“Missione” dello Spirito Santo: agire sulle anime

   Alle tre Persone divine, anche se sono sempre inseparabili, si può attribuire come delle “missioni” distinte. Basandosi sulla Rivelazione, la teologia dice che l’opera della creazione è attribuita al Padre (cfr. Sir 1, 8); al Verbo toccherebbe la Redenzione (cfr. Eb 9, 11-12); e allo Spirito Santo la santificazione delle anime (cfr. I Cor 6, 11).

   Dio abita nell’anima in grazia. E “di preferenza si attribuisce questa inabitazione allo Spirito Santo, non per una Sua presenza speciale che non sia comune al Padre e al Figlio, ma per un adeguamento conveniente, dal momento che questa è la grande opera dell’amore di Dio all’uomo, perché lo Spirito Santo è l’Amore essenziale in seno alla Santissima Trinità”.7

   In unione con il Padre e il Figlio, lo Spirito Santo è, dunque, il “l’Ospite dolce dell’anima”.8 In essa risiede come in un vero tabernacolo e a lei trasmette gli effetti della Redenzione, fecondando, coltivando, perfezionando e facendo fruttificare gli infiniti meriti ottenuti da Nostro Signore Gesù Cristo durante la sua Passione. 

   “Egli prende l’anima e la inabita, lavorandola da dentro”.9 E questo non avviene in modo statico: siamo costantemente ispirati da mozioni interiori, grazie e impulsi soprannaturali, manifestazioni evidenti di un’azione intensa di questo dono di Dio, lo Spirito Santo, che orienta e guida quelli che non Gli chiudono le porte del cuore.

   Egli “non abita nella nostra anima in modo passivo e inoperoso, ma per sviluppare in essa un’attività vivissima, orientata a perfezionarla, a poco a poco, e condurla, se essa non pone ostacoli alla sua azione divina, fino alle vette più elevate dell’unione con Dio, in ciò che consiste la santità”.10

   Il grande San Luigi Maria Grignion de Montfort, nel suo celebre Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, solleva un interessante problema trinitario: egli dice che lo Spirito Santo era “sterile in Dio, ossia, Gli era impossibile generare un’altra Persona Divina”.11 Tuttavia, aggiunge, Egli diventò fecondo sposando Maria, poiché in Lei generò Gesù Cristo. Ed è sempre in Lei che Egli “genera tutti i figli di Dio, con la grazia”.12

   Con il fiat di Maria Santissima (cfr. Lc 1, 38) si ebbe, quindi, il più grande miracolo della storia. Il suo sì fu un atto di obbedienza alla volontà dell’Altissimo, che operò in Lei la Maternità Divina, l’Incarnazione del Verbo, per opera dello Spirito Santo. Quanto splendida diventò la Vergine al momento dei suoi sponsali con la Terza Persona della Santissima Trinità! 

Madre affettuosa della Chiesa nascente

   E come Gesù volle venire al mondo per intermediazione della Santissima Vergine, “è per mezzo di Lei che Egli deve regnare nel mondo”.13 Fin dai primordi del Cristianesimo, il sublime ruolo di Maria si rivelò in modo evidente. 

   In uno dei suoi commenti al Vangelo della Solennità di Pentecoste, Mons. João Scognamiglio Clá Dias spiega che “l’essere umano, debilitato dopo il peccato originale, non ha desiderio di elevare lo sguardo alle verità superiori”.14 Tende a volgere gli occhi verso gli aspetti più banali e mediocri della vita, dimenticando la grandiosa vocazione di figli di Dio, cui tutti sono stati chiamati. 

   Ora, “questo problema si pone in forma più acuta a chi ha una vocazione eccezionale, come accadde agli Apostoli: non si rendevano conto che gli spettava la più grande missione della Storia”.15 Dopo la Crocefissione di Nostro Signore Gesù Cristo, essi trascorsero alcuni giorni in preda alla paura. Il Maestro apparve loro risorto in diverse occasioni, tuttavia a loro mancavano grazie efficaci per convertirsi negli eroi della Fede che erano destinati ad essere.

   Tuttavia, mentre timorosi si nascondevano nel Cenacolo, con le porte e le finestre chiuse, gli Apostoli non erano soli: “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù” (At 1, 14). Era giunto il momento che Lei Si manifestasse come Madre affettuosa della Chiesa nascente.

   Era necessario che Gesù ascendesse al Cielo, perché i suoi discepoli, con l’aiuto della Vergine, rompessero una specie di tendine maledetto che li legava alle cose terrene, impedendo loro di volare, e si preparassero, con Lei, alla rottura definitiva con lo spirito del mondo e le cose terrene. Questo è ciò che avvenne il giorno di Pentecoste. 

Trasformati dal fuoco dello Spirito

Rainha de todos os Santos.jpg   Avendogli già scosso interiormente l’anima, poiché rimanevano in comune preghiera, lo Spirito Santo entrò nel Cenacolo in forma di lingue di fuoco (cfr. At 2, 2-3). Una grande fiamma discese su Maria e poi si divise in diverse altre che si posarono su ciascuno dei Apostoli. 

   Fortificati dal fuoco dello Spirito, gli Apostoli e i discepoli cominciarono a predicare con così tanto entusiasmo, forza e sicurezza, che portarono alcuni ad accusarli di essere “ubriachi di vino dolce” (At 2, 13). Senza dubbio, non era un liquore materiale ciò che li inebriava, ma “quello che il linguaggio della Liturgia chiama ‘la casta ebbrezza dello Spirito Santo’: un entusiasmo che non viene dall’intemperanza, ma da una pienezza della temperanza, che fa sì che l’anima, interamente signora di sé e dominata da Dio, proferisca parole così sublimi e dica cose straordinarie”.16

   La discesa di lingue di fuoco fu visibile agli occhi dei mortali, non con l’intento di mostrare la sostanza dello Spirito, “così invisibile e immutabile come il Padre e il Figlio, ma affinché i cuori degli uomini, mossi dai prodigi delle epifanie corporali, si volgessero alla contemplazione di quelle manifestazioni sempre presenti nella misteriosa eternità”.17

   Spinti dall’impeto del Paraclito, gli Apostoli si sparpagliarono per predicare la Buona Novella su tutta la terra, adempiendo al mandato di Cristo (cfr Mc 16, 15). Apparivano nuovi cristiani, che affrontavano con coraggio i pericoli e le persecuzioni, il rifiuto dei governanti e di grande parte del popolo, così come le eresie che sorsero in seno alla Chiesa fin dai primi tempi. Il Difensore suscitava in ogni momento anime disposte a lottare per la gloria di Dio e combattere i mali del loro tempo.

Rinnovate la faccia della terra!

   Giunti ai nostri giorni possiamo chiederci: come è il mondo attuale? Un’enorme crisi regna e dilaga. La mancanza di amore a Dio, e la conseguente violazione della sua Legge, è grave e generalizzata. Avrà lo Spirito Santo chiuso gli occhi per non vedere le calamità del nostro tempo?

   Come Pietro, noi “aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (II Pt 3,13). Si rende necessaria, per questo, una nuova venuta dello Spirito Santo che rinnovi la faccia della terra e accenda nelle anime il fuoco dello zelo per la casa del Signore (cfr. Sal 68, 10).

   “È tempo che tu agisca, Signore; hanno violato la tua legge” (Sal 119, 126), dice il salmista. Quando meno si possa immaginare, il Paraclito tornerà con grande forza per spazzare il male dal mondo con il suo fuoco purificatore e ricostituire tutte le cose in Cristo.

   E così come fu intorno a Maria Santissima che i primi discepoli di Cristo si prepararono a ricevere lo Spirito, è accanto a Lei che le generazioni attuali, molto più debilitate di quella degli Apostoli, si coaguleranno per ricevere il “diluvio di fuoco, dell’amore puro, che Tu devi accendere su tutta la terra, in una maniera così dolce e veemente che tutte le nazioni [...] si accenderanno in esso e si convertiranno”.18

   Non è altra la richiesta della Chiesa da tanti secoli: invia, Signore, il tuo Spirito, e rinnoverai la faccia della terra. E dal momento che Gesù ha voluto essere con noi per mezzo di Maria Santissima, dobbiamo aggiungere a questa supplica: invia, o Gesù, lo spirito di tua Madre, la Vergine Maria, e rinnova, per mezzo di Lei, in Lei e per Lei, la faccia della terra!

1 CCE 234. 2 SAN TOMMASO D’AQUINO. Somma Teologica. I, q.32, a.1. 3 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Omelia nella Solennità della Santissima Trinità. Caieiras, 30 maggio 2010. 4 SAN TOMMASO D’AQUINO, op. cit., q.12, a.7, arg.3. 5 Cfr. ROYO MARÍN, OP, Antonio. El gran desconocido: el Espíritu Santo y sus dones. 6.ed. Madrid: BAC, 1987. 6 SAN TOMMASO D’AQUINO. In Symbolum Apostolorum, a.8. 7 ROYO MARÍN, op. cit., p.71. 8 MESSA DEL GIORNO DI PENTECOSTE. Sequenza. In: MESSALE ROMANO. Parola del Signore I – Lezionario Domenicale (A-B-C). Trad. portoghese della 2a. edizione tipica per il Brasile realizzata e pubblicata dalla CNBB e approvata dalla Sede Apostolica. São Paolo: Paulus, 2004, p.228. 9 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Omelia nella Solennità di Pentecoste. Mairiporã, 27 maggio 2007. 10 ROYO MARÍN, op. cit., p.90. 11 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge, n.20. In: Œuvres Complètes. Paris: Du Seuil, 1966, p.497. 12 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. Omelia nella Solennità della Santa Madre di Dio, Maria. Mairiporã, 1º gennaio 2008. 13 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT, op. cit., n.1, p.487. 14 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. “E rinnoverai la faccia della terra…”. In: L’ inedito sui Vangeli. Città del Vaticano-São Paulo: LEV; Lumen Sapientiæ, 2013, vol.I, p.396. 15 Idem, ibidem. 16 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. O início de uma epopeia! In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno XV. N.170 (Maggio, 2012); p.6. 17 SANT’AGOSTINO. De Trinitate. L.II, c.5, n.10. In: Obras. 2.ed. Madrid: BAC, 1956, vol.V, p.217. 18 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Prière Embrasée, n.17. In: Œuvres Complètes, op. cit., p.681.

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