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Tesori della Chiesa

La cattedrale medievale, opera di tutto il popolo Cristiano

Pubblicato 2019/11/08
Autore : Juan Carlos Casté

Notre-Dame di Parigi! Chi non ha sentito parlare della più celebre cattedrale della Francia, forse dell'Europa, o addirittura del mondo

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Erette da molti secoli, esse non invecchiano mai, e continuano ad esercitare la loro soave attrazione su tutte le generazioni. Sono esse un saggio dell'alto grado di bellezza che una civiltà può raggiungere quando è ispirata dalla
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fede cattolica.

Juan Carlos Casté

Notre-Dame di Parigi! Chi non ha sentito parlare della più celebre cattedrale della Francia, forse dell'Europa, o addirittura del mondo? Per i suoi maestosi portali passano ogni anno più di cinque milioni di visitatori che, avidi di bellezza, rimangono incantati da questa meraviglia di pietra. Ma non è soltanto la famosa chiesa parigina che esercita questo misterioso potere di attrazione sulle moltitudini. Chi percorre la vecchia Europa assiste allo stesso fenomeno a Siviglia, Burgos, Avila, Colonia, Rouen, Chartres, Bourges, Amiens, Milano, Canterbury e molte altre.

Gli innumerevoli pellegrini e turisti che visitano questi colossali monumenti, passeggiando per le loro vaste navate, rimangono incantati dalle vetrate, ammirano l'innocenza dei disegni che la luce del sole trasforma in pietre preziose multicolori che si riflettono capricciosamente sulle pareti di pietra, e rimangono stupefatti per la bellezza delle statue. Forse sono molto pochi, tuttavia, coloro che si chiedono come sono sorti alla luce del giorno questi colossi di pietra, che
La cattedrale medievale, opera di tutto il popolo Cristiano
Notre-Dame, Parigi
Foto: Sérgio Hollman / Leopoldo Werner / Timothy Ring
ergono verso il cielo le loro guglie e ogive in preghiera a Dio.

A Dio, si deve dare quanto vi è di più bello e splendente

Come furono costruite le cattedrali? Per meglio rispondere a questa domanda, si deve tener presente che il Medio Evo fu caratterizzato dall'influenza della Chiesa su tutti gli strati sociali e dalla docilità degli stessi medioevali alla grazia di Dio. Soltanto se si tiene conto del fattore religioso si può comprendere la costruzione delle cattedrali medioevali, ognuna delle quali, come vedremo, non è stata opera di un governante, un vescovo, o di un'impresa costruttrice. No! È stata opera di tutto il corpo sociale, con caratteristiche mai più viste in seguito.

Queste cattedrali avevano proporzioni enormi, alle volte senza relazione alcuna con la dimensione della città o del villaggio dove si edificavano, come quella di Chartres, quella di Burgos, o quella d'Ely, ecc. È nell'entusiasmo dei fedeli che si trovano le ragioni per la costruzione di templi di così grandi dimensioni. Per esempio, quando si esponevano le reliquie di San Dionigi nell'antica chiesa eretta in suo onore nei pressi di Parigi, tale era l'affluenza di devoti che molte volte i chierici riuscivano ad uscire soltanto dalle finestre. Questi asssembramenti, i quali si verificavano soprattutto nei santuari verso cui convergevano i grandi pellegrinaggi, causavano frequenti incidenti, di cui erano vittima soprattutto le persone anziane.

Rispondendo quindi alla necessità di trovare una soluzione a tali problemi sorsero alcuni grandi edifici, come quelli di Tolosa, in Francia e Santiago di Compostela, in Spagna. Tuttavia, è anche vero che, in molti casi, ciò che portò alla costruzione di queste enormi e meravigliose chiese fu la radicata convinzione che a Dio, al culto divino, si deve dare quello che si ha di più bello, di veramente splendido. Per esempio, è stato proprio questo il motivo per il quale il Vescovo di Parigi, Maurizio de Sully, ha fatto demolire la chiesetta, che si trovava del resto in perfette condizioni, per costruire al suo posto l'universalmente celebre Cattedrale di Notre-Dame. Analogamente fecero i vescovi di Laon, Reims e Burgos, dove furono eretti splendidi templi gotici.

Questi uomini costruivano pensando a Dio

Senza dubbio, è stato il clero la forza propulsiva di queste immense opere. I monaci, soprattutto, erano a capo del
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Chartres, Francia
movimento che portò la civiltà ad un'auge fino a quel tempo mai vista. L'arte, la cultura, l'architettura, l'ingegneria, la medicina, l'agricultura e...perfino l'arte culinaria trovarono nei monasteri medievali un grande impulso verso lo splendore.
Il medievale costruiva pensando a Dio, riflettendo sull'eternità, e per questo la sua arte era di una bellezza senza uguali. I costruttori non avevano come scopo il prestigio che il loro lavoro gli avrebbe dato la quantità di denaro che avrebbero guadagnato con le loro opere.

Ma chi dava inizio alla costruzione di una cattedrale? Generalmente, il vescovo. Considerati nel loro insieme, i vescovi dell'epoca, come autentici pastori del popolo di Dio, hanno saputo calare questa aspirazione alla bellezza e alla perfezione che si manifestava in modo via via crescente. Era, dunque, naturale che volessero abbellire ed ampliare quanto possibile la Casa del Signore.

Lavoro volontario, spinto dalla fede e dal fervore

A Parigi, ad Avila, a Colonia, a York o in qualsiasi altra città, tutto il popolo partecipava a queste prodigiose imprese. Moltissimi lavoravano all'opera con le loro stesse mani, altri offrivano risorse finanziarie, altri ancora davano il prezioso contributo con la preghiera, tutti collaboravano con entusiasmo. Viene spontaneo chiedersi come alcune città relativamente modeste - abitate da alcune decine di migliaia di persone - potessero sopportare lo sforzo necessario per finanziare i servizi, alimentare e alloggiare i lavoratori, ecc.

La risposta non è difficile. C'era, è chiaro, la necessità di mano d'opera professionale. Ma in gran parte i servizi erano eseguiti da lavoratori volontari, spinti dalla fede e dal fervore. In una perfetta concordia univano i loro sforzi i nobili, i
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Rouen, Francia
magistrati, i commercianti, i maestri artigiani e il popolo semplice della città e delle campagne circostanti. Nella sua prodigiosa Storia della Chiesa, Daniel- Rops trascrive il significativo brano di un documento relativo alla costruzione della cattedrale della Madonna di Chartres: "Si vedevano uomini vigorosi, orgogliosi della loro nobile nascita e delle loro ricchezze, e abituati ad una vita di ozio, attaccarsi con corde a un grosso carro e trascinare pietre, calce, legno e tutti i materiali necessari.

(...) Alle volte, oltre mille persone, uomini e donne, spingevano questi carrettoni, tanto pesante era il loro carico. E tutto si svolgeva in un silenzio tale che non si udiva una sola voce o mormorio. Quando facevano sosta lungo il cammino, si udiva soltanto la confessione dei peccati e una preghiera pura e supplicante a Dio, che chiedeva il perdono per le colpe commesse. I sacerdoti esortavano alla concordia, si acquietavano gli odi, le inimicizie scomparivano, i debiti erano perdonati e gli spiriti rientravano nell'unità. Se appariva qualcuno tanto ostinato al male che non voleva perdonare e seguire il consiglio dei sacerdoti, la sua offerta era lanciata fuori dal carro e lui stesso veniva espulso, coperto di ignominia dalla società del popolo santo."

Nessuno si sottraeva dal collaborare

Tutti davano un aiuto economico per portare a termine la grande opera: il vescovo, gli abati, i canonici, i nobili, i borghesi ricchi, gli artigiani, gli umili lavoratori manuali - nessuno cercava di sottrarsi, per quanto povero fosse. Lo stesso Daniel-Rops cita questa frase del Cardinale Eudes de Chateauroux, Legato papale: "È stato con gli oboli di donne ormai anziane che si è costruita, in gran parte, la cattedrale di Parigi". Oltre a questo, si chiedeva al re un contributo, e la sua risposta era
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 Colonia, Germania
sempre generosa. Messaggeri facevano collette nelle regioni vicine, con eccellenti risultati.  Quest'opera era così gradita al buon Dio che alle volte Egli stesso interveniva, operando miracoli a favore di qualche donatore la cui offerta Gli era stata particolarmente gradita.

Daniel- Rops menziona il caso di uno studente inglese che donò per la costruzione di Notre-Dame di Parigi la spilla d'oro che, di ritorno in patria, aveva intenzione di donare alla sua fidanzata: la Santissima Vergine gli apparve lungo il cammino e gli restituì il prezioso gioiello... Alle volte un donatore generoso prendeva a suo carico una parte dell'edificio; in altre occasioni, una corporazione di mestiere offriva una vetrata. A Chartres, diciannove corporazioni offrirono quarantasette vetrate; ancora oggi si possono vedere le vetrate offerte dai fornai, dai mugnai, dai pescatori e da altri benefattori.

Essi avevano fede e amavano la bellezza

Tra i costruttori di cattedrali c'erano, evidentemente, professionisti che non erano certo un modello di santità. Non si può negare, tuttavia, che tutti erano uomini di fede. Daniel-Rops afferma questo con il colore e l'arguzia dello spirito francese: "Si stava, a quel tempo, il più lontano possibile da questi artisti moderni che ‘fanno arte sacra' proclamando che non hanno fede..." A parte questo, i costruttori delle cattedrali avevano la convinzione di star edificando "per Dio", amavano il bello e il grandioso, ed esercitavano con gusto il loro compito. Non ci si stupisce, dunque, se ogni dettaglio della cattedrale era una vera opera d'arte.

Chi cammina per le nostre città moderne, piene di rumori assordanti; chi vive nell'agitazione della vita odierna, spostandosi in veloci ma stressanti mezzi di trasporto, soffrendo le angustie del traffico delle grandi metropoli inquinate e rumorose, nel varcare le sante soglie di qualunque fra queste grandiose cattedrali gotiche, sente una grande pace, e qualcosa di ancor più speciale. È come se quelle pietre e vetrate benedette, gli parlassero nel profondo dell'anima, in un linguaggio muto, ricordandogli le verità eterne, trasmettendogli la voglia delle cose celesti e il desiderio di far piacere a Dio. Ed è per questa ragione che un tempo esse sono state costruite.

(Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2006, n. 28, p. 38 - 41)

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