Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Dottrina » Eucaristia »
Eucaristia

Una voce che risuona nel silenzio

Pubblicato 2016/06/22
Autore : Bruna Almeida Piva

Noi non vediamo, ma crediamo nella Presenza Reale di Cristo nella Sacra Eucaristia. Dobbiamo, allora, avere la certezza che Egli entrerà nel nostro cuore quando ci comunichiamo e certamente avrà qualcosa da dirci.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Noi non vediamo, ma crediamo nella Presenza Reale di Cristo nella Sacra Eucaristia. Dobbiamo, allora, avere la certezza che Egli entrerà nel nostro cuore quando ci comunichiamo e certamente avrà qualcosa da dirci.

Bruna Almeida Piva

Poco prima di consumare il sacrificio espiatorio che avrebbe vinto la morte e il peccato, e ci avrebbe restaurato il regno della grazia, aprendoci le porte dei Cieli, Gesù ha voluto riunirSi con i suoi discepoli nel Cenacolo e celebrarvi la grande festa che ricordava l’Antica Alleanza: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione” (Lc 22, 15).

João Paulo Rodrigues
A sinistra, Messa presieduta da Mons. João Scognamiglio Clá Dias nella Basilica della Madonna del Rosario.jpg
Anche se non possiamo percepire attraverso i sensi la Presenza di Nostro Signore nell’Eucaristia,
Egli non smette di parlarci all’anima e di arricchirci con la sua presenza


A sinistra, Messa presieduta da Mons. João Scognamiglio Clá Dias
nella Basilica della Madonna del Rosario

Presenza Reale di Cristo

Egli sapeva che a breve sarebbe tornato presso il Padre, ma non avrebbe lasciato orfani i suoi, poiché sarebbe rimasto eucaristicamente in tutti gli altari della Terra, desiderando, anche con ardore, di celebrare la nuova Pasqua con ognuno dei suoi figli. Fu con questo intento che istituì la Sacra Eucaristia nell’Ultima Cena: “Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi...” (Lc 22, 19-20).

Ogni volta che nella Santa Messa il sacerdote ripete queste parole al momento della Consacrazione, egli opera in persona Christi, ossia, egli impresta la sua laringe a Cristo, che transustanzia le Sacre Specie.

Cioè, Nostro Signore Gesù Cristo è realmente e veramente presente nel Santissimo Sacramento. Però, non Lo è sensibilmente, non Lo possiamo udire, vedere o toccare, poiché Si nasconde sotto l’apparenza del pane e del vino, che ora non hanno più la sostanza precedente, ma sono diventati il suo stesso Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

Il merito di credere senza vedere

Dio così ha voluto per provare la nostra fede, affinché otteniamo meriti per la beatitudine eterna, per il fatto che crediamo senza avere una prova materiale, come disse Gesù a Tommaso: “beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20, 29).

Immaginiamo se questo non fosse così e Nostro Signore Si rendesse percepibile ai nostri sensi. Se noi potessimo vedere, per esempio, “un piccolo movimento della sua mano divina, e osservassimo il suo polso, considerando che lì pulsa il Sacro Cuore di Gesù, visto che la pulsazione del cuore si riflette nelle vene”;1 se potessimo udire la sua divina voce, grave, seria e, allo stesso tempo, molto soave, che ci dice parole di consolazione o anche di correzione...

Che rispetto, che giubilo, che gioia avremmo in relazione a un così sublime Sacramento! Non avremmo, tuttavia, il merito di credere senza avere avuto la prova sensibile.

Voce misteriosa di Cristo

Ora, se Nostro Signore è presente nella Sacra Ostia e non Lo vediamo, ma crediamo, giunta l’ora della Comunione, nella Santa Messa, dobbiamo avere la certezza che Lui, di fatto, entrerà nel nostro cuore e certamente avrà qualcosa da dirci.

Sì! Nell’intimo delle nostre anime Egli dirà: “Figlio mio, quando due stanno insieme, uno sente l’altro. Sarà mai possibile che quando Io sono in te non senti nulla? Ascolta il linguaggio silenzioso della mia presenza, che non ti parla alle orecchie. [...] Presta attenzione a Me! Io sono in te, la grazia ti parla. Tu non senti nulla?”.2

Questa voce è la voce di Cristo, voce misteriosa della grazia che risuona nel silenzio dei cuori, che mormora “nel fondo delle nostre coscienze parole di dolcezza e di pace”. 3 È un silenzio eloquente che dice molto più di mille parole, “che comunica luce, amore, forza. E permane nella nostra anima, sebbene a molti sembri essere passeggero”.4

Anche se non Lo possiamo percepire attraverso i sensi, Egli non smette di parlarci all’anima e di arricchirci con la sua presenza,oltre che a trasformarci con la sua grazia, anche se la sensibilità dell’anima sembra assente.

Effetti della Comunione nell’anima

Quando ci comunichiamo siamo assunti da Cristo, che “ci divinizza e ci trasforma in Se stesso. Nell’Eucaristia il cristiano ottiene la sua massima cristificazione, nella quale consiste la santità”.5 L’anima che riceve la Sacra Comunione con buone disposizioni e in stato di grazia, intensifica la sua unione con Lui, poiché, “oltre all’inabitazione della Santissima Trinità, si aggiunge la presenza del Corpo glorioso, Sangue e Anima di Nostro Signore Gesù Cristo: ‘mens impletur gratia’, l’anima diventa piena di grazia”.6

Gustavo Kralj
Basilica di Santa Maria a Trastevere, Roma.jpg
Comunione di Santa Francesca Romana - Basilica di Santa Maria a Trastevere, Roma

A ogni Comunione ricevuta, con le suppliche di Maria Santissima, la nostra intelligenza diventa più perspicace per le questioni della Fede, l’amore a Dio e al sovrannaturale cresce, e la forza per vincere le tentazioni e fare sacrifici, come pure per avere la volontà di lottare contro i nostri peccati e cattive inclinazioni, “si moltiplica di per se stessa”.7

Gioia ineffabile e gloriosa

In questa vita, è una dura prova il non poter vedere Nostro Signore nell’Eucaristia. Tuttavia, se ci manteniamo saldi nella fede e siamo ardenti devoti del Santissimo Sacramento, nella vita futura questo sarà per noi motivo di grande gioia, come dice San Pietro: “perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime” (I Pt 1, 7-9).

Siamo dunque assidui frequentatori delle Sante Messe e ferventi ascoltatori delle misteriose voci divine della grazia che chiamano dentro di noi – sia nelle consolazioni sia nelle tribolazioni – e, in Cielo, potremo vedere, sentire e persino abbracciare Nostro Signore Gesù Cristo, in un sacrum convivium che durerà per tutta l’eternità.

1 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. A Eucaristia, eixo da piedade católica. In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno XIV. N.156 (Mar., 2011); p.30.
2 Idem, ibidem.
3 SAINT-LAURENT, Thomas de. O livro da confiança. São Paulo: Artpress, 1960, p.7.
4 CORRÊA DE OLIVEIRA, op. cit., p.30.
5 ROYO MARÍN, OP, Antonio. Teología de la perfección cristiana. Madrid: BAC, 2006, p.453.
6 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. L’inedito sui i Vangeli. Città del Vaticano-São Paulo: LEV; Lumen Sapientiæ, 2012, vol.V, p.423.
7 CORRÊA DE OLIVEIRA, op. cit., p.30.

(Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2016, n. 158, p.  22 - 23)

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.