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Preghiere

La più perfetta delle preghiere

Pubblicato 2015/10/26
Autore : Gaudium Press

Tutto nella dottrina cattolica presenta fulgori inediti, quando la consideriamo con la debita attenzione. Ciò si osserva in maniera evidente nel Padre Nostro.

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Tutto nella dottrina cattolica presenta fulgori inediti, quando la consideriamo con la debita attenzione. Ciò si osserva in maniera evidente nel Padre Nostro.

Don Leandro Cesar Ribeiro, EP

Gesù percorreva la Galilea, predicando il Vangelo del Regno e curando tutte le malattie. Grandi moltitudini accorrevano a Lui, poiché subito si era sparsa la sua fama nei paesi circonvicini. Un giorno, Egli salì su una montagna e Si mise a insegnare: Beati coloro che hanno un cuore di povero... Amate i vostri nemici, fate il bene a quelli che vi odiano... Siate perfetti, così come vostro Padre celeste è perfetto... (cfr. Mt 4, 23-25; 5, 1-48).

Sergio Hollmann
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Nostro Signore predica agli Apostoli – Cattedrale di Lisieux (Francia)

Più che la folla che Cristo aveva davanti a Sé di sicuro, il suo divino sguardo considerava in quel momento anche tutte le anime fedeli che nel corso dei millenni avrebbero prestato orecchio attento alle sue parole.

Pertanto, Egli aveva in mente ciascuno di noi quando ci ha insegnato la più perfetta delle preghiere: “Ecco come dovete pregare: Padre nostro, che sei nei Cieli…” (Mt 6, 9). Un appellativo così consolante – Padre nostro! – poteva scaturire solo dalle labbra del Figlio Unigenito di Dio. Assumendo la nostra carne, Egli ci ha rivelato che abbiamo un Padre nei Cieli.

“Sintesi di tutto il Vangelo”

La Preghiera Domenicale – o Preghiera del Signore – è servita da guida per la pietà dei cristiani di tutti i tempi. A suo riguardo, fecero entusiastici commenti diversi Padri e Dottori della Chiesa. Tertulliano la qualifica come “sintesi di tutto il Vangelo”.1 Per San Cipriano, 2 essa è un compendio della dottrina celeste. Sulla stessa linea, assicura Sant’Agostino: “Se percorrete tutte le parole delle preghiere delle Sacre Scritture, non troverete nulla che non sia contenuto nella Preghiera Domenicale”.3 E il Dottor Angelico scrive: “Nella Preghiera Domenicale, non solamente si chiede tutto quello che possiamo desiderare rettamente, ma anche nell’ordine in cui dobbiamo desiderare; in modo tale che questa preghiera ci insegna non solo a chiedere, ma anche è regolatrice dei nostri sentimenti”.4

Infatti, nel Padre Nostro, le richieste si dispiegano come i sette colori dell’arcobaleno della Nuova Alleanza; sono una via luminosa che ci conduce ai tesori della misericordia divina. Le tre prime suppliche mettono in esercizio le virtù teologali (fede, speranza e carità), perché si ordinano direttamente a Dio: il “tuo nome”, il “tuo Regno” e la “tua volontà”; le quattro seguenti implorano, nel loro insieme, protezione e ausilio nell’esercizio delle virtù cardinali (giustizia, temperanza, fortezza e prudenza) e costituiscono appelli di figli al Padre: “dacci”, “rimetti a noi i nostri debiti”, “non indurci in tentazione” e “liberaci”.

Sette richieste, presentate nell’ordine perfetto

La Preghiera Domenicale inizia con la riconfortante invocazione: “Padre Nostro, che sei nei Cieli”. Seguono le sette richieste, nell’ordine in cui devono essere fatte, secondo l’osservazione di San Tommaso:

Santificato sia il tuo nome: Imploriamo qui la cosa primaria, ossia, la gloria di Dio. Pertanto, questa petizione include tutte le altre.5 Tertulliano ci insegna: “Quando diciamo ‘santificato sia il tuo nome’, chiediamo che esso sia santificato in noi che siamo in lui, ma anche negli altri che la grazia di Dio ancora aspetta, per conformarci al precetto che ci obbliga a pregare per tutti, anche per i nostri nemici”.6

Venga a noi il tuo Regno: Questa richiesta mira alla nostra partecipazione alla gloria di Dio e, per questo, spinti dalla speranza, imploriamo la “venuta finale del Regno di Dio mediante il ritorno di Cristo”,7 affinché Egli regni definitivamente in tutti i cuori.

Sia fatta la tua volontà come in Cielo così in Terra: Affinché gli uomini meritino di entrare nella gloria celeste, chiediamo che tutti osservino i Comandamenti della Legge divina. “È mediante la preghiera che possiamo ‘discernere la volontà di Dio’ e ottenere ‘la costanza nel compierla’. Gesù ci insegna che si entra nel Regno dei Cieli non a forza di parole, ma ‘facendo la volontà del Padre mio che è nei Cieli’ (Mt 7, 21)”.8

Dacci oggi il nostro pane quotidiano: In questa supplica non miriamo solamente al nostro sostentamento materiale. “Questa richiesta e la responsabilità che essa implica valgono anche per un’altra fame di cui gli uomini soffrono [...]. C’è una fame sulla Terra, ‘non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore’ (Am 8, 11). Per questo, il senso specificamente cristiano di questa quarta richiesta si riferisce al Pane di Vita: la Parola di Dio da essere accolta nella fede, il Corpo di Cristo ricevuto nell’Eucaristia”.9

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori: Imploriamo perdono per tutti i nostri peccati, nei quali abbiamo scambiato l’amicizia di Dio con l’amore sregolato a una creatura. E come pegno per essere esauditi, Gli offriamo il sacrificio di perdonare coloro che ci hanno offeso. La nostra petizione non sarà esaudita senza assolvere a questa esigenza.10 A questo ci incita anche l’Apostolo: “perdonatevi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo” (Ef 4, 32).

E non ci indurre in tentazione: Dopo aver implorato con umiltà il perdono dei nostri peccati, supplichiamo a Dio vigilanza, fortezza e, soprattutto, l’ausilio della grazia per non tornare d’ora in avanti a offenderLo.

Ma liberaci dal male: In questa ultima supplica della Preghiera del Signore, il “male” non è un’astrazione, ma designa una creatura, Satana, “l’angelo che si oppone personalmente a Dio e al suo piano di salvezza”.11 In essa, chiediamo “di essere liberi da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è autore o istigatore”.12

* * *

Chi conforma la sua vita ai principi contenuti nel Padre Nostro è un perfetto cristiano. Non passiamo nemmeno un giorno senza recitarlo! Esso ci accompagna dall’inizio del nostro cammino verso la salvezza, poiché i nostri genitori e padrini lo hanno pregato nella cerimonia del nostro Battesimo. E sarà pregato dal sacerdote presso il sepolcro, quando il nostro corpo sarà depositato nella sua ultima dimora, in attesa della resurrezione.

1 TERTULLIANO. De oratione, c.1: ML 1, 1153.
2 Cfr. SAN CIPRIANO. De oratione dominica, n.9: ML 4, 525.
3 SANT’AGOSTINO. Epistola 130, c.12, n.22: ML 33, 503.
4 SAN TOMMASO D’AQUINO. Somma Teologica. II-II, q.83, a.9.
5 Cfr. CCE 2815.
6 TERTULLIANO, op. cit., c.3, 1157.
7 CCE 2818.
8 CCE 2826.
9 CCE 2835.
10 Cfr. CCE 2838.
11 CCE 2864.
12 CCE 2854.

(Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2015, n. 150, p. 18 - 19)

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