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Parola del Pastori

Coraggio, non temete!

Pubblicato 2015/11/11
Autore : Cardinale Norberto Rivera Carrera

È certamente allarmante, molto allarmante, non tanto che esista il male che è sempre esistito, quanto il fatto di vedere e sentire il fuoco del vizio esaltato e glorificato...

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È certamente allarmante, molto allarmante, non tanto che esista il male che è sempre esistito, quanto il fatto di vedere e sentire il fuoco del vizio esaltato e glorificato...

Cardinale Norberto Rivera Carrera
Arcivescovo Primate del Messico

Uno dei più importanti segni messianici, annunciato poeticamente da Isaia nella prima lettura di oggi, è la speranza; la speranza di coloro che sono incatenati dalle tenebre, dal silenzio e dalla paralisi: “Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi” (Is 35, 4-6).

Francisco Lecaros 
Coraggio, non temete.jpg
Abbiamo bisogno di Gesù per illuminare i nostri
occhi, aprire le nostre orecchie, sciogliere la
nostra lingua e fortificare i nostri piedi


Gesù guarisce il sordomuto – Biblioteca
del Monastero di Yuso, San Millán
de la Cogolla (Spagna)

E Gesù ha realizzato quello che aveva annunciato il profeta, come abbiamo appena ascoltato nella lettura del Vangelo: quando Gli presentarono un uomo sordomuto, Egli “guardando verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà” cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente” (Mc 7, 34-35).

È molto allarmante vedere il vizio esaltato e glorificato

È vero che dove c’è l’uomo ci saranno sempre errori, cattiverie, aberrazioni, poiché siamo feriti dal peccato. Tuttavia, è ugualmente sicuro che, se non ci si prende cura della coscienza morale degli esseri umani, il male si moltiplicherà in tutti i sensi. Anzi, quando il programma ideologico-morale che si propaga o s’impone è radicalmente contrario ai diritti umani fondamentali, si perde la base per un’autentica convivenza umana. Se i valori basilari sono defraudati, con quale autorità si può diffondere o esigere i valori umani che rendono possibile la nobilitazione delle future generazioni?

Tutti noi siamo destinatari delle notizie che palesano lo scarso valore attribuito alla vita umana e la normalità con cui si sentono e si vedono le scene di maltrattamenti, violenze, assassinii e ogni tipo di ingiustizie, di impunità e di esaltazione del delitto, che estendono i loro tentacoli in tutte le direzioni e raggiungono tutti gli estremi. Si indagano le cause di ciò che sta accadendo, e usciamo per la tangente. Costa molto mettere il dito nella radice dei problemi, di questi gravissimi problemi di vita e di convivenza.

La perdita della coscienza del male è il principio e fondamento del trionfo e della diffusione di ogni tipo di cattiveria. Non è possibile lottare contro il male quando non se ne ha coscienza, meno ancora quando la confusione arriva al punto di confondere il buono con il cattivo e il vero con il falso. È impossibile proclamare valori quando si dice che tutto è relativo. Si aggrava la situazione quando si riducono al silenzio o si perseguitano la verità e il bene, e si proclamano e si esaltano la menzogna e la cattiveria.

È certamente allarmante, molto allarmante, non tanto che esista il male che è sempre esistito, quanto il fatto di vedere e sentire il fuoco del vizio esaltato e glorificato... Per questo noi, uomini e donne del nostro tempo, ci rigiriamo nel fuoco, assistendo alla nostra autocremazione, senza poter uscire perché non sappiamo dov’è la porta: il recupero della coscienza, la restaurazione del senso del peccato. Siamo ciechi, sordi, muti e paralitici. Abbiamo bisogno di Gesù per illuminare i nostri occhi, aprire le nostre orecchie, sciogliere la nostra lingua e fortificare i nostri piedi.

Senza Cristo, l’uomo non ha futuro

Qualcuno ha detto, con ogni ragione, che “l’uomo non ha futuro senza Cristo”. Cristo è la verità, la vita, il cammino; dobbiamo dire e ripetere questo, convinti che proclamare la nostra Fede non è affatto intolleranza né mancanza di apprezzamento per la fede degli altri. La cultura del Vangelo è la cultura della verità, della vita, della giustizia, della fraternità, della donazione generosa e disinteressata a favore degli altri. Cristo è il creatore del grande solco del perdono nel suo grado più elevato. Cristo conosciuto, seguito, imitato, fatto coscienza stessa dentro l’uomo, ecco l’unica soluzione. Questa selva di asfalto della grande città può mutare, e muterà certamente, se decidiamo di aprire a Gesù Cristo le porte del nostro cuore.

Il brano del Vangelo che oggi abbiamo ascoltato (Mc 7, 31-37) ci mostra come quell’uomo, accompagnato dai suoi familiari, insieme a loro, sperimenta un radicale mutamento nella sua vita. Dopo il suo incontro con Gesù, egli non è più lo stesso: le sue orecchie si sono aperte, si è sbloccata la sua lingua, ha cominciato a parlare senza difficoltà. Gesù gli ha dato la capacità di ascoltare la Parola e di poter così scoprire nella sua vita il progetto di Dio. Gli ha sciolto la lingua e lui ha potuto proclamare, insieme a molti altri, che Gesù “ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!” (Mc 7, 37). Ricordiamo quello che ci ha detto nello Stadio Azteca il Papa San Giovanni Paolo II: “L’ideale che Gesù Cristo vi propone e vi insegna con la sua vita è certamente molto elevato, ma è l’unico a poter dare pienamente senso alla vita” (Discorso, 25/1/1999). Voi se avete incontrato Gesù Cristo, non potete più continuare a essere sordi alla voce del Signore; ora non siete più muti, andate e invitate gli altri, dicendo loro: “Venite e verificate com’è buono il Signore!”.

Omelia pronunciata il 6/9/2015, nella Cattedrale Metropolitana – Testo originale in www.arquidiocesismexico.org.mx

(Rivista Araldi del Vangelo, Novembre/2015, n. 151, p. 38 - 39)

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