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Parola del Pastori

Il peccato rende infelice il nostro cuore

Pubblicato 2015/07/14
Autore : Cardinale Robert Sarah

Non a caso, la società odierna presenta un volto impregnato di tristezza, conseguenza logica dell’organizzare la vita come se Dio non esistesse.

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Non a caso, la società odierna presenta un volto impregnato di tristezza, conseguenza logica dell'organizzare la vita come se Dio non esistesse.

Cardinale Robert Sarah
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti

Desidero ringraziarvi per l'invito a presiedere questa solenne Celebrazione Eucaristica, nella commemorazione della Madonna di Fatima. In questo giorno la Vergine Maria Si è manifestata a tre pastorelli, chiedendo loro di pregare per la conversione dei peccatori e far penitenza, soprattutto per le offese fatte a Dio. La Vergine Santissima Si presenta con il Rosario in mano, invitando a pregarlo per favorire la conversione dei nostri cuori al Signore.

Potente arma contro il demonio

La recita del Rosario deve essere considerata la preghiera per eccellenza, preferita dalla Vergine Maria, con la quale possiamo rivolgerci a Dio e abbandonarci nelle sue mani.

Il Santo Rosario è veramente una soave catena che ci vincola al Signore. Attraverso il Rosario, il nostro cuore, con l'intercessione della Vergine Maria, entra in profonda relazione con Dio e con la vita di Gesù e i misteri della salvezza. Nella recita del Rosario, la Vergine di Fatima ci indica la potente arma per combattere le insidie del demonio, che in tutti i modi cerca di allontanarci dall'amore di Dio. Il Rosario riaccende la fiamma della nostra fede e del nostro amore a Dio.

Il maligno desidera mantenerci lontano dal bene e per questo si rallegra quando induce l'uomo a offendere Dio. Ci tenta a cadere in peccato e a permanere in questa miserabile condizione, lontani dal Signore. Il peccato rende il nostro cuore duro come la pietra e, soprattutto, incapace di orientarsi verso il bene.

Il diavolo si sforza per presentarci il male come qualcosa di attraente, tentando di convincerci che non abbiamo nessun vantaggio a vivere con amore la nostra esistenza. Possiamo facilmente cadere nelle trappole del demonio, ma sappiamo bene, nell'intimo del nostro cuore, che così ci lanciamo disgraziatamente nel pozzo profondo, nelle tenebre e nell'ombra della morte.

Solo il Signore ci conduce alla vera felicità

In realtà, il peccato rende infelice il nostro cuore, poiché lo svuota dell'amore a Dio. Dobbiamo ricordarci sempre anche che, con il peccato nel nostro cuore, causiamo gravi dispiaceri e offese ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Purtroppo, quando ci lasciamo vincere dal male, non siamo coscienti del fatto che stiamo rifiutando la presenza del Signore, l'unico capace di condurci alla vera felicità e all'autentico bene.

Non a caso, la società odierna, governata dalla globalizzazione, presenta un volto impregnato di tristezza, conseguenza logica dell'organizzare la propria vita come se Dio non esistesse.

L'uomo volto esclusivamente ai beni materiali e affascinato dai progressi della scienza ritiene di poter prescindere da Dio; pensa che la vita dipenda soltanto dal suo sforzo e dai mezzi a sua disposizione. In verità, senza Dio non siamo nulla e nulla possiamo fare, come ci ammonisce Gesù: "Senza di Me non potete far nulla" (Gv 15, 5).

Se ci separiamo dalla Vite, la nostra vita sarà sterile, incapace di produrre frutti. Solo se rimarremo legati a Dio, la nostra vita potrà esser ricca di gioia, di amore, di speranza e di ogni bene di cui il nostro cuore sente necessità. Al contrario, escludendo dal vivere umano il Signore, si esclude prima di tutto un'esistenza veramente degna e pienamente umana. Dimentichiamo con molta frequenza che il nostro fine ultimo non è arricchirci davanti agli uomini, ma davanti a Dio.

L'ascolto della Parola nasce da un atteggiamento orante

Pertanto, cari amici, se desideriamo prosperare e arricchirci nella presenza di Dio, benedetti da Lui, siamo chiamati ad accettare l'invito che ci fa Gesù nel Vangelo di oggi: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!" (Lc 11, 28).

Siamo chiamati innanzitutto a porci in quell'atteggiamento di ascolto della Parola che ci permette di avere la piena disponibilità a vivere secondo la santa volontà di Dio. E ascoltare la Parola significa non solo dedicare un po' di tempo a leggere e studiare la Parola di Dio, ma, soprattutto, vivere secondo la Parola divina, come dice un teologo protestante, Albrecht Bengel: "Te totum applica ad textum, rem totam applica ad te – Applicati allo studio del testo e metti in pratica tutto il suo contenuto".

Ma non è possibile mettere in pratica la Parola senza leggerla nella preghiera e alla luce dello Spirito Santo. Dobbiamo, dunque, ricordarci che non si può intendere bene la Scrittura senza essere illuminati dalla preghiera. L'autentico ascolto della Parola nasce da un atteggiamento orante. Chi prega, entra in relazione con il Signore e predispone in modo speciale il suo cuore a restare attento alla voce di Dio.

Mediante la preghiera, l'ascolto della Parola diventa più fruttuoso e, soprattutto, il cuore si apre a un maggior desiderio di mettere in pratica quella Parola, per lasciare che il Signore viva in noi, come ha affermato l'Apostolo Paolo: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me"

(Gal 2, 20). Le azioni del cristiano devono essere tali che possano esser riconosciute come azioni proprie di Dio; questo, però, è possibile solo quando la vita del cristiano si basa sul Vangelo, fonte inesauribile di grazie.

L'esempio della Vergine Maria

Lasciamoci, dunque, plasmare dalla Parola del Signore, come ha fatto la Vergine Maria, che ha portato in seno il Figlio di Dio, la Parola Incarnata, per poter essere, anche noi, immagine dell'amore misericordioso del Padre. Chiediamo con fiducia alla Vergine Maria la grazia di essere, come Lei, ascoltatori attenti della Parola, per vincere, col suo aiuto, gli assalti del maligno e far trionfare la presenza di Cristo Salvatore.

Molte grazie per la vostra paziente attenzione. Che la Vergine Maria benedica ognuno di noi e ci aiuti a ottenere la piena conversione del cuore, per essere interamente figli dell'unico Padre che è nei Cieli.

Omelia nella Parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù in Panfilo, 13/5/2015

(Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2015, n. 147, p. 38 - 39)

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