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Storia della Chiesa

Il Riconciliatore dell’umanità

Pubblicato 2015/08/03
Autore : Fra Duarte Caetano Barreira, EP

Tra gli uomini chiamati a essere colonne della Chiesa nascente, troviamo correnti inconciliabili. Ma Cristo ha unito tutti, facendo di loro Apostoli e Santi.

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Tra gli uomini chiamati a essere colonne della Chiesa nascente, troviamo correnti inconciliabili. Ma Cristo ha unito tutti, facendo di loro Apostoli e Santi.

Fra Duarte Caetano Barreira, EP

Era apparso il Messia, da tanto tempo atteso dal popolo dell'Alleanza. Tuttavia, le circostanze non erano facili: i giudei stavano patendo la ripetuta dominazione di nazioni pagane, superiori in forza militare.

Vocazione di San Matteo.jpg
Vocazione di San Matteo - Cattedrale di
San Giuliano, Le Mans (Francia)

Nemmeno un secolo era passato, da quando i discendenti dei Maccabei, nel 140 a.C., avevano ottenuto una certa indipendenza dal giogo ellenico, quando un nuovo e terribile braccio di ferro si fece sentire su Giuda: la forza dei cesari romani.

Umiliazione intollerabile

per il popolo eletto

Consapevoli della loro elezione da parte di Dio, ma anche delle colpe commesse, gli Ebrei impararono a vedere nella dominazione straniera la mano di Jahvè, che mirava, con questo, a correggere i cuori dei suoi figli e a ricondurli nel cammino della fedeltà all'Alleanza. Completata l'espiazione e la purificazione, Dio stesso, superando in misericordia la durezza della punizione, otteneva la libertà dei suoi eletti.

Nei tempi messianici, tuttavia, tale modo di considerare la schiavitù, l'esilio o la dominazione straniera aveva perduto, in molti strati della società, questo valore trascendentale, per ingolfarsi in considerazioni puramente umane. Stare sotto il giogo pagano era diventata un'umiliazione intollerabile, che avrebbe dovuto suscitare movimenti di rivolta, avidi di rivendicazioni e rappresaglie. S'inquadra in questo contesto, per esempio, il tema del pagamento delle imposte…

Due partiti inconciliabili

Nella posizione più radicale di questa tendenza, si trovava un partito sorto all'epoca della nascita di Cristo, composto probabilmente da farisei estremisti, che si facevano chiamare zeloti, per il fatto che si definivano i più zelanti osservanti della Legge e i suoi unici difensori, se fosse necessario tramite la spada. Armavano conflitti e sovversioni, nei quali arrivavano a uccidere i loro compatrioti che pagavano l'imposta all'Impero o manifestavano qualche simpatia per Roma. La vita pubblica di Nostro Signore trascorse, dunque, in un ambiente impregnato di spirito e realtà zeloti.1

Al polo opposto, c'erano clan accomodanti, disposti ad accondiscendere alle esigenze e perfino ai costumi dell'invasore, al fine di guadagnarsi la simpatia e ottenere regalie. Era il caso dei pubblicani o esattori d'imposte: membri del popolo, a servizio dell'imperatore, dediti alla riscossione del tributo, per ovvio interesse personale. Compito considerato dai giudei praticanti come il massimo dell'infamia, non solo per la prossimità con i gentili, proibita per Legge, ma per la risaputa falsificazione degli importi da pagare.

Quale di queste correnti Gesù avrebbe favorito?

In tal maniera il tributo economico costituiva tema di controversia che, una volta, alcuni discepoli dei farisei ed erodiani misero Nostro Signore alla prova: mostrando- Gli una moneta con l'effigie di Cesare, chiesero se era lecito o no pagare l'imposta. Se il Divino Maestro avesse affermato la liceità, avrebbe contratto un gran numero di nemici. Nel caso si fosse pronunciato contro, avrebbe causato l'irritazione dei romani… "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio" (Mt 22, 21), fu la saggia risposta divina. La soluzione del problema si presentava non come una presa di posizione, ma come un appello alla coscienza religiosa: attenzione! I criteri degli uomini non sono i criteri di Dio.

In una parola: il Riconciliatore dell'umanità è venuto, preannunciato dai profeti, e un gran numero di giudei si trovava diviso tra queste e altre fazioni antagoniste. Mentre gli zeloti aspettavano un Messia liberatore, un capo militare che sconfiggesse la potenza straniera, altri partiti aspettavano un potentato di grande capacità amministrativa, un diplomatico, che desse a Giuda l'egemonia economica sulle altre nazioni. Quale di queste correnti avrebbe Cristo favorito?

Argomenti pro e contro

Forse qualcuno tendenzialmente opterà per la seconda, vista la prodigalità di Nostro Signore in relazione ai pubblicani e ai peccatori (cfr. Mt 9, 11): due tipi umani considerati allo stesso livello di disprezzo. Anche il Divino Maestro arrivò a scegliere un esattore d'imposte per corrispondere al numero dei Dodici: Levi, l'Apostolo San Matteo. Quando ricevette la chiamata di Gesù, "egli lasciando tutto, si alzò e lo seguì" (Lc 5, 28).

Francisco Lecaros 
San Simone Zelota.jpg
 San Simone Zelota, di Luis Borrassá -
Museo episcopale di Vic (Spagna)

D'altra parte, chi è più zelante osservatore della Legge di Nostro Signore stesso, che non è venuto ad abolire la Legge, ma a portarla alla perfezione (cfr. Mt 5, 17)? Di Lui era stato detto: "Lo zelo per la tua casa mi divora" (Gv 2, 17). Anche tra quelli chiamati al Collegio Apostolico c'era uno di nome Simone, "il cananeo" o "lo zelota" (cfr. Mc 3, 18; Mt 10, 4; Lc 6, 15; At 1, 13). I teologi non concordano sul fatto che quest'Apostolo facesse parte o meno della setta zelota prima della sua conversione: "È possibile che Simone appartenesse al partito degli zeloti". 2 Tuttavia, proprio come il termine cananeo, in questo caso, "non ha nulla a che vedere con il paese dei Cananei",3 allo stesso modo il cognome zelota non lo avrebbe incluso nel clan reazionario.

"In realtà, le due qualifiche si equivalgono, perché significano la stessa cosa: nella lingua ebraica, infatti, il verbo qanà' significa 'esser zelante', 'dedito' e può riferirsi sia a Dio, perché è zelante del popolo da Lui scelto (cfr. Es 20, 5), sia a uomini che sono zelanti nel servizio al Dio unico con dedizione totale, come Elia (cfr. I Re 19, 10). Pertanto, è possibile che questo Simone, se non apparteneva esattamente al movimento nazionalista degli zeloti, avesse per lo meno come caratteristica un fervente zelo per l'identità giudaica, di conseguenza, per Dio, per il suo popolo e per la Legge divina".4

Profonda trasformazione in Cristo

E così, tra gli eletti come colonne della Chiesa nascente, ne troviamo due la cui appartenenza sociopolitica, precedente alla chiamata divina, di per se stessa avrebbe fatto di loro dei nemici inconciliabili: "Simone si colloca agli antipodi di Matteo, che al contrario, essendo un pubblicano, proveniva da un'attività considerata totalmente impura".5 Nonostante questo profondo abisso ideologico, Dio li fece Apostoli e Santi, uomini che convivevano quotidianamente, uniti nel cerchio dei seguaci più intimi del Divino Maestro.

Per questo fu necessario che essi si spogliassero dei criteri del mondo e acquisissero la mentalità propria dei membri del Regno di Dio, iniziato su questa Terra e conquistato nella sua pienezza nell'eternità. Trasformazione profonda, che è possibile soltanto operando in Cristo e per Cristo, poiché, come dice San Paolo – si dica di passaggio, un fariseo militante prima della sua conversione! –, "Egli è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia" (Ef 2, 14).

"Segno evidente che Gesù chiama i suoi discepoli e collaboratori dagli strati sociali e religiosi più diversi, senza esclusione alcuna. Egli S'interessa delle persone, non delle categorie sociali o delle attività! E la cosa più bella è che nel gruppo dei suoi seguaci, tutti, anche se diversi, coesistevano, superando le inimmaginabili difficoltà: infatti, era lo stesso Gesù il motivo di coesione, nel quale tutti si ritrovavano uniti. […] Teniamo anche presente che il gruppo dei Dodici è la prefigurazione della Chiesa, nella quale devono avere spazio tutti i carismi, i popoli, le razze, tutte le qualità umane, che trovano la loro composizione e la loro unità nella comunione con Gesù".6

1 Sulla presenza degli zeloti nella società dell'epoca, si veda per esempio: FILLION, Louis-Claude. Vida de Nuestro Señor Jesucristo. Pasión, Muerte y Resurrección. Madrid: Rialp, 2000, vol.III, p.41; 73; 79; 188. 2 LEAL, SJ, Juan et al. La Sagrada Escritura. Hechos de los Apóstoles y Cartas de San Pablo. 2.ed. Madrid: BAC, 1965, vol.II, p.16. 3 TUYA, OP, Manuel de. Biblia Comentada. Evangelios. Madrid: BAC, 1964, vol.V, p.236. 4 BENEDETTO XVI. Udienza generale, dell' 11/10/2006. 5 Idem, ibidem. 6 Idem, ibidem.

(Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2015, n. 147, p. 35 - 37)

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