Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Arte e Cultura » Tesori della Chiesa »
Tesori della Chiesa

La basilica della “montagna sacra”

Pubblicato 2015/03/19
Autore : Suor Elizabeth Veronica MacDonald, EP

Non si può negare che lo sguardo di Maria Santissima si sia posato su quel luogo, facendo germinare grazie, ispirazioni e desideri che oggi si materializzano nello splendido santuario.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Non si può negare che lo sguardo di Maria Santissima si sia posato su quel luogo, facendo germinare grazie, ispirazioni e desideri che oggi si materializzano nello splendido santuario.

Suor Elizabeth Veronica MacDonald, EP

Data venia alla Storia, si può affermare che la pietra angolare dell'attuale Santuario Nazionale di Maria Ausilio dei Cristiani, a Erin, nel Wisconsin, non fu gettata nelle prime decadi del XX secolo, ma nel XVII secolo. Infatti fu in questa remota epoca, prima che gli Stati Uniti d'America esistessero come paese, che un certo sacerdote eresse un altare di pietra sulla più alta collina della regione e la consacrò per sempre, come suolo sacro, nelle mani di Maria Santissima.

 Tom Noll (PD)
Interno della Basilica.jpg
Vetrate, marmi e mosaici ornano l'interno dell'edificio

Interno della Basilica, dopo il restauro del 2006

Antiche tradizioni indigene

Pochi dati si hanno riguardo a questo sacerdote. Giunse a esser identificato con padre Jacques Marquette, famoso missionario gesuita ed esploratore nordamericano, ma questa ipotesi è oggi considerata improbabile. In qualsiasi caso, gli indios della regione conservarono tra le loro tradizioni l'immagine di un "capo dalla tunica nera" e facevano anche disegni, sulla sabbia e sulla neve, rappresentandolo con un crocefisso in mano e un rosario in vita, mentre prega in cima alla collina.

Quando, nel 1842, agricoltori irlandesi si stabilirono in questo ridente luogo del centro-nord degli Stati Uniti, lo chiamarono Erin – una forma poetica per evocare il loro paese natale – e diedero a quella montagna il nome di Holy Hill – Monte Sacro. Anni dopo, coloni tedeschi giunsero anch'essi nella regione e continuarono a nutrire una reverenza religiosa per quel luogo, cui diedero il nome di Montagna di Maria – Maria Hilfberg.

Certamente questi immigranti conoscevano i ricordi leggendari dei nativi, ma il loro profondo senso religioso – specialmente di quelli provenienti dall'"isola mistica" – deve aver fatto percepire loro un disegno soprannaturale sulla collina. Infatti non si può negare che lo sguardo di Maria Santissima si sia posato su quel luogo, facendovi germinare grazie, ispirazioni e desideri che oggi si materializzano nello splendido santuario.

L'enigmatico eremita di Holy Hill

Il primo nome associato a Holy Hill è quello del francese François Soubrio. Si dice che, mentre era assistente di un professore di Quebec, trovò una mappa e un vecchio manoscritto, datati 1676, che descrivevano una regione isolata dominata da un'alta collina a forma di cono e riferiva la sua conquista in nome di Maria.

La scoperta fece nascere nel suo animo il nobile desiderio di mettersi in cammino per fare di quel posto la sua dimora. Una versione popolare della storia lo descrive mentre egli arriva alla montagna in uno stato di paralisi parziale, causato dal lungo viaggio, passando la notte in preghiera ed essendo miracolosamente guarito la mattina seguente.

Anche se conosciamo il suo nome, l'"eremita di Holy Hill" non smette di essere una figura enigmatica. Alcuni lo descrivono come un penitente, un'anima che sopportava un "grande dolore intimo e cercava conforto in Dio"1 seguendo le orme del salmista: "Al Signore innalzo la mia voce e mi risponde dal suo monte santo" (Sal 3, 5).

Quando, circa nel 1862, i contadini dei dintorni seppero dell'esistenza di questo eremita, lo accolsero inizialmente con diffidenza. Ma presto si crearono lacci di amicizia: cominciarono a portargli cibo e gli costruirono anche una capanna.

Luogo di culto e pellegrinaggio

Un giorno, un sacerdote austriaco, padre Francis Paulhuber, responsabile di tre parrocchie nella regione, dichiarò a un amico: "Quel bel monte mi ricorda fortemente una montagna vicino a casa, nella mia terra natale". E, subito dopo, concluse il banale commento con una intuizione quasi profetica: "Sono sicuro che non è lontano il giorno in cui esso diventerà uno dei luoghi più illustri di questo paese. Esso sarà consacrato e reso santo; trasformato in un luogo di culto e pellegrinaggio, dove decine di migliaia di persone verranno a prestare omaggio alla Vergine Maria e a suo Figlio...".2

Padre Francis non era persona da costruire castelli in aria, e meno ancora chiese... Nel 1855 comprò dal governo nordamericano i poco più dei 16 ettari di terreno in cui era incastonata la collina, con l'intenzione di cedere più tardi il luogo all'arcidiocesi.

Ancora viveva il misterioso eremita quando fu eretto lì, nel 1863, il primo edificio di culto: una cappella rustica, dedicata alla Madonna Ausilio dei Cristiani. Sedici anni dopo cominciarono i lavori per la costruzione di una chiesa, e alcuni decenni dopo si ebbe la necessità di erigere un tempio più grande. Sorse così il santuario attuale, in stile neoromanico, consacrato nel 1931 ed elevato a basilica minore nel 2006.

Le parole scolpite nella pietra angolare di questo tempio attestano il materno dinamismo della presenza di Maria a Holy Hill. Tradotte dal latino, dicono: "A causa del crescente numero di quelli che onorano l'Ausiliatrice, la Beata Vergine Maria, io sono la pietra angolare del terzo tempio in cima a questa collina".

L'edificio è ornato con vetrate, marmi, mosaici e statue. Tuttavia, i più significativi degli ornamenti sono forse le stampelle in fila all'ingresso, testimoni muti della gratitudine di coloro che furono oggetto di una delle innumerevoli forme di aiuto che la Madonna prodigamente concede ai suoi devoti.

Da soli con Dio e Maria

I Padri Carmelitani Scalzi, responsabili del santuario dal 1906, offrono un'affabile accoglienza quanti desiderano passare del tempo in intimità con Dio a Holy Hill. Ogni anno, 500 mila pellegrini accorrono al santuario cercando questo genere di solitudine nel complesso che comprende oggi circa 175 ettari.

 Shoelace414 (CC-3.0)
Veduta aerea del Santuario Nazionale di Maria Ausiliatrice.jpg
Attorniato da una vegetazione esuberante, il Santuario accoglie pellegrini
che cercano di trascorrere un po' di tempo in intimità con Maria e Gesù

Veduta aerea del Santuario Nazionale di Maria Ausiliatrice

Il panorama visto dall'alto delle torri della basilica svela chilometri e chilometri di magnifica natura. In inverno, l'esuberanza della vegetazione dà luogo al candore della neve, e il santuario resta avvolto da un silenzio sacrale. Risalendo alle parole del salmista, potremmo ben dire che questa è la montagna che Maria, Ausilio dei Cristiani, scelse per abitarci (cfr. Sal 67, 17).

1 HISTORY of the Basilica, cap.II. In: Basilica of the National Shrine of Mary Help of Christians at Holy Hill: www. holyhill.com. 2 Idem, cap.VII.

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2015, n. 143, p. 36 - 37)

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.