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Eucaristia

L’Eucaristia:Fonte e apice della vita e della missione della Chiesa

Pubblicato 2017/08/22
Autore : Redazione

Consegnato al pubblico dalla Segreteria Generale del Sinodo, l'"Instrumentum laboris" traccia una accurata sintesi delle proposte fatte dalle Conferenze Episcopali ed altri organismi

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Dal 2 al 23 ottobre prossimo si celebrerà in Vaticano, l'XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, alla chiusura dell'Anno dell'Eucaristia. In un clima di attesa pieno di speranza, i fedeli del mondo intero aspettano l'inizio di questo sinodo, il cui strumento di lavoro ("Instrumentum laboris") sarà di auspicio per un ricco e fecondo dibattito.

Consegnato al pubblico dalla Segreteria Generale del Sinodo, l'"Instrumentum laboris" traccia una accurata sintesi delle proposte fatte dalle Conferenze Episcopali ed altri organismi ecclesiastici di tutto il mondo, da essere analizzate in profondità dai Vescovi durante la Assemblea magna.

Il documento, come informa il Segretario Generale, S.E. Mons. Nikola Eterovic, si concentra "soprattutto sugli aspetti positivi della celebrazione eucaristica" e menziona anche "alcune omissioni o negligenze nella celebrazione dell'Eucaristia, per fortuna assai marginali, ma che permettono di prendere una maggiore coscienza del rispetto e della pietà con cui i membri del Clero e tutti i fedeli dovrebbero avvicinarsi all'Eucaristia per celebrarne il suo sacro mistero".

Chiarisce ancora Mons. Nikola che "l'Instrumentum laboris è destinato ai Padri sinodali come documento di lavoro e di ulteriore riflessione sull'Eucaristia, che, come cuore della Chiesa, la spinge nella comunione ad un rinnovato slancio missionario". Ecco, di seguito, alcuni brani di questo importante documento.

Continuità dottrinaria

Il deposito della fede eucaristica, nonostante varie controversie dottrinali e disciplinari, è pervenuto a noi, per la grazia della Divina Provvidenza, nella sua purezza originale, in virtù soprattutto, della dottrina dei due Concili ecumenici di Trento (1545-1563) e Vaticano II (1962-1965). Ad una migliore comprensione del mistero eucaristico notevole contributo hanno
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L'amore verso il culto eucaristico passa attraverso la riscoperta della
bellezza della celebrazione (Messa nella solennità dei SS. Pietro e Paolo)
Fotos: Vitor Toniolo
dato vari Sommi Pontefici, tra cui è doveroso ricordare Paolo VI e Giovanni Paolo II, di v. m., entrambi impegnati nell'applicazione, a livello di Chiesa universale, delle deliberazioni del Concilio Vaticano II.

Durante il Pontificato di Giovanni Paolo II la Chiesa Cattolica si è arricchita di grandi documenti sul sacramento dell'Eucaristia. Basti ricordare il Catechismo della Chiesa Cattolica, l'enciclica Ecclesia de Eucharistia, la Lettera Apostolica Mane nobiscum Domine.

In tale prospettiva di attuazione del Concilio Vaticano II e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa auspica mantenere il suo Pontificato anche l'attuale Santo Padre, Benedetto XVI, che ha annunciato già nella sua prima allocuzione, indirizzata per mezzo del Collegio dei Cardinali all'intera Chiesa, che l'Eucaristia costituisce il centro permanente e la fonte del servizio petrino affidatogli.

Il vincolo che dà legittimità all'Eucaristia

È l'unica Eucaristia che convoca nell'unità la Chiesa contro ogni frammentazione. L'unica Chiesa voluta da Cristo rimanda sempre ad una Eucaristia che si realizza in comunione con il collegio apostolico, di cui Capo è il Successore di Pietro. E' questo il vincolo che rende legittima l'Eucaristia.

Non è conforme all'unità eucaristica voluta da Cristo solo una comunione trasversale tra le chiese cosiddette sorelle. È elemento interiore al sacramento la comunione con il Successore di Pietro, principio di unità nella Chiesa, depositario del carisma di unità e universalità, che è il carisma petrino. Dunque l'unità ecclesiale si manifesta nell'unità sacramentale ed eucaristica dei cristiani.

Eucaristia e necessità della Confessione dei peccati

Il sacramento della Riconciliazione ristabilisce i vincoli di comunione interrotti dal peccato mortale. Pertanto, una particolare attenzione merita la relazione tra l'Eucaristia e il sacramento della Riconciliazione. In molti paesi si è persa o si sta perdendo la consapevolezza del bisogno di conversione prima di ricevere l'Eucaristia. Il legame con la Penitenza non sempre è percepito come la necessità d'essere in stato di grazia prima di ricevere la Comunione, quindi si trascura l'obbligo di confessare i peccati mortali.

Molti fedeli sanno che non si può ricevere la comunione in peccato mortale, ma non hanno un'idea chiara di che cosa costituisca il peccato mortale. Le cause possono essere diverse, ma una delle principali è la carenza catechetica su questo argomento. Un altro fenomeno assai diffuso consiste nel non agevolare, con opportuni orari, l'accesso al sacramento della riconciliazione.

In certi paesi la Penitenza individuale non è amministrata; al massimo si celebra due volte l'anno una liturgia comunitaria, creando una formula a metà strada tra il II e il III rito previsto dal Rituale. Si ritiene necessario offrire la possibilità di confessarsi prima della Messa, adeguando gli orari alla situazione reale dei penitenti, e anche durante la celebrazione eucaristica, come raccomanda la Lettera Apostolica Misericordia Dei. Occorre stimolare i sacerdoti all'amministrazione del sacramento della Penitenza, come un'occasione privilegiata per essere segni e strumenti della misericordia di Dio.

Ombre nella celebrazione dell'Eucaristia

La comunione ecclesiale viene gravemente turbata e ferita da ombre che si verificano nella celebrazione eucaristica. Si nota una diminuzione della partecipazione alla celebrazione del Dies Domini (Giorno del Signore), nella domenica e nei giorni di precetto per una deficiente conoscenza del contenuto e del significato del mistero eucaristico, per l'indifferentismo in particolare nei paesi con rilevante processo di secolarizzazione, dove non di rado la domenica si trasforma pure in giorno di lavoro.

Viene a mancare un giusto equilibrio nella celebrazione: si va da un ritualismo passivo a una creatività eccessiva, che talvolta raggiunge espressioni di protagonismo del celebrante dell'Eucaristia, caratterizzato non di rado da loquacità, da troppi e lunghi commenti, non lasciando parlare il mistero tramite il rito e le formule della liturgia. Si notano, sia da parte del clero sia da parte dei fedeli, mancanze e ombre nella prassi della celebrazione eucaristica, che sembrano avere la loro origine in un indebolito senso del sacro in relazione al Sacramento.

Ad esempio: la trascuratezza nell'uso degli ornamenti liturgici propri da parte del celebrante e dei ministri, nonché la mancanza di decenza nel modo di vestire dei partecipanti alla Messa; la somiglianza di certi canti usati in chiesa a quelli profani; il tacito consenso ad eliminare alcuni gesti liturgici perché ritenuti troppo tradizionali, come la genuflessione davanti al Santissimo Sacramento; una distribuzione impropria della Comunione sulla mano quando priva di un'adeguata catechesi;

atteggiamenti poco riverenti prima, durante e dopo la celebrazione della Santa Messa, non solo da parte dei laici, ma anche dallo stesso celebrante; la scadente qualità architettonica e artistica degli edifici sacri e delle suppellettili sacre; casi di sincretismo dovuti ad una inculturazione avventata delle forme liturgiche, mescolate ad elementi di altre religioni.

A volte sembra che nella liturgia alcuni agiscano come animatori che devono attirare l'attenzione del pubblico sulla loro persona, anziché come servitori di Cristo chiamati a condurre i fedeli all'unione con lui. Tutto questo, ovviamente, si
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"Solamente l'Eucaristia aggrega in
unità la Chiesa contro ogni framm-
entazione" (Benedetto XVI mentre
amministra la Santa Comunione,
nella solennità del Corpus Domini)
ripercuote negativamente sul popolo che così rischia di restare confuso quanto alla comprensione e alla fede nella presenza reale di Cristo nel Sacramento.

Significato profondo dei gesti liturgici

Nella tradizione della Chiesa si è creato un vero e proprio linguaggio dei gesti liturgici orientato ad esprimere la retta fede nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, come, ad esempio, l'accurata purificazione dei vasi sacri dopo la comunione e anche quando cadono le specie eucaristiche sul pavimento, la genuflessione davanti al tabernacolo, l'uso del piattino nel dare la comunione, il rinnovo regolare delle Ostie conservate nel tabernacolo, la custodia della chiave del tabernacolo in luogo sicuro, la compostezza e il raccoglimento del celebrante in consonanza con il carattere trascendente e divino del Sacramento.

Omettere o trascurare questi sacri segni, che racchiudono un significato più profondo e ampio del loro aspetto esteriore, certamente non contribuisce a mantenere salda la fede nella presenza reale di Cristo nel Sacramento. Anche la posizione del tabernacolo in un luogo facilmente visibile è un altro modo di evidenziare la fede nella presenza di Cristo nel Santissimo Sacramento. A questo proposito, si chiede di riflettere maggiormente sulla giusta collocazione del tabernacolo nelle chiese, tenendo conto delle disposizioni canoniche.

Importanza dell'omelia

Una parte importante della liturgia della Parola è l'omelia, tenuta dal ministro sacro con la finalità di aiutare i fedeli ad aderire con la mente e con il cuore alla Parola di Dio. Per raggiungere tale scopo, molti consigliano omelie mistagogiche, che permettono di introdurre i fedeli nei sacri misteri che si stanno celebrando, secondo le letture proclamate, per illuminare con la luce di Gesù Cristo la vita di ognuno, evitando comunque accenni e riferimenti impropri o profani.

Tenendo ben presente i brani delle Sacre Scritture, bisognerebbe pensare pure a omelie tematiche che nel corso di un anno liturgico possano ripresentare i grandi temi della fede cristiana: il Credo; il Padre nostro; la struttura della Santa Messa; i dieci comandamenti, e altri.

Rispettare la struttura del rito

Dall'insieme delle risposte ai Lineamenta si può ricavare il seguente quadro, in relazione alle ombre nella celebrazione dell'Eucaristia. Mentre si nota un atteggiamento di sfiducia rispetto delle rubriche liturgiche, se ne inventano altre al fine di promuovere cambiamenti ispirati a ideologie o a deviazioni teologiche. Al riguardo, non poche iniziative di questo genere provengono da movimenti e gruppi che intendono rinnovare la liturgia.

È spesso ritenuto che l'affermazione delle norme universali, comunemente sostenuta dalla Chiesa come espressione della cattolicità, è in contrasto con le celebrazioni liturgiche particolari di alcuni movimenti ecclesiali. A questo proposito viene richiesta una maggiore chiarezza da parte delle competenti autorità della Chiesa onde evitare confusioni. Dopo l'introduzione delle lingue vernacole, occorre rispettare la struttura del rito, unico modo per sottolineare in modo visibile l'unità della Chiesa cattolica di tradizione occidentale.

I fedeli sono assai sensibili ad eventuali cambiamenti arbitrari del rito. Si osserva in certi casi che un eccesso d'interventi porta a manipolare la Messa, arrivando in alcuni casi a sostituire i testi liturgici con altri estranei. Questo atteggiamento crea non di rado conflitto tra il clero e i laici ed anche all'interno dello stesso presbiterio. Allo scopo di dissipare queste ombre, nelle medesime risposte ai Lineamenta vengono suggeriti alcuni orientamenti.

È necessario promuovere un rinnovato spirito di preghiera insieme ad un potenziamento della formazione permanente del clero, con la finalità di rinforzare l'atteggiamento di umile adesione allo spirito e alla lettera delle norme liturgiche, per poter rendere un vero servizio al Popolo di Dio, chiamato a rendere grazie e ad elevare suppliche al suo Signore nello Spirito Santo attraverso la divina liturgia. Occorre spiegare ai fedeli la portata della fede eucaristica. Nell'Eucaristia i fedeli si nutrono del Corpo di Cristo risorto.

Il Signore risorto, vincitore sul peccato e sulla morte, oltrepassa le dimensioni dello spazio e del tempo ed è realmente presente sotto le specie del pane e del vino in ogni celebrazione eucaristica, nel mondo intero. Con un'appropriata catechesi si devono eliminare possibili concezioni magiche, superstiziose o spiritistiche dell'Eucaristia. Tale catechesi è assai appropriata nelle Messe di guarigione, che si fanno in alcuni Paesi. Urge premunirsi contro i sacrilegi delle ostie consacrate, che si compiono nei riti satanici e nelle cosiddette messe nere.

Gregoriano, modello di canto liturgico

Il Popolo di Dio, radunato nella casa del Signore esprime l'azione di grazie e di lode con le parole, con l'ascolto, con il silenzio e con il canto. Diverse risposte ai Lineamenta auspicano che il canto nella Messa e nell'adorazione sia veramente dignitoso. Vi si vede la necessità di assicurare che l'essenziale del repertorio del canto gregoriano sia conosciuto dal popolo. Esso è stato composto a misura dell'uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi, grazie alla sua trasparenza, alla sua discrezione, all'agilità delle sue forme e dei suoi ritmi. Pertanto occorre riconsiderare i canti attualmente in uso.

Il canto gregoriano risponde a queste esigenze, perciò è il modello a cui ispirarsi, come ha detto Giovanni Paolo II. Bisogna perciò favorire tra musicisti e poeti la composizione di nuovi canti, con un vero contenuto catechetico sul mistero pasquale, sulla domenica e sull'Eucaristia, redatti secondo i criteri liturgici. Al riguardo si nota l'importanza di evitare quelle forme musicali che non inducono alla preghiera, perché soggette a regole d'uso profano.

Ruolo del latino

È ugualmente raccomandato che nei raduni internazionali almeno la preghiera eucaristica sia proclamata in latino per facilitare un'adeguata partecipazione dei concelebranti e di quanti non conoscessero la lingua del luogo, come opportunamente viene suggerito nella costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium. Si auspica che venga conservato l'uso del latino, soprattutto nelle celebrazioni di natura internazionale, per esprimere l'unità e universalità della Chiesa in rapporto al rito della Chiesa madre di Roma. A questo riguardo, sarebbe auspicabile che i cristiani di tutti i paesi sapessero pregare e cantare in latino alcuni testi fondamentali della liturgia, come il Gloria, il Credo, il Padre Nostro.

Molti si comunicano senza la dovuta preparazione

L'Eucaristia e la vita morale sono inseparabili, sia perché nutrendosi del santo sacramento si ottiene la trasformazione interiore, sia perché a Gesù Eucaristia tende l'uomo rinato nel battesimo alla vita secondo lo Spirito, nuova vita morale, che non è secondo la carne. Diverse risposte hanno insistito sul rapporto tra Eucaristia e vita morale evidenziando una notevole consapevolezza dell'importanza dell'impegno morale derivato dalla comunione eucaristica. Non mancano accenni al fatto che troppi si accostano al Sacramento senza aver riflettuto sufficientemente sulla moralità della loro vita.

Alcuni ricevono la Comunione pur negando gli insegnamenti della Chiesa o dando pubblicamente supporto a scelte immorali, come l'aborto, senza pensare che stanno commettendo atti di grave disonestà personale e causando scandalo. Del resto, esistono cattolici che non comprendono perché sia peccato sostenere politicamente un candidato apertamente favorevole all'aborto o ad altri atti gravi contro la vita, la giustizia e la pace.

Le implicazioni sociali dell'Eucaristia

Un effetto essenziale della Comunione eucaristica è la carità che deve penetrare la vita sociale. Il Concilio Vaticano II e il Papa Paolo VI hanno parlato della diversificata presenza di Cristo: bisogna aiutare i cristiani a cogliere che cosa significhi per la fede la connessione tra Cristo nell'Eucaristia e Cristo presente nei loro fratelli e sorelle, specialmente nei poveri e negli emarginati della società.

L'amore per i poveri e gli emarginati non è stato solo oggetto di predicazione per Gesù, ma ha dato senso a tutta la sua vita. La soluzione dei problemi grandi e piccoli dell'umanità è l'amore non debole e retorico, ma quello che Cristo nell'Eucaristia ci insegna, amore che si dà, si diffonde, si sacrifica. Bisogna pregare che Cristo vinca le nostre resistenze umane e faccia di ciascuno di noi un testimone credibile del suo amore.

Conclusione - la riscoperta della bellezza dell'Eucaristia

Nella Lettera Apostolica Mane nobiscum Domine il Papa esortava i Pastori ad impegnarsi perché l'Eucaristia sia celebrata con maggiore vitalità e fervore, ma soprattutto con "una maggiore interiorità".[130] L'amore al culto eucaristico passa attraverso una riscoperta della bellezza della celebrazione del sacrificio eucaristico nella preghiera di adorazione e di azione di grazie.

Ma la devota accoglienza del Sacramento si apre alla speranza verso le realtà promesse, al di là degli orizzonti limitati della quotidianità, fortemente ridotti da una cultura sommersa dal materialismo e dal consumismo. L'Eucaristia diventa così forza di trasformazione delle culture perché essa è epifania di comunione, luogo di incontro del popolo di Dio con Gesù Cristo, morto e risorto, fonte di vita e di speranza. L'Eucaristia è germe di un mondo nuovo e vera scuola di dialogo, di riconciliazione, d'amore, di solidarietà e di pace.

Le ombre nella celebrazione dell'Eucaristia, alle quali si è voluto accennare per presentare realisticamente i dati pervenuti attraverso le risposte ai Lineamenta, svaniranno nella misura in cui la discussione sinodale, e dunque ecclesiale, riscoprirà ancora una volta la bellezza e la grandezza del dono del Mistero eucaristico, senza distogliere mai l'attenzione dalla finalità principale del Sinodo: indagare a fondo attraverso l'esperienza della collegialità episcopale quali siano le vie che lo Spirito Santo suscita nella Chiesa oggi perché l'Eucaristia sia davvero fonte e culmine della sua vita e della sua missione, cioè della nuova evangelizzazione di cui il mondo ha urgente bisogno.

Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2005, n. 18, p. 20 - 23)

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