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Tesori della Chiesa

I riti e cerimonie della Santa Chiesa Cattolica: Nostalgia anticipata della Patria Celeste

Pubblicato 2016/12/14
Autore : Suor Michelle Sangy, EP

La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio

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La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio

Suor Michelle Sangy, EP

Creato a immagine e somi-glianza di Dio, possessore di un corpo materiale e di un'a-nima spirituale, l'uomo è la più complessa delle creature. L'integri-tà della sua natura richiede l'unione tra corpo e anima. Egli è, di conseguenza, sottomesso a tutte le leggi della mate-ria, tendendo, tuttavia, a un ideale im-materiale e superiore.

La vita in società e i riti


A causa della sua razionalità, l'uo-mo possiede una natura eminente-mente sociale. Per questo, dai primi barlumi della ragione, quando le sue idee cominciano a svilupparsi, si risve-glia in lui il desiderio di portarle alla luce, di comunicarle agli altri e, in que-sto rapporto con gli altri, si modellano rilevanti aspetti della sua personalità.

presentazione_di_gesu.jpg
Roma Gesu tra i dottori.jpg
Nostro Signore ha voluto rispettare i riti esistenti del
popolo eletto, rinnovandoli e santificandoli
 

Per esporre e comunicare ai si-mili ciò che ha dentro al suo ani-mo, l'essere umano utilizza segni che possono essere naturali o con-venzionali, verbali, gestuali o comu-nica per mezzo di rappresentazioni grafiche. Questi, diventando segni molteplici, vanno a costituire riti, di maggiore o minore solennità ed ele-vazione, formando nel loro insieme quello che abitualmente chiamiamo etichetta o protocollo sociale.

L'importanza di questo insieme di segni è tale che certi autori arrivano ad affermare: "Il gruppo esprime la sua identità soprattutto attraverso i riti".1 Infatti, gli atti della quotidia-nità di qualunque comunità, appa-rentemente così ordinari, rivelano, se analizzati in modo corretto, un qual-cosa di grande valore per la società e per ogni individuo in particolare.
I riti ordinano e danno una gerar-chia al procedere dell'uomo. Senza di loro la nostra natura, corrotta dalla caduta originale, perde i suoi rife-rimenti più immediati e finisce per provocare nevrosi, come quelle che tormentano molte persone oggi.

Gli antichi riti religiosi

Se gli uomini hanno creato riti e cerimonie per trasmettere il loro pensiero e manifestare la loro inte-riorità agli altri, molto più lo hanno fatto per esternare la riverenza e ve-nerazione per le cose sacre cui aspi-ra ogni cuore umano.
Presso i popoli dell'Antichità, il culto aveva numerose variazioni e modalità, però, tutte quante con-dividevano un medesimo significa-to: la rappresentazione di un'azio-ne divina, allo scopo di ottenere un bene sacro e glorificare l'essere su-periore oggetto del loro culto.2 Al-cuni facevano questo in un modo molto complesso; altri, con sem-plici atteggiamenti come il gesto di unire le mani.

Tra i popoli antichi, il Dio vero ne scelse uno per Sé, Israele (cfr. Es 6, 7), rendendo le sue azioni le più degne e sublimi rispetto a tutti gli al-tri. Era desiderio dell'Altissimo par-lare con lui, "comunicargli la sua santa Legge, dargli una costituzione religiosa, politica e civile, costituir-lo in tutti gli aspetti come popolo di Dio e fortificarlo, così solidamente, affinché fosse capace di conservare, in mezzo al mondo pagano, il sacro tesoro della divina ,".3

Le Sacre Scritture mostrano come il Signore chiedeva agli isra-eliti che abbandonassero i costumi pagani e assimilassero i precetti in-segnati dal loro Creatore. San Tom-maso d'Aquino4 spiega che gli uomi-ni dell'Antica Legge erano divisi tra coloro che tendevano all'idolatria e altri inclini al bene. Per condurre sia gli uni che gli altri sul buon cam-mino, era necessario istituire diver-si cerimoniali che allontanassero gli uomini dalle pratiche idolatriche e li istruissero e perfezionassero nella loro relazione con l'Altissimo.

Nel Nuovo Testamento

Nella pienezza dei tempi, Nostro Signore Gesù Cristo venne al mondo a portare la Buona Novella, anelata da secoli, e portare la Leg-ge alla perfezione. Egli non è venu-to ad abolire l'Antica Legge (cfr. Mt 5, 17). Ha voluto, al contrario, ri-spettare i riti esistenti tra il popolo eletto, rinnovandoli e santificandoli.

Già nei Suoi primi giorni di vita, Nostro Signore ha voluto sottomet-terSi al rito della circoncisione, segno dell'alleanza fatta da Dio con Abramo (cfr. Gen 17, 10-12). In esso ha ricevu-to "il nome che è al di sopra di ogni altro nome" (Fl 2, 9): Gesù, che signi-fica Salvatore, giacché Gli "era stato concesso questo dono gratuito di sal-vare tutti gli uomini".5 Le gocce del Suo prezioso Sangue così offerte fu-rono il preannuncio di quelle che con tanta abbondanza più tardi avrebbe dovuto versare nella sua Passione.

Un altro cerimoniale prescritto da Mosè e realizzato all'epoca di Gesù era che ogni donna, dopo aver dato alla luce un figlio, doveva presentarsi al Tempio, dopo quaranta giorni, per purificarsi. In quell'occasione offriva al sacerdote in olocausto un agnello di un anno, che simboleggiava l'unione con Dio, e una colomba come sacrificio per il peccato. Nel caso la famiglia non fosse in buone condizioni finanziarie, la Legge prescriveva di offrire soltanto due tortore o due colom-belle, una per l'olocausto e l'altra come sacrificio per il peccato (cfr. Lv 12, 8). E se il figlio era primogenito, avrebbe dovuto essere consacrato al Signore (cfr. Es 13, 12).

A questa cerimonia volle sotto-porSi anche Cristo, obbedendo anco-ra una volta alla Legge, sebbene non ci fosse motivo per questo. Sua Ma-dre aveva concepito per opera dello Spirito Santo e non si applicava in al-cun modo a Lei la legge della purifi-cazione; e Lui, essendo il Signore del Cielo e della Terra, non avrebbe mai avuto bisogno di alcun riscatto.
Possiamo menzionare ancora l'andata della Sacra Famiglia a Ge-rusalemme in occasione della festa di Pasqua, descritta da San Luca. Gesù avendo compiuto i 12 anni, era obbligato a seguire Maria e Giu-seppe in questo viaggio, poiché, rag-giunta questa età, ogni giovane isra-elita diventava "figlio del precetto" o "figlio della legge", soggetto alle prescrizioni della Legge Mosaica, incluse quelle più pesanti, come il digiuno e i pellegrinaggi al Tempio.

Queste sono alcune delle testi-monianze note sulla sottomissione del Salvatore alla Legge durante la sua infanzia. Tuttavia, "avanzando in età, faceva opere più perfette per mostrarSi vero Uomo, sia nelle cose che riguardano Dio, sia in quelle che riguardano gli uomini".

Messa solenne nella Basilica.jpg

Nel corso dei secoli, la Sposa Mistica di Cristo
ha arricchito i riti e le celebrazioni

Riti e cerimoniali nati dalla Santa Chiesa

Affinché i riti istituiti da Nostro Si-gnore raggiungessero esternamente lo splendore atteso, è stato necessario un periodo di sviluppo ed espansio-ne, durante il quale la Chiesa ampliò, esplicitò e perfezionò il cerimoniale dei Sacramenti, da Lui direttamente istituiti, e gli altri atti liturgici.

Custode in questa Terra dei sacri misteri del Redentore, la Sposa Mi-stica di Cristo ha raffinato nel corso dei secoli i riti e le celebrazioni solenni, offrendo opportunità di con-forto spirituale e di veri incontri con Dio. Non è nient'altro che questo il ruolo della bellezza dei templi, del-la magnificenza dei paramenti e del-le vestizioni liturgiche e religiose, dell'armonia dei canti sacri, del gio-co di luci delle vetrate sopra la nuvo-la profumata dell'incenso o, ancora, della perfezione dei gesti calmi, si-curi e compenetrati che devono ave-re i ministri del Signore.

Ma non ha fatto solo questo. Ec-cellente formatrice delle nazioni, la Santa Chiesa ha continuato a spar-gere il sublime aroma dell'elevazio-ne dell'anima e dell'amore per la perfezione attraverso le sue cerimo-nie, e impregnando tutta la socie-tà temporale. L'azione benefica dei monasteri ha modellato l'Occidente, producendo frutti di santità, spiri-tualità e buoni costumi caratteristi-ci della Civiltà Cristiana.

Di fondamentale importanza è, dunque, il cerimoniale della Chiesa nella sacralizzazione della società. Attraverso i simboli rivestiti di bellezza, esso trasmette le verità del-la Fede ai fedeli con maggiore effi-cacia della semplice catechizzazione dottrinale. È quanto afferma Papa Pio XI: "Più che i solenni documen-ti del Magistero ecclesiastico, han-no efficacia nell'informare il popolo nelle cose della fede e nel sollevarlo alle gioie interne della vita le annua-li festività dei sacri misteri".7

Fonte di ricchezza anche per questo mondo, nostra Terra di esi-lio, le cerimonie della Chiesa ci aiutano, soprattutto, ad avere no-stalgia anticipata della Patria Cele-ste, della convivenza eterna con il Creatore.(Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2016, n. 161, pp. 36 a 38)

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