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Storia della Chiesa

La tromba dorata

Pubblicato 2016/10/04
Autore : Gustavo Adolfo Kralj

Spesso il destino di una nazione è nelle mani di un piccolo gruppo di eroi, o di una sola persona. Dal suo zelo e coraggio può dipendere il futuro di un intero popolo.

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Spesso il destino di una nazione è nelle mani di un piccolo gruppo di eroi, o di una sola persona. Dal suo zelo e coraggio può dipendere il futuro di un intero popolo.

Gustavo Adolfo Kralj

Consumato il sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo, era stata uccisa la morte e la Luce aveva vinto le tenebre, nella sfera soprannaturale. Tuttavia, era compito degli Apostoli, discepoli e dei suoi seguaci portare ai quattro angoli della terra l’annuncio della Buona Novella, essere araldi del Vangelo, rendendo effettivo il Regno di Cristo.Dobrawa.jpg

Così, grazie al loro zelo missionario, un popolo dopo l’altro stava entrando nel seno della Santa Chiesa, per le vie più svariate.

Profonde radici Cristiane del popolo polacco

La Polonia, oggi una delle nazioni più cattoliche, venne annoverata tra i popoli cristiani nel 966 con la conversione di Miecislao I, grazie alla collaborazione di sua moglie, Dubravca di Boemia, una zelante cattolica.

Fu sempre lui che pose le basi del paese. Aggiungendo la Pomerania e la Slesia alle terre dominate dalla tribù dei polani, sorse un ducato, che più tardi si sarebbe trasformato in regno. Possiamo affermare, quindi, che la Polonia fu battezzata subito dopo la sua nascita.

In questo popolo, la Civiltà Cristiana gettò radici profonde, suscitando Santi la cui azione si estese sulla Terra, come Santa Faustina Kowalska e San Massimiliano Maria Kolbe. Le grandi città polacche come Varsavia e Cracovia sono famose per la ricchezza, la bellezza e la pietà delle loro numerose chiese.

In esse, invariabilmente, richiamano l’attenzione i campanili, la cui altezza mette in risalto la dignità della casa di Dio, ma può avere anche una funzione pratica vitale. È quello che è accaduto nel XIII secolo.

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Possiamo affermare che la Polonia fu battezzata
subito dopo la sua nascita


Dubravca di Boemia e Miecislao, di Jan Matejko -
Museo Nazionale, Vratislava (Polonia)

Una sentinella in cima al campanile

L’Europa Centrale viveva giorni terribili, sotto la costante minaccia d’invasione dei mongoli, che avevano fatto innumerevoli prigionieri in Ungheria e Rutenia, i quali erano venduti ai pagani come schiavi nelle situazioni più crudeli possibili. Tutto indicava che la Polonia sarebbe stata la prossima vittima di questi barbari. Se fosse caduta, si correva il rischio che fossero rase al suolo le altre nazioni dell’Europa. E la storia della Cristianità sarebbe stata un’altra.

In quell’epoca, la bella città di Cracovia era già diventata un importante centro commerciale, attirando l’avidità di queste orde. Per difenderla, le autorità municipali avevano stabilito una sentinella costante in cima al campanile dell’imponente Basilica di Santa Maria di Cracovia, una posizione privilegiata da cui si avvistava l’intero orizzonte. E furono selezionati uomini probi per questa missione. Dopo tutto, in caso di emergenza, dal loro zelo e dalla loro dedizione poteva dipendere la vita di tutti i cittadini. Nel corso della Storia, più volte, la Divina Provvidenza ha voluto che la sorte di un popolo fosse subordinata all’azione di una persona chiave.

Cracovia era salva!

In un primo mattino del 1240, mentre la popolazione dormiva, la temuta cavalleria tartara comparve non distante dalla città. Immediatamente, la sentinella diede l’allarme con uno squillo di tromba forte e cristallino, chiamando tutti al combattimento. Gli squilli d’allarme si moltiplicarono raggiungendo tutta la regione, e in poco tempo i difensori erano ai posti di combattimento sulle mura.

Avendo perduto il fattore sorpresa, gli attaccanti si rassegnarono avvicinandosi ai campanili della chiesa e lanciando una grande quantità di frecce. Per sfortuna, una di esse colpì la valorosa sentinella che suonava l’allarme, trafiggendole la gola. E la tromba tacque…

Tuttavia, di fronte alla disposizione dei polacchi a resistere a ogni costo, i barbari decisero di partire. Cracovia era salva! E con lei la Polonia!

Gustavo Kralj
Facciata della Basilica di Santa Maria, Cracovia.jpg
Tutti i giorni, uno squillo di tromba si ripete di ora in ora, in cima al campanile della Basilica
terminando esattamente con la stessa nota musicale in cui la freccia nemica
aveva interrotto l’allarme


Facciata della Basilica di Santa Maria, Cracovia (Polonia)

Tradizione rinnovata di ora in ora

L’uomo valoroso che aveva salvato la città al prezzo della sua vita, fu sepolto con grandi onori. Il suo atto eroico servi come esempio per le future generazioni e il suo suono di allarme è risuonato di secolo in secolo fino ai nostri giorni. Sì, in cima al campanile della Basilica di Santa Maria di Cracovia, tutti i giorni, uno squillo di tromba è rinnovato di ora in ora, terminando esattamente con la stessa nota musicale che la freccia nemica interruppe durante l’allarme di 800 anni fa… È diventato simbolo del sacrificio patriottico, e la Radio Nazionale della Polonia trasmette a mezzogiorno a tutto il paese questi accordi che ricordano il glorioso passato della nazione.

Questa bella tradizione si è estesa in altri paesi, arrivando in Kazakistan, dove la storia della valente sentinella è nota come la leggenda della tromba dorata…

(Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2016, n. 160, p. 24 - 25)

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