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Voce del Papa

Maria è Madre della Chiesa

Pubblicato 2017/04/25
Autore : Redazione

“Il capo e le membra nascono da una stessa madre” ci ricorda San Luigi Maria Grignion de Montfort. I battezzati sono uniti in modo tale che un vero figlio della Chiesa deve avere Dio per Padre e Maria per Madre.

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“Il capo e le membra nascono da una stessa madre” ci ricorda San Luigi Maria Grignion de Montfort. I battezzati sono uniti in modo tale che un vero figlio della Chiesa deve avere Dio per Padre e Maria per Madre.

   Centosessant’anni or sono veniva resa pubblica un’opera destinata a diventare un classico della spiritualità mariana. San Luigi Maria Grignion de Montfort compose il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine agli inizi del 1700, ma il manoscritto rimase praticamente sconosciuto per oltre un secolo. Quando finalmente, quasi per caso, nel 1842 fu scoperto e nel 1843 pubblicato, ebbe un immediato successo, rivelandosi un’opera di straordinaria efficacia nella diffusione della “vera devozione” alla Vergine Santissima.

Il mio stemma episcopale è ispirato in questa dottrina

Vaticano_Mater_Ecclesiae_51-ori.jpg   Io stesso, negli anni della mia giovinezza, trassi un grande aiuto dalla lettura di questo libro, nel quale “trovai la risposta alle mie perplessità” dovute al timore che il culto per Maria, “dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del culto dovuto a Cristo” (Dono e mistero, p.38). Sotto la guida sapiente di san Luigi Maria compresi che, se si vive il mistero di Maria in Cristo, tale rischio non sussiste. Il pensiero mariologico del Santo, infatti, “è radicato nel Mistero trinitario e nella verità dell’Incarnazione del Verbo di Dio” (Idem, ibidem).

   La Chiesa, fin dalle sue origini, e specialmente nei momenti più difficili, ha contemplato con particolare intensità uno degli avvenimenti della Passione di Gesù Cristo riferito da san Giovanni: “Stavano presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa, e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la Madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla Madre: ‘Donna, ecco il tuo figlio!’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco la tua Madre!’. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19, 25-27). 

   Lungo la sua storia, il Popolo di Dio ha sperimentato questo dono fatto da Gesù crocifisso: il dono di sua Madre. Maria Santissima è veramente Madre nostra, che ci accompagna nel nostro pellegrinaggio di fede, speranza e carità verso l’unione sempre più intensa con Cristo, unico salvatore e mediatore della salvezza (cfr. Lumen gentium, n.60; 62).

Com’è noto, nel mio stemma episcopale, che è l’illustrazione simbolica del testo evangelico appena citato, il motto Totus tuus è ispirato alla dottrina di San Luigi Maria Grignion de Montfort (cfr. Dono e mistero, p.38-39; Rosarium Virginis Mariæ, n.15). Queste due parole esprimono l’appartenenza totale a Gesù per mezzo di Maria: “Tuus totus ego sum, et omnia mea tua sunt”, scrive san Luigi Maria; e traduce: “Io sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio ti appartiene, mio amabile Gesù, per mezzo di Maria, tua santa Madre” (Trattato della vera devozione, n.233). […]

Paolo VI L’ha proclamata Madre della Chiesa

   Secondo le parole del Concilio Vaticano II, Maria “è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa e sua immagine ed eccellentissimo modello nella fede e nella carità” (Cost. Lumen gentium, 53). La Madre del Redentore è anche redenta da lui, in modo unico nella sua immacolata concezione, e ci ha preceduto in quell’ascolto credente e amante della Parola di Dio che rende beati (cfr. Idem, n.58).

   Anche per questo, Maria “è intimamente unita alla Chiesa: la Madre di Dio è la figura (typus) della Chiesa, come già insegnava sant’Ambrogio, nell’ordine cioè della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo. Infatti, nel mistero della Chiesa, la quale pure è giustamente chiamata madre e vergine, la Beata Vergine Maria è la prima, dando in maniera eminente e singolare l’esempio della vergine e della madre” (ibid,. n.63).

   Lo stesso Concilio contempla Maria come Madre delle membra di Cristo (cfr. ibid., n.53; 62), e così Paolo VI l’ha proclamata Madre della Chiesa. La dottrina del Corpo mistico, che esprime nel modo più forte l’unione di Cristo con la Chiesa, è anche il fondamento biblico di questa affermazione. “Il capo e le membra nascono da una stessa madre” (Trattato della vera devozione, n.32), ci ricorda san Luigi Maria. In questo senso diciamo che, per opera dello Spirito Santo, le membra sono unite e conformate a Cristo Capo, Figlio del Padre e di Maria, in modo tale che “ogni vero figlio della Chiesa deve avere Dio per Padre e Maria per Madre” (Segreto di Maria, n.11).

   In Cristo, Figlio unigenito, siamo realmente figli del Padre e, allo stesso tempo, figli di Maria e della Chiesa. Nella nascita verginale di Gesù, in qualche modo è tutta l’umanità che rinasce. Alla Madre del Signore “possono essere applicate, in modo più vero di quanto San Paolo le applichi a se stesso, queste parole: “Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore, finché non sia formato Cristo in voi” (Gal 4,19). Partorisco ogni giorno i figli di Dio, fin quando in loro non sia formato Gesù Cristo, mio Figlio, nella pienezza della sua età” (Trattato della vera devozione, n.33). Questa dottrina trova la sua più bella espressione nella preghiera: “O Spirito Santo, concedimi una grande devozione ed una grande inclinazione verso Maria, un solido appoggio sul suo seno materno ed un assiduo ricorso alla sua misericordia, affinché in lei tu abbia a formare Gesù dentro di me” (Segreto di Maria, n.67). […]

La Chiesa aspetta la venuta gloriosa di Gesù

   Lo Spirito Santo invita Maria a “riprodursi” nei suoi eletti, estendendo in essi le radici della sua “fede invincibile”, ma anche della sua “ferma speranza” (cfr. Trattato della vera devozione, n.34). 

   Lo ha ricordato il Concilio Vaticano II: “La Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è l’immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in marcia, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (Lumen gentium, n.68). Questa dimensione escatologica è contemplata da san Luigi Maria specialmente quando parla dei “santi degli ultimi tempi”, formati dalla Santa Vergine per portare nella Chiesa la vittoria di Cristo sulle forze del male (cfr. Trattato della vera devozione, n.49-59).

   Non si tratta in alcun modo di una forma di “millenarismo”, ma del senso profondo dell’indole escatologica della Chiesa, legata all’unicità e universalità salvifica di Gesù Cristo. La Chiesa attende la venuta gloriosa di Gesù alla fine dei tempi. Come Maria e con Maria, i santi sono nella Chiesa e per la Chiesa, per far risplendere la sua santità, per estendere fino ai confini del mondo e fino alla fine dei tempi l’opera di Cristo, unico Salvatore. […] 

   Insieme alla Santa Vergine, con lo stesso cuore di madre, la Chiesa prega, spera e intercede per la salvezza di tutti gli uomini. Sono le ultime parole della Costituzione Lumen gentium: “Tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla Madre di Dio e Madre degli uomini, perché Ella, che con le sue preghiere aiutò le primizie della Chiesa, anche ora in cielo esaltata sopra tutti i beati e gli angeli, nella Comunione di tutti i santi interceda presso il Figlio suo, finché tutte le famiglie dei popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, nella pace e nella concordia siano felicemente riunite in un solo Popolo di Dio, a gloria della Santissima e indivisibile Trinità” (n.69). (Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2017, n. 167, pp. 6-7)

San Giovanni Paolo II. Estratto dalla “Lettera alle famiglie monfortane sulla dottrina del loro fondatore”, 13/1/2004

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