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Tesori della Chiesa

Che l’arte di fabbricare violini è Patrimonio Culturale dell’Umanità?

Pubblicato 2015/08/27
Autore : Redazione

Ma non l’arte sviluppata in una qualunque liuteria. La città di Cremona, capoluogo della omonima provincia italiana, è diventata un centro di fabbricazione di violini, viole, violoncelli e contrabbassi di fama internazionale.

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Antonio Stradivari nel suo atelier di Cremona.jpg
Ma non l’arte sviluppata in una qualunque liuteria. La città di Cremona, capoluogo della omonima provincia italiana, è diventata un centro di fabbricazione di violini, viole, violoncelli e contrabbassi di fama internazionale. I luthiers di questa località sono ammirati grazie alla perfezione della loro tecnica, frutto di anni di tradizione, che risale a due famiglie di artigiani del XVII secolo: gli Stradivari e i Guarneri. La prima famiglia giunse a fabbricare duemila violini, di cui ne restano soltanto settecento, ambiti in tutto il mondo.

Secoli dopo, due associazioni hanno cercato di mantenere vivo nella città questo capitale di conoscenze artigianali: il Consorzio Liutai Antonio Stradivari e l’Associazione Liutaia Italiana. Più di 70 sono i pezzi che costituiscono uno strumento musicale uscito dalle mani di un luthier di Cremona. Ognuno di essi è fatto in un legno specifico, selezionato con cura, secondo le possibilità e convenienze del compratore, i consigli e capacità dell’artigiano. Dai primi tagli nel legno bruto e il suo invecchiamento, fino agli ultimi ritocchi della più delicata vernice, tutto segue un processo naturale, escludendo materiali industriali o semiindustriali. Per questo, due violini non saranno mai identici.

In questo modo l’opera dei luthiers di Cremona si è radicata nella vita e identità degli abitanti di questa città che, nel 2012, l’Unesco ha cominciato a salvaguardare come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

(Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2015, n. 148, p. 38)

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