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Storie per bambini

Pietre vive della Chiesa

Pubblicato 2017/06/08
Autore : Suor Gabriela Victoria Silva Tejada, EP

Le affermazioni di Giovanni e di Anna ridiedero coraggio agli abitanti del villaggio, portandoli a riprendere con tenacia i rispettivi lavori. Ma esse risuonarono anche nelle orecchie del re…

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   Ametà primavera, tutte le famiglie di quel pittoresco villaggio alpino si trovavano riunite presso la piccola cappella del posto, così piccola che riusciva a mala pena a contenere alcune decine di persone. Nell’ultima Settimana Santa era nato nell’anima dei suoi pii abitanti il desiderio di sostituirla con una chiesa di dimensioni maggiori, nella quale l’intero abitato potesse partecipare alla Santa Messa e Nostro Signore Sacramentato fosse accolto più degnamente.

   Quel giorno, il parroco aveva riunito la comunità per dividere le funzioni della costruzione: gli uomini avrebbero lavorato e posato le pietre; i giovani avrebbero cominciato a raccogliere la legna necessaria per le travi del tetto; le donne di casa avrebbero dipinto e verniciato porte e finestre, occupandosi anche di trovare i vetri e le vetrate; e i bambini avrebbero aiutato in quello che era alla loro portata, obbedendo ai loro rispettivi genitori.

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Gli abitanti del villaggio, pieni di entusiasmo, vedevano le pareti della nuova chiesa alzarsi
   Trascorsero i giorni e i mesi. Gli abitanti del villaggio, pieni di entusiasmo, vedevano le pareti della nuova chiesa alzarsi e aspettavano con gioia indescrivibile, la sua inaugurazione. 

   Ciò nonostante, la nube della difficoltà stava per abbattersi su di loro… Trascorso quasi un anno dall’inizio dei lavori, arrivò loro una terribile notizia: il re aveva emesso un decreto, vietando la costruzione di qualsiasi recinto sacro. 

   La tristezza prese possesso del popolo, che aveva ascoltato sconcertato il messaggio del sovrano. L’energia e l’animo, che fino a quel momento li avevano dominati, sembravano averli abbandonati. Nessuno sapeva come riaccendere la fiaccola dell’entusiasmo precedente. Neppure il parroco trovava parole per consolarli…

   Dopo alcuni minuti di profondo silenzio, si alzarono le voci indignate di Anna e Giovanni, i due vivaci gemelli, figli del Sig. Fernando, il catechista:

   — Possono arrivare questo e molti altri decreti a proibire di costruire chiese, noi, però, continueremo con la nostra! – esclamò Giovanni.

   — Questo edificio riflette qualcosa che c’è dentro di noi – continuò Anna – Non ci ha detto il parroco la scorsa domenica che siamo tutti pietre vive che compongono la Chiesa?

   — Proprio così! Pietre vive! – ribatté Giovanni – Possono proibire la costruzione di chiese di pietra, ma nessuno potrà impedirci di continuare a costruire e adornare la Chiesa che è viva in noi!

   Le affermazioni di quelle anime innocenti ridiedero coraggio al popolo e finirono, anche, per risuonare nelle orecchie del re…

   Con il consenso del parroco e confidando nell’aiuto della Divina Provvidenza, gli abitanti del villaggio decisero di continuare i lavori in sordina. Le pareti erano già state costruite e il tetto era quasi pronto. Era possibile concentrare gli sforzi nelle finiture interne, sempre più discrete. Inoltre, la localizzazione dell’abitato, incastonato tra le montagne e lontani dalle strade principali, permetteva loro di procedere senza richiamare l’attenzione.

   Mentre gli adulti riprendevano con tenacia i loro compiti, i bambini, pieni di ardore per le parole di Anna e Giovanni, si assunsero la missione di pregare instancabilmente. E fu quello che fecero!

   I due gemelli riunirono i bambini del villaggio e Giovanni disse loro in un tono solenne:

   — Non impariamo nel catechismo che una delle principali funzioni degli Angeli è quello di essere messaggeri? I nostri Angeli Custodi hanno un potere straordinario e vogliono aiutarci.

   — Soltanto che, per questo– aggiunse Anna –, è necessario che chiediamo il loro aiuto. Se non lo facciamo, loro rimarranno a braccia conserte… Ho un’idea!

   Da allora, Giovanni, Anna e gli altri piccoli del luogo chiesero instancabilmente ai loro Angeli Custodi di ripetere nelle orecchie del re una frase: “Possono proibire la costruzione di chiese di pietra, ma nessuno potrà impedirci di continuare a costruire e adornare la Chiesa che è viva in noi!”

   Correva il tempo e l’impegno con cui essi pregavano dava forza al popolo per continuare l’opera. Tuttavia, le innocenti orazioni infantili avevano anche un effetto invisibile sugli Angeli, che non cessavano un solo istante di influenzare il re…

   Senza che nessuno gli menzionasse il tema, il sovrano cominciò a sentire una dolorosa puntura nell’anima… La proibizione di costruire edifici sacri che aveva decretato, pesava sulla sua coscienza, più delle pietre necessarie per costruire tutte le chiese del regno!

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Poco prima che iniziassero i riti sacri, videro entrare dal fondo della chiesa l’inconfondibile figura del re
   Fu così che stimolato, senza rendersene conto, dalle benefiche voci angeliche, il monarca si pentì profondamente della colpa commessa e, a scopo di riparazione, promulgò un nuovo decreto che revocava il precedente, concedendo, inoltre, benefici e privilegi a chi avesse voluto costruire un nuovo tempio nel suo regno.

   La gioia animò gli abitanti del villaggio! Con più alacrità ancora, progredirono nel loro lavoro e, in un batter d’occhio, terminarono quello che mancava per ultimare il nuovo edificio! 

   Finalmente venne il giorno previsto per l’inaugurazione. Il simbolismo della cerimonia che stava per cominciare consolava e commuoveva i fedeli, e su molti volti emozionati scendevano alcune lacrime, mentre aspettavano l’entrata del celebrante.

   Quale non fu la sorpresa dei presenti quando, poco prima che iniziassero i riti sacri, videro entrare dal fondo della chiesa l’inconfondibile figura del re. Veniva, tuttavia, a piedi, con un seguito molto ridotto e aria penitente. Era talmente pentito di aver firmato quel decreto di proibizione, che aveva deciso di partecipare personalmente alla prima Messa nella prima chiesa eretta nei suoi domini. Voleva dare testimonianza della sua fede, con fervore rinnovato. Egli chiese la parola e disse:

   — Dopo aver proibito la costruzione di chiese, non ho avuto un istante di pace. Giorno e notte sentivo come delle voci che mi dicevano: “Possono proibire la costruzione di chiese di pietra, ma nessuno potrà impedirci di continuare a costruire e adornare la Chiesa che è viva in noi!” Erano, senza dubbio, gli Angeli o forse uno dei miei pii antenati, che mi rimproverava per la mia disposizione…

   In quel momento, un sorriso si delineò sulle labbra di Giovanni, di Anna e degli altri bambini: la missione che essi avevano ordinato ai loro Angeli Custodi era stata compiuta nel miglior modo possibile! E tutti poterono comprendere come, di fatto, siamo pietre vive della Chiesa! (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2017, n. 169, pp. 46 - 47)

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