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Storie per bambini

Io sto vicino a ognuno...

Pubblicato 2016/01/20
Autore : Redazione

Il tempo trascorreva e il mistero continuava a non essere svelato! Il parroco, però, non lasciava che lo spirito degli abitanti, he continuavano a cercare senza alcun esito la statua della loro patrona, si abbattesse.

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Il tempo trascorreva e il mistero continuava a non essere svelato! Il parroco, però, non lasciava che lo spirito degli abitanti, che continuavano a cercare senza alcun esito la statua della loro patrona, si abbattesse.

Suor María Carolina Vindas Morales, EP

Quella mattina, sorpresa ed eccitazione regnavano nella chiesa: 

- E io non ho visto nessun estraneo entrare! - aggiungeva il sacrestano. 

La statua della patrona era sparita dalla sua nicchia nella chiesa matrice. Punto di riferimento della pietà degli abitanti del luogo, era una vera opera d'arte intagliata nel legno policromo e misurava poco più di tre palmi. Tanto la Vergine quanto il Bambino che teneva in braccio, avevano il capo cinto da delicate corone d'oro, con incastonati piccoli zaffiri. 

HIC_Natal_RAE169_001.jpgCome poteva non essere più al suo posto, dalla notte al giorno? E non c'erano tracce di ladri nella chiesa! Nella misura in cui la tragica notizia si spargeva, le persone si organizzavano in gruppi di preghiera e facevano promesse, supplicando Dio di spingere i supposti criminali a restituire la materna statua della Madonna. 

Il giorno dopo, non avendo nessuna notizia di dove si trovasse, il sacerdote decise di chiamare a raccolta i fedeli per un piano d'azione. Convocò il popolo in chiesa e, dopo aver celebrato la Messa, salì sull'ambone e disse: 

- Tutti sappiamo che la nostra statua di Maria Santissima è scomparsa senza lasciare traccia! Possiamo restare indifferenti? No! Dobbiamo metterci in campo quanto prima per trovarla! 

Sentendo questo, gli alunni di catechismo esultarono e si riunirono intorno al sacerdote, mettendosi a disposizione. Il prete li divise in gruppi e impartì loro la benedizione. Uscirono con passo rapido percorrendo tutta la città, attenti a tutto quanto succedeva intorno a loro, e... niente! Con uguale entusiasmo, i parrocchiani adulti si presentarono anch'essi per collaborare. Purtroppo, ottennero lo stesso risultato: non trovarono la benché minima traccia! 

Il tempo trascorreva e il mistero continuava a non essere svelato! Il parroco, però, non lasciava che lo spirito degli abitanti, che continuavano a cercare senza alcun successo la statua della loro patrona, si abbattesse. 

Nel villaggio non si parlava d'altro. Si pregava il Rosario nelle case chiedendo il ritorno della statua e tutte le sere la parrocchia si riempiva per la Messa, dopo la quale era cantata la Salve Regina davanti alla nicchia vuota... 

Un giorno, mentre questa triste situazione continuava ancora, un gruppo di bambini camminava vicino ai piedi della montagna. Michele, fervente chierichetto di dieci anni procedeva davanti agli altri, incoraggiandoli: 

- Bisogna avere speranza! Noi la troveremo, anche se dobbiamo cercarla in cima alle montagne, in fondo alle valli o in mezzo agli animali del bosco! 

- Proprio così! - rispose Giuseppe, il fratellino di Michele. 

Con i suoi otto anni di età, egli si distingueva per il suo spirito avventuroso. 

- Penso che non sia qui: siamo già passati cento volte per questa strada! Ci manca soltanto di arrampicarci in cima alla montagna... Perché non ci andiamo oggi? - concluse. 

I bambini si guardarono l'un l'altro, contenti della proposta, e decisero di intraprendere la scalata non appena avessero terminato la merenda. Si sedettero su pietre e tronchi d'albero per mangiare, non senza prima di aver recitato le consuete orazioni. 

Attratto da un lungo corteo di formiche che attraversava il sentiero, Giuseppe si allontanò sempre più dal gruppo per scoprire la meta di quella fila interminabile. Guardava fisso a terra, camminando al loro fianco e avendo cura di non calpestarne nessuna. All'improvviso sentì che qualcuno veniva correndo verso di lui e nemmeno si voltò, pensando che fosse uno dei suoi compagni. Invece, alzando gli occhi si trovò di fronte a un bambinello di circa tre anni di età, la cui fisionomia gli faceva venire in mente qualcuno che conosceva... Chi era mai? Incuriosito, stava per chiedergli il nome, ma il piccino prese l'iniziativa e disse: 

- Giuseppe, vieni con me e Io ti mostrerò dov'è mia Madre! 

Senza opporre resistenza, Lo seguì fino a un'altura, da dove si vedeva la cittadina in piena attività. Da lì poté vedere gruppi di persone impegnate nella ricerca. E Giuseppe percepì qualcosa di molto curioso: una Signora, dai tratti identici e vestita nello stesso modo della statua da tutti cercata, seguiva gli abitanti del villaggio... senza che nessuno se ne rendesse conto! Giuseppe chiese allora al Bambino: 

- Perché le persone non si accorgono di questa bella Signora dietro di loro? E... chi è Lei? 

Nel girarsi in cerca di una risposta riconobbe nel volto di quel bambino la fisionomia del Bambino Gesù! E comprese subito chi era la Signora che seguiva gli abitanti del villaggio. 

- È Lei! - gridò - E Tu sei suo Figlio! Perché non tornate in chiesa? Chi è stato il ladro che ha rubato la nostra carissima patrona? 

- Chiediglielo tu stesso! - disse il Bambino, indicando dietro a Giuseppe. 

Girandosi indietro, Giuseppe vide una Signora così bella da perdere quasi il fiato!... Lei gli pose la mano sulla spalla e rispose: 

- Figlio mio, la mia statua non è stata rubata. Io l'ho portata via per mia volontà! 

- Ma perché? Forse perché ti abbiamo in qualche modo offeso? 

- No, al contrario! Facendo così Io ho voluto mettere alla prova la fedeltà di questo villaggio, così caro al mio Cuore, e insegnargli che sto vicino a ognuno dei suoi abitanti nei momenti in cui sembro stare più lontano. 

Senza trattenere la sua contentezza, Giuseppe s'inginocchiò e abbracciò la Santissima Vergine. Lei lo benedisse e gli ordinò: 

- Ora bisogna che tu vada in chiesa e racconti questo al parroco. Preso il Bambino Gesù in braccio, posò il suo sguardo materno su di lui e scomparve. 

Giuseppe si sentiva così esultante che non si ricordò nemmeno di cercare gli altri bambini. Scese di corsa il declivio, andando direttamente a parlare con il prete, che ascoltò tutto con attenzione e non dubitò di quelle parole uscite da labbra innocenti, la cui pietà e rettitudine conosceva tanto bene. 

HIC_Natal_RAE169_002.jpg

Poco dopo, le campane della matrice suonarono chiamando i fedeli alla Messa della sera. La nicchia della statua, tuttavia, continuava a essere vuota... Nell'omelia, il sacerdote raccontò il miracoloso incontro di Giuseppe e lasciò il dubbio nell'aria: che fosse vero il racconto del chierichetto? Era possibile credere nel messaggio della Madonna che lui trasmetteva? 

Senza dubbio, un'esplosione di gioia s'impossessò di tutti i fedeli che si misero ad applaudire e acclamare Maria Santissima. La grazia faceva sentire in cuor loro la certezza che la Madre di Dio non abbandona mai quelli che in Lei confidano! 

Il giorno successivo molto presto, le campane si fecero sentire nuovamente nel villaggio in un orario insolito. Chi le suonava era lo stesso sacerdote poiché, entrando nel tempio a far visita al Santissimo Sacramento, aveva avuto una magnifica sorpresa: la statua della Madonna delle Vittorie era di nuovo al suo posto, più bella e materna che mai!  

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