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Storie per bambini

Piccoli eroi dell’Eucaristia

Pubblicato 2017/04/25
Autore : Lorena Mello da Veiga Lima

Non appena i ladri scomparvero, Beatrice corse a raccontare tutto ai cugini. Nella mente di quei bambini l’unica idea che veniva era quella di difendere Nostro Signore Gesù Cristo…

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Non appena i ladri scomparvero, Beatrice corse a raccontare tutto ai cugini. Nella mente di quei bambini l’unica idea che veniva era quella di difendere Nostro Signore Gesù Cristo…

   Era il primo giorno della novena a Sant’Anselmo, Vescovo di Canterbury e grande Dottore della Chiesa, la cui festa si celebra il 21 aprile. La chiesa matrice del villaggio era piena di paesani che insieme pregavano il loro patrono:

   — Sant’Anselmo, intercedi per noi!

HIC_RAE184_01.jpg   Le preghiere, intercalate da canti di devozione, echeggiavano all’interno del tempio, creando commozione nel cuore dei fedeli. Tra questi c’erano tre bambini che seguivano ogni cosa con enorme fervore, mentre si raccomandavano al santo Vescovo, chiedendogli la grazia che desideravano di più: fare la Prima Comunione. Erano: Leonardo, di sette anni, Filippo, di sei e sua cugina Beatrice, anche lei di sette anni.

   Alla vigilia della solennità, la novena si sarebbe svolta prima, per dar tempo alla processione di percorrere tutto il villaggio. I piccoli uscirono lesti da scuola per prendere uno spuntino veloce nel parco, prima di dirigersi verso la matrice. Mentre facevano merenda, Beatrice vide alcuni fiori molto belli e volle coglierne alcuni per portarli alla cerimonia. 

   Avvicinandosi, osservò quattro uomini strani nascosti tra gli arbusti. Parlavano a voce bassa, si guardavano intorno, timorosi di essere osservati, scoppiando in risate soffocate e sinistre. La bambina, allora, sentì una voce grave e roca dire:

   — Questo tale Anselmo è una bugia inventata dal parroco! E l’Eucaristia, una menzogna ancora più grande. Quando domani troveranno la chiesa scassinata, sapranno che niente di tutto ciò esiste!…

   — Non resterà nemmeno un’Ostia perché essi possano commemorare il loro patrono! Porteremo via tutto quello che troviamo nel tabernacolo – continuava un altro.

   — Smettetela di dire sciocchezze! – intervenne il più vecchio – Invece di fare commenti idioti, combiniamo a che ora comincerà la “festa”.

   Dopo una breve discussione, uno disse:

   — All’una stanotte! A quell’ora tutti staranno dormendo…

   I ladri assentirono e scomparvero. Beatrice era immobile, spaventatissima per quello che aveva appena sentito dire. Dopo essersi assicurata di essere sola, corse a raccontare tutto ai cugini.

   Filippo non ebbe dubbi:

   — Difendiamo Nostro Signore Gesù Cristo! Saremo eroi dell’Eucaristia!

   Leonardo, però, era più cauto:

   — Non possiamo fare sciocchezze! Dobbiamo avvisare qualcuno più grande di noi. Non sarebbe meglio parlarne ai nostri genitori?

   — Leonardo, non capisci? È un’occasione unica per noi! Se difenderemo il Santissimo Sacramento da questi cattivi, il parroco ci lascerà fare subito la Prima Comunione! – replicò Filippo.

   — No, no, Filippo! – disse Beatrice – Non siamo in condizione di affrontarli. Che cosa sono tre bambinelli di fronte a dei banditi di questo genere?

   Filippo esclamò indignato:

   — Con Nostro Signore Gesù Cristo e la Madonna al nostro fianco, oltre a Sant’Anselmo, possiamo fare tutto! Come potete avere dei dubbi?

   Leonardo e Beatrice abbassarono il capo provando vergogna… Infine, Leonardo ruppe il silenzio:

   — Ho un’idea! Facciamo un esercito di bambini. Riuniamo i nostri compagni che non hanno ancora fatto la Prima Comunione e difendiamo insieme Nostro Signore!

   Dopo aver accettato all’unanimità la proposta, corsero fino alla chiesa matrice, dove la processione era già formata per iniziare il corteo. In tutta fretta cominciarono a convocare, uno per uno, i membri del futuro “esercito di piccoli”, arrivando al numero di sedici. Tutti erano pieni di contentezza per una così insolita incombenza!

   — Che grazia formidabile Sant’Anselmo ci concede! – esclamava uno.

   — Difenderemo Dio stesso! – commentava un altro. Una delle bambine più piccole che erano lì, Sofia, di appena cinque anni, ammonì con voce decisa:

   — Ma, amici, prepariamoci! Può darsi che Nostro Signore ci voglia martiri!

HIC_RAE184_02.jpg   Sentendo tali parole, gli altri quindici si meravigliarono! Nelle loro menti era venuta soltanto l’idea di difendere Nostro Signore Gesù Cristo, e non gli era venuto in mente che avrebbero potuto sacrificare le loro vite per Lui… Di fronte a questa prospettiva, si riempirono ancor più di coraggio, estasiati alla possibilità che quella notte sarebbero potuti volare in Cielo!

   Terminata la processione, i bambini si riunirono per pregare davanti al tabernacolo, al fine di chiedere forze e grazie per il compimento della missione. I genitori e conoscenti osservavano curiosi, senza, tuttavia, chiedere niente.

   A mezzanotte uscirono da casa di nascosto, in punta di piedi, chiedendo ai loro Angeli Custodi che nessuno li vedesse, e si trovarono a due isolati dalla chiesa, per dirigersi fin là tutti insieme.

   Filippo e Sofia, i più piccoli del gruppo, penetrarono nel tempio per una finestra semichiusa e aprirono la porta della sacrestia. Dopo che l’“esercito” fu entrato, sprangarono di nuovo la porta e restarono in attesa dei criminali, in preghiera davanti al tabernacolo illuminato soltanto dalla luce della lampada.

   All’una e dieci di notte sentirono un rumore proveniente dalla porta laterale destra. Con i loro strumenti d’assalto i banditi sfondarono la porta e irruppero nel santuario. Non videro nessuno, poiché i piccoli “soldati” rimasero accovacciati dietro l’altare. Quell’infantile e valente “battaglione” aveva il cuore che batteva a mille. Alcuni pensavano che a breve sarebbero stati uccisi e si sentivano già in Paradiso!

   Quando i mascalzoni si avvicinarono all’altare, tutti piombarono su di loro. Le anime innocenti di quei bambini non si preoccuparono nemmeno di procurarsi qualche strumento per difendersi… Tutto quello che avevano, era la fede in Nostro Signore e nell’intercessione di sua Madre Santissima, come anche in quella di Sant’Anselmo.

   I malviventi s’impaurirono di fronte a tanta audacia! Colti dalla sorpresa e dalla rabbia, cominciarono a picchiare le loro vittime innocenti, ma il rumore e le grida svegliarono il sacrestano, che accese le luci della chiesa, mettendo così in fuga i banditi impauriti, che furono catturati dalla polizia.

   Vari bambini rimasero molto ammaccati. Sofia, la più colpita, dovette essere trasportata in fretta a casa del medico, dove fu sottoposta a medicazioni dolorose. Si potrebbe dire che la tragedia avesse sfiorato loro e le rispettive famiglie.

   Invece, le cose andarono diversamente… La festa di Sant’Anselmo non fu mai così gioiosa come quell’anno, poiché l’eroismo dei bambini aveva risvegliato l’entusiasmo dei fedeli. Durante la Messa, essi occuparono i primi banchi, ornati da bende e medicazioni, che avevano l’aspetto di gloriose condecorazioni!

   E alla fine della celebrazione, prima di dare la benedizione finale, il parroco annunciò loro, come premio, la tanto attesa notizia: poiché avevano dato dimostrazione di tanta devozione e ardore eucaristico, i piccoli eroi avrebbero ricevuto la Prima Comunione non appena si fossero ristabiliti. (Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2017, n. 167, pp. 46 - 47)

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