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Parola del Pastori

Noi serviremo il Signore!

Pubblicato 2015/10/16
Autore : Mons. Sérgio da Rocha

L’opzione di Dio ha conseguenze per la vita . Invece di preoccuparsi delle apparenze, come facevano i farisei, è necessario occuparsi dell’intimo, del “cuore”, al fine di render grazie a Dio

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L’opzione di Dio ha conseguenze per la vita . Invece di preoccuparsi delle apparenze, come facevano i farisei, è necessario occuparsi dell’intimo, del “cuore”, al fine di render grazie a Dio

Mons. Sérgio da Rocha
Arcivescovo di Brasilia

Chi servire? Chi scegliere come Dio e Signore? Chi seguire? Sono domande che ci interpellano a partire dalla Liturgia della Parola di oggi. La risposta ad esse acquista un senso ancora maggiore in momenti di prova della fede, come quello vissuto dai discepoli.

Un momento di crisi che diventa occasione di crescita

Stiamo concludendo la lettura del capitolo sesto del Vangelo secondo Giovanni, iniziato con la moltiplicazione dei pani, seguita dal discorso sul Pane della Vita. Esso si conclude con la reazione di “molti dei discepoli” che reputarono “dura” la parola di Gesù, cominciarono a “mormorare” e a scandalizzarsi, “si tirarono indietro e non andavano più con lui. ” (Gv 6, 66). Gesù arriva a chiedere ai dodici Apostoli se anche loro volevano a quel punto lasciarLo.

Si tratta di un momento di crisi che diventa occasione di crescita nella fede per il vero discepolo, come dimostra Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!” (6, 68). L’opzione di Cristo è segnata dalla fede. Oggi, noi siamo invitati a ripetere la risposta di Pietro.

Nella Chiesa e con la Chiesa, la nostra fede cresce e si fortifica

La scelta di Dio come Signore deve essere sincera, poiché altrimenti non sarebbe un’opzione accompagnata da fedeltà, e si mescolerebbe facilmente con l’idolatria. Il “sì” a Dio deve essere sincero per essere fedele e manifestarsi nel modo di vivere. Giosuè interroga il popolo riunito in assemblea su chi fossero disposti a servire: gli dèi venerati all’epoca o il Signore? La sua risposta “Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore” (Gs 24, 15) è ripetuta dal popolo: “Anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio” (24, 18). La risposta avviene in assemblea. La fede, la scelta di Dio, anche se personale, avviene in comunità. Nella Chiesa e con la Chiesa, la nostra fede cresce e si fortifica. La dimensione ecclesiale della fede è fondamentale per la sua vita.

L’opzione di Dio e della sua Parola ha conseguenze per la vita, a cominciare dalla famiglia. Chi sceglie di servire il Signore, vive il matrimonio e la famiglia secondo la sua Parola. Per questo, il riferimento principale per la coppia, il modello di amore per il marito e la moglie sarà sempre l’amore di Cristo per la Chiesa. Secondo Paolo, la coppia unita in matrimonio è chiamata ad amare “come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei” (Ef 5, 25). Così facendo, ogni coppia starà ripetendo e testimoniando la parola di Giosuè: “Io e la mia famiglia serviremo il Signore”.

In questa domenica del mese vocazionale, ricordiamoci, con gratitudine, dei fedeli laici che operano nei diversi ministeri e servizi della comunità. La vocazione dei cristiani laici deve essere valorizzata e promossa in tutta la Chiesa, a cominciare da ogni parrocchia. Che Dio ricompensi ogni fedele laico per la sua partecipazione nella Chiesa e testimonianza cristiana nel mondo!

“Parola del Pastore” del 23/8/2015 – Testo originale in arquidiocesedebrasilia.org.br

(Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2015, n. 150, p. 38 - 39)

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