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Preghiere

I Salmi: paradigma della preghiera perfetta

Pubblicato 2015/02/18
Autore : Suor Maria Cecília Lins Brandão Veas, EP

Narra la Genesi che Dio passeggiava nel Giardino dell'Eden all'ora della brezza del giorno (cfr. Gn 3, 8), e possiamo immaginar- Lo che scende, soprattutto, per conversare e convivere con Adamo

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Sintesi dell'esperienza religiosa del popolo israelita nell'Antico Testamento, i Salmi soddisfano i cinque requisiti stabiliti da San Tommaso per una preghiera perfetta.

Suor Maria Cecília Lins Brandão Veas, EP

Narra la Genesi che Dio passeggiava nel Giardino dell'Eden all'ora della brezza del giorno (cfr. Gn 3, 8), e possiamo immaginar- Lo che scende, soprattutto, per conversare e convivere con Adamo. Si consumerebbe lì un dialogo sublime: da Adamo emanerebbero canti e inni di lode all'Altissimo, e da Lui, un invito ad Adamo a elevarsi di più nella contemplazione delle cose create e divine.

Francisco Lecaros  
Rey David - Museo Nazionale di Villa Guinigi - Lucca - Italia.jpg
Il Re Davide - Museo Nazionale di
Villa Guinigi, Lucca

L'uomo è invitato a dialogare con Dio

In questa scena intravvista dalla nostra pietà, ci imbattiamo nell'aspetto più insigne della dignità umana, che "consiste nella sua vocazione all'unione con Dio. È dall'inizio della sua esistenza che l'uomo è invitato a dialogare con Dio",1 e questo non è altro che il fulcro della sua vita spirituale: la preghiera.

Santa Teresina afferma che "la preghiera è un impulso del cuore, è un semplice sguardo che si lancia al Cielo, è un grido di gratitudine e di amore, tanto in seno alla sofferenza, come in mezzo alla gioia".2 È attraverso la preghiera che l'uomo comunica col suo Creatore, poiché nel cuore umano è impressa una tendenza naturale a Lui, come corollario dell'inestimabile dono di essere stato creato a sua "immagine e somiglianza" (Gn 1, 26).

Partendo da questo presupposto, potremo meglio comprendere la forza dei Salmi, come veri dialoghi con Dio.

Costanza umile e fiduciosa

"Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande!" (Sal 104, 1), canta il salmista. Brillano nell'Antico Testamento, ispirate dal Divino Spirito Santo che "intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili" (Rm 8, 26), queste belle preghiere, che si presentano come inni a esprimere lode, gratitudine, lamenti, suppliche o richieste di perdono al Creatore.

Ciò nonostante, i Salmi compiono, nel loro insieme, i cinque requisiti più importanti esposti da San Tommaso per una preghiera perfetta? Il Dottor Angelico insegna che questa deve esser "fiduciosa, retta, ordinata, devota e umile".3 Analizziamo, allora.

"Piace sommamente a Dio la nostra fiducia nella sua misericordia, perché così onoriamo ed esaltiamo quella sua infinita bontà che Egli ha voluto manifestare al mondo creandoci". 4 Infatti, per una maggior impetrazione nell'esaudimento della supplica, in essa deve trasparire una fiducia tutta amorosa e umile per suscitare la misericordia di Dio: "Mi invocherà e gli darò risposta" (Sal 91, 15).

Per questo, "quelli che si stancano, dopo che hanno pregato nel tempio, mancano di umiltà o di fiducia, e in questo modo non meritano di essere ascoltati. Parrebbe come se pretendeste che la vostra preghiera fosse esaudita in quello stesso istante, quasi fosse un ordine. Non sapete che Dio resiste ai superbi e si compiace degli umili? Forse il vostro orgoglio non vi permette di soffrire, volgendovi più di una volta alla stessa cosa? È avere molto poca fiducia nella bontà di Dio il risvegliarsi così rapido, il considerare i minimi indugi per disprezzi assoluti".5

Modelli illustri di costanza umile e fiduciosa sono i Salmi, nei quali si intravvede la speranza del salmista nel richiedere con forza e nell'elevare al Cielo la sua preghiera, implorando l'aiuto dell'Onnipotente, per quanto pessime siano le circostanze in cui è immersa la sua anima. Ecco perché canta il re e profeta Davide: "Abbi pietà di me, Signore, sono nell'affanno; per il pianto si struggono i miei occhi, la mia anima e le mie viscere. Si consuma nel dolore la mia vita, i miei anni passano nel gemito; inaridisce per la pena il mio vigore, si dissolvono tutte le mie ossa. [...] Ma io confido in te, Signore; dico: "Tu sei il mio Dio" (Sal 31, 10-11.15).

Cosa c'è di più bello e attraente agli occhi del Signore, del cuore di un bambino, la cui fiducia è la punta sottile della speranza scoppiettante dentro di lui? "Quando speriamo in qualcosa, abbiamo la gioia e la convinzione che qualcosa di buono ci capiterà. È questa fiducia che dà forza alle nostre anime di andare avanti".6

Volontà pronta a consegnarsi al servizio di Dio

Ora, come l'umiltà incita la fiducia, questa offre la devozione. "Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore" (Sal 119, 32). Qui il salmista canta pieno dello slancio con il quale l'uomo sperimenta un pezzo del Cielo: la virtù della devozione. Con essa siamo attizzati nel fuoco dell'amore divino e riceviamo una nuova spinta ad agire secondo le vie del soprannaturale, come assicura San Tommaso: "la devozione è niente più che la volontà pronta a consegnarsi a tutto ciò che appartiene al servizio di Dio".7

Una volta in possesso di questo grande beneficio, l'anima non dubita a chiedere ciò che è più conveniente per sé, e desidera, in verità, soltanto ciò che è a lei lecito e ordinato. Per questo, la preghiera sarà "rettissima quando si chiede quello che il Signore stesso incita a chiedere". 8 E che cosa stimola Dio? Il desiderio della santità e dell'unione intima con Lui, affinché si preferiscano le cose celesti alle terrene. Non è altro che questa la voce del salmista: "Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio" (Sal 42, 2).

"Che bella questa comparazione: una fonte che zampilla; e Dio, che ha fatto 'zampillare' tutto dal nulla! Come è maestoso! La fonte è un segno di Dio. Come il cervo che corre velocemente trova una fonte e si ferma, per dissetarsi, così la nostra anima, correndo per i sentieri della vita, ha sete di Dio. E la nostra anima si ferma davanti a Dio e 'beve'".9

Fondamento per la vita spirituale

I Salmi, sintesi dell'esperienza religiosa del popolo israelita nell'Antico Testamento, meritano di essere perpetuati nella Chiesa, pertanto, come paradigma della preghiera perfetta, autentici dialoghi con il Creatore. Essi sono, anche, un fondamento per la nostra vita spirituale, poiché le loro eloquenti preghiere ci danno, innanzitutto, l'appoggio per non perdere mai di vista, ogni giorno che passa, il nostro destino eterno.

1 CONCILIO VATICANO II. Gaudium et spes, n.19.
2 SANTA TERESA DI LISIEUX. Manuscrito C. Armas invencíveis – Oração. In: Obras Completas. São Paulo: Paulus, 2002, p.205.
3 SAN TOMMASO D'AQUINO. In orationem dominicam. Prooemium.
4 SANT'ALFONSO MARIA DE' LIGUORI. A oração: o grande meio para alcançarmos de Deus a salvação e todas as graças que desejamos. Aparecida: Santuário, 1987, p.71.
5 SAN CLAUDIO DE LA COLOMBIÈRE. El abandono confiado a la Divina Providencia. 2.ed. Barcelona: Balmes, 1993, p.48. 6 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. A Europa vista pelo prisma de um menino inocente. In: Dr. Plinio. São Paulo. Ano II. N.17 (Ago., 1999); p.2.
7 SAN TOMMASO D'AQUINO. Somma Teologica. II-II, q.82, a.1.
8 SAN TOMMASO D'AQUINO. In orationem dominicam. Prooemium.
9 CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. As realidades visíveis, sinais de realidades invisíveis. In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno V. N.49 (Apr., 2002); p.25.

(Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2015, n. 142, p. 26 - 27)

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