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Parola del Pastori

Uno squilibrio che può portare a terribili catastrofi

Pubblicato 2015/12/09
Autore : Cardinale Giovanni Battista Re

Propensi a pensare che, con la loro intelligenza e le loro capacità, potranno trovare una soluzione per tutti i problemi, gli uomini d’oggi si dimenticano che ci sono leggi iscritte da Dio nella natura.

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Propensi a pensare che, con la loro intelligenza e le loro capacità, potranno trovare una soluzione per tutti i problemi, gli uomini d’oggi si dimenticano che ci sono leggi iscritte da Dio nella natura.

Cardinale Giovanni Battista Re
Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi

Questa sera di vigilia, che ci prepara al giorno in cui si ricorda l’ultima delle sei apparizioni della Vergine Maria qui a Cova da Iria, celebriamo la memoria della dedicazione di questa basilica. I testi liturgici ci invitano a elevare i cuori a Dio e a considerare il tema più alto e più bello: l’amore che Dio ha per noi, al punto da venire a dimorare in ogni uomo e donna. Siamo il tempio vivo di Dio!

 Luís de Oliveira - Santuario di Fatima
Uno squilibrio che può portare a terribili catastrofi.jpg
Il giorno 12 ottobre, la processione delle candele ha preceduto la Messa nella
Cappella delle Apparizioni, presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re

Viviamo come se Dio non esistesse

Il Vangelo, ora proclamato, ci ha portato col pensiero al Tempio di Gerusalemme, dove – circa duemila anni fa – Cristo, avendo trovato quella casa di Dio trasformata in un “covo” di affari e di commercio, ha espulso i cambiavalute con una veemenza inusuale e contraria al Suo stile abituale di comportamento. A Gesù non è piaciuto quello che vi ha visto e trovato.

Sarà bene che ci interroghiamo – ognuno per conto nostro – sulla considerazione che noi abbiamo della casa di Dio e, principalmente, sul luogo che Dio occupa nel nostro cuore e nella nostra vita. Perché il fascino delle cose è diventato oggi particolarmente accattivante; e la corsa al benessere assorbe tempo ed energia, lasciandoci senza tempo e senza desiderio di Dio. Dio passa a essere l’ultima delle nostre preoccupazioni. E, un po’ alla volta, ci dimentichiamo di Lui.

Inoltre, le grandi possibilità della tecnica generano l’illusione di riuscire, da soli, a ottenere quello che prima ci si attendeva da Dio: l’umanità si illude di potere, da sola, costruire il suo destino. Risultato: oggi, molti pensano di non aver bisogno di Dio per raggiungere la felicità. Si elimina Dio, concludendo che non esiste o, se esiste, non ci interessa. E viviamo come se Lui non esistesse.

La radice di tutte le crisi attuali

Ma, escludendo Dio dalla sua vita, l’essere umano permane un enigma indecifrabile a se stesso. L’uomo e la donna possono conoscere molte cose, anche senza Dio ma, senza Dio, non possono conoscere se stessi, il senso della vita e lo stesso destino eterno.

Lontano da Dio, l’essere umano si perde, restando alla mercè di egoismi personali e interessi di gruppo. Dove Dio scompare, l’uomo e la donna non diventano più grandi, perché il fondamento della dignità e della grandezza umana è Dio. Come diceva Papa Benedetto XVI, l’essere umano è grande, soltanto quando Dio è grande. Solo dove c’è Dio, può esserci futuro.

Segni preoccupanti di un futuro a rischio sono le varie crisi attuali: è molto sentita la crisi economica e finanziaria che da vari anni pesa sulle famiglie, con conseguenze molto gravi; preoccupante è anche la crisi morale che tutti notiamo; grave è pure la crisi sociale che comporta tanti problemi. Ma, alla base di queste crisi, ce c’è una che è la radice di tutte le altre: la mancanza di Dio. Questo è il vero problema del nostro tempo: la mancanza di fede in Dio. E il peggio è che questa mancanza di fede non è sentita come... una mancanza.

Senza Dio, l’uomo e la donna smettono di avere principi che illuminino il cammino della vita. Propensi a pensare che, con la nostra intelligenza e le nostre capacità, possiamo trovare una soluzione per tutti i problemi, ci dimentichiamo che esistono leggi iscritte da Dio Creatore nella natura delle cose, che l’uomo e la donna devono rispettare. E quando si arriva a dimenticare che le cose create hanno le loro leggi intrinseche e ineludibili, nasce uno squilibrio che può portare a terribili catastrofi.

La Madonna ha indicato la via che porta a Dio

Dove Dio perde il posto centrale che Gli compete, anche l’uomo perde il suo posto. Infatti, la ragione più alta della dignità umana consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Dal disordine e dai problemi che si sono creati sotto il cielo, in questo nostro tempo, sarà possibile uscirne solo se l’umanità alzerà di nuovo gli occhi al Cielo. Per questo, la prima necessità del nostro tempo è restituire Dio alle coscienze degli uomini e riaprire loro l’accesso a Dio.

La Madonna, apparendo qui a Fatima col suo invito alla preghiera, alla conversione del cuore e alla penitenza, ha indicato la via che porta a Dio e, con Lei, è possibile apprendere e assaporare quanto amabile e piena sia la presenza divina in noi. Tale è stata l’esperienza dei tre pastorelli: “Dalle sue mani materne è uscita una luce che è penetrata profondamente nel loro intimo, ed essi si sono sentiti immersi in Dio come quando una persona – così hanno spiegato – si contempla in uno specchio. “Più tardi, Francesco, uno dei tre privilegiati, esclamava: ‘Noi stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo. Com’è Dio?

Non si può dire. Questo sì che non si può dire’. Dio: una luce che arde, ma non brucia. [...] Quanti accolgono questa presenza diventano dimora e, conseguentemente, ‘roveto ardente dell’Altissimo” (Giovanni Paolo II. Omelia della beatificazione di Francesco e Giacinta, 13/5/2000).

Questa sera, la Vergine Madre ripete anche a noi che Dio è un Padre che ci ama, vuole il nostro bene, ci perdona perché ci ama. Egli Si lascia anche ripudiare, perché rispetta la nostra libertà, ma poi rimane in nostra attesa e torna a cercarci. In questa memoria della dedicazione di questa basilica, chiediamo alla Madonna che ci ottenga la grazia di collocare Dio al centro della nostra vita e di sentirci responsabili davanti a Lui per i nostri fratelli e sorelle.

Omelia alla vigilia dell’anniversario dell’ultima apparizione, Santuario di Fatima, 12/10/2015

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