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Vergine Maria

Madonna di Vallarpadam

Pubblicato 2014/09/10
Autore : Angela Maria Tomé, EP

Realizzate sotto la protezione dello spirito religioso del popolo iberico, che aveva appena riconquistato la Penisola dopo otto secoli di lotte, le grandi navigazioni possono esser considerate una continuazione di quest'audace fatto.

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Rajeev Zacharia
madonna_di_vallarpadam_1.jpg
Rojypala at ml.wikipedia

A partire da questo miracolo, la devozione a Nostra Signora del Riscatto si è diffusa, e persone di tutte le caste e credi visitano il Santuario.

Angela Maria Tomé, EP

Realizzate sotto la protezione dello spirito religioso del popolo iberico, che aveva appena riconquistato la Penisola dopo otto secoli di lotte, le grandi navigazioni possono esser considerate una continuazione di quest'audace fatto. Lo stesso ideale che muoveva i fondatori di quei regni diede impulso alla missione di scoprire nuove vie alla Croce di Cristo e aggregare alla Chiesa Cattolica nuove genti, arricchendola con la molteplicità di doni delle differenti nazioni.

Così, i tratti cristiani di quelli che viaggiavano a bordo delle caravelle possono esser riconosciuti nelle terre da loro colonizzate, allo stesso modo in cui si notano nei volti dei nipoti i tratti fisionomici dei nonni.

Lo si constata con piacere quando si conosce la misteriosa India. Nell'esuberante ricchezza culturale di questo Paese, la presenza cattolica e portoghese permane come un gioiello incastonato in un turbante: arricchisce l'elemento naturale di questo popolo rendendo soprannaturale la sua sana tendenza al meraviglioso.

Miracoloso recupero di un quadro della Madonna

Nel vasto e sinuoso estuario formato da vari fiumi che sfociano nell'Oceano Indiano presso la città di Cochin, si trova l'isola di Vallarpadam. Lì i missionari che seguivano le spedizioni eressero nel 1524 una chiesa dedicata al Divino Spirito Santo e, in quello stesso anno, mercanti portoghesi, capeggiati dal valoroso Vasco da Gama, intronizzarono nel nuovo tempio un quadro della Madonna che il famoso navigante lusitano aveva portato con sé nella spedizione.

La pittura, avente circa un metro di altezza per settanta centimetri di larghezza, rappresenta la Madre di Dio col suo Divino Figlio in braccio sotto l'invocazione di Madonna del Riscatto, o della Mercede. Non c'è da stupirsi che questa devozione fosse così viva nello spirito dei portoghesi, poiché, all'inizio del XVI secolo c'erano ancora europei prigionieri in Africa, e l'Ordine dei Mercedari aveva assunto su di sé la missione di riscattarli.

Nel 1676, una devastante alluvione distrusse il tempio, e l'impetuoso torrente portò nel Lago Vembanad il venerabile quadro. Vari pescatori della regione lo videro galleggiare nelle acque e tentarono di recuperarlo, ma senza riuscirci: esso si allontanava inesplicabilmente dalle mani che si tendevano per afferrarlo. In quel momento Paliyath Raman Valiyachan, Primo Ministro del Maragià di Cochin, attraversava il lago. Informato di quello che stava succedendo, fece avvicinare la sua barca al quadro e, al primo tentativo, riuscì a recuperare il sacro oggetto.

Riconoscendo in questo fatto un sorriso della Madre di Gesù, Paliyath concesse nella stessa isola i terreni necessari per la ricostruzione della chiesa. Ancor oggi una lucerna donata da lui arde giorno e notte nel tempio in sua memoria.

Servi della Vergine Maria per sempre

Un prodigioso fatto capitato nel 1752 rese famoso questo Santuario in tutta la regione. La signora Meenakshiyamma – appartenente alla nobile famiglia Palliveetil, della casta guerreira dei Nair – attraversava il grande lago in barca, portando il suo figlioletto. Si alzò all'improvviso una tempesta e le acque si agitarono, ponendo in serio rischio la fragile imbarcazione. Davanti all'imminente pericolo di affondare, ella promise alla Madonna di Vallarpadam, che, nel caso li preservasse, essi sarebbero diventati suoi adimas, ossia, servi, fino alla morte.

Tuttavia, la piccola barca affondò. Ma, tre giorni dopo, il parroco del Santuario, padre Miguel Corrêa, ebbe un sogno nel quale la Santissima Vergine gli ordinava di "salvare quella sua serva" che stava in fondo al lago. Si diresse senza indugio con alcuni pescatori sul punto indicato dalla celestiale Regina. Là essi gettarono la rete e recuperarono vivi la signora e il bambino! Convertita alla Religione Cattolica, lei, di fatto, si trasferì con suo figlio nel cortile del Santuario e servì fedelmente la Madonna fino alla morte.

Mariamma e Jesudas, nomi che ricevettero nel Battesimo, facevano apostolato presso i pellegrini, incitandoli a servire anche loro la Madonna che li aveva salvati. Tutti i membri della famiglia Palliveetil si convertirono, promisero di essere adimas della Vergine Maria per sempre e, ancor oggi, abitano nelle vicinanze del Santuario.

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Pittoresca tradizione: pellegrini che spazzano il cortile del Santuario
in segno di gratitudine a Maria


Nella pagina precedente, veduta della Basilica della Madonna del Rosario. In evidenza,
quadro della Madonna del Riscatto che appartenne a Vasco da Gama. Le figure di
Mariamma e Jesudas furono aggiunte successivamente

Questo fatto probabilmente è alla radice del costume ancor oggi praticato dai pellegrini di spazzare il cortile del santuario, con le loro tipiche scope indiane, in segno di gratitudine alla Madonna di Vallarpadam.

Persone di tutte le caste e religioni

A partire da questo miracolo, la devozione alla Madonna del Riscatto si è diffusa, e persone di tutte le caste e credi visitano il Santuario, oggi Basilica. Vari Papi l'hanno arricchita con privilegi speciali. Lì, la Madre di Dio attrae e converte numerosi visitatori di altre religioni, ai quali distribuisce generosamente le sue grazie. I pescatori del grande lago a Lei ricorrono per ottenere la benedizione delle loro barche e reti; i viaggiatori Le chiedono protezione nei viaggi; le coppie senza figli vanno lì a supplicare la grazia di averne. È una sfilata continua di bisognosi!

Chi desideri veder brillare nella veneranda Basilica l'anima indiana, la visiti nel mese di settembre, la sera. È il 24 settembre la grande festa. In una dimostrazione di pietà e di buon gusto, gli ingegnosi adimas della Signora della Mercede la trasformano in una chiesa del Paradiso, ornandola con luci colorate. Vista così a distanza, da un qualsiasi punto del lago Vembanad, lei brilla come un gioiello sul turbante.

(Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2014, n. 136, p. 36 - 37)

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