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Storie per bambini

Sollievo da un terribile rimorso

Pubblicato 2017/03/02
Autore : Marcela Rodrigues

C’era un problema che tormentava giorno e notte la coscienza di Martino: dov’era l’anima della sua piccola Marianna? E se, per colpa sua, non fosse riuscita a raggiungere il paradiso?

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Gretel, a governanta, era uma pessoa de fé.jpg  Di buon mattino, al rintocco delle campane della chiesa madre, Giuseppina si affrettò ad andare a messa di nascosto da Martino, suo marito, che non tollerava alcuna pratica religiosa. Era molto preoccupata, perché sua figlia Marianna, che aveva meno di un anno, soffriva di una malattia misteriosa, sconosciuta ai medici del villaggio. Lasciò la bimba con Gretel, la governante, e supplicò Gesù Sacramentato di poter battezzare subito sua figlia, dato che, nonostante l’insistenza di parenti e vicini, l’orgoglioso e arrogante Martino non permetteva che ricevesse il Sacramento che l’avrebbe resa figlia di Dio.

  Gretel era una persona di fede e cercava di aiutare Giuseppina nel suo intento, offrendosi persino di portare di nascosto la bimba in parrocchia mentre il padre era a lavoro nei campi. All’inizio la caritatevole madre non accettò per paura che il marito lo venisse a sapere e cacciasse la governante. La governante, però, escogitò il modo di portarla in chiesa senza che lui lo scoprisse, con il consenso di Giuseppina.

  Poche settimane dopo, la situazione della bimba si aggravò e, sconfitta dalla malattia, lasciò il mondo terreno. Sua madre non tardò molto a seguirla, vittima della stessa rara malattia.

  Con il passare degli anni Martino affondava sempre di più nel materialismo. L’unica cosa importante per lui era il vigneto, che aveva ereditato dalla famiglia della sua defunta moglie, e la produzione del vino. Si sforzava in tutti i modi di aumentare la produzione e, apparentemente, tutto andava per il meglio. Fino a che, un giorno, uno dei suoi contadini si presentò a lui dicendo:

— Signore, vengo da parte di tutti i lavoratori del suo terreno per comunicarle una pessima notizia: da più di una settimana un’infestazione di insetti sta distruggendo il vigneto. Abbiamo provato a sterminarli in tutti i modi possibili, ma invano: ad ogni tentativo, continuano a proliferare. Non sappiamo cosa fare. Se continua così, il prossimo raccolto andrà perso.

  Indignato, Martino gli ordinò di tornare al campo e risolvere la situazione insieme agli altri, se non volevano essere tutti licenziati. Il contadino rispose:

— Signore, mi dispiace dirlo... ma pensiamo tutti si tratti di un castigo di Dio per la sua ostinazione a vivere lontano da Lui. Quindi volevamo farle una proposta. Faremo un voto alla Santissima Vergine, affinché ci aiuti ad estirpare la piaga a condizione che, se le nostre preghiere saranno esaudite, lei ritorni alla Religione Cattolica. Accetta?

  Il padrone prese le parole del contadino come frutto dell’ignoranza, tuttavia decise di acconsentire. Accettando la proposta, i contadini si sarebbero impegnati a lavorare assiduamente nella vigna e nel frattempo lui avrebbe pensato ad una soluzione scientifica per risolvere il problema. Ai suoi occhi, quei contadini ricorrevano alla superstizione per spiegare ciò che non capivano, ma di sicuro nella capitale non sarebbero mancati agronomi in grado di risolvere qualsiasi problema, per quanto grave.

  Due giorni dopo, mentre si preparava a partire per incontrare uno di quegli specialisti, Martino ricevette la visita di tutti i suoi lavoratori. Esultanti, venivano a dirgli che doveva accompagnarli in chiesa per cantare tutti insieme il Te Deum. La piaga era stata sconfitta e l’uva si moltiplicava prodigiosamente. Si dovevano ordinare subito altri cesti e assumere altri braccianti per la raccolta.

  Il vignaiolo, incredulo, volle accertarsi lui stesso della veridicità del racconto. Corse fino al suo terreno, e dopo averlo percorso tutto, cadde in ginocchio esterrefatto. Non aveva mai visto niente del genere: ciò che stava contemplando era la realizzazione dei sogni del produttore più esigente.

  Lo si udì emettere alcuni singhiozzi e, poco dopo, battersi forte il petto. Dopo pochi istanti, Martino scoppiò a piangere. A voce alta, chiese perdono alla Santissima Vergine per aver chiuso per così tanti anni le porte alla grazia e, dopo essersi alzato, andò a cercare il parroco per riconciliarsi con Dio.

Padre, como vou rezar por alguém que já faleceu.jpg  Fece una buona Confessione generale e diventò un fervente cattolico. Però un problema gli tormentava la coscienza giorno e notte: dov’era l’anima della sua piccola Marianna, visto che non le aveva permesso di essere battezzata? Afflitto, pensava: “E se, per colpa mia, lei non riuscisse ad andare in paradiso?”

  Non potendo più sopportare il rimorso, andò a parlare con Fra Cristiano, un monaco cappuccino noto per la sua grande virtù, e gli espose il suo caso. Il pio sacerdote gli suggerì di pregare con dedizione per l’anima di sua figlia, e di assistere a molte messe pregando per lei.

— Frate, come posso pregare per qualcuno che è morto da più di cinque anni fa? Cosa può fare Dio ora, per cose successe nel passato? - chiese Martino.

— Figlio mio, per Dio, passato e futuro non esistono. Nell’eternità, tutto è presente. Prega per lei, c’è ancora tempo.

  Rassicurato dal consiglio del sacerdote, tornò a casa. Da quel momento, per molti anni bombardò il Cielo con preghiere incessanti. Andava a innumerevoli messe durante la settimana, e chiedeva a tutti i preti o religiosi che incontrava per strada di pregare per l’anima della figlia.

  Un giorno, Gretel andò a visitarlo. Martino fu felice di vederla, perché gli ricordava molto Giuseppina e Marianna, e le raccontò della sua conversione. Con grande gioia, la governante disse:

— Deve sapere che in tutti questi anni ho pregato tutti i giorni per la sua conversione e ora vedo che Dio ha ascoltato le mie suppliche.

  Dopo aver parlato di vari argomenti, lui le confidò la tremenda angustia che covava nel cuore.

— Non si preoccupi signor Martino, Marianna è in paradiso, a godere della visione beatifica e a vegliare su di noi! Chissà, forse è stata proprio lei a ottenere la conversione di suo padre.

— Come può esserne così sicura? Non è stata battezzata...

  Gretel gli spiegò che, d’accordo con Giuseppina, aveva portato la bimba alla chiesa madre per ricevere il Sacramento pochi giorni prima della sua morte. E aggiunse:

— Chissà, forse questo è avvenuto proprio grazie alle sue preghiere.

  Martino era fuori di sé dalla contentezza! Fra Cristiano non si era sbagliato riguardo al valore retroattivo della preghiera. Da quel momento la sua anima trovò pace, e non si allontanò mai più da Dio e dai Sacramenti.

(Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2017, n. 165, pp. 46 - 47)

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